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  1. #1
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    Predefinito Comunicato UAAR sulla morte di Karol Wojtyla



    Comunicato UAAR sulla morte di Karol Wojtyla

    Giovanni Paolo II è morto: con la sua scomparsa i cattolici perdono la loro attuale guida. Gli atei e gli agnostici rispettano il loro dolore per la morte dell’uomo Wojtyla. Il suo ruolo di papa, tuttavia, non può, non deve essere confuso con la sua umana sofferenza, come a doverne stemperare i limiti istituzionali nella pietas umanitaria.
    Giovanni Paolo II è stato un papa che molti cattolici, non tutti, hanno giudicato grande, dimenticandone gli umani errori. Karol Wojtyla è stato anche un papa che ha riportato la Chiesa cattolica a un’era preconciliare, a una sfrenata prassi canonizzatrice, discutibile anche per i modelli di santità proposti ai fedeli (Escrivá, Carlo I, padre Pio, Stepinac, Pio IX). Un papa attentissimo alle forme di comunicazione, anche quando ha chiesto scusa (a Dio, non alle vittime) per gli errori dei figli della Chiesa, mai per gli errori della Chiesa cattolica, da lui considerata una società perfetta. Una Chiesa cattolica chiusa nei confronti di nuove realtà come l’eutanasia, il controllo delle nascite, la prevenzione dell’AIDS, le unioni di fatto, i diritti dei gay. E per contro orgogliosa nel rivendicare privilegi secolari, attraverso un nuovo interventismo politico di cui il nostro Paese è purtroppo stato il principale destinatario. Interventismo che spesso ha assunto la forma dell’ingerenza e ha trovato nelle istituzioni repubblicane un interlocutore disposto ad assecondare il clero oltre i limiti dettati dalla laicità dello Stato.

    Gli atei non dimenticano come Giovanni Paolo II abbia sempre considerato l’ateismo un banale sinonimo di comunismo, e abbia più volte equiparato l’apostasia alla degradazione morale. Valga per tutte l’affermazione contenuta nell’enciclica Centesimus Annus: «La negazione di Dio priva la persona del suo fondamento». Un fondamento che,a suo dire, avrebbe invece l’embrione. Ma si ricordi anche quando, nella famosa omelia di “Confessione dei peccati”, inserì l’ateismo tra «i mali di oggi». Affermazioni, riportate a puro titolo esemplificativo, che non possiamo facilmente sottacere. Affermazioni che i mass media, per completezza d’informazione, dovrebbero riproporre: anche in queste ore di lutto per il mondo cattolico.

  2. #2
    eh?
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    ciao, asti_sinistra.

  3. #3
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    In origine postato da unitario
    ciao, asti_sinistra.
    ........ciao Unitario

  4. #4
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    Predefinito Re: Comunicato UAAR sulla morte di Karol Wojtyla

    In origine postato da asti_sinistra


    Comunicato UAAR sulla morte di Karol Wojtyla

    Giovanni Paolo II è morto: con la sua scomparsa i cattolici perdono la loro attuale guida. Gli atei e gli agnostici rispettano il loro dolore per la morte dell’uomo Wojtyla. Il suo ruolo di papa, tuttavia, non può, non deve essere confuso con la sua umana sofferenza, come a doverne stemperare i limiti istituzionali nella pietas umanitaria.
    Giovanni Paolo II è stato un papa che molti cattolici, non tutti, hanno giudicato grande, dimenticandone gli umani errori. Karol Wojtyla è stato anche un papa che ha riportato la Chiesa cattolica a un’era preconciliare, a una sfrenata prassi canonizzatrice, discutibile anche per i modelli di santità proposti ai fedeli (Escrivá, Carlo I, padre Pio, Stepinac, Pio IX). Un papa attentissimo alle forme di comunicazione, anche quando ha chiesto scusa (a Dio, non alle vittime) per gli errori dei figli della Chiesa, mai per gli errori della Chiesa cattolica, da lui considerata una società perfetta. Una Chiesa cattolica chiusa nei confronti di nuove realtà come l’eutanasia, il controllo delle nascite, la prevenzione dell’AIDS, le unioni di fatto, i diritti dei gay. E per contro orgogliosa nel rivendicare privilegi secolari, attraverso un nuovo interventismo politico di cui il nostro Paese è purtroppo stato il principale destinatario. Interventismo che spesso ha assunto la forma dell’ingerenza e ha trovato nelle istituzioni repubblicane un interlocutore disposto ad assecondare il clero oltre i limiti dettati dalla laicità dello Stato.

    Gli atei non dimenticano come Giovanni Paolo II abbia sempre considerato l’ateismo un banale sinonimo di comunismo, e abbia più volte equiparato l’apostasia alla degradazione morale. Valga per tutte l’affermazione contenuta nell’enciclica Centesimus Annus: «La negazione di Dio priva la persona del suo fondamento». Un fondamento che,a suo dire, avrebbe invece l’embrione. Ma si ricordi anche quando, nella famosa omelia di “Confessione dei peccati”, inserì l’ateismo tra «i mali di oggi». Affermazioni, riportate a puro titolo esemplificativo, che non possiamo facilmente sottacere. Affermazioni che i mass media, per completezza d’informazione, dovrebbero riproporre: anche in queste ore di lutto per il mondo cattolico.

  5. #5
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    Predefinito Re: Re: Comunicato UAAR sulla morte di Karol Wojtyla

    In origine postato da Foetus
    Conosco il loro sito, ma a mio parere dovrebbero chiamarsi Unione degli Sfigati
    Complimenti per il colto commento, naturalmente complimenti soprattutto per i contenuti!

  6. #6
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    è morto un politico, un capo di stato

    il capo di uno stato religioso che ha sempre interferito nella laicità degli stati del mondo....e poi gridiamo allo scandolo pensando alla religione musulmana, quando questà è uguale.

    per favore, lasciateci liberi da questo repimento religioso.
    Che ognuno pianga e/o ricordi questo capo di stato religioso come vuole, ma senza questa sopraffazione che sa tanto di integralismo talebano

  7. #7
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    giusto

  8. #8
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    Riporto dal principale, in riferimento all'identico thread

    Per punti relativamente al comunicato:

    Personalmente credo che criticare la Chiesa Cattolica su argomenti interni ad essa (il riportare la Chiesa ad un'era preconciliare, la "sfrenata prassi canonizzatrice", la scelta dei modelli di santità) mi sembra inutile e astioso. Tantopiù che sono scelte fondate su una teologia che un ateo rifiuta dapprincipio e per definizione. Come mettersi a criticare le superstizioni popolari dicendo che l'ombrello aperto in casa sì e il gatto nero che attraversa la strada no.

    La lamentela riguardo il fatto che il Papa abbia chiesto scusa per gli errori dei figli della Chiesa piuttosto che per la Chiesa stessa sembra veramente capziosa.
    1) In primo luogo perché le azioni sono riconducibili in ultima analisi solo agli uomini (le istituzioni sono al più il contesto nel quale un uomo opera) e quindi è condivisibile, sotto un certo punto di vista, che la Chiesa non abbia colpa.
    2) In secondo luogo perché, anche così non fosse, credo che fosse diritto di Giovanni Paolo II credere per fede nella perfezione di un'istituzione per la quale ha dato tutta la vita.

    Per quanto riguarda le colpe della Chiesa relativamente alla diffusione dell'Aids in Africa, bisognerebbe vedere la questione in maniera più ampia: la Chiesa lavora per delle finalità di ordine primariamente religioso/morale. Una volta raggiunte queste finalità, la Chiesa sostiene obiettivi di ordine materiale. Per la Chiesa è quindi indispensabile 1) evitare che le persone pecchino utilizzando i profilattici 2) evitare la diffusione dell'Aids nel terzo mondo, qualora questa finalità non contrasti colla prima.
    Se proprio si vuole accusare la Chiesa di qualcosa, è casomai coerente accusarla di dare precedenza alle finalità religiose rispetto a quelle materiali. Qualsiasi accusa più specifica è ingiusta e probabilmente ipocrita.
    Tantopiù che la Chiesa non ha nessun potere coercitivo in Africa, l'unico potere che le rimane è quello di influenza sociale e culturale, potere che ha diritto a esercitare liberamente come qualsiasi altro soggetto.

    Per quanto riguarda la posizione della Chiesa "nei confronti di nuove realtà come l’eutanasia, il controllo delle nascite, la prevenzione dell’AIDS, le unioni di fatto, i diritti dei gay"...mi chiedo che faccia ha certa gente a pretendere che le posizioni di un'istituzione religiosa, fondate su basi (per quanto discutibili) teologiche, vengano ridiscusse perché così si desidera o perché ciò è maggiormente in accordo con le istanze sociali odierne.

    L'interventismo politico è palloso, è vero, ma il problema riesiede, più che nella Chiesa, nelle forze politiche che non vogliono contrariarla rischiando di perderne ufficialmente la primogenitura politica.

    Le considerazioni iniziali sul dispiacere per la morte di Giovanni Paolo II, poi, è esplicito che siano state inserite solo per evitare di essere linciati per un comunicato di fuoco riguardo una persona morta da qualche ora.

  9. #9
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    Condivido sostanzialmente le critiche di Mr al comunicato: certo ateismo militante è piuttosto miserabile. E se aveva senso contro Pio IX in una società pluralista e tollerente è destinato a declinare.

    Questi atei militanti dimenticano completamente il dialogo con le altre religioni portato avanti da Giovanni Paolo II, che ha chiesto scusa agli ebrei (non solo a Dio).

    Aggiungo però che i non credenti (ma anche i credenti) hanno diritto di dire che i principi morali di una parte religiosa o culturale non possono diventare automaticamente leggi dello Stato (mi riferisco ad esempio al no al divorzio e alle famiglie di fatto, diverso è il discorso dell'aborto che coinvolge anche la vita di un altro soggetto, che lo si valuti persona o no).

 

 

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