Domenica, 30 Gennaio 2005 il GAZZETTINO
Sono in libreria già tre racconti
L'eros "di destra" dell'anti-Melissa
Roma
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Arriva l'erotismo di destra. Quello pagano, quello orfano del senso del peccato cristiano, quello che faceva «dire di sì alla vita» al malinconico Nietzsche. È una collana con già tre titoli pubblicati dalle Edizioni di Ar di Franco Freda a firma di Fiammetta Oselladori, nom de plume di una venticinquenne che vuole restare anonima, e che prepara un pamphlet anti-Melissa P., considerata la più becera rappresentante dell'eros contraffatto da pruderie.
Già in libreria si trovano, per la nuova collana, "Le librette di controra", "Il sorriso di Lulla o del peccato di carne", "I cinque sensi o le cinque forme del piacere" e "Scilp. La prigione del vizio", dedicata alla letteratura erotica.
Autrice di queste tre opere dallo stile settecentesco e colto appunto una giovane esordiente che, spiega la direttrice della collana, Anna K. Valerio, sua coetanea e amica, ha un background di «cultura classica e uno stile elegante, retrò, ma non retrogrado».
Erotismo di destra? «Certo, è quello senza il senso del peccato, quello che nega alcuni aspetti della morbosità cristiana come quelli del contrasto tra anima e corpo, mentre un corpo felice ospita sempre un'anima felice». Insomma l'esatto contrario di Melissa P., la ragazzina siciliana che ha sbancato le librerie con i suoi "100 colpi di spazzola prima di andare a dormire", diario delle sue spregiudicate avventure erotiche per lo più con uomini maturi.
Contro quel tipo di erotismo e quello che rappresenta, spiega Anna K. Valerio, «sto scrivendo per la stessa collana un libretto dal titolo "Contro la P. Melissa. Elogio e invettiva" perché è davvero insopportabile il suo stile confessionale che ricorda il cristianesimo più ammorbante».
E di questo libretto che non farà piacere alla ragazzina siciliana ecco un breve estratto dedicato alla forma diaristica utilizzata da Melissa P.: «Non serve più il prete con le sue fragranze e i suoi luoghi: al posto del prete inquisitore c'è il Diario - inquisitore sommo perché proviene da te, depositario autentico del costume morale - collettore dello sconforto, dei "mi sento così rovinata, ora che mi sono concessa!" (al travestito, alla lesbica, al sado e al maso, al giovane e al vecchio: chissà perché...). Pettiniamoci, allora, i lunghi capelli, e ritorniamo le principesse che fummo. Le fatine buone dei cartoni animati. Perché Melissa ha una intenzione precisa, mentre compila il suo Diario. Desidera trasmettere di sè una e una sola immagine. Si propone come il surrogato della bambina. Piacerebbe, sennò? Non è appetitosa, non è sapida, non è niente: è una bambinetta, appunto, verzura da serra... Questa piccola bread-and-Butterfly, con il suo musetto imbambolato, ne ha alimentate di fantasie. Lo diciamo senza indignazione, però va detto: la bambolina Melissa è quasi una istigazione alla pedofilia... E tu, Maschio, come hai potuto essere così crudele con lei? Lei che, sì, che ti si concedeva: ma sperando l'Amore».
F. G.




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