«La Margherita rischia di non avere città»
Detomas: tutta colpa dei Ds
«Altri 8 anni di guida Dellai»
elezioni
Alleanze
in affanno



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L´ACCUSA. L´onorevole Beppe Detomas (Ulivo) qui durante
la campagna elettorale
per le Europee l´anno scorso


Di LUISA PATRUNO
«Sono preoccupato per la tenuta della coalizione che governa la Provincia e in questo momento posso solo augurarmi che nonostante le divisioni il centrosinistra vinca le elezioni comunali, altrimenti qualcuno dovrà risponderne, perché chi rischia di pagare di più oggi è la Margherita e questo per colpa dei Ds».
L´onorevole Giuseppe Detomas, deputato ladino dell´Ulivo, è anche referente della Margherita per i rapporti di coalizione e in questa veste ha seguito le trattative per la scelta dei candidati dell´Intesa di Dellai nei Comuni sopra i tremila abitanti. L´obiettivo di presentarsi uniti è riuscito solo in parte e soprattutto con imperdonabili eccezioni per un´alleanza politica che governa la Provincia, come Rovereto e Riva.
Onorevole Detomas, l´Intesa democratica autonomista di Dellai non c´è a Rovereto e forse non ci sarà nemmeno a Riva, per citare solo i centri può grossi, con il concreto pericolo, soprattutto a Riva, di consegnare il Comune al centrodestra. Per una coalizione sulla carta così forte come la vostra non è certo un bel risultato. Come si è arrivati a questo punto?
Quello che mi spaventa è che le discussioni di queste settimane e il modo in cui alla fine la coalizione si presenterà alle elezioni dimostrano che il disegno politico complessivo dell´alleanza che governa in Provincia è passato in secondo piano.
Hanno prevalso le dinamiche locali e ai personalismi?
Mi sembra troppo comodo nascondersi dietro ai personalismi o alle impuntature degli esponenti locali dei partiti per giustificare il fatto che non si è riusciti a difendere il progetto dell´Intesa.
E allora da cosa è dipeso?
Dall´incapacità del segretario dei Ds del Trentino di governare le dinamiche interne al suo partito. Si è percepito anche in queste comunali come nella sinistra ci sia una diffidenza di fondo nei confronti della Margherita, come se fosse un avversario, che fa sì che oggi se si chiede chi è che fa opposizione sistematica alla giunta Dellai si deve rispondere la sinistra, con questo o quel consigliere, anche se ci sono i distinguo di rito della segreteria del partito.
Tra voi c´era chi sperava che l´arrivo di Remo Andreolli al posto di Mauro Bondi avrebbe portato a rapporti più sereni tra la Margherita e i Ds. Non è stato così?
E stato un errore. Non è un problema di persone ma di dinamiche politiche che ci sono all´interno della sinistra e delle quali i vertici non sono in grado di tirare le fila.
Tornando alle elezioni comunali, voi attribuite la responsabilità delle rotture ai Ds, ma anche la Margherita si è impuntata.
Non è vero. Siamo noi ad uscire con le ossa rotte perché la Margherita, che rappresenta un terzo dell´elettorato, è esposta al rischio di non avere neanche una città importante, posto che il sindaco di Pergine, Renzo Anderle, non è proprio della Margherita. Noi, infatti, ci siamo a sostenere i candidati dei Ds, a cominciare da Trento. Ci siamo a Borgo, Tione in tutti gli altri Comuni governati dalla sinistra. Dove, invece, ci sono sindaci della Margherita i Ds hanno sempre qualche problema personale per andare da soli: a Rovereto, Riva, Levico, Baselga di Piné, per citarne alcuni.
Quali saranno le conseguenze?
Dipenderà da come andranno le elezioni, ma certo sono state messe in circolo molte tossine difficili da smaltire. Non possiamo e non vogliamo fare a meno del secondo partito della coalizione, ma non può pretendere di non pagare mai nulla all´alleanza.
Ci sono alternative a questa coalizione?
No, ma vorremmo che venisse riconosciuto che la Margherita ci crede fino in fondo e lo sta dimostrando nonostante la sinistra continui a metterlo in dubbio, nonostante le tensioni tra anime diverse al nostro interno e le sollecitazioni della destra.
Forza Italia continua però a farvi la corte
Forza Italia a livello locale non sa nemmeno lei cos´è, non ha un progetto politico, un´idea, basta vedere l´approccio conservatore che ha avuto sulla riforma Itea. Va in giro a dire che è uguale alla Margherita e poi si meraviglia se la gente continua a votare la Margherita e Dellai, l´originale, invece della brutta copia.
Se il presidente Dellai dovesse andare a Roma nel 2006 da ministro, come si vocifera - sempre che la sinistra vinca le elezioni - che ne sarà della Margherita trentina?
Dellai a Roma è un´ipotesi che non prendo in considerazione. Il Trentino ha ancora bisogno di Dellai non solo per finire questa ma anche per la prossima legislatura. Ci sono riforme molto importanti che finalmente stiamo realizzando e non vedo all´orizzonte altri che potrebbero portarle a termine. E poi a Roma ho visto macinare molti personaggi, che erano importanti in periferia. Non credo che andrà a Roma.