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  1. #1
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    Predefinito L'analisi del voto regionale

    dai ritagli della rassegna stampa del Ministero della Difesa una prima sommaria analisi del voto regionale a firma di Renato Mannheimer, pubblicata dal Corriere della Sera di oggi:

    http://www.difesa.it/files/rassegnas...0405/74LB9.pdf


    Senescentemente

  2. #2
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    Il Trionfo della Sinistretta Post #1 di 1

    Ebbene sì, ammettiamolo, ce l'hanno fatta, ci hanno bastonati per benino e ce ne hanno date molte di più di quanto si aspettavano e noi, altrettanto, ne abbiamo prese ben più che nelle più nere previsioni. Non solo hanno conquistato numerose regioni che erano amministrate dal CentroDestra, ma hanno preso una barcata di voti in più. Di fronte alla disfatta c'è poco da dire. Le recriminazioni servono a poco. Tanto più che le elezioni politiche, quelle che contano davvero molto, non sono affatto lontane e di tempo per piangersi addosso proprio ...non ce n'è. Le reazioni dei politici della maggioranza di governo, almeno fino ad adesso, non appaiono affatto tranquillizzanti. Di autocritica vera se ne fa assai poca, e si cercano spiegazioni che non mettano in discussione la linea politica e l'operato del governo e dei governatori trombati. Sicuramente non è che ci si possa aspettare l'autoflagellazione dei ministri, del premier o di Enzo Ghigo, però......insomma.......di certi ritardi, di certe decisioni incomprensibili, di certe risse interne per cose che gli elettori non capiscono, di certe......scelte........anche di "immagine"............, di certi risultati della nostra economia, pur in un contesto europeo tutt'altro che roseo.........si potrebbe iniziare finalmente a parlare in maniera un tantino meno "difensivista". Non siamo più in vantaggio, dunque che dobbiamo difendere?
    Non è che per questo dobbiamo sputare sulle cose buone fatte, o ignorare i problemi che ci vengono da fattori che non sono sotto il controllo ne' del governo nazionale, ne' tanto meno di quelli regionali, però tutti noi siamo in grado di valutare, facendo la spesa, leggendo "la busta paga" o la contabilità aziendale, pagando le bollente, che la situazione non è propriamente delle più allegre per milioni di italiani.
    Abbiamo assistito a litigi fra partiti della coalizione di governo per cinque euro in più o in meno di aumento agli statali, mentre sul piano della riforma e snellimento della Pubblica Amministrazione, della sua efficienza, dell'introduzione di una forte meritocrazia per i suoi lavoratori......che dovrebbero essere "il pane" di una politica di centrodestra in un paese come il nostro.....che cosa si è fatto di concreto in questi quattro anni? Invece di discutere COME e A CHI DARE i soldini del contratto, come legare questi soldini a processi di modernizzazione e riforma dell'amministrazione premiando chi lavora e lavora bene.........ci siamo divisi fra chi insulta gli elettori che lavorano per lo Stato, indistintamente, e chi ne chiede il voto cercando di comprarselo o conservarselo con 5€ in più a pioggia.
    Che fine ha fatto la promessaci "rivoluzione liberale"? Abbiamo sentito il signor Tremonti proporre ricette.......di segno ben diverso ......se non ho inteso male.....
    Stendiamo poi un pietoso velo sulla riformicchia della giustizia, contraddittoria e con elementi di sospetta incostituzionalità da un lato, e insufficiente, debole, persino inutile, dall'altro.....
    I signori Ministri, a cominciare dal premier, affermano che, malgrado i tanti problemi, hanno lavorato bene. Il problema vero è che in democrazia il giudizio su questo punto non spetta a loro, ma agli elettori. Gli elettori vanno convinti e i giuochi di prestigio, in tempi di vacche magre, servono a poco. Al di là dei mezzucci propagandistici della sinistretta, che tale si rivela anche quando stravince ottenendo larghissimi consensi dal Popolo Sovrano, dobbiamo porci delle domande e avere il coraggio, finalmente di dare delle risposte convincenti e che comportino.....alcuni importanti mutamenti......di ritmo......e in taluni casi.......di direzione. In caso contrario consegneremo noi stessi il governo del Paese alla sinistretta nel 2006 o anche prima.
    La sinistretta non è così sciocca da credere di aver già vinto le prossime politiche, ma sa che parte con un margine di vantaggio non indifferente, e che il CentroDestra inseguirà probabilmente chimere.....anzichè lavorare sodo per attuare quella modernizzazione, quella trasformazione del Paese che ha promesso suscitando aspettative grandissime in milioni di italiani. La sinistretta sa che un anno è poco per fare quello che non si è fatto in quattro. Ma forse basterebbe dare i segnali giusti, e fare alcune cose essenziali e urgenti, per iniziare a recuperare consensi e per mettere le basi di una seconda legislatura diversa.
    No, non sono affatto ottimista. Anche perchè, onestamente, circolano troppi cloni, imitatori e controfigure del premier nel maggior partito della coalizione, e negli altri.....non mancano seri problemi. Sarebbe ora che si provvedesse davvero a selezionare, attraverso i meccanismi normali della democrazia, una classe politica radicata nel territorio e capace di suscitare fiducia e di rispondere alle attese. Meno riciclati, meno controfigure del premier, meno tromboni, meno personaggi discutibili, meno improvvisati.

    Saluti liberali

  3. #3
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    dal quotidiano di CONFINDUSTRIA di oggi, mercoledì 6 aprile 2005...

    " Il Sole 24 ore del 06/04/2005


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    È al Sud il crollo del Polo
    Il Centro-destra tiene al Nord nel proporzionale

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    Va da sé che il dato politicamente più significativo di queste elezioni è il numero di regioni vinte dal Centro-sinistra. Un risultato che è andato al di là delle previsioni della maggior parte degli osservatori. Ma c'è un altro dato altrettanto significativo, anche se meno eclatante, e cioè il fatto che per la prima volta da quando sono state introdotte nel nostra Paese le nuove regole di voto il centro-sinistra è riuscito a superare il centro-destra a livello di voti proporzionali. Anche se si tratta solo di 13 regioni il significato di questo dato non può essere sottovalutato. L'Unione ha ottenuto complessivamente il 51,8 % dei voti proporzionali contro il 45,3% della Cdl. Come si vede dalle tabelle alle elezioni europee del 2004 i due schieramenti erano quasi alla pari. Questo equilibrio oggi si è rotto.
    Ma al di là del dato complessivo è interessante notare la sua articolazione territoriale per comprendere meglio la natura delle tendenze elettorali in atto. La diversità dei sistemi elettorali ai vari livelli di governo e i continui cambiamenti della offerta politica tra una elezione e l'altra rendono difficile in Italia fare confronti. Quello che noi abbiamo fatto per rendere confrontabili i dati è stato di "riaggiustare" retrospettivamente le coalizioni del passato sulla base degli schieramenti del presente. Il risultato di questa analisi è che l'Italia, a livello proporzionale, risulta divisa grosso modo in cinque aree: due Nord, un Centro, e due Sud. In Piemonte e Liguria il Centrosinistra ha colmato il divario con il Centro-destra. La tendenza era già visibile, soprattutto in Liguria, ma con queste elezioni è diventata netta. Pesa soprattutto il voto delle aree urbane, Torino in particolare, dove il Centro-sinistra riporta un risultato molto positivo. Come del resto avviene con Roma nel Lazio. In entrambe le regioni il Centrosinistra è diventato maggioranza sia a livello proporzionale che a livello maggioritaria. In Lombardia e Veneto la storia è diversa. Qui continua la crescita del centro-sinistra ma il divario con la Cdl resta notevole. In realtà queste sono le due regioni dove la Cdl non solo mantiene il controllo dell'esecutivo, ma il suo livello di consensi si mantiene su valori vicini a quelli del 2001 anche se molto lontani da quelli delle regionali del 2000. Con questi dati le elezioni del 2006 in questa parte del Nord avranno un esito non dissimile da quello del 2001 ed è questo quello che alla fine conta, dato il sistema elettorale vigente. Al Centro (Emilia, Toscana, Marche, Umbria) c'è poco da dire tranne sottolineare ancora una volta che qui non c'è competizione. Il distacco tra i due schieramenti è ulteriormente aumentato. Il Sud invece presenta notevoli novità. Ed è qui che si giocherà la partita decisiva nelle elezioni del 2006. Dal 1994 il Sud è la zona del Paese con l'elettorato più volatile ed è anche la zona con la maggiore presenza di collegi contendibili. 1 dati di queste elezioni ci confermano però che non esiste un unico Sud. Infatti da una parte ci sono Campania, Abruzzi e Calabria e dall'altra Lazio e Puglia. Anche se in tutte e cinque queste regioni hanno vinto i candidati-presidenti dell'Unione, la dinamica del voto è stata nettamente diversa.
    Nel primo gruppo la vittoria dell'Unione è stata nettissima. Questo è uno dei dati più sorprendenti di queste elezioni perché siamo effettivamente davanti ad un riallineamento elettorale di notevoli proporzioni. In Campania il centrosinistra ha ottenuto un risultato superiore a quello dell'Emilia e simile a quello di Toscana e Umbria! In Lazio e Puglia la situazione è molto diversa. In queste regioni il centro-destra ha ottenuto a livello proporzionale più voti del centro-sinistra. In Puglia il distacco è di quasi 4 punti percentuali. La vittoria di Marrazzo e di Vendola non si deve quindi all'apporto dei voti di lista ma alla componente maggioritaria del sistema elettorale. In queste due regioni infatti il 14% degli elettori ha votato solo nella parte maggioritaria, cioè solo per il candidato-presidente, e non per una delle liste che lo sostenevano. Tra questi elettori maggioritari Marrazzo e Vendola hanno fatto molto meglio dei loro avversari. Per la precisione la differenza tra i voti presi da Marrazzo (parte maggioritaria) e quelli presi dalle liste che lo appoggiavano (parte proporzionale) è di 9 punti mentre la stessa differenza è solo di 4 punti per Storace. In breve tutti e due hanno preso più voti delle liste che li appoggiavano ma Marrazzo ne ha presi il doppio di Storace e per questo ha vinto. In Puglia è successa esattamente la stessa cosa. E questa è una ulteriore conferma che il centro-sinistra va meglio nella competizione maggioritaria anche se la differenza tra i due tipi di voto oggi si è ridotta rispetto al passato. I dati di Lazio e Puglia ci servono anche per trarre una conclusione più generale sull'esito di queste elezioni. Ci sono pochi dubbi che dietro la sconfitta della Cdl ci sia un fattore generale che ha agito a livello nazionale. 1 dati di sondaggio (vedi articolo in pagina) suggeriscono che esiste nel paese una profonda e diffusa insoddisfazione sulla situazione economica e che almeno in parte si attribuisce al governo la responsabilità di questo stato di cose.I candidati presidenti della Cdl hanno dovuto fare i conti con questo atteggiamento negativo nei confronti della coalizione. Alcuni sono riusciti in virtù delle loro qualità personali e/o del maggiore radicamento territoriale dei partiti della Cdl a vincere a dispetto dei santi, altri come Ghigo, Storace e Fitto hanno perso di misura. Altri ancora sono stati travolti.
    "


    Saluti liberali

 

 

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