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  1. #1
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    Predefinito Geopolitica della finestra.

    La geopolitica della finestra è quella suprema scienza che, in mancanza dell'ente ontologico di riferimento, ovvero lo sfruttato, il salariato, il disoccupato (insomma il lavoratore collettivo capace di incidere sul reale) pensa di potere superare Marx facendo a meno del lavoratore nello specifico e dei "dominati" in senso lato.
    Questa scienza geopolitica ha un suo fascino in quanto, intravedendo in Silvio Berlusconi il soggetto del cambiamento in favore della Russia, e quindi una politica estera antiusa, ne fa il perno intorno al quale far girare qualsiasi riferimento anche in politica interna.
    Questa scienza, però, cade dalla finestra, quando il prode Silvio candida alla massima carica Massimo D'Alema, elogiando il nostro come il migliore per svolgere questo ruolo.
    Tale scienza, tuttavia, si pensa di poterla recuperare dal cortile dove è precipitata, dal fatto che il baffino è stato trombato, omettendo completamente l'utilizzatore finale.
    Può una scienza riferirsi a Marx ignorando completamente il lavoratore in quanto tale e proporre una difesa paranoica di un Silvio Berlusconi?
    La risposta è si.
    L'unica cosa che non si riesce a spiegare è perchè uno non dovrebbe iscriversi al PDL semplicemente, senza doversi sorbire tutta una complicata fatica nel seguire tutte le dinamiche che vanno da Marx a Lenin attraverso una spiegazione dei diversi approcci tra il capitale e il lavoro e il difficilissimo rapporto insito nel conflitto strategico.
    N.B.
    L'autore del pezzo ci tine a spiegare che ogni riferimento a persone o cose è puramente casuale e che lo scritto in questione è frutto di insonnia dovuto a cattiva digestione.

  2. #2
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    Predefinito Rif: Geopolitica della finestra.

    Non dimentichiamo il tifo per le Multinazionali Italiane/Europee, che, con la scusa che si devono rafforzare per contrastare gli Usa, le è concesso tutto, Eni, Agip e compagnie minori si stanno spartendo il "bottino" imperialista in Africa, Iraq, Afghanistan, mi chiedo, come può un antimperialista e anticapitalista, fare finte di niente?

    Viva la Comune

  3. #3
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    Predefinito Rif: Geopolitica della finestra.

    Applausi a scena aperta!!!

  4. #4
    Forumista junior
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    Predefinito Rif: Geopolitica della finestra.

    Il personaggio merita!

  5. #5
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    Predefinito Rif: Geopolitica della finestra.

    ENI . Aumenta la sua penetrazione economica in Africa

    Secondo quanto scrive la versione on line del Financial Times, la multinazionale italiana ENI avrebbe chiuso un accordo con Heritage Oil per acquisire due giacimenti petroliferi posseduti dalla società inglese in Uganda, nell’Africa centrale. Il valore di questo affare è di 1,3-1,5 miliardi di dollari, attorno al miliardo di euro. Le fonti ufficiali dell’Eni, interpellate dal Giornale, non hanno voluto commentare la notizia che però è stata ripresa anche dalle agenzie secondo le quali l’annuncio ufficiale potrebbe essere dato oggi stesso. Il Financial Times è dettagliato nel fornire l’indiscrezione su questo business, anche se non ne indica le fonti. Heritage Oil è una compagnia quotata alla Borsa di Londra e ha in corso un negoziato (che però sta incontrando difficoltà) per fondersi con la turca General Enerji. Ha necessità di fare cassa per finanziare nuove trivellazioni petrolifere e avrebbe individuato la soluzione proprio nella vendita dei due pozzi ugandesi che hanno riserve per circa 700 milioni di barili di greggio. L’Eni ha una penetrazione economica crescente in Africa: è in Ghana e soprattutto in Nigeria, uno dei Paesi più rilevanti per gli interessi della società italiana. Con l’aggiunta dell’Uganda il peso relativo del continente nero nella mappa delle zone di suo interesse strategico crescerebbe.

    Viva la Comune

 

 

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