Trombata/ Solo 27 voti per Flavio Vento
Sabato 09.04.2005 13:51
Anche se noi personalmente nutriamo un’istintiva simpatia per Alessia Merz, non disdegniamo la leggiadria e la bellezza dell’altra soubrette nullapensante della televisione italiana, vale a dire quella Flavia Vento che, alle ultime elezioni regionali del Lazio, è scesa in lizza a sostegno del ben meno affascinante ex governatore Francesco Storace.
La Nostra, ricorderanno i lettori più affezionati del “Graffio”, aveva trascorsi nella Margherita, il cui presidente Francesco Rutelli (un altro del quale potrebbe dirsi: “sotto l’immagine, nulla”), aveva assoldato la bella Flavia per rilanciare tra i giovani l’appeal di un partito che tra De Mita, Mancino e Castagnetti certo non brilla per fascino e avvenenza.
La Vento partecipò, in quel della Puglia, alla Festa della Margherita, tra i mugugni dei capi corrente e gli applausi del pubblico quando, incurante delle interviste rutelliane, affermò (testuali parole): “La prima cosa che bisognerebbe esserci in Italia è… nel levare subbito le truppe dall’Iraq”. Sicché, illusi, la pensavamo non così disutile tra noi, e capace, nella sua approssimativa grammatica, di posizioni politiche coraggiose e di progresso, come quando disse (sempre tra gli applausi): “Credo che veramente bisognerebbe fare un’ora a scuola di politica, credo che questo sia una cosa… ‘nsomma, che servirebbe sicuramente ai giovani”. Pertanto rimanemmo basiti nell’apprendere, alla vigilia delle regionali, che lei, piccolo fiore nella teca di Mammuccari, sarebbe passata dall’altra parte.
Anche noi, come tutti, ci siamo chiesti il perché, e l’abbiamo trovato sulle colonne del Corriere, dalle quali la già nostra Flavia spiegava: “Io sono contro le droghe. Per questo sono passata alla destra”. E basta? Solo questo? Ma no, c’è dell’altro: “Anche perché Silvia Costa non mi sopportava. Diceva che ero una cretinetta”.
Ma come si permette, on.Costa? Forse non ha letto questo risoluto e, allo stesso tempo, titubante pensiero della signorina Vento: “Io sono candidata per il partito liberale, che è un partito... che è un partito storico, antico, di Cavour e... forse di Garibaldi. Forse. Comunque, sicuro di Cavour”.
Flavia, che vanta persino una copertina dell’edizione italiana di “Playboy” (era il 1999), non ha però riscosso grandi successi. Solo 27 voti. In tutta la regione. Ingrati, questi elettori. Eppure sembrava così in sintonia con l’universo giovanile, lei, che, nuova alla politica, ammoniva i suoi stessi mèntori: “Un ragazzo di quattordici anni sicuramente passa alla paggina sportiva, piuttosto che leggere: «Primarie: l’allarmo… l’allarme della Quercia. Fassino e Veltroni: Prodi leader, ma niente giochetti, serve un vertice»" (sono sempre parole testuali).
Lei comunque se la sentiva: “Non sono poi così sicura d’essere eletta”, aveva detto nella stessa intervista.
Non sappiamo spiegarcelo, questo risultato così magro. Neppure i fidanzati, a contarli tutti. Ma non c’importa se l’elettorato della destra, bruto e insensibile alla grazia della fresca Flavia, le ha voltato le spalle. Da noi ci sarà sempre un posto per lei, perché, per usare le sue parole: “La Bibbia dice che… ehm… praticamente… «porgi l’altra guancia»: quindi, assolutamente, io non credo nella vendetta”.
Neppure noi.
da AprileOnline
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