Cervo
La morte come dono di vita
Secondo i Nativi Americani la vita è sacra, ma lo è anche la morte: ogni processo, uccidere, mangiare, defecare, non è altro che un rimettere in circolo, un "riciclare" come diciamo noi oggi.
Un loro principio importante, logico secondo una prospettiva di totale uguaglianza, è che ogni essere merita di vivere: questo porta ad un paradosso, specialmente nei confronti del cervo. Infatti, perché gli umani possano vivere, alcuni cervi devono morire.
Quindi, un tema ricorrente nelle storie dei Nativi Americani sul cervo è il tentativo di ricomporre questa contraddizione. Se la disponibilità dei cervi fosse data per certa, essi sarebbero ingiustificatamente sminuiti come esseri viventi, si sentirebbero insultati e così rifiuterebbero di darsi agli umani.
Il sottile messaggio è che anche il cervo può fare le sue scelte. Invece del punto di vista antropocentrico che fa dire al cacciatore "oggi non ho cacciato bene" c'è l'umile riconoscimento che il mondo ha i suoi propri disegni, indipendenti dai nostri desideri.
Un cacciatore pellerossa dirà invece: "Il cervo non vuole morire per me, oggi".
fonte: Piemonte Parchi mensile di informazione e divulgazione naturalistica


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