Risultati da 1 a 7 di 7
  1. #1
    Banda Müntzer-Epifanio
    Data Registrazione
    14 Jun 2009
    Messaggi
    7,806
     Likes dati
    0
     Like avuti
    7
    Mentioned
    3 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Tunisia - La dittatura nel cortile europeo

    Lo scandaloso caso di Ben Alì

    Il pressoché totale disinteresse che i media e i politici italiani hanno mostrato riguardo alla recente farsa elettorale in Tunisia non è casuale. Rieletto per la quinta volta consecutiva e in maniera plebiscitaria, il presidente Ben Alì, governa il paese con pugno di ferro, altrimenti detto, in maniera dittatoriale. Lo fa col pieno appoggio delle oligarchie europee, che ben si guardano, anche in questo caso, di chiedere il rispetto dei diritti umani, di denunciare i brogli elettorali, o di invocare l’esportazione della democrazia. Quelli che davanti a regimi ostili sono principi inviolabili, con i loro lacchè diventano bazzecole.

    Tutto come previsto. Nessuna sorpresa. Le elezioni presidenziali svoltesi in Tunisia il 25 ottobre scorso, ovviamente truccate, hanno consegnato a Ben Alì una schiacciante vittoria: il 90% dei voti*. Un po’ meno delle tre precedenti elezioni, quando egli ottenne il 99%.
    Stesso dicasi per le legislative, svoltesi in contemporanea: il Raggruppamento costituzionale democratico (Rcd), il partito del presidente (che annovera 2,7 milioni di iscritti), ha ottenuto 161 seggi, la maggioranza più che assoluta dei 214 deputati del parlamento tunisino.**
    Gongolano la rapace borghesia tunisina e la sclerotizzata casta politica dominante, che vedono messa al riparo la stabilità politica e l’occhiuto e crudele stato di polizia che li protegge. Gode la nutrita comunità italiana che da tempo conduce lucrosi affari nel paese. Plaude non senza imbarazzo l’Unione Europea che considera Ben Alì un cane da guardia alle sue frontiere meridionali, un mastino per allontanare “la minaccia del salafismo e del fondamentalismo” (da molti anni la Tunisia presiede il Greater Middle East Partnership Iniziative, ovvero il comitato anti-terrorismo dei paesi arabi che assieme agli USA fan parte della crociata anti-jihadista), in verità deputato a contrastare qualsiasi processo di cambiamento in senso antimperialista.

    Ma l’immobilismo politico e la stabilità del regime, non equivalgono automaticamente a solidità politica o stabilità sociale. Tre gli eventi politico-sociali, certo di diversa natura, che nell’ultimo periodo hanno scosso la società tunisina, squarciato la sua apparente pace sociale e che indicano cosa si muova sottotraccia.
    Anzitutto la sommossa armata islamista scatenatasi il 23 dicembre 2006 e durata per più di una settimana, repressa nel sangue dalle forze di polizia. Il regime non solo fece immediatamente scendere una cortina di silenzio sugli avvenimenti (restarono segreti sia il numero dei morti e dei feriti, che quelli degli arresti), ma ne approfittò per stringere ancor più saldamente le catene dello stato di polizia e spazzar via i già flebili spazi democratici esistenti. La sinistra tunisina, così come i militanti per i diritti civili non poterono evitare di pagare salato il prezzo della repressione: giornali chiusi e siti oscurati, decine e decine i giornalisti, gli avvocati democratici e i militanti arrestati.
    Il secondo evento è stata la rivolta popolare nel bacino minerario di Gafsa (vedi La dittatura a sud di Lampedusa), nel centro-sud del paese, scoppiata il 5 gennaio 2008. Accanto ai minatori si raccolse massicciamente tutta la popolazione locale, dando vita a moti di protesta che, pur a singhiozzo, sono durati per settimane. Le Monde Diplomatique del giugno 2008 sottolineava “la impressionante coesione popolare che le forze dell’ordine non riescono a spezzare”: si trattò in effetti della rivolta di massa più consistente dopo i noti “moti della fame” del 1984. Il regime, nel totale silenzio internazionale, reagì nella maniera più brutale. Dopo aver decretato lo Stato d’emergenza nella provincia di Redeyef, la polizia si scagliò contro i dimostranti, sparando a più riprese, uccidendone due e ferendone dozzine. Gli arrestati furono circa duecentocinquanta (molti dei quali ancora reclusi). Molti cittadini, giovani anzitutto, dovettero darsi alla macchia e sono tutt’ora ricercati.
    Il terzo fenomeno consiste proprio nel movimento dei diritti civili, che vede mobilitati intellettuali, avvocati, giornalisti, sindacalisti e la minoritaria ma combattiva sinistra tunisina. Libertà di stampa, di parola, di organizzazione è quanto chiede l’avanguardia attiva del paese, non senza rivendicare la scarcerazione dei prigionieri politici, la denuncia delle disumane condizioni nelle carceri, dall’interno delle quali filtrano denunce di sevizie, torture, malnutrizione come gli illimitati periodi di isolamento a cui vengono sottoposti i detenuti politici. Per dare un esempio di cosa sia la “democrazia tunisina” vale la pena ricordare il caso esploso nell’aprile 2004, quando un insegnante e otto suoi studenti vennero condannati all’ergastolo per avere visitato siti internet proibiti.
    Davanti a questo scandalo ci si aspetterebbe una “vibrata protesta” da parte della “democratica e liberale” Europa. Al contrario! Contro le proteste dei tunisini l’Unione Europea versò al governo un contributo di 2.15 milioni di euro “per il rilancio dell’editoria” nel paese, quattrini finiti nelle casse della stampa di regime. Non meglio agirono le Nazioni Unite che fecero svolgere proprio a Tunisi il vertice del WSIS, il summit dell’ONU per la libertà di stampa.

    Accettando il perimetro e le regole del gioco fissate dal regime, prigioniera per di più dell’ideologia progressista e antislamista, la sinistra tunisina non pare poter uscire dal suo stato di minorità. In occasione delle recenti elezioni essa ha formato una coalizione unitaria, l’Iniziativa Nazionale per la Democrazia e il Progresso, coalizione che raggruppa il Movimento Ettajdid, il Partito Socialista di Sinistra, e l’ex maoista Partito del Lavoro Patriottico e Democratico. La coalizione alle presidenziali ha ottenuto 74.257 voti, un modesto 1,57%. Alle legislative ancor di meno. In realtà la coalizione avrebbe potuto ottenere almeno il doppio se il regime non ci avesse messo lo zampino, se cioè non avesse invalidato ben 13 delle 26 liste circoscrizionali, e se avesse consentito un regolare spoglio delle urne, rigidamente controllato dai suoi zelanti funzionari.

    *Secondo i dati ufficiali forniti dal governo i suoi tre avversari alle presidenziali e che hanno ottenuto il restante 10,38% sono: Ahmed Inoubli dell'Unione democratica unionista (Udu) col 3,8%; Mohamed Bouchiha del Partito di Unità popolare (Pup) col 5,01% e Ahmed Brahim del partito Ettajdid, col 1,57% dei voti.
    ** I restanti 53 seggi, meno di un quarto del totale, vanno a sei partiti: Movimento dei democratici socialisti 16 seggi; Pup 12 seggi; Udu 9 seggi; Partito social-liberale 8 seggi; Partito dei verdi per il progresso 6 seggi; Ettajdid 2 seggi.

    Tunisia - La dittatura nel cortile europeo

  2. #2
    Tringeadeuroppa
    Data Registrazione
    31 Mar 2009
    Messaggi
    8,350
     Likes dati
    1
     Like avuti
    36
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Rif: Tunisia - La dittatura nel cortile europeo

    Che sia anche li colpa di Berlusconi?

  3. #3
    Con la guardia en alto
    Data Registrazione
    28 May 2009
    Località
    Arenzano (GE)
    Messaggi
    559
     Likes dati
    0
     Like avuti
    1
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Rif: Tunisia - La dittatura nel cortile europeo

    ho parecchi amici tunisini, alcuni che ora vivono in Italia altri che vivono la, che si lamentano fortemente della situazione del loro Paese e se devo dirla tutta sono anche parecchio rassegnati.. elezioni farsa, alti tassi di disoccupazione, regimi fiscali agevolati per aziende francesi ed italiane che fanno il bello e cattivo tempo.. e si potrebbe andare avanti con le manifestazioni represse.. le uniche manifestazioni permesse sono quelle di alcuni partiti d'opposizione allo scopo di dare una parvenza di democraticità al sistema.
    Se ciò non bastasse, la moglie del Presidente fa parte di una potente ed influente famiglia mafiosa che grazie alla ovvia copertura da parte dello Stato gestisce i suoi traffici illegali in tutta tranquillità.
    Il fatto che gran parte della popolazione tunisina straveda per il colonnello Gheddafi la dice veramente lunga.. tra l'altro lo stesso governo libico, insieme ad alcuni governi del golfo stanno facendo grossi investimenti nella capitale Tunisi costruendo nuovi quartieri

  4. #4
    Tringeadeuroppa
    Data Registrazione
    31 Mar 2009
    Messaggi
    8,350
     Likes dati
    1
     Like avuti
    36
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Rif: Tunisia - La dittatura nel cortile europeo

    Citazione Originariamente Scritto da Leader Maximo Visualizza Messaggio
    ho parecchi amici tunisini, alcuni che ora vivono in Italia altri che vivono la, che si lamentano fortemente della situazione del loro Paese e se devo dirla tutta sono anche parecchio rassegnati.. elezioni farsa, alti tassi di disoccupazione, regimi fiscali agevolati per aziende francesi ed italiane che fanno il bello e cattivo tempo.. e si potrebbe andare avanti con le manifestazioni represse.. le uniche manifestazioni permesse sono quelle di alcuni partiti d'opposizione allo scopo di dare una parvenza di democraticità al sistema.
    Se ciò non bastasse, la moglie del Presidente fa parte di una potente ed influente famiglia mafiosa che grazie alla ovvia copertura da parte dello Stato gestisce i suoi traffici illegali in tutta tranquillità.
    Il fatto che gran parte della popolazione tunisina straveda per il colonnello Gheddafi la dice veramente lunga.. tra l'altro lo stesso governo libico, insieme ad alcuni governi del golfo stanno facendo grossi investimenti nella capitale Tunisi costruendo nuovi quartieri
    La stessa cosa dicono i nostri amici iraniani, i nostri amici venezuelani e raccontavano così anche i nostri amici rumeni, quelli bulgari, quelli russi.
    Pensare di analizzare la situazione politica di un paese solamente parlando con degli immigrati è segno di grande ingenuità, come minimo.

  5. #5
    Banda Müntzer-Epifanio
    Data Registrazione
    14 Jun 2009
    Messaggi
    7,806
     Likes dati
    0
     Like avuti
    7
    Mentioned
    3 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Rif: Tunisia - La dittatura nel cortile europeo

    Citazione Originariamente Scritto da Spetaktor Visualizza Messaggio
    La stessa cosa dicono i nostri amici iraniani, i nostri amici venezuelani e raccontavano così anche i nostri amici rumeni, quelli bulgari, quelli russi.
    Pensare di analizzare la situazione politica di un paese solamente parlando con degli immigrati è segno di grande ingenuità, come minimo.
    Invece tu come la analizzi la situazione tunisina. Magari con una analisi un pò più articolata del tuo primo intervento e anche di questo.

  6. #6
    Con la guardia en alto
    Data Registrazione
    28 May 2009
    Località
    Arenzano (GE)
    Messaggi
    559
     Likes dati
    0
     Like avuti
    1
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Rif: Tunisia - La dittatura nel cortile europeo

    Citazione Originariamente Scritto da Spetaktor Visualizza Messaggio
    La stessa cosa dicono i nostri amici iraniani, i nostri amici venezuelani e raccontavano così anche i nostri amici rumeni, quelli bulgari, quelli russi.
    Pensare di analizzare la situazione politica di un paese solamente parlando con degli immigrati è segno di grande ingenuità, come minimo.
    senza offesa ma credo che tu proprio non abbia minima idea della situazione tunisina..

    Punto primo: la Tunisia, al contrario di tutti (o quasi) i Paesi che hai citato non è assolutamente annoverabile nella categoria dell'antimperialismo

    Punto secondo: la Tunisia si definisce una democrazia presidenziale... il fatto però che NON sia in atto nessuna rivoluzione (sempre a differenza dei Paesi che hai citato prima) e che ci sia lo stesso capo di Stato da 22 anni con percentuali bulgare racconta bene come sia la situazione

    Punto terzo: i minatori di Gafsa a tuo avviso sarebbero dei provocatori?

    Punto quarto: i miei "amici" rumeni, bulgari e russi si lamentavano più che altro della mancanza di beni di consumo all'altezza dei nostri, mentre i nostri media facevano passare le proteste come "contro il regime". Sinceramente non vedo affinità con la Tunisia

    Punto quinto: la corruzione, la discriminazione e le agevolazioni per italiani e francesi le ho viste con i miei occhi questa estate.. tanto per fare un piccolo esempio, forse insignificante: le auto delle aziende italiane e francesi hanno delle targhe apposite che mostrano la loro appartenenza al regime fiscale agevolato...ebbene queste auto possono compiere qualsiasi infrazione possibile immaginabile che riescono a cavarsela al posto di blocco con un tranquillo "la prossima volta faccia più attenzione"... la stessa cosa non si può dire per i conducenti e le auto del posto.
    E questa è una cazzata.. se hanno libertà anche su quelle piccole cose prova a immaginare tutto quello fanno, ed i privilegi che hanno nell'esercizio della loro attività


    se pensi di conoscere così bene la situazione tunisina e pensi che sia roba da ingenui ti invito a correggermi... magari argomentando

  7. #7
    Neutrino NO-TUNNEL
    Data Registrazione
    07 Apr 2009
    Messaggi
    35,811
     Likes dati
    373
     Like avuti
    1,153
    Mentioned
    5 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Rif: Tunisia - La dittatura nel cortile europeo

    Condivido quanto detto da Leader Maximo (sulla parte riguardante la Tunisia) ed aggiungo che il vero problema sono i governi europei, che non si "fidano" della democraticità della popolazione tunisina ed appoggiano questi "cani da guardia" con la scusa del nemico comune islamista (ma le vere ragioni, a mio parere, sono economiche, come si evince bene dall'articolo).
    Comunque aggiungo anche che non è vero che l'unica alternativa a Ben Alì è l'islam radicale, esistono dei partiti laici molto forti e radicati nella società tunisina, come il Partito Democratico Progressista

 

 

Discussioni Simili

  1. Risposte: 1
    Ultimo Messaggio: 06-08-09, 21:19
  2. Meglio la dittatura nazista o la dittatura islamica?
    Di Oli nel forum Il Seggio Elettorale
    Risposte: 46
    Ultimo Messaggio: 20-05-04, 21:01
  3. Dittatura proletaria o Dittatura del Partito Unico?
    Di Spartakus2oo3 nel forum Sinistra Italiana
    Risposte: 11
    Ultimo Messaggio: 17-09-03, 21:44
  4. Dittatura rossa e dittatura nera
    Di Unastoria1 nel forum Politica Nazionale
    Risposte: 21
    Ultimo Messaggio: 14-09-03, 14:54
  5. Risposte: 84
    Ultimo Messaggio: 07-06-02, 20:56

Permessi di Scrittura

  • Tu non puoi inviare nuove discussioni
  • Tu non puoi inviare risposte
  • Tu non puoi inviare allegati
  • Tu non puoi modificare i tuoi messaggi
  •  
[Rilevato AdBlock]

Per accedere ai contenuti di questo Forum con AdBlock attivato
devi registrarti gratuitamente ed eseguire il login al Forum.

Per registrarti, disattiva temporaneamente l'AdBlock e dopo aver
fatto il login potrai riattivarlo senza problemi.

Se non ti interessa registrarti, puoi sempre accedere ai contenuti disattivando AdBlock per questo sito