La geopolitica della finestra è quella suprema scienza che, in mancanza dell'ente ontologico di riferimento, ovvero lo sfruttato, il salariato, il disoccupato (insomma il lavoratore collettivo capace di incidere sul reale) pensa di potere superare Marx facendo a meno del lavoratore nello specifico e dei "dominati" in senso lato.
Questa scienza geopolitica ha un suo fascino in quanto, intravedendo in Silvio Berlusconi il soggetto del cambiamento in favore della Russia, e quindi una politica estera antiusa, ne fa il perno intorno al quale far girare qualsiasi riferimento anche in politica interna.
Questa scienza, però, cade dalla finestra, quando il prode Silvio candida alla massima carica Massimo D'Alema, elogiando il nostro come il migliore per svolgere questo ruolo.
Tale scienza, tuttavia, si pensa di poterla recuperare dal cortile dove è precipitata, dal fatto che il baffino è stato trombato, omettendo completamente l'utilizzatore finale.
Può una scienza riferirsi a Marx ignorando completamente il lavoratore in quanto tale e proporre una difesa paranoica di un Silvio Berlusconi?
La risposta è si.
L'unica cosa che non si riesce a spiegare è perchè uno non dovrebbe iscriversi al PDL semplicemente, senza doversi sorbire tutta una complicata fatica nel seguire tutte le dinamiche che vanno da Marx a Lenin attraverso una spiegazione dei diversi approcci tra il capitale e il lavoro e il difficilissimo rapporto insito nel conflitto strategico.
N.B.
L'autore del pezzo ci tine a spiegare che ogni riferimento a persone o cose è puramente casuale e che lo scritto in questione è frutto di insonnia dovuto a cattiva digestione.




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