''Vogliamo piena libertà da uno stato oppressore''

''Vogliamo piena libertà da uno stato oppressore''
Berlusconi: Stato legittimo solo se garantisce libertà a tutti
Il comunismo ''e' un'ideologia che ancora sopravvive e che ancora opprime, nel mondo, oltre un miliardo e mezzo di persone'' Firenze, 30 mar. (Adnkronos/Mak) - ''Vogliamo piena liberta' dallo Stato oppressore. Uno Stato che non puo' opprimere fiscalmente. Non vogliamo una burocrazia oppressiva ne' un sistema di giustizia che sia legato a orientamenti politici''. Lo ha detto il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, intervenendo a Firenze al lancio del movimento ''Italia di nuovo'', fondato da Maurizio Scelli.
Il premier ha sottolineato che ''uno Stato e' legittimo solo se garantisce la liberta' a tutti i cittadini, il diritto da cui derivano tutti gli altri diritti''. ''La liberta' -ha proseguito Berlusconi- o e' piena o non e' liberta'. Lo Stato non deve opprimerla, con troppi vincoli e divieti. Lo Stato non puo' andare oltre le sue peculiari sfere d'azione e deve lasciare agli individui, alle imprese e alle associazioni di volontariato i propri spazi''. Ed ha chiesto alla platea: ''Possiamo temere qualcosa se i nostri avversari vanno al potere?''. Il migliaio di persone presenti ha risposto in coro: ''Si'''. Poi Berlusconi ha commentato: ''La mia domanda ha avuto la risposta che voi avete dato''.
Il premier è tornato all'attacco del comunismo, ribadendo che ''e' un'ideologia che ancora sopravvive anche mel mondo occidentale e che ancora opprime, nel mondo, oltre un miliardo e mezzo di persone''. E nel suo intervento ha più volte sottolineato l'importanza della difesa della liberta' e dello stato liberale. ''Capisco -ha spiegato Berlusconi- che questa ideologia ispirata alla liberta' eserciti meno appeal sui giovani di ideologie distruttive come il nazismo e il comunismo. Ma, proprio per questo, per scongiurare il rischio che la liberta' possa esere perduta, i giovani devono impegnarsi a fondo''.
Berlusconi ha anche negato che il Governo abbia ridotto i versamenti alle istituzioni locali. ''Le istituzioni locali -ha detto- non possono avanzare scuse che sono costrette a ridurre le spese sociali perche' hanno ricevuto meno dallo Stato. La verita' e' che i Comuni per i servizi sociali spendono, nella media, solo il 12%. Le spese generali rappresentano invece, in media, il 30%. Spese che spesso servono per il turismo politico, per manifestazioni di arte varia, molto spesso organizzate a fini elettorali''.