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  1. #1
    SD
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    Predefinito La sinistra (con cui quelli di Padania! vorrebbero allearsi)...

    per prima cosa abolisce l'assessorato all'identità piemontese....alla faccia del "La Padania non deve essere ne di destra ne di sinistra" come blaterano certi santoni barbuti...la Lega deve essere ferocemente anticomunista e antisinistroide poichè la sinistra è un nemico acerrimo (insieme ai liberali-libertari) delle identità padane...

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  2. #2
    Fieramente Leghista
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    Predefinito Re: La sinistra (con cui quelli di Padania! vorrebbero allearsi)...

    Originally posted by L'Argonauta
    la Lega deve essere ferocemente anticomunista e antisinistroide...
    considerazione talmente ovvia che dovrebbe essere superfluo persino ribadirlo, certo si tratta di una condizione necessaria ma di per sè non sufficiente... e quelli di Padania poi sono in buona parte soggetti che hanno certi secondi fini inconfessabili, altro che campioni incorruttibili del superpadanismo... Ma le cose gli vanno proprio male poveracci, perchè nonostante il loro tanto accanirsi in malafede nelle peggiori calunnie e menzogne, la Lega trionfa sempre di più.

  3. #3
    Totila
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    La Lega deve rappresentare una terza via, fra sinistra e destra liberal-libertaria. Questa è la sua collocazione.
    Come dice Bossi la Lega è una forza popolare. E come tutti sanno"vox populi, vox dei"

  4. #4
    Fieramente Leghista
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    Predefinito

    Originally posted by Totila
    La Lega deve rappresentare una terza via, fra sinistra e destra liberal-libertaria. Questa è la sua collocazione.
    Mah, mi pare che 'sta cosiddetta terza via ci siano già alcuni che vorrebbero rappresentarla e occuparla da parecchio tempo, alcuni a cui anche stavolta è andata proprio male (tanto per cambiare), nonostante le pretestuose velleità, soggetti che farneticano incessantemente da almeno una sessantina d'anni o giù di lì di terze vie, socializzazioni, gran complotti mondiali demogiudaici, revisionismi olocaustici e simili fanfaronate cialtronesche, vivendo in un mondo tutto loro e abbaiando costantemente alla luna... con conseguenti, inevitabili e meritati risultati elettorali sempre sotto il 2%.

    Per cui a noi rimane magari una possibile quarta via, la via della rivoluzione riformista, della politica nascente dall'amore per la nostra terra e i nostri popoli, le nostre tradizioni, attuata con il più sano realismo pragmatista. Lontanissimi dal mondialismo sinistroide dei cittadini del mondo, così come dal mondialismo della destra libertar-liberista, così come anche lontanissimi dal velleitarismo parolaio e fuori da ogni realtà dell'estrema destra.

  5. #5
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    Intanto in provincia di Novara siamo aumentati del 2,9% e abbiamo mandato il nostro candidato (Bettega-Monteggia) in regione: per ora anche se ininfluente per la qualificazione un gol CMQ importante per Novara.

    Altra considerazione :

    109000 voti in + in tutta l'Emilia Romagna.
    Abbiamo portato i consiglieri da uno a tre.

    LN all'11,2% in provincia di Piacenza : siamo sicuri che dopo l'eventuale (e molto probabile secondo le statistiche) "secessione"
    della Romagna(Ravenna,Forlì e Rimini),

    fortemente voluta dalla LN
    l'Emilia rimanga così "rossa" ?

  6. #6
    SD
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    Predefinito

    http://www.corriere.it/Primo_Piano/P...veltroni.shtml


    la sinistra contro la devoluzione (che ricordiamolo non è vero federalismo ma piuttosto preparatoria al federalismo che è una unione di stati indipendenti con diritto di secessione)..per non paralre di quei maiali dei partigiani che hanno organzzato marce contro la riforma...

  7. #7
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    Angry Questa è la sinistra!

    «Rai, il Polo collabori per un Cda di alto profilo e non lo cambieremo» Veltroni: il governo fermi la devolution Il sindaco di Roma: «Non può riscrivere la Costituzione chi non ha più la maggioranza nel Paese» STRUMENTIVERSIONE STAMPABILEI PIU' LETTIINVIA QUESTO ARTICOLO

    I numeri
    Le regole
    Le frasi



    ROMA — Sindaco Veltroni, non crederà che nel 2006 sarà così facile. «Non lo credo affatto. Ricordo bene che nel '93 vincemmo tutte le Amministrative e l'anno dopo perdemmo le Politiche. Nulla è scontato. Però si sta avverando la profezia di Montanelli: l'Italia ha provato Berlusconi, e si è vaccinata. Ora il premier non può fare come se non fosse accaduto nulla».
    Che cosa ci attende in questo ultimo anno di legislatura? «Questo voto cambierà molte cose. Per la prima volta, il centrosinistra è maggioranza assoluta nel Paese. E il primo tema da affrontare è la devolution. Così com'è, va bloccata. Berlusconi non può pensare di imporre agli italiani la riscrittura della Costituzione con una maggioranza parlamentare che non c'è più nel Paese. Fini dice che la gente per strada non gli parla di devolution ma di salari. Ha ragione. Mala gente percepisce anche la forzatura, la lacerazione, l'errore di una riforma che contraddice la storia d'Italia, che è storia di Comuni non di Regioni».
    In Parlamento la maggioranza non l'avete ancora. «Ma possiamo offrire al centrodestra un patto: ridiscutiamo le regole; e se al governo l'anno prossimo andremo noi, non cambieremo la Costituzione da soli».
    Quale sarà lo strumento? Un'altra Bicamerale? «Lo si vedrà. Ora è importante definire lo spirito e le garanzie con cui fare le riforme. Ed è fondamentale cambiare politica economica. Qui si continua ad annunciare nuovi tagli alle tasse privi di copertura, in un Paese in cui si impoveriscono sia le imprese sia i lavoratori».
    Il ministro dell'Economia si dice un tecnico. Una sorta di potere neutrale. «Anche questo non è possibile. Un uomo che governa cinque ministeri non è mai solo un tecnico. A Siniscalco rimprovero il totale disinteresse per i Comuni, vale a dire le istituzioni che tengono insieme il Paese, che incidono sulla vita della gente, dai trasporti agli asili nido, dalle mense all'assistenza ai disabili».
    Il Parlamento è chiamato anche a rinnovare il Consiglio d'amministrazione della Rai. «Mi auguro siano rispettate le regole del bipolarismo come piace agli italiani, che apprezzano l'alternanza ma non lo spoils-system, la politica come ring, la logica mors tua vita mea. La Rai, come la Banca d'Italia e le grandi Authority, dev'essere un'area di neutralità. Designamo un Cda di alto livello, e il centrosinistra si impegnerà a non cambiarlo in caso di vittoria».
    A quali personalità pensa? «A personaggi di riconosciuta autonomia, che non significa senza storia e senza idee. Non è vero che tutti in Italia possono essere identificati come persone di parte».
    Che impressione le ha fatto la Rai e in genere la tv in queste settimane? «Non mi pare un tema decisivo. Io sono molto appassionato di comunicazione, ma non credo sia tutto. Lavoro molto con il passaparola, confido nella forza delle idee. Certo, in Rai c'è una pesantezza. Un eccesso di occupazione».
    Com'è stato possibile scardinare nel Lazio un sistema di potere? «Abbiamo lavorato. Un lavoro concreto, attento alle grandi infrastrutturema anche alle piccole cose. Si è creato un clima di fiducia, come dimostra il risultato di Roma: 200 mila voti in più del centrodestra (alle scorse Regionali erano 70 mila in meno); successi anche nei quartieri altoborghesi, e balzi di 15 punti nelle zone popolari. Anche perché abbiamo lavorato in modo non fazioso, senza toni urlati. Poi c'è stato lo spirito di squadra: Marrazzo, Gasbarra e io».
    La prossima volta però cambiate fotografo. Fuori Roma non l'hanno saputo ma il vostro poster in maglioncino non ha contribuito all'estetica dell'Urbe. «Invece è piaciuto moltissimo. Ci preferiva in posa incravattati? Sembravamo tre amici che si incontrano. Poi c'è stato il grande sforzo e l'intelligenza politica di Marrazzo ».
    Marrazzo non l'ha voluto Rutelli? «Quand'ero segretario ds, avevo proposto a Marrazzo di candidarsi già nel 2000, in Campania, prima che emergesse la candidatura Bassolino. Rutelli era seduto qui in Campidoglio, quando decidemmo insieme la candidatura».
    Che cos'ha sbagliato Storace? «Storace è vittima di una tendenza generale, ma anche di due errori suoi. Ha avuto un rapporto difficile con la città, come se intendesse declassare Roma da Capitale a capoluogo. E ha sbagliato tono. I modi truculenti, non tanto suoi quanto di una parte del suo schieramento, non piacciono a una città e a un Paese che chiedono moderazione».
    La vittoria di Vendola dimostra però che un candidato di sinistra radicale non è destinato alla sconfitta. «Questo è uno dei difetti del circolo della politica: applicare i nostri pregiudizi ai cittadini. Che sono in realtà molto più laici; non ti chiedono da dove vieni, ma dove vai. In Nichi hanno visto un' energia vitale, una passione, una luminosità ».
    Il suo partito vi aveva visto invece una fonte di guai. Le primarie in Puglia avevano innescato una gran polemica. «Capisco anche le preoccupazioni, l'idea che un candidato di tradizione moderata potesse avere vita più facile. Ma anche questo è uno schema».
    Allora niente primarie per la candidatura a Palazzo Chigi? «Ma no! Gli elettori ce l'hanno detto e ripetuto: se state uniti vincete, se siete divisi perdete. Abbiamo scelto Prodi. Partiamo da questo straordinario risultato, dal programma che Romano sta costruendo, dalla presenza nella società. Stiamo pronti, perché a destra il quadro è in movimento: la Lega cresce ma fa perdere i voti del Sud; in An si è aperta la resa dei conti; la leadership di Berlusconi è appesantita. Anche se io avevo previsto un altro film...».
    Quale? «Pensavo che Berlusconi avrebbe accorpato Regionali e Politiche, per drammatizzare, per sollecitare un pronunciamento epocale».
    Era anche la richesta di D'Alema. «Berlusconi ha scelto un'altra via, che l'ha condotto comunque alla sconfitta. Non ha compreso che sta prevalendo un nuovo ciclo di valori, che c'è bisogno di solidarietà, di comunità».
    Le primarie sono inopportune solo oggi o anche domani? Cioè nel 2011? «Le primarie hanno una storia, legata a un partito unico. In una coalizione con partiti di dimensioni diverse non funzionano».
    Se invece nascesse un soggetto politico unitario? «Si è scelta un'altra strada, ma la direzione è la stessa che avevo in mente io: unire culture separate, costruire il baricentro riformista della coalizione. In fondo la lista unitaria di oggi è l'Ulivo del '96, senza i Verdi».
    Ma dove la Margherita si è presentata da sola ha avuto buoni risultati. L'anno prossimo non si andrà in ordine sparso? «Spero proprio di no. Credo invece che da questo risultato venga l'indicazione di fare un altro passo avanti.ARoma la lista Marrazzo supera la lista Storace, eppure Uniti nell'Ulivo sfiora il 30 per cento. La strada è quella, non si può tornare indietro».
    Vi ha aiutati di più l'appannamento di Berlusconi o il ritorno di Prodi? «Entrambe le cose. Romano ci ha restituito unità, riconoscibilità, sintesi».
    Non ha neppure un velo di malinconia? Se a Prodi andava male, c'era lei. «Ma se non sono mai stato personalmente così bene! E poi i risultati si vedono. Ho un bel ricordo di quando facevo il segretario ds, però il mio lavoro era inevitabilmente concentrato su discorsi, comizi, interviste... Il mestiere di sindaco mi permette di vedere immediatamente le idee diventare cose. Di occuparmi delle persone. Non me ne importa nulla del potere, mi piace poter fare le cose».
    Tanto al 2011 si arriva in un attimo. «Intanto spero di ottenere un secondo mandato da sindaco. Poi la mia storia politica si concluderà. Cambierò. Cercherò di realizzare i miei ideali, le ragioni della mia vita, in altro modo». In Africa? «Vedremo. Dipenderà dalle condizioni della mia famiglia. Di sicuro farò qualcosa per gli altri. In particolare per i bambini».
    Aldo Cazzullo
    06 aprile 2005
    "Sarà qualcun'altro a ballare, ma sono io che ho scritto la musica. Io avrò influenzato la storia del XXI secolo più di qualunque altro europeo".

    Der Wehrwolf

  8. #8
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    "Sarà qualcun'altro a ballare, ma sono io che ho scritto la musica. Io avrò influenzato la storia del XXI secolo più di qualunque altro europeo".

    Der Wehrwolf

  9. #9
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    Predefinito Re: La sinistra (con cui quelli di Padania! vorrebbero allearsi)...

    Originally posted by L'Argonauta
    per prima cosa abolisce l'assessorato all'identità piemontese....alla faccia del "La Padania non deve essere ne di destra ne di sinistra" come blaterano certi santoni barbuti...la Lega deve essere ferocemente anticomunista e antisinistroide poichè la sinistra è un nemico acerrimo (insieme ai liberali-libertari) delle identità padane...

    http://crimini.web-gratis.net/nuova1.htm
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    Der Wehrwolf

  10. #10
    Totila
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    Originally posted by halexandra
    Mah, mi pare che 'sta cosiddetta terza via ci siano già alcuni che vorrebbero rappresentarla e occuparla da parecchio tempo, alcuni a cui anche stavolta è andata proprio male (tanto per cambiare), nonostante le pretestuose velleità, soggetti che farneticano incessantemente da almeno una sessantina d'anni o giù di lì di terze vie, socializzazioni, gran complotti mondiali demogiudaici, revisionismi olocaustici e simili fanfaronate cialtronesche, vivendo in un mondo tutto loro e abbaiando costantemente alla luna... con conseguenti, inevitabili e meritati risultati elettorali sempre sotto il 2%.

    Per cui a noi rimane magari una possibile quarta via, la via della rivoluzione riformista, della politica nascente dall'amore per la nostra terra e i nostri popoli, le nostre tradizioni, attuata con il più sano realismo pragmatista. Lontanissimi dal mondialismo sinistroide dei cittadini del mondo, così come dal mondialismo della destra libertar-liberista, così come anche lontanissimi dal velleitarismo parolaio e fuori da ogni realtà dell'estrema destra.
    Se vuoi, possiamo chiamarla quarta via, basta che non ti salti in mente di chiamarla "Fifth Avenue". In questo caso avresti dei problemi con molti di noi...

 

 
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