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  1. #1
    Veneta sempre itagliana mai
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    Predefinito Io....in clinica con Bossi

    Mercoledì, 30 Marzo 2005




    CASTELFRANCO Lisa racconta
    «Io, in clinica con Bossi»


    Castelfranco Veneto
    Lisa, una bella ragazza di Castelfranco, bionda e vivace, d'improvviso a 21 anni si è ritrovata faccia a faccia con la morte, colpita da un grave ictus. Dopo mesi di cure e sacrifici - fisici, psichici ed economici - assistita continuamente dai genitori, Lisa, convalescente, è entrata nella clinica di Brissago in Svizzera dove anche Umberto Bossi era in fisioterapia riabilitativa.

    Lisa ha voluto conoscerlo ed è nata con l'«onorevole», come lo chiama, un'amicizia spontanea e profonda che - al di là della dolorosa esperienza che li ha accomunati - ha rappresentato una svolta nella vita di Lisa, «arruolata» - come racconta lei stessa - dal Senatùr nelle file della Lega Nord.






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  2. #2
    Veneta sempre itagliana mai
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    Mercoledì, 30 Marzo 2005





    Castelfranco
    NOSTRO SERVIZIO
    ...


    Castelfranco
    NOSTRO SERVIZIO

    E' in lista per le elezio ni, ma Lisa è l'unico candidato al con siglio comunale che sa già di aver vin to. Ha vin to la battaglia con tro la morte e con tro un destin o che qualcuno le aveva già assegnato su una sedia a rotelle. Il suo sorriso con tagio so e la sua straordin aria vitalità sono state le armi vin centi che l'hanno con dotta fuori da un tunnel durato 11 mesi. Una vitalità da cui persin o Umberto Bossi è rimasto impressio nato. Ad unirli, nonostante la differenza d'età, più dell'ictus, ha potuto proprio quel carattere forte che li accomuna. E' stato direttamente il Senatur a con vin cerla a candidarsi; ha chiamato Giampaolo Gobbo, segretario provin ciale della Lega, e gli ha detto: «Gobbo questatusa qui me la metti in lista». Lei ha accettato, anche per la grande stima e per l'affetto che sente per lui.

    La storia di Lisa Trevisan ha una data fatidica: 27 novembre del 2003. E' una ragazza bio nda, tanto bella da lavorare come modella nella pubblicità e come hostess ai con vegni. E ha la testa sulle spalle. Iscritta a Lin gue, a Venezia, appassio nata di letteratura americana, in America ha fatto da poco il viaggio più bello della sua vita. Sono passati solo due gio rni dal suo 21mo compleanno e fin almente Lisa ha trovato una serata libera per festeggiare con la sorella Laura, 33 anni, in fermiera. Sono in un locale a Vicenza, prima si cena e poi si balla. Lisa all'improvviso si sente male, non riesce più a parlare. «Mi girava la testa, vedevo tutto muoversi - raccon ta - hanno pensato ad un attacco d'asma e mi hanno dato il Ventolin ». Lisa viene ricoverata a Vicenza sotto osservazio ne. Le fanno esami tossicologici, pensano che abbia in gerito qualche droga. Ma lei ha sempre rigato dritto: niente alcol, fumo, stupefacenti. In due gio rni la situazio ne sembra miglio rare, in vece non ci si accorge che il fisico della ragazza ha dato un primo segnale. A due gio rni dal ricovero Lisa torna a perdere progressivamente la parola. «Ero andata a trovarla alle 5 di sera - raccon ta la mamma Gio vanna - e le ho chiesto cosa ti hanno dato da mangiare oggi? Lei mi ha risposto a sillabe: "Ca-ro-te". Ho capito che stava succedendo qualcosa di grave e ho chiamato i medici». Nel giro di poche ore la situazio ne diventa drammatica: La prognosi: occlusio ne dell'arteria cerebrale media sin istra. Un ictus gravissimo la con duce vicin a alla morte. Sono 23 lunghissimi gio rni di terapia in tensiva di cui Lisa, nonostante il coma vigile, ha molti ricordi. «Nella mia mente quei gio rni sono come un sogno: i volti dei genitori e di mia sorella e poi una dottoressa, quella me la ricordo bene. Pensava non la sentissi e vicin a al mio letto ha detto: "Questa rimarrà in valida in sedia a rotelle". E mi ricordo anche una mattin a all'alba che il prete mi ha fatto il segno della croce con l'olio benedetto».

    Lisa è uscita dalla terapia in tensiva effettivamente su una sedia a rotelle. Con la parte destra del corpo bloccata e senza più l'uso della parola. Per un mese e mezzo è stata all'ospedale di Cittadella a fare riabilitazio ne; ma lei e la sua famiglia non si sono arresi. Bisognava fare di più e presto. Su in ternet hanno trovato i recapiti di un centro specializzato nella riabilitazio ne a Ferrara. Grazie anche all'in teressamento del primario , il dottor Nin o Basaglia, Lisa riesce a superare la lunga lista d'attesa. In quel centro di riabilitazio ne resterà per metà del 2004, da gennaio a giugno. «Fin almente mi sono trovata in mezzo a gio vani, a Cittadella ero in lungodegenza coi vecchi - raccon ta lei con la solita ironia - ma io davo forza a tutti. Prima, fin chè vivevo la mia vita, non potevo immagin are che ci fossero tanti ragazzi in quelle con dizio ni, chi per in cidente, chi per un tumore, chi per l'ictus come me. Vivevo in un mondo un po' superficiale, fra le agenzie e i castin g, poi sono rin ata e anche la mia scala di valori oggi è completamente cambiata». Lisa è una trascin atrice e il suo entusiasmo è irresistibile. Ogni tanto trascin a fuori dalla clin ica un gruppo di pazienti. Si va a mangiare la pizza e lei, che usa solo un braccio , la taglia anche per chi è tetraplegico.

    Da Ferrara esce con le sue gambe e a forza di sedute dal logopedista, ricomin cia a parlare. Ma non basta. Lei è una che non molla, e la sua famiglia è sempre stata al suo fianco. La svolta arriva grazie a sua madre. «Guardavo il telegio rnale - raccon ta - parlavano di Bossi , dell'ictus e del suo trasferimento in una clin ica svizzera. Ho preso carta e penna e mi sono segnata il nome». Ai primi di novembre Lisa è alla Clin ica Hildebrand di Brissago, con grandi sacrifici econ omici della sua famiglia e di papà Enrico, che vende pesce fritto nei mercati. E' in Svizzera che avviene l'in con tro con l' "onorevole" - come lo chiama lei, in tono scherzoso -, i due si in tendono subito. «Ero lì da qualche settimana. Fin o ad allora non l'avevo visto, se ne stava sempre in camera protetto dalle sue guardie, con un'in fermiera personale. Quando ho compiuto 22 anni ho organizzato una festa - raccon ta Lisa che è riuscita a mettere in subbuglio anche l'austera clin ica svizzera - e l'ho in vitato. Lui ha detto sì e ci siamo con osciuti».

    Fra "padani", si in tendono al volo; in izia presto una sin cera amicizia. «In quella clin ica, nonostante la bellezza del lago e della natura circostante, il personale era estremamente rigido. Anche le in fermiere mi davano del lei. Si poteva fare amicizia solo fra pazienti». E tra tutti, Lisa ha trovato proprio il leader del Carroccio . «Del resto c'erano un sacco di persone di età avanzata. Con lui mi sono trovata subito benissimo. La sera - raccon ta - andavo a trovarlo in camera ci rimpin zavamo di caramelle e ascoltavamo i suoi cd di Celentano. Una volta gli ho detto: "Basta onorevole, deve stare in mezzo alla gente. Mangiare con noi in mensa, non qui in stanza"».Lui, l'iroso senatur, ha accolto il con siglio di buon grado. Da quel gio rno si è seduto nella mensa. Bossi , Lisa e le guardie del corpo: «Ci siamo fatte grandi risate - ricorda la ragazza - anche se mi toccava rimproverarli per le battute pesanti sulle in fermiere». Un rapporto speciale, tanto che oggi la studentessa di Castelfranco dice: «E' davvero una persona speciale, è buono dentro. Posso dire che gli voglio bene come a un papà».

    Nei fin e settimana anche i rigorosi svizzeri lasciavano la libera uscita. Così Lisa "scroccava" un passaggio sull'auto blu del Senatur: «Una volta stavo ancora mangiando ed è venuto a salutarmi. E no - gli ho detto - hai promesso che mi davi uno strappo a Lugano!». Così è stato. Onorevole, con codazzo al seguito, ha aspettato fin chè Lisa non era pronta a partire; in viaggio lei si è lamentata pure dei suoi sigari toscani. E di rimproverarlo amorevolmente, quella ragazza bio nda dagli occhi pieni di vita, non ha ancora smesso: «Gli dico che è pigro. Si alza troppo tardi al mattin o, mentre dovrebbe fare la terapia».

    Lo scorso fin e settimana Lisa è tornata fin almente a casa. Ma la sua odissea non è ancora fin ita, parla perfettamente ma non muove bene la mano destra: «Devo ancora fare fisio terapia. Ho qualche problema di stabilità. Non mi accon tento: voglio tornare a mettermi i tacchi a spillo». Scherza ma non sugli affetti. «Sono praticamente rin ata. In tutto questo tempo ho in con trato persone meraviglio se che mi hanno arricchito dentro. Se mi assicurassero di tornare in piena salute, arrivo a dire che rivivrei tutto dall'in izio ». Domenica ha scambiato gli auguri di Pasqua, al telefonin o, con Bossi che le ha promesso di venire a pranzo a casa dei suoi, appena potrà. Anche ieri l'ha chiamato per chiedergli se poteva far pubblicare la foto con lui: il rispetto per lui rasenta il senso di protezio ne. Lisa pensa in tanto alle elezio ni ma soprattutto al progetto di completare un libro «per raccon tare la mia storia; il ricavato andrà in beneficienza. Sarà un po' ironico come sono io . Voglio dire alle persone che soffrono che non devono buttarsi giù, che la forza la troviamo dentro di noi».

    Lara Santi


    gazzettino

  3. #3
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    portiamo su all'attenzione, questa storia strappalacrime

  4. #4
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    Per non lottare ci saranno sempre moltissimi pretesti in ogni circostanza, ma mai in ogni circostanza e in ogni epoca si potrà avere la libertà senza la lotta!
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    ...lavorava come modella...strano eh che il bossi non se l'è fatta scappare d'altronde l'art. 1 del suo statuto parla chiaro

  5. #5
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    In origine postato da Nanths
    ...lavorava come modella...strano eh che il bossi non se l'è fatta scappare d'altronde l'art. 1 del suo statuto parla chiaro
    Credetemi è una brava ragazza e tra l'altro molto sfortunata se consideriamo ciò che gli è successo. lasciate perdere la storia della modella, so per certo che lavorava con suo padre a vendere "folpi" con un banchetto mobile nelle zone di castelfranco e rosà.
    Quando è dalle mie parti mi fermo spesso a parlare con suo padre, vi posso garantire che sono delle gran brave persone.

    Ve sa£udo
    sb

  6. #6
    Veneta sempre itagliana mai
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    In origine postato da Vecio-Fighèl
    Credetemi è una brava ragazza e tra l'altro molto sfortunata se consideriamo ciò che gli è successo. lasciate perdere la storia della modella, so per certo che lavorava con suo padre a vendere "folpi" con un banchetto mobile nelle zone di castelfranco e rosà.
    Quando è dalle mie parti mi fermo spesso a parlare con suo padre, vi posso garantire che sono delle gran brave persone.

    Ve sa£udo
    sb
    per quanto mi riguarda non mi son posta il dubbio, tanto meglio se tu ce lo confermi.......forse l'ironia di nanthone è più che altro perchè sa/sappiamo di che gamba va zoppo el bossi

  7. #7
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    In origine postato da pensiero
    per quanto mi riguarda non mi son posta il dubbio, tanto meglio se tu ce lo confermi.......forse l'ironia di nanthone è più che altro perchè sa/sappiamo di che gamba va zoppo el bossi

    confermo tutto (anche sulla gamba del capo).....

  8. #8
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    In origine postato da Vecio-Fighèl
    Credetemi è una brava ragazza e tra l'altro molto sfortunata se consideriamo ciò che gli è successo. lasciate perdere la storia della modella, so per certo che lavorava con suo padre a vendere "folpi" con un banchetto mobile nelle zone di castelfranco e rosà.
    Quando è dalle mie parti mi fermo spesso a parlare con suo padre, vi posso garantire che sono delle gran brave persone.

    Ve sa£udo
    sb
    sìsì ma ci mancherebbe, poverina poi ha avuto una bella disgrazia, è stata brava non perdersi d'animo e a ricominciare dopo un trama del genere. Cmq sicuramente è anche una bella tusa e non sarà passata inosservata alle gambe del capo...

  9. #9
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    Sarò anche una gran merdaccia, ma a me personalmente non importa un fico secco se il capo-Saruman sia buono d'animo.
    A me importa che chi ci deve guidare verso la libertà sia competente, capace, colto e intelligente. Se sia buono o cattivo non me ne frega niente.
    Iunthanaka
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  10. #10
    PADANIA NEL CUORE
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    E' cmq una storia di coraggio e forza d'animo.
    Una bella storia .
    TIOCH FAID AR LA'

 

 
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