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  1. #1
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    Predefinito Consiglio Generale del Partito Radicale Nonviolento, transnazionale e transpartito

    Consiglio Generale del Partito Radicale Nonviolento, transnazionale e transpartito. Nel pomeriggio di oggi l'intervento della leader uigura Rebya Kadeer

    21 novembre 2009

    Proseguono a Roma, presso la biblioteca del Senato in Piazza della Minerva, i lavori del Consiglio Generale del Partito Radicale Nonviolento Transnazionale Transpartito..
    Nel pomeriggio di oggi è previsto l’intervento di Rebya Kadeer, leader mondiale degli uiguri, definita “madre del popolo uiguro”.
    Il Consiglio Generale del PRNTT andrà avanti fino a domani. La seduta notturna di stasera, che avrà inizio alle ore 21, e i lavori di domani, domenica 22 novembre, si terranno presso la sede radicale di via di Torre Argentina, 76 – 3° piano.

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  2. #2
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    Predefinito Rif: Consiglio Generale del Partito Radicale Nonviolento, transnazionale e transparti

    Consiglio Generale del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito. Oggi, nel primo pomeriggio, la chiusura dei lavori
    Tra i partecipanti, oltre a Emma Bonino e Marco Pannella, rappresentanti di organizzazioni internazionali nonviolente, del dissenso e per la democrazia.

    22 novembre 2009


    Proseguono oggi a Roma, in Via di Torre Argentina, 76, i lavori del Consiglio Generale del Partito Radicale Nonviolento Transnazionale Transpartito. I lavori termineranno oggi, nel primo pomeriggio.
    Tra i partecipanti ai lavori, oltre ai membri del Consiglio Generale, sono presenti Rebya Kadeer, leader mondiale degli uiguri, “madre del popolo uiguro”; Enver Can, Presidente del Congresso Nazionale del Turkestan Orientale; Kok Ksor, che vive in esilio negli Stati Uniti, leader dei Montagnards, popolazione cristiana perseguitata dal regime comunista vietnamita; Sam Rainsy, rappresentante dell’opposizione del regime cambogiano; Vanida Thephsouvanh, Presidente del Movimento Lao per i Diritti Umani; Emma Bonino, Vice Presidente del Senato; Marco Pannella, leader dei radicali; Mario Staderini e Bruno Mellano, Segretario e Presidente di Radicali Italiani; parlamentari e dirigenti radicali e delle Associaizoni Nessuno Tocchi Caino, Associaizone Luca Coscioni e altre Associazioni radicali. Presiede i lavori il Senatore radicale Marco Perduca.
    Ai lavori partecipano anche i deputati radicali Maria Antonietta Farina Coscioni e Maurizio Turco, giunti oggi al 15° giorno di sciopero della fame per il riconoscimento dei diritti negati ai malati di Sla e Rita Bernardini, giunta oggi al 4° giorno di sciopero della fame a sostegno della Mozione presentata alla Camera dei deputati sulla drammatica situazione delle carceri italiane.

  3. #3
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    Predefinito Rif: Consiglio Generale del Partito Radicale Nonviolento, transnazionale e transparti

    Consiglio Generale del Partito Radicale Nonviolento, transnazionale e transpartito. La Mozione Generale

    22 novembre 2009

    Consiglio Generale del Partito Radicale Nonviolento, transnazionale e transpartito

    Roma, 20-22, Novembre 2009

    Mozione Generale

    Il Consiglio generale del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito, riunitosi a Roma nella Sala Capitolare del Senato della Repubblica dal 20 al 22 novembre 2009, in sinergia con la conferenza “L'eredità del Manifesto di Ventotene. Federalismi, confederalismi, autonomia o indipendenza: può lo Stato Nazione fornire un modello valido per l'affermazione dei diritti individuali? I casi di Cina, Indocina, Balcani, Caucaso e Medio oriente.” promossa da Radicali italiani insieme allo European Liberal-Democratic and Reformers Party.

    PRESO atto della Relazione sulla situazione del Partito presentata dal Vice-presidente vicario del senato Maurizio Turco e dell’intervento introduttivo del Presidente del senato Marco Pannella.

    RIBADISCE la denuncia del sistematico mancato rispetto della Legge a cominciare della Dichiarazione Universale sui Diritti Umani e del principio di legalità a livello nazionale e internazionale come principale fattore di crisi del nostro tempo per il mondo democratico;

    CONFERMA nella nonviolenza il più idoneo strumento politico capace di rispondere strutturalmente a questa violazione sistematica delle leggi e consentire l'affermazione dei diritti individuali, così come indicato dal Rapporto Cappato nella sua relazione sui diritti umani adottata dal Parlamento europeo nel maggio 2008;

    PRESO ATTO della priorità che è stata data in tutti questi anni al fronte italiano e del conseguente rafforzamento dei soggetti costituenti del Partito;

    FA PROPRIA E ACCOGLIE la proposta del Presidente del senato del partito di impegnare il partito e i suoi organi dirigenti a ridare piena priorità alle strutture e attività del Partito perché si prepari e convochi entro il 2010 un congresso che sia all’altezza delle attuali urgenze e con il pieno recupero degli anni passati; e in tal modo sarà ancora più chiaro che l’intero partito vorrà e saprà farsi carico della lotta nonviolenta per l’affermazione dello stato di diritto sul fronte italiano;

    inoltre, per quanto riguarda la specifica realtà europea e la crisi dell’Unione europea, tenuto presente il dibattito e gli esiti della conferenza sull’eredità del Manifesto di Ventotene e preso atto dell’attualità, necessità ed urgenza dei principi ispiratori nonché dell’obiettivo di quel documento politico, in stretta collaborazione col Movimento Federalista Mondiale, il Movimento Federalista Europeo e loro organizzazioni affiliate a livello nazionale e alle componenti e membri federalisti del Parlamento europeo e dei parlamenti nazionali;

    decide di RILANCIARE la necessaria nuova lotta federalista tenendo presente che questa proposta sempre più chiaramente riguarda e coinvolge anche le altre regioni del mondo oltre l’Europa, in particolare operando in stretta sinergia coi movimenti con obiettivi di autonomia, federalismo e dei diritti umani a partire l’Organizzazione delle Nazioni e Popoli non-rappresentate, UNPO, che ha adottato la scelta nonviolenta.

    Saluta la decisione di numerosi membri del Parlamento tibetano in esilio di iscriversi al Partito Radicale e rilancia gli obiettivi Satyagraha per la verità sui negoziati tra i rappresentanti di Sua Santità il Dalai Lama e il Governo cinese.

    Emma Bonino, Enver Can, Kok Ksor, Kadhi Koyta, Matteo Mecacci, Marco Perduca, Vanida Thephsouvanh, Sergio Stanzani

  4. #4
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    Predefinito Rif: Consiglio Generale del Partito Radicale Nonviolento, transnazionale e transparti

    Consiglio Generale del Partito Radicale Nonviolento, transnazionale e transpartito. Mozione particolare della situazione degli Uiguri nel Turkestan Orientale

    22 novembre 2009

    Consiglio Generale del Partito Radicale Nonviolento, transnazionale e transpartito

    Roma, 20-22 novembre 2009

    Mozione particolare della situazione degli Uiguri nel Turkestan Orientale

    Alla luce del rapporto sulla situazione del popolo uiguro nel Turkestan orientale (Regione Autonoma Cinese dello Xinjang Uiguro) presentato da Rebiya Kadeer, leader democratica uigura e presidente del Congresso Uiguro Mondiale, il Consiglio Generale del Partito Radicale Nonviolento, transnazionale e transpartito;

    Condanna la repressione militare contro il popolo pacifico del Turkestan Orientale iniziata il 5 luglio 2009 e la recente esecuzione di otto uiguri;

    Sollecita l’ONU, l’UE e l’OCI (Organizzazione della Conferenza Islamica) ed altri organi internazionali a organizzare una missione investigativa nel Turkestan Orientale;

    Chiede alle autorità cinesi di rilasciare gli Uiguri arrestati e detenuti per aver partecipato alla protesta del 5 luglio e i due figli di Rebiya Kadeer, Alim e Ablikim;

    Sollecita la leadership cinese a trovare un accordo pacifico per quanto riguarda la situazione del Turkestan Orientale avviando i negoziati con il Congresso Uiguro Mondiale presieduto da Rebiya Kadeer;

    S’impegna a esplorare un percorso che porti alla creazione di un Gruppo di Amicizia Italo-Uiguro al fine di dare rilevanza alla situazione del popolo uiguro e del Turkestan Orientale in Italia e al Parlamento europeo.

    Sollecita il Parlamento italiano ad adottare una risoluzione a sostegno della lotta pacifica del popolo uiguro per i diritti umani, la libertà e la democrazia mediante la nonviolenza e a difesa della cultura, identità, confessioni religiose e degli altri diritti umani fondamentali del popolo uiguro.

  5. #5
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    Predefinito Rif: Consiglio Generale del Partito Radicale Nonviolento, transnazionale e transparti

    in poche parole trans...:sofico:

  6. #6
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    Predefinito Rif: Consiglio Generale del Partito Radicale Nonviolento, transnazionale e transparti

    Citazione Originariamente Scritto da Liberalix Visualizza Messaggio
    in poche parole trans...:sofico:
    repapelle:

  7. #7
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    Predefinito Rif: Consiglio Generale del Partito Radicale Nonviolento, transnazionale e transparti

    Il testo della dichiarazione di Roma del V Congresso Mondiale dei Parlamentari pro-Tibet

    20 novembre 2009

    V Congresso Mondiale dei Parlamentari pro-Tibet
    18- 19 Novembre 2009, Roma, Italia
    I PREAMBOLO
    Il V Congresso Mondiale dei Parlamentari pro-Tibet, che si riunisce a Roma il 18 e 19 novembre 2009,
    Difende il diritto del popolo Tibetano di avere la loro identità, cultura e stile di vita;
    Ribadisce l’impegno a sostegno del popolo del Tibet e del cammino nonviolento che hanno scelto, sotto la guida di Sua Santità il Dalai Lama;
    Riafferma il ruolo cruciale giocato dai parlamentari e dagli organi parlamentari nell’aumentare la consapevolezza, all’interno dei governi e delle istituzioni internazionali, della difficile situazione del Tibet e per formulare delle politiche che vadano a beneficio del popolo Tibetano;
    Richiama i quattro precedenti incontri del Congresso Mondiale dei parlamentari Pro-Tibet, le risoluzioni e i programmi di azione che hanno adottato e l’impatto delle attività e delle iniziative che ne sono scaturite;
    Lavora a favore di una risoluzione della questione Tibetana che garantisca una autentica autonomia per il popolo Tibetano nell’ambito della cornice della Costituzione della Repubblica Popolare Cinese;
    PROCLAMA che il messaggio politico del V Congresso Mondiale dei Parlamentari pro-Tibet non è anti-Cinese, ma una dichiarazione a sostegno della giustizia e della verità nella sincera convinzione che i popoli Tibetano e Cinese possano trovare un modo di coesistere con rispetto reciproco;
    II CONSTATAZIONI
    Il V Congresso Mondiale dei Parlamentari pro-Tibet,
    CONSTATANDO che dall’ultimo incontro V Congresso Mondiale dei Parlamentari pro-Tibet nel 2005 la situazione in Tibet si è deteriorata a causa dell’imposizione da parte del governo della Repubblica Popolare Cinese di misure molto dure nei confronti del popolo tibetano e nei confronti del Dalai Lama e della sua ricerca di autonomia;
    MOTIVATI dalle proteste politiche che sono iniziate nel marzo 2008 nelle quali i Tibetani di tutto l’altopiano Tibetano hanno manifestato la loro sofferenza in maniera pacifica e molto intensa, senza precedenti, in risposta alle politiche repressive delle autorità Cinesi;
    PREOCCUPATI che le autorità Cinesi abbiano risposto alle proteste con azioni repressive nell’interno altopiano Tibetano, comprese le documentate detenzioni di 735 Tibetani per aver esercitato diritti quali quello alla libertà di parola, di religione, di riunione e di associazione;
    INDIGNATI per le esecuzioni di Tibetani senza che siano stati osservati gli standard internazionali per il diritto a un equo processo;
    RICONOSCENDO che la Repubblica Popolare Cinese, poiché cerca di essere un membro affidabile della comunità internazionale, deve sapere che il riconoscimento di questo status è associato a doveri e responsabilità di proteggere e di rispettare quelle persone che sono sotto il suo controllo, rispettando gli standard internazionali in tema di giustizia e diritti umani, come previsto nella Carta delle Nazioni Unite e la Dichiarazione Universale dei Diritti Umani;
    RICONOSCENDO che il governo della Repubblica Popolare Cinese ha una responsabilità morale di rispondere alle legittime richieste del popolo Tibetano tramite una equa amministrazione dello stato di diritto in base agli standard internazionali di giustizia, rispetto per la libertà di religione e di espressione, di protezione del diritto del popolo Tibetano ad esprimere la loro identità culturale e il suo stile di vita, e per l’attuazione di una autonomia genuina;
    RICONOSCENDO la recente documentazione da parte degli organi delle Nazioni Unite, incluso l’Ufficio dell’Alto Commissario per i Diritti Umani, il Consiglio dei Diritti Umani e il Comitato contro la tortura, e da parte di governi nazionali e di organizzazioni non governative, di violazioni sistematiche dei diritti umani nei confronti del popolo Tibetano da parte delle autorità Cinesi;
    RICONOSCENDO che la Repubblica Popolare Cinese ha firmato e ratificato il Patto sui Diritti Economici Sociali e Culturali, ma esprimendo rammarico per le mancate attuazioni dello stesso, che è la causa fondamentale del malcontento Tibetano;
    RICONOSCENDO la necessità di continuare il sostegno nei confronti dei rifugiati fuggiti sia da poco tempo che da molto tempo dal Tibet, molti dei quali sono fanciulli, includendo le aree di assistenza umanitaria, dell’educazione, della salute e della rivitalizzazione degli insediamenti;
    PREOCCUPATI dalla degrado ambientale dell’altopiano Tibetano, conosciuto con il nome di“Terzo Polo”, a causa di un cambiamento climatico provocato dalle emissioni di gas serra, dalla mala gestione delle risorse naturali, da parte degli interessi governativi e commerciali cinesi, e il nuovo insediamento dei nomadi Tibetani in comunità stabili, che li separano dal loro tradizionale stile di vita e dalla loro gestione della prateria Tibetana;
    RICONOSCENDO che le politiche Cinesi volte a mitigare e adattare gli effetti del cambiamento climatico sull’altipiano Tibetano interessano miliardi di persone in Asia e che il coinvolgimento e l’esperienza dei Tibetani è parte integrante per il successo dell’applicazione delle politiche di cambiamento climatico;
    RICONOSCENDO gli inestimabili contributi, finanziari e in altre forme di sostegno, da parte dei governi e dei cittadini del mondo per il benessere del popolo Tibetano e i loro sforzi per sostenere la il rispetto della sua identità, in particolar modo il sostegno ricevuto come nazione ospitante da parte del governo e del popolo Indiani;
    RICONOSCENDO che le dichiarazioni internazionali e governative a sostegno del dialogo dopo le manifestazioni di protesta che sono iniziate nel marzo 2008, sono state cruciali nel creare un tavolo per i round negoziali che sono avvenuti nel corso dell’anno;
    RICONOSCENDO che affinché i negoziati tra il governo Cinese e i rappresentanti del Dalai Lama siano effettivi è essenziale che il formato dei negoziati sia trasparente e con il coinvolgimento di una appropriata supervisione internazionale;
    CONCLUDENDO che Sua Santità il Dalai Lama, nonostante il perdurare dell’occupazione del Tibet, sia sincero nel cercare una “ via di mezzo” per trovare una soluzione politica per il Tibet, e non l’indipendenza;
    CONCLUDENDO che il Memorandum sull’Autonomia Genuina per il popolo Tibetano proposto dai rappresentanti del Dalai Lama, rappresenta la sua visione per una genuina autonomia all’interno della cornice costituzionale della Repubblica Popolare Cinese;
    PRENDENDO in considerazione le esperienze delle regioni autonome nel mondo, come ad esempio il Trentino-Sud Tirolo in Italia, che hanno dimostrato come i conflitti possano essere superati rispettando i diritti fondamentali di popoli differenti e di minoranze etniche e linguistiche, consentendo loro di esercitare il diritto all’auto-governo rispettando contemporaneamente l’integrità territoriale degli Stati;
    AFFERMANDO il valore della nonviolenza nel mitigare il conflitto e le incomprensioni, nonché il potenziale della leadership nonviolenta incarnata da Sua Santità il Dalai Lama per raggiungere la pace e la stabilità nella Repubblica Popolare Cinese;
    e
    RIAFFERMANDO le risoluzioni e le dichiarazioni fatte in tutti i precedenti Congressi Mondiali dei Parlamentari sul Tibet, incluso il riconoscimento di Sua Santità il Dalai Lama e il Governo Tibetano in esilio come legittimi rappresentanti del popolo Tibetano.
    III AZIONI
    Considerato tutto ciò, il Congresso ha deciso di:
    ESPRIMERE SOSTEGNO per l’instaurazione di negoziati sostanziali tra il governo Cinese e i rappresentanti di Sua Santità il Dalai Lama per trovare una soluzione significativa della questione Tibetana, considerando il Memorandum sulla Autonomia Genuina come una base realistica e costruttiva per tali negoziati;
    CHIEDERE ai governi di chiedere alla Repubblica Popolare Cinese il pieno rispetto diritti e le libertà fondamentali del popolo Tibetano e a consentire la loro partecipazione autentica a tutte le questioni che concernono il loro attuale e futuro benessere;
    ESORTARE i governi nazionali a riconoscere che il ruolo di parti terze facilitatrici è essenziale per la ripresa del dialogo e per garantire la sua trasparenza;
    FARE APPELLO alla Repubblica Popolare Cinese affinché ratifichi il Patto Internazionale sui Diritti Civili e Politici;
    ESORTARE i governi ad esplorare meccanismi multinazionali per lavorare in maniera collaborativa sulle sfide poste dal cambiamento climatico in Tibet, inclusa la diretta partecipazione dei Tibetani interessati. A tal fine, i partecipanti di questo Congresso redigeranno e pubblicheranno una lettera aperta per esprimere l’importanza chiave del Tibet come il “Terzo Polo” prima della Conferenza delle Nazioni Unite sul cambiamento climatico a Copenhagen;
    IMPEGNARSI a coinvolgere governi e istituzioni per assicurare che Sua Santità il Dalai Lama sia ricevuto adeguatamente quando incontra leader e autorità di governo.
    IMPEGNARSI a creare competenze all’interno dei governi nazionali per la diffusione di informazioni e per la realizzazione di politiche sul Tibet, come ad esempio l’identificazione o la costituzione di un ufficio all’interno dell’Esecutivo del governo per trattare la questione Tibetana;
    IMPEGNARSI ad identificare i membri di un Network Internazionale di Parlamentari sul Tibet. Il network, in consultazione con il Parlamento Tibetano in esilio, identificherà un Segretariato. Il network faciliterà un più ampio coordinamento tra i gruppi di parlamentari, condividerà le migliori esperienze, e sarà adeguatamente sostenuto per l’avanzamento internazionale di un piano d’azione a breve termine che includa:
    1) l’introduzione di una risoluzione o mozione all’interno dei Parlamenti che rifletta gli elementi principali della Dichiarazione del Congresso sul Tibet;
    2) la richiesta di un briefing sulle politiche sulla situazione del Tibet portate avanti dai rispettivi governi anche nei fora multilaterali, nell’area dei diritti umani, dell’ambiente, della sicurezza, dello sviluppo, dell’assistenza economica e della situazione geopolitica;
    3) la ricerca di un sostegno governativo tangibile a livello nazionale, locale e anche privato a favore di programmi che forniscano assistenza alle comunità Tibetane, incluse sia quelle all’interno del Tibet che quelle in esilio e rifugiate da lungo o breve periodo;
    4) l’impegnarsi in scambi parlamentari con i legislatori Cinesi e nella comunicazione verso il pubblico Cinese;
    5) visite in Tibet in qualità di membri di una delegazione parlamentare multinazionale, con l’intento di verificare la situazione sul terreno, incluso lo status dei nomadi tibetani e dei prigionieri politici;
    6) l’organizzazione di udienze parlamentari nelle Commissioni Diritti Umani ed Affari Esteri con i rappresentanti Tibetani e, se accettano, con rappresentanti del governo Cinese per discutere sulla situazione politica ed umanitaria in Tibet.
    7) la promozione di una campagna per ottenere il sostegno , per l’approvazione e la firma di questa dichiarazione da parte dei parlamentari dei governi nazionali e locali, dei partiti politici, dei leaders delle comunità, delle organizzazioni religiose, Nobel per la Pace, opinionisti e tutti i cittadini di buone intenzioni nel mondo.

  8. #8
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    Predefinito Rif: Consiglio Generale del Partito Radicale Nonviolento, transnazionale e transparti

    Il partito transnazionale

    • da Liberal del 25 novembre 2009








    Si è chiuso domenica pomeriggio a Roma, nella storica sede di via di Torre Argentina, i lavori del Consiglio generale del Partito Radicale Nonviolento Transnazionale Transpartito. Tra i partecipanti ai lavori, oltre ai membri del Consiglio generale, sono presenti Rebya Kadeer, leader mondiale degli uiguri, "madre del popolo uiguro"; Enver Can, presidente del Congresso nazionale del Turkestan Orientale; Kok Ksor, che vive in esilio negli Stati Uniti, leader dei Montagnards, popolazione cristiana perseguitata dal regime comunista vietnamita; Sam Rainsy, rappresentante dell`opposizione del regime cambogiano; Vo Van Ai, presidente del Comitato vietnamita per i diritti dell`uomo e portavoce della Chiesa buddista unificata; Emma Bonino, vice presidente del Senato; Marco Pannella, leader dei radicali; Mario Staderini e Bruno Mellano, segretario e presidente di Radicali Italiani; parlamentari e dirigenti radicali e delle associazioni "Nessuno Tocchi Caino" e "Luca Coscioni". Ai lavori, presieduti dal senatore radicale Marco Perduca, hanno partecipato anche i deputati radicali Maria Antonietta Farina Coscioni e Maurizio Turco, giunti domenica al 15° giorno di sciopero della fame per il riconoscimento dei diritti negati ai malati di Sla e Rita Bernardini, arrivata al 4° giorno di sciopero della fame a sostegno della mozione presentata alla Camera dei deputati sulla drammatica situazione delle carceri italiane.

 

 

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