Ci sono luoghi dove il cittadino si aspetta che la legge venga rispettata pedissequamente e quasi maniacalmente. O meglio: se lo aspetta il cittadino ingenuo, mentre quello de-italianizzato pensa semplicemente che, in certi palazzi, l'italiano si muova con furbizia evitando di mettere in bella mostra le sue sporcizie.
Uno di questi luoghi è la prefettura. Invece ieri sera ero li, nel palazzo dove si parla di ordine pubblico, di coordinamento delle forze dell'ordine, di sovrintendenza amministrativa. Nel palazzo dove la volontà popolare viene filtrata prima di finire a ingrassare Roma. Ebbene, in questo palazzo, in luoghi chiusi, c'erano posaceneri traboccanti di sigarette spente, ciò che nei bar, nei ristoranti, nei luoghi frequentati da privati cittadini non si vede più perchè, proprio attraverso quel palazzo, lo Stato ha comunicato la sua volontà di salvarci la salute. Pena centinaia di euro. Prendiamo atto che le prefetture sono zone extra-territoriali dove come legge vale il principio di relatività, con buona pace del povero Einstein che forse sperava in un'interpretazione meno italica dei suoi sforzi.




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