Inchiesta sui diritti cinematografici Mediaset
Berlusconi indagato per corruzione
E' accusato di aver comprato la testimonianza dell'avvocato Mills
Continua ad allungarsi l'elenco di reati trascritti sulla fedina penale del neoduce Berlusconi.
L'ennesimo avviso di garanzia per corruzione in atti giudiziari gli è stato notificato il 22 marzo dai pm milanesi Alfredo Robledo e Fabio De Pasquale titolari dell'inchiesta sui fondi neri Mediaset ricavati dalla compravendita dei diritti tv e cinematografici tramite le major americane. Inchiesta nella quale Berlusconi figurava già indagato per appropriazione indebita, falso in bilancio e frode fiscale.
Secondo i giudici, Berlusconi, indagato insieme ad altre due persone di cui non si conosce l'identità, ha offerto del denaro all'avvocato inglese David Mills, consulente del gruppo, indagato in questo stralcio anche per falsa testimonianza, perché in veste di testimone non spiegasse alla procura il meccanismo delle società off-shore legate alla compravendita dei diritti televisivi e all'accantonamento dei fondi neri Fininvest.
Mills, marito del ministro della Cultura britannico Tessa Jowell, secondo la procura è l'ideatore del sistema occulto di società estere del gruppo di Segrate. è già indagato come Berlusconi nel troncone principale dell'inchiesta Mediaset. Per adesso non si sa qual è il processo nell'ambito del quale Mills ha deposto dietro pagamento di alcuni milioni di euro targati Mediaset. Di sicuro si sa che egli ha testimoniato in tre diversi processi a carico di Berlusconi: All Iberian, tangenti alla Guardia di Finanza e Sme.
L'accusa di corruzione contro il neoduce scaturisce dal fatto che egli ha corrotto una persona nella fase in cui questa, in quanto testimone in un processo, aveva assunto la veste di pubblico ufficiale.
Non è vero, come sostengono i suoi accoliti, che al massimo l'ipotesi d'accusa ravvisabile a carico di chi paga un testimone per condizionarne le dichiarazioni può essere di "subornazione di testimone".
L'inchiesta principale sui diritti tv Mediaset è stata chiusa lo scorso 19 febbraio. Sul registro degli indagati ci sono 14 persone con alla testa il neoduce Berlusconi, il presidente di Mediaset Fedele Confalonieri e l'avvocato Mills. Le ipotesi di reato a vario titolo e per i diversi indagati vanno dal falso in bilancio alla frode fiscale, appropriazione indebita, riciclaggio e ricettazione.
Le indagini riguardano la compravendita di diritti tv e cinematografici di società Usa per 470 milioni di euro effettuata da Fininvest attraverso due società off-shore, la Accent e la Timor poi diventate Century One e Universal One, nel periodo dal 1994 al 1996 e poi ancora fino al 1999.
La procura ipotizza che le major americane hanno venduto i diritti televisivi alle due società off-shore, le quali li avrebbero poi rivenduti con una forte maggiorazione di prezzo a Mediaset, allo scopo di aggirare il fisco italiano e creare fondi neri nella disponibilità di Berlusconi.
Resta aperto anche un altro stralcio, in cui sono indagati i figli di Berlusconi, Pier Silvio e Marina, rispettivamente vice presidente di Mediaset e presidente di Mondadori indicati da Mills come beneficiari economici delle società off-shore.
In virtù di questa nuova ipotesi di reato contro Berlusconi, i pm hanno chiesto al gip Maurizio Grigo una proroga di indagine per altri 6 mesi. La richiesta è sul tavolo di Grigo che però si trova in una situazione a dir poco singolare per non dire di "conflitto di interessi". Infatti, oltre ad essere il Gip dell'inchiesta Mediaset dove figura come indagato e imputato il capo del governo, Grigo è nello stesso tempo anche consulente della Commissione parlamentare antimafia e soprattutto consulente del governo sulla lotta al terrorismo nazionale e internazionale e alla criminalità organizzata, su designazione del ministro dell'Interno Giuseppe Pisanu.
30 marzo 2005
www.pmli.it




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