Re: Chi sarà il prossimo Papa?
Questo è esattamente il tipo di articoli che condannavo in un mia precedente discussione aperta per incensare, con 'riserva', l'operato di Maurizio Blondet.
Perché se da un lato Blondet è certamente un giornalista che va spesso a indagare piste poche battute, dall'altro si lascia troppe volte andare a deliri complottistici che partono sovente da presupposti inesistenti.
Ora, io non voglio qui andare ad indagare su queste presunte "infiltrazioni giudaiche" all'interno della chiesa cattolica e relative possibili manovre del giudaismo mondiale per piegarla ai propri interessi, cose di cui ho già letto in passato nella pubblicistica cattolica, e che come tutta questa roba uso prendere cum grano salis sapendo bene da che tipo di ambiente proviene. Ma andando allo specifico di questo articolo, a parte tutta la parte centrale che narra di queste manovre, vere o presunte, che ci sono state per cambiare alcune posizioni millenarie del cattolicesimo romano, questi parte da presupposti ancora una volta completamente campati per aria. Blondet esordisce con una constatazione: "In Usa comincia a prendere forza una voce: il prossimo Papa sarà ebreo".
Ora sarebbe perlomeno auspicabile che una sì grave dichiarazione venisse supportata da rimandi chiari e precisi sul chi e sul dove questa voce abbia preso forza. Perché dire "in USA" non significa assolutamente nulla, a meno che il nostro Maurizio Blondet non si sia trovato in questi giorni a girare per le vie di Boston o Los Angeles, e abbia colto queste voci tra i passanti ( :cool: )...
Quindi il tutto mi sembra l'ennesima sparata complottista senza fondamento alcuno. Difatti l'articolo non fa nomi né enumera situazioni, ma si limita a raccontare fatti di qualche decennio fa.
Saluti.
ps - e comunque, a sottolineare una certa predisposizione antropologica del nostro ambiente, che ha purtroppo fatto propria una certa visione delle cose tutta cattolica, era immancabile in questi giorni l'articolo sul prossimo papa ebreo o negro.
Che poi, da un punto di vista dottrinario, per un cristiano un papa negro, blu o a pois, non costituisce alcun problema, essendo il cristianesimo, al pari dell'altra grande religione nata dal giudaismo, l'islam, assolutamente a-razziale e contrario a ogni forma di differenzialismo basato sull'appartenenza etnica.