cari amici
presumo che chi di voi frequenta da sempre questo forum sa che il sottoscritto, tra le altre cose, è anche maestro di scacchi. Iniziai il gioco al tempo della mia adolescenza e fin dalle 'prime mosse', è proprio il caso di dirlo, divenni assiduo tifoso di 'Bobby' Fisher [nella foto...], americano di padre tedesco nato un decennio prima di me [Chicago 1943...], il quale a soli quindici anni già era grande maestro ed era considerato già colui che, come è stato, avrebbe posto fine al dominio sovietico in questo gioco, che non a caso è peculiarità di coloro che sono dotati di un certo quoziente intellettivo [nel caso di 'Bobby' 180!...]. I motivi che facevano di lui per me il vero 'numero uno' non erano solo attinenti al gioco in sè e per sè. In primo luogo era orgogliosamente anticomunista e non faceva mistero che quando gli capitava di battere una 'falce e martello' [nei tornei scacchistici internazionali è usanza porre accanto alla scacchiera una bandierina che indica la nazionalità dei contendenti su ogni scacchiera...] provava un piacere non altrimenti realizzabile. In secondo luogo, diciamo così, non vedeva molto di buon occhio neppure gli ebrei e nel caso la 'falce e martello' in questione fosse per caso anche ebreo [cosa vera a quel tempo per quasi tutti i grandi maestri sovietici...] il grado di intima soddisfazione automaticamente raddoppiava...
Molti di voi probabilmente ricordano la sua memorabile conquista del titolo di campione del mondo a Reikyavik nell'estate del 1972, allorchè sconfisse nettamente il sovietico Boris Spassky in una sfida su 24 partite. Molto meno nota è la 'sfida di ritorno' da lui giocata contro lo stesso Boris Spassky [anch'essa terninata con la vittoria...] giocata vent'anni dopo la prima, questa volta in Montenegro nel 1992. Allora era in voga l'embargo nei confronti della Federazione Yugoslava e Fisher per poter giocare quell'incontro dovette violare le ferree disposizioni che impedivano ai cittadini americani di recarsi in Yugoslavia. Da allora egli, non potendo più far ritorno nel suo paese, è vissuto in Giappone fino a che recentemente le autorità del Sol Levante hanno deciso di dar corso alla richiesta di estradizione di Fisher presentata dagli Stati Uniti. Se la richiesta verrà accolta 'Bobby' rischia il carcere, ragione per la quale egli è in cerca di un paese amico che gli conceda asilo politico. Ci si potrebbe ragionevolmente chiedere il perchè di tanto accanimento persecutorio nei confronti di un uomo che ha procurato a suo tempo [si era in periodo di guerra fredda...] un enorme beneficio di immagine al proprio paese dimostrando la superiorità dell'Occidente in un campo che prima era considerato dominio assoluto del mondo comunista. La risposta forse ce la fornisce quanto riportato sul sito internet di Miyoko Watai, capo della federazione giapponese di scacchi nonchè suo amico personale...
... [Fisher] non vuole essere rimpatriato negli Usa controllati dagli ebrei e tantomeno desidera restare in una nazione brutale, ostile e corrotta come il Giappone controllato dagli Usa...
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Nobis ardua
Comandante CC Carlo Fecia di Cossato





Nobis ardua
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...]. Fischer, 62 anni, era detenuto in Giappone dal 13 luglio 2004, quando aveva tentato di lasciare il Giappone con un passaporto americano non valido [Yuriko Nakao/Reuters]



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