Albertini: avanti con la vendita Sea.
Incognita Lega sulla privatizzazione
Non si dà per vinto il sindaco Gabriele Albertini nonostante lo stop del Consiglio di Stato. Il sindaco è più che mai intenzionato a procedere nell’operazione di vendita della quota del 33 per cento della società che gestisce gli aeroporti di Malpensa e di Linate e portare nelle casse di Palazzo Marino 600 milioni di euro. Tanto che aveva già convocato per venerdì una giunta straordinaria sull’affaire Sea. Tutto rimandato a tra 15 giorni per permettere ad Albertini di partecipare ai funerali del Pontefice a Roma. Ora circolano due ipotesi ufficiali: la quotazione in Borsa o la vendita attraverso un’asta competitiva. Il primo cittadino è più propenso alla seconda opzione, anche se questo significa riaffrontare le forche caudine del Consiglio comunale. Ma c’è una differenza rispetto a prima: il tentativo di coinvolgere la Lega, da sempre contraria a una cessione ai privati della Sea. In che modo? Il progetto è quello di concedere un diritto di prelazione agli enti pubblici. A parità di prezzo (determinato dall’asta competitiva) un ente pubblico potrà chiedere di acquistare le quote del Comune. E finora l’unico che si è fatto avanti per acquistare la società è la Regione. Nelle settimane scorse il presidente del Pirellone Roberto Formigoni si era detto disponibile a staccare un assegno da 500 milioni di euro per il 30 per cento della Sea. Se si riuscisse a mettere in piedi il meccanismo della prelazione con il passaggio da pubblico a pubblico, la Lega potrebbe garantire in aula il suo voto alla delibera.
Ma su questa ipotesi pendono tre difficoltà. Una di carattere tecnico-politico. Che privatizzazione sarebbe quella che cede quote di società a un altro ente pubblico? E insieme, un meccanismo del genere non potrebbe finire nel mirino dei ricorsi amministrativi? La seconda e la terza sono di carattere squisitamente politico. L’operazione prelazione verrebbe portata avanti soltanto se la Lega decidesse di rientrare in maggioranza, e quindi nella giunta di Palazzo Marino. Ma il sindaco Albertini non sembra molto convinto di far rientrare in maggioranza alleati che spesso e volentieri hanno criticato l’operato della giunta e nel caso del bilancio 2005 sono usciti dall’aula per protesta.
Resta un’ultima via di fuga. Che per adesso circola solo come battuta nei corridoi del palazzo. Il sindaco potrebbe decidere di andare al braccio di ferro con il Consiglio di Stato e approvare una delibera di giunta per la vendita della Sea senza passare in aula. Una sfida ai giudici amministrativi che, bocciando il nuovo Statuto del Comune, hanno di fatto negato alla giunta le competenze in materia di privatizzazioni. Cioè, per vendere quote di aziende o partecipazioni del Comune, anche una sola azione, bisogna passare attraverso il voto del Consiglio. Una sentenza che, secondo Albertini, fa a pugni con quanto è stato deciso dagli stessi giudici del Consiglio di Stato che nel 2004 avevano dato il via libera alla privatizzazione dell’aeroporto di Capodichino deciso dalla giunta di Napoli. La sfida consisterebbe proprio in questo: portare la delibera in giunta, votarla e aspettare la risposta del Consiglio di Stato. «Anche perché - dicono a Palazzo Marino - quella decisione è stata presa solo dalla quinta sezione. Vediamo che cosa dirà il Consiglio di Stato a sezioni riunite».
Maurizio Giannattasio
Corriere della Sera




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