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Discussione: Esequie del Papa

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    Predefinito Esequie del Papa

    UFFICIO DELLE CELEBRAZIONI LITURGICHE

    DEL SOMMO PONTEFICE

    MESSA ESEQUIALE
    E TUMULAZIONE DELLA SALMA
    DEL ROMANO PONTEFICE

    GIOVANNI PAOLO II




    PIAZZA SAN PIETRO, VENERDÌ 8 APRILE 2005

    RITO DELLE ESEQUIE
    DEL ROMANO PONTEFICE


    DALLE PREMESSE


    1. Nel rito delle esequie la Chiesa manifesta la sua fede nella vittoria di Cristo risorto sul peccato e sulla morte. Tale fede è espressa in modo particolare nelle esequie del Romano Pontefice, che a motivo del ministero da lui svolto nella Chiesa, ha confermato nella fede tutti i pastori e i fedeli.

    2. All’annuncio della morte del Sommo Pontefice la Chiesa che è in Roma e nelle varie parti del mondo eleva al Padre, Signore della vita e della morte, un’intensa preghiera di ringraziamento, per il bene che il Pontefice defunto ha compiuto a favore della Chiesa e dell’umanità, di suffragio e di supplica, perché egli sia accolto dal Signore nella dimora di luce e di pace insieme con tutti i santi, in attesa che si compia la beata speranza.

    3. Nelle preghiere si raccomanda a Dio la Santa Chiesa, priva del Romano Pontefice, perché si affidi con fiducioso abbandono a Cristo, Supremo Pastore, che ad essa ha promesso la sua perenne presenza e assistenza.

    Si ricordano anche coloro che per ragioni di parentela, di servizio o di collaborazione sono stati più vicini al Sommo Pontefice defunto. Per tutti, poi, questa è occasione per ravvivare la speranza della vita eterna e testimoniare la fede nella futura risurrezione con Cristo.

    4. Al corpo del Sommo Pontefice defunto che con i sacramenti dell’iniziazione cristiana è divenuto tempio dello Spirito Santo e con il sacramento dell’Ordine episcopale si è totalmente dedicato al servizio del popolo di Dio, è reso il dovuto onore, secondo le usanze e la tradizione cristiana, ma soprattutto a motivo della fede nella vita eterna e nella risurrezione della carne. Ciò si fa in alcuni momenti significativi: nell’accertamento della morte, nell’esposizione della salma nella Casa Pontificia, nella sua solenne traslazione nella Basilica Vaticana, nella deposizione nella bara, nella Messa esequiale con l’ultima raccomandazione e il commiato, nella traslazione al sepolcro e nell’inumazione.



    MESSA ESEQUIALE

    La Messa esequiale, in cui avviene la tumulazione del Romano Pontefice Giovanni Paolo II è preceduta dalla deposizione della salma del Pontefice defunto nella bara; dopo la Messa avvengono la traslazione al sepolcro e la tumulazione. A queste due parti del rito è prevista la partecipazione di un ristretto numero di persone.

    DEPOSIZIONE DELLA SALMA
    DEL ROMANO PONTEFICE NELLA BARA


    Prima della Messa esequiale, la salma del Pontefice defunto viene deposta in una cassa di legno di cipresso. Essa viene chiusa alla presenza del Cardinale Camerlengo, dei Cardinali Capi d’Ordine, del Cardinale Arciprete della Basilica Vaticana, del Cardinale già Segretario di Stato, del Cardinale Vicario per la Diocesi di Roma, del Sostituto della Segreteria di Stato, del Prefetto della Casa Pontificia, dell’Elemosiniere del Sommo Pontefice, del Vice Camerlengo, di una rappresentanza dei Canonici della Basilica di San Pietro, del Segretario del Sommo Pontefice, vestiti dell’abito corale, e dei familiari del Defunto.

    Il Cardinale Camerlengo introduce il rito della chiusura della bara con queste parole:

    Fratres et sorores carissimi, in nomine Domini huc convenimus ad quædam pietatis officia adimplenda ante Missam exsequialem pro Romano Pontifice Ioanne Paulo.

    Eius corpore mortali in capsa deposito, rogitum legemus quod defuncti Pontificis commemorat vitam et opera præcipua, pro quibus gratias Deo Patri persolvimus.

    Vultum Defuncti reverenter operiemus, fulti spe eum Patris vultum posse contemplari et beatæ Virginis Mariæ omniumque Sanctorum frui consortio.

    Il Maestro delle Celebrazioni Liturgiche del Sommo Pontefice dà lettura del Rogito, i cui esemplari verranno sottoscritti dai presenti.

    Frattanto si canta l’antifona:

    Sitivit* anima mea ad Deum vivum: quando veniam, et apparebo ante faciem Domini?

    E, secondo l’opportunità, si canta un salmo adatto.

    Il Cardinale Camerlengo invita i presenti alla preghiera dicendo:

    Oremus.

    E tutti pregano per qualche tempo in silenzio.

    Poi il Cardinale Camerlengo prosegue:

    Omnipotens sempiterne Deus, vitæ et mortis Domine, speramus et credimus vitam Summi Pontificis Ioannis Pauli nunc in te absconditam esse.

    Vultus eius, cui lumen huius mundi evanuit, vera luce quæ ex te, indeficienti fonte, manat, iugiter collustretur.

    Vultus eius, qui tua itinera est perscrutatus ut ea Ecclesiæ ostenderet, tuum paternum vultum videat.

    Vultus eius, qui e nostro conspectu discedit, pulchritudinem tuam contempletur et gregem tibi, æterno Pastori, commendet. Qui vivis et regnas per omnia sæcula sæculorum.

    Il Maestro delle Celebrazioni Liturgiche del Sommo Pontefice e il Segretario del Sommo Pontefice, stendono il velo di seta bianca sul volto del Defunto. Poi il Cardinale Camerlengo asperge la sua salma con l’acqua benedetta.

    Il Maestro depone nella bara la borsa con le medaglie coniate durante il Pontificato del Pontefice defunto e il tubo con il Rogito, dopo averlo sigillato con il sigillo dell’Ufficio delle Celebrazioni Liturgiche del Sommo Pontefice.

    Mentre la bara viene chiusa si dice il Salmo 41 (42).

    SALMO 41 (42), 2-6

    Quemadmodum desiderat cervus ad fontes aquarum,* ita desiderat anima mea ad te, Deus.
    Sitivit anima mea ad Deum, Deum vivum;* quando veniam et apparebo ante faciem Dei?
    Fuerunt mihi lacrimæ meæ panis die ac nocte,* dum dicitur mihi quotidie: «Ubi est Deus tuus?».
    Hæc recordatus sum et effudi in me animam meam; † quoniam transibam in locum tabernaculi admirabilis* usque ad domum Dei,
    in voce exsultationis et confessionis,* multitudinis festa celebrantis.
    Quare tristis es, anima mea,* et quare conturbaris in me?
    Spera in Deo, quoniam adhuc confitebor illi,* salutare vultus mei et Deus meus.

    Gloria Patri.



    CELEBRAZIONE DELLA MESSA

    La Messa esequiale è celebrata dai Cardinali e dai Patriarchi delle Chiese Orientali. Presiede la concelebrazione il Cardinale Decano del Collegio Cardinalizio. Si usano le vesti sacre di colore rosso.

    RITI DI INTRODUZIONE

    Canto d’ingresso

    Requiem* æternam dona ei, Domine: et lux perpetua luceat ei.

    L’assemblea ripete: Requiem æternam dona ei; Domine: et lux perpetua luceat ei.

    SALMO 64 (65), 2-6

    1. Te decet hymnus, Deus, in Sion;* et tibi reddetur votum in Ierusalem.
    Ant. Requiem.
    2. Qui audis orationem,* ad te omnis caro veniet propter iniquitatem. R/
    3. Etsi prævaluerunt super nos impietates nostræ,* tu propitiaberis eis. R/
    4. Beatus, quem elegisti et assumpsisti;* inhabitabit in atriis tuis. R/
    5. Replebimur bonis domus tuæ,* sanctitate templi tui. R/
    6. Mirabiliter in æquitate exaudies nos, Deus salutis nostræ,* spes omnium finium terræ et maris longinqui. R/

    Il Celebrante:

    In nomine Patris, et Filii, et Spiritus Sancti.
    R/. Amen.

    ... saluta l’assemblea:

    Pax vobis.
    R/. Et cum spiritu tuo.

    ... invita all’atto penitenziale:

    Fratres, agnoscamus peccata nostra, ut apti simus ad sacra mysteria celebranda.

    Dopo una breve pausa di silenzio, tutti insieme dicono:

    Confiteor Deo omnipotenti et vobis, fratres, quia peccavi nimis cogitatione, verbo, opere et omissione: mea culpa, mea culpa, mea maxima culpa. Ideo precor beatam Mariam semper Virginem, omnes Angelos et Sanctos, et vos, fratres, orare pro me ad Dominum Deum nostrum.

    Il Celebrante:

    Misereatur nostri omnipotens Deus, et, dimissis peccatis nostris, perducat nos ad vitam æternam.
    R/. Amen.

    La schola e l’assemblea cantano alternativamente il

    Kyrie

    Kyrie, eleison. bis
    Christe, eleison. bis
    Kyrie, eleison. Kyrie, eleison.

    Colletta

    Il Celebrante:

    Oremus.

    Deus omnium fidelium pastor et rector, qui Ioannem Paulum Pastorem Ecclesiæ tuæ præesse voluisti et nunc de hoc sæculo migrare iussisti, concede, quæsumus, ut in cælesti regno pastorum tuorum perpetuo aggregetur consortio.

    Per Dominum nostrum Iesum Christum Filium tuum, qui tecum vivit et regnat in unitate Spiritus Sancti, Deus, per omnia sæcula sæculorum.

    R/. Amen.



    LITURGIA DELLA PAROLA

    Prima lettura

    Cristo è costituito da Dio giudice dei vivi e dei morti

    Lectura de los Hechos de los Apóstoles. 10, 34-43

    En aquellos días, Pedro tomó la palabra y dijo: «Está claro que Dios no hace distinciones; acepta al que lo teme y practica la justicia, sea de la nación que sea. Envió su palabra a los israelitas anunciando la paz por Jesucristo el Señor de todos.

    Conocéis lo que sucedió en el país de los judíos, cuando Juan predicaba el bautismo, aunque la cosa empezó en Galilea. Me refiero a Jesús de Nazaret, ungido por Dios con la fuerza del Espíritu Santo, que pasó haciendo el bien y curando a los oprimidos por el diablo; porque Dios estaba con él.

    Nosotros somos testigos de todo lo que hizo en Judea y en Jerusalén. Lo mataron colgándolo de un madero. Pero Dios lo resucitó al tercer día y nos lo hizo ver, no a todo el pueblo, sino a los testigos que él había designado: a nosotros, que hemos comido y bebido con él después de su resurrección. Nos encargó predicar al pueblo, dando solemne testimonio de que Dios lo ha nombrado juez de vivos y muertos. El testimonio de los profetas es unánime: que los que creen en él reciben, por su nombre, el perdón de los pecados».

    Verbum Domini
    R/. Deo gratias.

    Salmo responsoriale

    Il salmista: Salmo 22 (23)

    V/. 1. Dominus pascit me, et nihil mihi deerit:
    R/. In loco pascuæ ibi me colocavit.

    V/. 2. Super aquas quietis eduxit me, animam meam refecit. R/.
    3. Deduxit me super semitas iustitiæ* propter nomen suum. R/.
    4. Namet si ambulavero in valle umbræ mortis, non timebo mala,* quoniam tu mecum es. R/.
    5. Virga tua et baculus tuus,* ipsa me consolata sunt. R/.
    6. Parasti in conspectu meo mensam* adversus eos, qui tribulant me. R/.
    7. Impinguasti in oleo caput meum,* et calix meus redundat. R/.
    8. Etenim benignitas et misericordia subsequentur me* omnibus diebus vitæ meæ. R/.
    9. Et inhabitabo in domo Domini* in longitudinem dierum. R/.

    Seconda lettura

    Cristo trasformerà il nostro corpo
    e lo con formerà al suo corpo glorioso

    A reading from the letter of Paul to the Philippians. 3,20-4, 1

    As you well know, we have our citizenship in heaven; it is from there that we eagerly await the coming of our savior, the Lord Jesus Christ. He will give a new formto this lowly body of ours and remake it according to the pattern of his glorified body, by his power to subject everything to himself.

    For these reasons, my brothers, you whomI so love and long for, you who are my joy and my crown, continue, my dear ones, to stand firm in the Lord.

    Verbum Domini
    R/. Deo gratias.

    Canto al Vangelo

    La schola: Alleluia, alleluia, alleluia.

    L’assemblea ripete: Alleluia, alleluia, alleluia.

    La schola: Gv 6, 40

    Hæc est voluntas Patris mei, ut omnis qui videt Filium et credit in eum habeat vitam æternam.

    L’assemblea: Alleluia, alleluia, alleluia.



    Vangelo

    Tu seguimi

    V/. Dominus vobiscum.
    R/. Et cum spiritu tuo.

    Lectio sancti Evangelii secundum Ioannem.
    R/. Gloria tibi, Domine.

    In illo tempore: Cum prandissent, dicit Simoni Petro Iesus: «Simon Ioannis, diligis me plus his? ». Dicit ei: «Etiam, Domine, tu scis quia amo te». Dicit ei: «Pasce agnos meos».

    Dicit ei iterum secundo: «Simon Ioannis, diligis me?». Ait illi: «Etiam, Domine, tu scis quia amo te». Dicit ei: «Pasce oves meas».

    Dicit ei tertio: «Simon Ioannis, amas me?». Contristatus est Petrus quia dixit ei tertio: «Amas me?», et dicit ei: «Domine, tu omnia scis, tu cognoscis quia amo te». Dicit ei: «Pasce oves meas. Amen, amen dico tibi: cum esses iunior, cingebas teipsum et ambulabas, ubi volebas; cum autem senueris, extendes manus tuas, et alius te cinget et ducet, quo non vis ».

    Hoc autem dixit significans qua morte clarificaturus esset Deum. Et hoc cum dixisset, dicit ei: «Sequere me».

    Verbum Domini.
    R/. Laus tibi, Christe.

    Omelia

    Il Celebrante tiene l’omelia.

    Credo

    La schola e l’assemblea cantano il Credo, affermando la propria fede.

    Il cantore: Credo, credo. Amen.
    R/. Credo, credo. Amen.

    La schola:

    Credo in Deum, Patrem omnipotentem, creatorem cæli et terræ.
    R/. Credo, credo. Amen.

    La schola:

    Et in Iesum Christum, Filium eius unicum, Dominum nostrum: qui conceptus est de Spiritu Sancto, natus ex Maria Virgine, passus sub Pontio Pilato, crucifixus, mortuus et sepultus; descendit ad inferos.
    R/. Credo, credo. Amen.

    La schola:

    Tertia die resurrexit a mortuis; ascendit ad cælos, sedet ad dexteram Dei Patris omnipotentis; inde venturus est iudicare vivos et mortuos.
    R/. Credo, credo. Amen.

    La schola:

    Credo in Spiritum Sanctum , sanctam Ecclesiam catholicam, Sanctorum communionem, remissionem peccatorum, carnis resurrectionem, vitam æternam.
    R/. Credo, credo. Amen.

    Preghiera universale

    Il Celebrante:

    Fratres, Deum omnium Patrem deprecemur, qui hodie nos congregavit ad Unigeniti Filii sui paschale mysterium in universæ Ecclesiæ Pastoris exsequiis celebrandum, ut eum assumat in pacem suam et Ecclesiæ ac mundo bona cuncta largiatur.

    Il Diacono:

    Una simul omnes deprecemur:
    Te rogamus, audi nos.

    R/. Te rogamus, audi nos.

    Francese

    1. Pour notre Pape défunt, Jean-Paul II, afin que le Christ, Pasteur suprême qui, toujours vivant, intercède pour nous, l’accueille avec bienveillance dans son règne de lumière et de paix, prions le Seigneur.

    R/. Te rogamus, audi nos.

    Swahili

    2. Kwa ajili ya Kanisa Takatifu la Mungu: tumwombe Bwana ili, likiwa aminifu kwa amri yake, liwe chachu ya familia ya ki binadamu, ya kujitengeneza upja katika Kristo.

    R/. Te rogamus, audi nos.

    Filippino

    3. Para sa lahat ng katauhan sa lahat ng bansa: sapagkat, sa kanilang pagbigay galang sa Katarungan, mabubuo nawa ang isang pamilya ng Kapayapaan at Pagkakaisa sa damdaming kapatiran.

    R/. Te rogamus, audi nos.

    Polacco

    4. Za dusze zmarłych Papieży i wszystkich, którzy w Kościele głosili Ewangelię i wypełniali kapłańską posługę: aby zostali dopuszczeni do udziału w liturgii niebieskiej, módlmy się.

    R/. Te rogamus, audi nos.

    Tedesco

    5. Für alle verstorbenen Gläubigen: Wir bitten den Herrn, daß sie würdig befunden werden, um in das himmlische Reich Einlaß zu finden.

    R/. Te rogamus, audi nos.

    Portoghese

    6. Por todos nós aqui reunidos: a fimde que, depois de ter celebrado os santos mistérios, possamos um dia ser chamados por Cristo no seu reino glorioso, rezemos ao Senhor.

    R/. Te rogamus, audi nos.

    Il Celebrante:

    Exaudi nos, Deus, salutaris noster, una cum omnibus Sanctis te deprecantes, et animam famuli tui Papæ nostri Ioannis Pauli, qui Ecclesiæ oratione est confisus, electorum tuorum iunge consortio. Per Christum Dominum nostrum.
    R/. Amen.



    LITURGIA EUCARISTICA

    Mentre vengono portate all'Altare le offerte per il sacrificio, si esegue il

    Canto di offertorio

    La schola:

    R/. Tu illuminas lucernam meam, Domine, Deus meus illuminas tenebras meas.

    SALMO 17

    La schola:

    1. Diligam te, Domine, fortitudo mea.* Domine, firmamentum meum et refugium meum et liberator meus. R/.
    2. Funes inferni circumdederunt me,* præoccupaverunt me laquei mortis. R/.
    3. In tribulatione mea invocavi Dominum* et ad Deum meum clamavi. R/.
    4. Exaudivit de templo suo vocem meam,* et clamor meus in conspectu eius introivit in aures eius. R/.

    Orazione sulle offerte

    Il Celebrante:

    Immensam clementiam tuam, Domine, suppliciter imploramus, ut hoc sacrificium, quod famulus tuus Pastor noster Ioannes Paulus, dum esset in corpore, maiestati tuæ pro salute fidelium obtulit, ipsi nunc prosit ad veniam.

    Per Christum Dominum nostrum.
    R/. Amen.

    PREGHIERA EUCARISTICA I

    Il Celebrante invita l’assemblea a innalzare il cuore verso il Signore nell’orazione e nell’azione di grazie, e l'associa a sé nella solenne preghiera, che a nome di tutti, rivolge al Padre per mezzo di Gesù Cristo nello Spirito Santo.

    Prefazio

    La speranza della risurrezione in Cristo

    Il Celebrante:

    Dominus vobiscum.
    R/. Et cum spiritu tuo.

    Sursum corda.
    R/. Habemus ad Dominum.

    Gratias agamus Domino Deo nostro.
    R/. Dignum et iustum est.

    Vere dignum et iustum est, æquum et salutare, nos tibi semper et ubique gratias agere: Domine, sancte Pater, omnipotens æterne Deus: per Christum Dominum nostrum.

    In quo nobis spes beatæ resurrectionis effulsit, ut, quos contristat certa moriendi condicio, eosdem consoletur futuræ immortalitatis promissio. Tuis enim fidelibus, Domine, vita mutatur, non tollitur, et, dissoluta terrestris huius incolatus domo, æterna in cælis habitatio comparatur.

    Et ideo cum Angelis et Archangelis, cum Thronis et Dominationibus, cumque omni militia cælestis exercitus, hymnum gloriæ tuæ canimus, sine fine dicentes:

    Sanctus

    La schola: L'assemblea:

    Sanctus, Sanctus, Sanctus, Dominus Deus Sabaoth. Pleni sunt cæli et terra gloria tua. Hosanna in excelsis. Benedictus qui venit in nomine Domini. Hosanna in excelsis.

    Preghiera per la Chiesa universale e i suoi pastori ...

    Il Celebrante:

    Te igitur, clementissime Pater, per Iesum Christum, Filium tuum, Dominum nostrum, supplices rogamus ac petimus, uti accepta habeas et benedicas hæc dona, hæc munera, hæc sancta sacrificia illibata, in primis, quæ tibi offerimus pro Ecclesia tua sancta catholica: quam pacificare, custodire, adunare et regere digneris toto orbe terrarum: una cum omnibus orthodoxis atque catholicæ et apostolicæ fidei cultoribus.

    ... e per l'assemblea.

    Un Concelebrante:

    Memento, Domine, famulorum famularumque tuarum N. et N. et omnium circumstantium, quorum tibi fides cognita est et nota devotio, pro quibus tibi offerimus: vel qui tibi offerunt hoc sacrificium laudis, pro se suisque omnibus: pro redemptione animarum suarum, pro spe salutis et incolumitatis suæ: tibique reddunt vota sua æterno Deo, vivo et vero.

    Memoria dei Santi.

    Un altro Concelebrante:

    Communicantes, et memoriam venerantes, in primis gloriosæ semper Virginis Mariæ, Genetricis Dei et Domini nostri Iesu Christi: sed et beati Ioseph, eiusdem Virginis Sponsi, et beatorum Apostolorum ac Martyrum tuorum, Petri et Pauli, Andreæ, Iacobi, Ioannis, Thomæ, Iacobi, Philippi, Bartholomæi, Matthæi, Simonis et Thaddæi, Lini, Cleti, Clementis, Xysti, Cornelii, Cypriani, Laurentii, Chrysogoni, Ioannis et Pauli, Cosmæ et Damiani et omnium Sanctorum tuorum; quorum meritis precibusque concedas, ut in omnibus protectionis tuæ muniamur auxilio.

    Il Celebrante:

    Hanc igitur oblationem servitutis nostræ, sed et cunctæ familiæ tuæ, quæsumus, Domine, ut placatus accipias: diesque nostros in tua pace disponas, atque ab æterna damnatione nos eripi et in electorum tuorum iubeas grege numerari.

    Invocazione a Dio perché consacri questi doni.

    I Concelebranti:

    Quam oblationem tu, Deus, in omnibus, quæsumus, benedictam, adscriptam, ratam, rationabilem, acceptabilemque facere digneris: ut nobis Corpus et Sanguis fiat dilectissimi Filii tui, Domini nostri Iesu Christi.

    Racconto dell’istituzione.

    Qui, pridie quam pateretur, accepit panem in sanctas ac venerabiles manus suas, et elevatis oculis in cælum ad te Deum Patrem suum omnipotentem, tibi gratias agens benedixit, fregit, deditque discipulis suis, dicens:

    Accipite et manducate ex hoc omnes: hoc est enim Corpus meum, quod pro vobis tradetur.

    Il Celebrante presenta al popolo l’ostia consacrata e genuflette in adorazione.

    Simili modo, postquam cenatum est, accipiens et hunc præclarum calicem in sanctas ac venerabiles manus suas, item tibi gratias agens benedixit, deditque discipulis suis, dicens:

    Accipite et bibite ex eo omnes: hic est enim calix Sanguinis mei, novi et æterni testamenti, qui pro vobis et pro multis effundetur in remissionem peccatorum.
    Hoc facite in meam commemorationem.

    Il Celebrante presenta al popolo il calice e genuflette in adorazione.

    Il Celebrante:

    Mysterium fidei.

    L’assemblea:

    Salvator mundi, salva nos, qui per crucem et resurrectionem tuam liberasti nos.

    Memoriale e offerta.

    I Concelebranti:

    Unde et memores, Domine, nos servi tui, sed et plebs tua sancta, eiusdem Christi, Filii tui, Domini nostri, tam beatæ passionis, necnon et ab inferis resurrectionis, sed et in cælos gloriosæ ascensionis: offerimus præclaræ maiestati tuæ de tuis donis ac datis hostiam puram, hostiam sanctam, hostiam immaculatam, Panem sanctum vitæ æternæ et Calicem salutis perpetuæ.

    Invocazione a Dio perché accetti questo sacrificio ...

    Supra quæ propitio ac sereno vultu respicere digneris: et accepta habere, sicuti accepta habere dignatus es munera pueri tui iusti Abel, et sacrificium Patriarchæ nostri Abrahæ, et quod tibi obtulit summus sacerdos tuus Melchisedech, sanctum sacrificium, immaculatam hostiam.

    ... e ci doni la sua grazia.

    Supplices te rogamus, omnipotens Deus: iube hæc perferri per manus sancti Angeli tui in sublime altare tuum, in conspectu divinæ maiestatis tuæ; ut, quotquot ex hac altaris participatione sacrosanctum Filii tui Corpus et Sanguinem sumpserimus, omni benedictione cælesti et gratia repleamur.

    Preghiera di intercessione per i defunti ...

    Un Concelebrante:

    Memento etiam, Domine, Romani Pontificis Papæ nostri Ioannis Pauli, quem hodie ex hoc mundi vocasti atque famulorum famularumque tuarum N. et N., qui nos præcesserunt cum signo fidei, et dormiunt in somno pacis.

    Ipsis, Domine, et omnibus in Christo quiescentibus, locum refrigerii, lucis et pacis, ut indulgeas, deprecamur.

    ... e per la nostra felicità eterna.

    Un altro Concelebrante:

    Nobis quoque peccatoribus famulis tuis, de multitudine miserationum tuarum sperantibus, partem aliquam et societatem donare digneris, cum tuis sanctis Apostolis et Martyribus: cum Ioanne, Stephano, Matthia, Barnaba, Ignatio, Alexandro, Marcellino, Petro, Felicitate, Perpetua, Agatha, Lucia, Agnete, Cæcilia, Anastasia et omnibus Sanctis tuis: intra quorum nos consortium, non æstimator meriti, sed veniæ, quæsumus, largitor admitte.

    Il Celebrante:

    Per Christum Dominum nostrum, per quem hæc omnia, Domine, semper bona creas, sanctificas, vivificas, benedicis, et præstas nobis.

    I Concelebranti:

    Per ipsum, et cum ipso, et in ipso, est tibi Deo Patri omnipotenti, in unitate Spiritus Sancti, omnis honor et gloria per omnia sæcula sæculorum.

    L'assemblea:

    Amen. Amen. Amen.



    RITI DI COMUNIONE

    Preghiera del Signore

    Il Celebrante:

    Præceptis salutaribus moniti, et divina institutione formati, audemus dicere:

    L'assemblea:

    Pater noster, qui es in cælis: sanctificetur nomen tuum; adveniat regnum tuum; fiat voluntas tua, sicut in cælo, et in terra. Panem nostrum cotidianum da nobis hodie; et dimitte nobis debita nostra, sicut et nos dimittimus debitoribus nostris; et ne nos inducas in tentationem; sed libera nos a malo.

    Il Celebrante:

    Libera nos, quæsumus, Domine, ab omnibus malis, da propitius pacem in diebus nostris, ut, ope misericordiæ tuæ adiuti, et a peccato simus semper liberi et ab omni perturbatione securi: exspectantes beatam spem et adventum salvatoris nostri Iesu Christi.

    L'assemblea:

    Quia tuum est regnum, et potestas, et gloria in sæcula.

    Rito della pace

    Il Celebrante:

    Domine Iesu Christe, qui dixisti apostolis tuis: Pacem relinquo vobis, pacem meam do vobis: ne respicias peccata nostra, sed fidem Ecclesiæ tuæ; eamque secundum voluntatem tuam pacificare et coadunare digneris.
    Qui vivis et regnas in sæcula sæculorum.
    R/. Amen.

    Il Celebrante:

    Pax Domini sit semper vobiscum.
    R/. Et cum spiritu tuo.

    Il Diacono:

    In Spiritu Christi qui a mortuis resurrexit offerte vobis pacem.

    I presenti si scambiano un gesto di pace, come segno di comunione fraterna.

    Mentre il Celebrante spezza il pane eucaristico, si canta:

    Agnus Dei

    La schola: L’assemblea:

    Agnus Dei, qui tollis peccata mundi: miserere nobis. Agnus Dei, qui tollis peccata mundi: miserere nobis. Agnus Dei, qui tollis peccata mundi: dona nobis pacem.

    Il Celebrante:

    Ecce Agnus Dei, ecce qui tollit peccata mundi. Beati qui ad Cenam Agni vocati sunt.

    L’assemblea:

    Domine, non sum dignus ut intres sub tectum meum: sed tantum dic verbo, et sanabitur anima mea.

    I Concelebranti si comunicano al Corpo e al Sangue di Cristo.

    Anche i fedeli ricevono la comunione.

    Canto di comunione

    Lux æterna* luceat ei, Domine: cum sanctis tuis in æternum, quia pius es.

    SALMO 129 (130)

    V/. 1. De profundis clamavi ad te, Domine;* Domine, exaudi vocem meam.
    Ant. Lux æterna.
    2. Fiant aures tuae intendentes* in vocem deprecationis meæ. R/.
    3. Si iniquitates observaveris, Domine,* Domine, quis sustinebit? R/.
    4. Quia apud te propitiatio est,* ut timeamus te. R/.
    5. Sustinui te, Domine,* sustinuit anima mea in verbo eius. R/.
    6. Speravit anima mea in Domino* magis quam custodes auroram. R/.
    7. Magis quam custodes auroram* speret Israel in Domino. R/.
    8. Quia apud Dominum misericordia,* et copiosa apud eum redemptio. R/.
    9. Et ipse redimet Israel* ex omnibus iniquitatibus eius. R/.

    Orazione dopo la comunione

    Il Celebrante:

    Oremus.

    Ad mensam æterni accedentes convivii, misericordiam tuam, Domine, pro anima famuli tui Papæ Ioannis Pauli suppliciter imploramus, ut veritatis possessione tandem congaudeat, in qua populum tuum fidenter confirmavit. Per Christum Dominum nostrum.
    R/. Amen.

    ULTIMA RACCOMANDAZIONE E COMMIATO

    Monizione

    Detta l’orazione dopo la Comunione, il Cardinale Decano del Collegio Cardinalizio compie il rito dell’ultima raccomandazione e del commiato. Stando presso il feretro con gli altri concelebranti, invita i presenti alla preghiera con queste parole:

    Fratres sororesque carissimi, dulcissimæ Dei misericordiæ commendemus animam Papæ nostri Ioannis Pauli, qui, Ecclesiæ catholicæ Episcopus, fratres in fide resurrectionis confirmavit.

    Pro defuncto Pontifice Deum Patrem deprecem ur per Iesum Christum in Spiritu Sancto, ut eum, a morte redemptum, in pacem suam assumat, et corpus eius resuscitet in novissimo die.

    Beata Virgo Maria, apostolorum Regina et Salus populi Romani, apud Deum intercedat ut vultum Filii sui benedicti Papæ nostro ostendat atque Ecclesiam luce resurrectionis eius consoletur.

    Tutti pregano per qualche tempo in silenzio.

    SUPPLICA DELLA CHIESA DI ROMA

    Il Cardinale Vicario per la Diocesi di Roma si reca presso il feretro.

    I cantori cantano le Litanie dei Santi e tutti rispondono alle invocazioni.

    Invocazione dei Santi

    Sancta Maria, Mater Dei, ora pro eo
    Sancta Maria, Mater Ecclesiæ, ora pro eo
    Sancta Maria, Salus populi Romani, ora pro eo
    Sancti Michael, Gabriel et Raphael, orate pro eo
    Omnes sancti Angeli, orate pro eo
    Sancte Ioseph, ora pro eo
    Sancte Ioannes Baptista, ora pro eo
    Omnes Sancti Patriarchæ et Prophetæ, orate pro eo
    Sancti Petre et Paule, orate pro eo
    Sancte Andrea, ora pro eo
    Sancti Ioannes et Iacobe, orate pro eo
    Sancte Thoma, ora pro eo
    Sancte Matthæe, ora pro eo
    Sancte Matthia, ora pro eo
    Sancte Luca, ora pro eo
    Sancte Marce, ora pro eo
    Omnes Sancti Apostoli et Evangelistæ, orate pro eo
    Sancte Barnaba, ora pro eo
    Sancta Maria Magdalena, ora pro eo
    Omnes Sancti Discipuli Domini, orate pro eo
    Sancte Clemens, ora pro eo
    Sancte Calliste, ora pro eo
    Sancte Fabiane, ora pro eo
    Sancte Corneli, ora pro eo
    Sancte Xyste, ora pro eo
    Sancte Ioannes, ora pro eo
    Sancte Martine, ora pro eo
    Sancte Damase, ora pro eo
    Sancte Leo Magne, ora pro eo
    Sancte Gregori Magne, ora pro eo
    Sancte Leo (None), ora pro eo
    Sancte Pie (Decime), ora pro eo
    Omnes Sancti Pontifices Romani, orate pro eo
    Sancte Stephane, ora pro eo
    Sancte Laurenti, ora pro eo
    Sancti Protomartyres Romani, orate pro eo
    Sancte Ignati Antiochene, ora pro eo
    Sancte Hippolyte, ora pro eo
    Sancti Iustine et Apolloni, orate pro eo
    Sancte Tharsici, ora pro eo
    Sancte Sebastiane, ora pro eo
    Sancte Maximiliane (Kolbe), ora pro eo
    Sanctæ Perpetua et Felicitas, orate pro eo
    Sancta Agnes, ora pro eo
    Sancta Cæcilia, ora pro eo
    Sancta Eugenia, ora pro eo
    Sancta Maria (Goretti), ora pro eo
    Omnes Sancti Martyres, orate pro eo
    Sancte Ambrosi, ora pro eo
    Sancte Hieronyme, ora pro eo
    Sancte Augustine, ora pro eo
    Sancte Athanasi, ora pro eo
    Sancti Basili et Gregori Nazianzene, orate pro eo
    Sancte Ioannes Chrysostome, ora pro eo
    Sancti Cyrille et Methodi, orate pro eo
    Sancte Carole (Borromeo), ora pro eo
    Sancti Benedicte et Bernarde, orate pro eo
    Sancti Francisce et Dominice, orate pro eo
    Sancte Ignati (de Loyola), ora pro eo
    Sancte Francisce (Xavier), ora pro eo
    Sancte Ioannes Maria (Vianney), ora pro eo
    Sancte Philippe (Neri), ora pro eo
    Sancte Gaspar (Del Bufalo), ora pro eo
    Sancte Vincenti (Pallotti), ora pro eo
    Sancta Sabina, ora pro eo
    Sancta Marcella, ora pro eo
    Sancta Paula, ora pro eo
    Sancta Francisca (Romana), ora pro eo
    Sancta Catharina (Senensis), ora pro eo
    Sancta Teresia a Iesu, ora pro eo
    Sancta Maria Faustina (Kowalska), ora pro eo
    Omnes Sancti et Sanctæ Dei, orate pro eo

    Terminato il canto delle Litanie, il Cardinale Vicario per la diocesi di Roma conclude la supplica della Chiesa di Roma con l’orazione seguente:

    Deus, fidelis remunerator animarum, præsta ut famulus tuus Papa noster Ioannes Paulus, quem Petri constituisti successorem et Ecclesiæ tuæ pastorem, gratiæ et miserationis tuæ mysteriis, quæ fidenter dispensavit in terris, lætanter apud te perpetuo fruatur in cælis. Per Christum Dominum nostrum.
    R/. Amen.

    Quindi il Cardinale Vicario ritorna al suo posto.

    SUPPLICA DELLE CHIESE ORIENTALI
    (dall’Ufficio dei Defunti della Liturgia Bizantina)

    Terminata la supplica della Chiesa di Roma, i Patriarchi, gli Arcivescovi Maggiori e i Metropoliti delle Chiese Metropolitane « sui iuris » orientali cattoliche, si recano davanti al feretro, rivolti verso l’altare.

    Il coro:

    Dona il riposo all’anima del tuo Servo, Padre e Vescovo nostro Giovanni Paolo Papa di Roma, o Dio salvatore, insieme con le anime dei giusti, conducila alla vita beata presso di te, amico degli uomini.

    Conduci nel luogo del tuo riposo, Signore, dove riposano i tuoi Santi, anche l’anima del tuo Servo, Padre e Vescovo nostro Giovanni Paolo Papa di Roma, perché tu solo sei immortale.

    Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.

    Tu sei il nostro Dio, che sei disceso negli inferi ed hai liberato i prigionieri dalle pene; dona il riposo anche all’anima del tuo Servo, Giovanni Paolo Papa di Roma o Salvatore.

    Ora e sempre e nei secoli dei secoli.
    Amen.

    Beata Vergine Maria sola pura e immacolata, che senza seme hai concepito Dio, intercedi per la salvezza dell’anima del tuo Servo.

    Il Diacono:

    Abbi pietà di noi, o Dio, secondo la tua grande misericordia; ti preghiamo, ascoltaci ed abbi pietà.

    Il coro:

    Signore, abbi pietà. (tre volte)

    Il Diacono:

    Preghiamo ancora per il riposo dell’anima di questo Servo di Dio il Padre e Vescovo nostro Giovanni Paolo Papa di Roma e perché gli sia perdonato ogni peccato, volontario o involontario.

    Il coro:

    Signore, abbi pietà. (tre volte)

    Il Diacono:

    Perché il Signore Iddio collochi la sua anima là, dove riposano i giusti. Chiediamo a Cristo, re immortale e nostro Dio, la divina misericordia, il regno dei cieli, e il perdono delle sue colpe.

    Il coro:

    Ascoltaci, Signore.

    Il Diacono:

    Preghiamo il Signore.

    Il coro:

    Signore, pietà.

    Il Patriarca incensando la salma del Pontefice, mentre un sacerdote dice ad alta voce questa orazione:

    Dio delle anime e di ogni carne, che hai schiacciato la morte, hai vinto il diavolo e hai donato la vita al mondo, concedi il riposo all’anima di questo tuo Servo defunto Giovanni Paolo Papa di Roma in un luogo di luce e di gioia, in un luogo verdeggiante, in un luogo di beatitudine dove non sono più sofferenza, dolore e pianto.

    Perdona ogni colpa da lui commessa in parole, opere, pensieri, tu che sei un Dio buono e amico degli uomini; perché non vi è uomo che viva e non pecchi; tu solo infatti sei senza peccato; la tua giustizia è giustizia per sempre, e la tua parola è verità.

    Perché tu sei la risurrezione, la vita e il riposo del tuo Servo Giovanni Paolo Papa di Roma che si è addormentato, o Cristo, Dio nostro; e ti rendiamo gloria con il tuo Padre senza principio e il tuo Spirito Santo, buono e datore di vita, ora e sempre e nei secoli dei secoli.

    Il coro:

    Amen.

    Eterna la tua memoria, fratello nostro, degno di beatitudine, indimenticabile. Amen. (tre volte)

    Poi tutti i Ministri orientali tornano al loro posto.

    CONCLUSIONE

    Terminata la supplica delle Chiese Orientali, tutti pregano per qualche tempo in silenzio.

    Poi il Cardinale Decano asperge con l’acqua benedetta la salma del Romano Pontefice defunto e la incensa, mentre la schola canta il responsorio:

    Credo quod Redémptor meus vivit et in novíssimo die de terra surrectúrus sum;* Et in carne mea vidébo Deum salvatórem meum.

    L’assemblea:

    Et in carne mea videbo Deum, Salvatorem meum.
    V/. Quem visurus sum ego ipse et non alius et oculi mei conspecturi sunt.* Et in carne.
    R/. Reposita est hæc spes mea in sinu meo.* Et in carne.

    Poi il Cardinale Decano dice la seguente orazione:

    Misericordiæ tuæ, Pater clementissime, Papam nostrum Ioannem Paulum committimus, quem Petri successorem constituisti et Ecclesiæ pastorem, nuntium intrepidum verbi tui, divinorum mysteriorum fidelem dispensatorem.

    Admitte eum, quæsumus, in cælorum sanctuarium, ubi cum omnibus electis tuis æterna gloria fruatur. Gratias tibi agimus, Domine, pro omnibus beneficiis quæ in tua bonitate, ad utilitatem plebis tuæ ei concessisti.

    Ecclesiæ, Pastore orbatæ, dona solacium fidei et spei fortitudinem.

    Tibi, Pater, fons vitæ, in Spiritu vivificante, per Christum, mortis victorem, omnis honor et gloria in sæcula sæculorum.
    R/. Amen.

    Tutti, restando in piedi al loro posto, cantano insieme:

    In paradisum* deducant te Angeli: in tuo adventu suscipiant te martyres, et perducant te in civitatem sanctam Ierusalem. Chorus Angelorum te suscipiat, et cum Lazaro quondam paupere æternam habeas requiem.

    NEL LUOGO DELLA SEPOLTURA

    Processione

    Mentre il feretro del Romano Pontefice viene portato al luogo della tumulazione, tutti cantano il cantico evangelico Magnificat.

    CANTICO DELLA BEATA VERGINE MARIA

    Lc 1, 46-55 1.

    1. Magnificat anima mea Dominum,
    2. et exultavit spiritus meus* in Deo salvatore meo.
    3. Quia respexit humilitatem ancillæ suæ.* Ecce enim ex hoc beatam me dicent omnes generationes.
    4. Quia fecit mihi magna, qui potens est,* et sanctum nomen eius.
    5. Et misericordia eius in progenies et progenies* timentibus eum.
    6. Fecit potentiam in brachio suo,* dispersit supérbos mente cordis sui.
    7. Deposuit potentes de sede* et exaltavit humiles.
    8. Esurientes implevit bonis* et divites dimisit inanes.
    9. Suscepit Israel puerum suum,* recordatus misericordiæ.
    10. Sicut locutus est ad patres nostros,* Abraham et semini eius in sæcula.
    11. Gloria Patri, et Filio,* et Spiritui Sancto.
    12. Sicut erat in principio, et nunc et semper,* et in sæcula sæculorum. Amen

    Accompagnano il feretro il Cardinale Camerlengo, i Cardinali Capi d’Ordine, il Cardinale Arciprete della Basilica Vaticana, il Cardinale già Segretario di Stato, il Cardinale Vicario di Roma, il Sostituto della Segreteria di Stato, il Prefetto della Casa Pontificia, il Vice Camerlengo, una rappresentanza dei Canonici Vaticani, i familiari del Sommo Pontefice defunto.

    Presiede la celebrazione il Cardinale Camerlengo, che indossa il piviale rosso.

    Le spoglie del Sommo Pontefice vengono portate dalla Basilica Vaticana nelle Grotte Vaticane attraverso la porta detta di Santa Marta.

    Mentre la salma è portata al sepolcro, la schola canta il Salmo 113 A e altri salmi, secondo l’opportunità con le loro antifone.

    ANTIFONA 1

    Te suscipiat Christus in paradisum.

    SALMO 113 A

    In exitu Israel de Ægypto,* domus Iacob de populo barbaro,
    factus est Iuda sanctuarium eius,* Israel potestas eius.

    Mare vidit et fugit,* Iordanis conversus est retrorsum;
    montes saltaverunt ut arietes,* et colles sicut agni ovium.

    Quid est tibi, mare, quod fugisti?* et tu Iordanis, quia conversus es retrorsum?
    Montes, quod saltastis sicut arietes,* et colles, sicut agni ovium?

    A facie Domini contremisce, terra,* a facie Dei Iacob,
    qui convertit petram in stagna aquarum* et silicem in fontes aquarum.

    Gloria Patri.
    Ant. Te suscipiat Christus in paradisum.

    ANTIFONA 2

    Aperite mihi* portas iustitiæ, et ingressus in eas confitebor Domino.

    SALMO 117 (118)

    I

    Confitemini Domino, quoniam bonus,* quoniam in sæculum misericordia eius.

    Dicat nunc Israel, quoniam bonus,* quoniam in sæculum misericordia eius.

    Dicat nunc domus Aaron,* quoniam in sæculum misericordia eius.

    Dicant nunc, qui timent Dominum,* quoniam in sæculum misericordia eius.

    De tribulatione invocavi Dominum,* et exaudivit me educens in latitudinem Dominus.

    Dominus mecum,* non timebo, quid faciat mihi homo.

    Dominus mecum adiutor meus,* et ego despiciam inimicos meos.

    Bonum est confugere ad Dominum* quam confidere in homine.

    Bonum est confugere ad Dominum* quam confidere in principibus.

    II

    Omnes gentes circuierunt me,* et in nomine Domini excidi eos.

    Circumdantes circumdederunt me,* et in nomine Domini excidi eos.

    Circumdederunt me sicut apes † et exarserunt sicut ignis in spinis,* et in nomine Domini excidi eos.

    Impellentes impulerunt me, ut caderem* et Dominus adiuvit me.

    Fortitudo mea et laus mea Dominus* et factus est mihi in salutem.

    Vox iubilationis et salutis* in tabernaculis iustorum:

    «Dextera Domini fecit virtutem! † Dextera Domini exaltavit me;* dextera Domini fecit virtutem! ».

    Non moriar, sed vivam,* et narrabo opera Domini.

    Castigans castigavit me Dominus,* et morti non tradidit me.

    III

    Aperite mihi portas iustitiæ;* ingressus in eas confitebor Domino.

    Hæc porta Domini;* iusti intrabunt in eam.

    Confitebor tibi, quoniam exaudisti me* et factus es mihi in salutem.

    Lapidem, quem reprobaverunt ædificantes,* hic factus est in caput anguli;

    Domino factum est istud,* et est mirabile in oculis nostris.

    Hæc est dies, quam fecit Dominus:* exsultemus et lætemur in ea.

    O Domine, salvum me fac;* o Domine, da prosperitatem!

    Benedictus, qui venit in nomine Domini.* Benedicimus vobis de domo Domini.

    Deus Dominus et illuxit nobis.* Instruite sollemnitatem in ramis condensis usque ad cornua altaris.

    Deus meus es tu, et confitebor tibi,* Deus meus, et exaltabo te.

    Confitemini Domino, quoniam bonus,* quoniam in sæculum misericordia eius.

    Gloria Patri.

    Ant. Aperite mihi portas iustitiæ, et ingressus in eas confitebor Domino.

    ANTIFONA 3

    Ingrediar in locum tabernaculi admirabilis usque ad domum Dei.

    SALMO 41 (42), 2-6

    Quemadmodum desiderat cervus ad fontes aquarum,* ita desiderat anima mea ad te, Deus.

    Sitivit anima mea ad Deum, Deum vivum;* quando veniam et apparebo ante faciem Dei?

    Fuerunt mihi lacrimæ meæ panis die ac nocte,* dum dicitur mihi quotidie: «Ubi est Deus tuus?».

    Hæc recordatus sum et effudi in me animam meam; † quoniam transibam in locum tabernaculi admirabilis* usque ad domum Dei,

    in voce exsultationis et confessionis,* multitudinis festa celebrantis.

    Quare tristis es, anima mea,* et quare conturbaris in me?

    Spera in Deo, quoniam adhuc confitebor illi,* salutare vultus mei et Deus meus.

    Gloria Patri.

    Ant. Ingrediar in locum tabernaculi admirabilis usque ad domum Dei.

    Tumulazione della salma
    del Sommo Pontefice Giovanni Paolo II


    Il Celebrante:

    Deum, misericordiarum Patrem, fratres carissimi, humiliter deprecemur pro Papa nostro Ioanne Paulo, qui in Domino obiit.

    Il Diacono:

    1. Ut Deus animam Papæ nostri Ioannis Pauli de potestate tenebrarum liberare dignetur.
    R/. Domine miserere.

    2. Ut eius peccatis clementer indulgeat.
    R/. Domine miserere.

    3. Ut eius opera bona suscipiat.
    R/. Domine miserere.

    4. Ut eum in pacis et lucis regione collocare dignetur.
    R/. Domine miserere.

    5. Ut ei beatitudinem et societatem cum sanctis et electis suis donare dignetur.
    R/. Domine miserere.

    Tutti:

    Pater noster, qui es in cælis: sanctificetur nomen tuum; adveniat regnum tuum; fiat voluntas tua, sicut in cælo, et in terra. Panem nostrum cotidianum da nobis hodie; et dimitte nobis debita nostra, sicut et nos dimittimus debitoribus nostris; et ne nos inducas in tentationem; sed libera nos a malo.

    Il Celebrante:

    Omnipotens Deus, qui mortem nostram per Filium tuum Iesum Christum in cruce demortuum destruxisti, et per ipsum, vel in sepulcro quiescentem vel a mortuis gloriose resurgentem, tumulos sanctificasti et vitam nobis atque immortalitatem mirabiliter reparasti, suscipe preces nostras pro Papa nostro Ioanne Paulo qui, Christo commortuus et consepultus, beatam spem resurrectionis exspectat. Deus vivorum et mortuorum, concede propitius, ut te, quem agnovit in terra fidelis, sine fine laudet in cælo beatus.

    Per Christum Dominum nostrum.
    R/. Amen.

    Il Celebrante:

    Requiem æternam dona ei, Domine.
    R/. Et lux perpetua luceat ei.

    Requiescat in pace.
    R/. Amen.

    La cassa di legno di cipresso contenente le spoglie del Romano Pontefice, viene legata con nastri rossi, sui quali vengono impressi i sigilli della Camera Apostolica, della Prefettura della Casa Pontificia, dell’Ufficio delle Celebrazioni Liturgiche del Sommo Pontefice e del Capitolo Vaticano.

    Quindi è collocata nella cassa di legno zincata, che immediatamente viene saldata; su di essa vengono impressi i sigilli degli Uffici suddetti.

    Sul coperchio vi sono la croce e lo stemma del Pontefice defunto.

    Mentre la bara viene deposta nel sepolcro, si canta l’antifona:

    Salve, Regina, mater misericordiæ;
    vita dulcedo et spes nostra, salve.
    Ad te clamamus, exsules filii Evæ.
    Ad te suspiramus, gementes et flentes
    in hac lacrimarum valle.
    Eia ergo, advocata nostra,
    illos tuos misericordes oculos ad nos converte.
    Et Iesum, benedictum fructum ventris tui,
    nobis post hoc exsilium ostende.
    O clemens, o pia, o dulcis Virgo Maria.

    Il notaio del Capitolo della Basilica Vaticana redige l’atto autentico della tumulazione e lo legge di fronte ai presenti.

    ILLUSTRAZIONI:

    MS REGINENSES LATINI 99 - F. 44 v.
    SPECULUM HUMANÆ SALVATIONIS
    HUNGRIA, 1428-1429
    BIBLIOTECA APOSTOLICA
    CITTÀ DEL VATICANO

    Riproduzione vietata

    TUTTI I DIRITTI RISERVATI
    A CURA DELL'UFFICIO DELLE CELEBRAZIONI LITURGICHE
    DEL SOMMO PONTEFICE

    (La serie completa dei libretti 2005 sarà disponibile previa prenotazione)

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    Il Maestro delle cerimonie pontificie, Mons. Pietro Marini, ed il segretario personale del defunto Papa, ricoprono il volto del Pontefice con un fazzoletto di seta bianco

    Il Maestro delle cerimonie pontificie, Mons. Pietro Marini, dopo aver coperto il volto del Papa, inserisce nella cassa le medaglie d'argento e bronzo del Pontificato










  3. #3
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    Predefinito Traduzione italiana

    UFFICIO DELLE CELEBRAZIONI LITURGICHE

    DEL SOMMO PONTEFICE

    MESSA ESEQUIALE
    E TUMULAZIONE DELLA SALMA
    DEL ROMANO PONTEFICE

    GIOVANNI PAOLO II




    PIAZZA SAN PIETRO, VENERDÌ 8 APRILE 2005

    RITO DELLE ESEQUIE
    DEL ROMANO PONTEFICE




    MESSA ESEQUIALE

    La Messa esequiale, in cui avviene la tumulazione del Romano Pontefice Giovanni Paolo II è preceduta dalla deposizione della salma del Pontefice defunto nella bara; dopo la Messa avvengono la traslazione al sepolcro e la tumulazione. A queste due parti del rito è prevista la partecipazione di un ristretto numero di persone.

    DEPOSIZIONE DELLA SALMA
    DEL ROMANO PONTEFICE NELLA BARA


    Prima della Messa esequiale, la salma del Pontefice defunto viene deposta in una cassa di legno di cipresso. Essa viene chiusa alla presenza del Cardinale Camerlengo, dei Cardinali Capi d’Ordine, del Cardinale Arciprete della Basilica Vaticana, del Cardinale già Segretario di Stato, del Cardinale Vicario per la Diocesi di Roma, del Sostituto della Segreteria di Stato, del Prefetto della Casa Pontificia, dell’Elemosiniere del Sommo Pontefice, del Vice Camerlengo, di una rappresentanza dei Canonici della Basilica di San Pietro, del Segretario del Sommo Pontefice, vestiti dell’abito corale, e dei familiari del Defunto.

    Il Cardinale Camerlengo introduce il rito della chiusura della bara con queste parole:

    Fratelli e sorelle carissimi, siamo qui riuniti per compiere alcuni atti di umana pietà, prima della Messa esequiale del Romano Pontefice Giovanni Paolo.

    Dopo aver deposto nella bara il suo corpo mortale, leggeremo il Rogito, che ricorda la vita e le opere più importanti del defunto Pontefice, per le quali rendiamo grazie a Dio.

    Copriremo il suo volto con rispetto e venerazione, nella viva speranza che egli possa contemplare il volto del Padre, insieme con la beata Vergine Maria e tutti i Santi.

    Il Maestro delle Celebrazioni Liturgiche del Sommo Pontefice dà lettura del Rogito, i cui esemplari verranno sottoscritti dai presenti.

    Frattanto si canta l’antifona:

    L’anima mia ha sete di Dio, del Dio vivente: quando verrò e vedrò il volto di Dio?

    E, secondo l’opportunità, si canta un salmo adatto.

    Il Cardinale Camerlengo invita i presenti alla preghiera dicendo:

    Preghiamo.

    E tutti pregano per qualche tempo in silenzio.

    Poi il Cardinale Camerlengo prosegue:

    Dio onnipotente ed eterno, Signore della vita e della morte, noi speriamo e crediamo che la vita del Santo Padre Giovanni Paolo è ora nascosta in te.

    Il suo volto, a cui è venuta meno la luce di questo mondo, sia illuminato per sempre dalla vera luce che ha in te la sorgente inesauribile.

    Il suo volto, che ha scrutato le tue vie per mostrarle alla Chiesa, veda ora il tuo volto paterno.

    Il suo volto, che viene sottratto alla nostra vista, contempli la tua bellezza e raccomandi il suo gregge a te, eterno Pastore, che vivi e regni nei secoli dei secoli.

    Il Maestro delle Celebrazioni Liturgiche del Sommo Pontefice e il Segretario del Sommo Pontefice, stendono il velo di seta bianca sul volto del Defunto. Poi il Cardinale Camerlengo asperge la sua salma con l’acqua benedetta.

    Il Maestro depone nella bara la borsa con le medaglie coniate durante il Pontificato del Pontefice defunto e il tubo con il Rogito, dopo averlo sigillato con il sigillo dell’Ufficio delle Celebrazioni Liturgiche del Sommo Pontefice.

    Mentre la bara viene chiusa si dice il Salmo 41 (42).

    SALMO 41 (42), 2-6

    Come la cerva anela ai corsi d’acqua,* così l’anima mia anela a te, o Dio.
    L’anima mia ha sete di Dio, del Dio vivente:* quando verrò e vedrò il volto di Dio?
    Le lacrime sono mio pane giorno e notte,* mentre mi dicono sempre: «Dov’è il tuo Dio?».
    Questo io ricordo, e il mio cuore si strugge: † attraverso la folla avanzavo tra i primi* fino alla casa di Dio,
    in mezzo ai canti di gioia* di una moltitudine in festa.
    Perché ti rattristi, anima mia,* perché su di me gemi?
    Spera in Dio: ancora potrò lodarlo,* lui, salvezza del mio volto e mio Dio.

    Gloria al Padre.



    CELEBRAZIONE DELLA MESSA

    La Messa esequiale è celebrata dai Cardinali e dai Patriarchi delle Chiese Orientali. Presiede la concelebrazione il Cardinale Decano del Collegio Cardinalizio. Si usano le vesti sacre di colore rosso.

    RITI DI INTRODUZIONE

    Canto d’ingresso

    L’eterno riposo donagli, Signore: e splenda a lui la luce perpetua.

    L’assemblea ripete: L’eterno riposo donagli, Signore: e splenda a lui la luce perpetua.

    SALMO 64 (65), 2-6

    1. A te si deve lode, o Dio, in Sion;* a te si sciolga il voto in Gerusalemme. R/
    2. A te, che ascolti la preghiera,* viene ogni mortale. R/
    3. Pesano su di noi le nostre colpe,* ma tu perdoni i nostri peccati. R/
    4. Beato chi hai scelto e chiamato vicino,* abiterà nei tuoi atrii. R/
    5. Ci sazieremo dei beni della tua casa,* della santità del tuo tempio. R/
    6. Con i prodigi della tua giustizia, tu ci rispondi, o Dio, nostra salvezza,* speranza dei confini della terra e dei mari lontani. R/

    Il Celebrante:

    Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo.
    R/. Amen.

    ... saluta l’assemblea:

    La pace sia con voi.
    R/. E con il tuo spirito.

    ... invita all’atto penitenziale:

    Fratelli, per celebrare degnamente i santi misteri, riconosciamo i nostri peccati.

    Dopo una breve pausa di silenzio, tutti insieme dicono:

    Confesso a Dio onnipotente e a voi, fratelli, che ho molto peccato in pensieri, parole, opere e omissioni, per mia colpa, mia colpa, mia grandissima colpa. E supplico la beata sempre Vergine Maria, gli Angeli, i Santi e voi, fratelli, di pregare per me il Signore Dio nostro.

    Il Celebrante:

    Dio onnipotente abbia misericordia di noi, perdoni i nostri peccati e ci conduca alla vita eterna.
    R/. Amen.

    La schola e l’assemblea cantano alternativamente il

    Kyrie

    Kyrie, eleison. bis
    Christe, eleison. bis
    Kyrie, eleison. Kyrie, eleison.

    Colletta

    Il Celebrante:

    Preghiamo.

    O Dio, padre e pastore della umanità, guarda la tua famiglia radunata in preghiera e concedi al tuo servo e nostro Papa Giovanni Paolo che nell’amore del Cristo ha presieduto la tua Chiesa, di condividere, col gregge a lui affidato, la ricompensa promessa ai fedeli ministri del Vangelo.

    Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.

    R/. Amen.



    LITURGIA DELLA PAROLA

    Prima lettura

    Cristo è costituito da Dio giudice dei vivi e dei morti

    Dagli Atti degli Apostoli. 10, 34-43

    In quei giorni, Pietro prese la parola e disse: « In verità sto rendendomi conto che Dio non fa preferenze di persone, ma chi lo teme e pratica la giustizia, a qualunque popolo appartenga, è a lui accetto. Questa è la parola che egli ha inviato ai figli d’Israele, recando la buona novella della pace, per mezzo di Gesù Cristo, che è il Signore di tutti.

    Voi conoscete ciò che è accaduto in tutta la Giudea, incominciando dalla Galilea, dopo il battesimo predicato da Giovanni; cioè come Dio consacrò in Spirito Santo e potenza Gesù di Nazaret, il quale passò beneficando e risanando tutti coloro che stavano sotto il potere del diavolo, perché Dio era con lui.

    E noi siamo testimoni di tutte le cose da lui compiute nella regione dei Giudei e in Gerusalemme. Essi lo uccisero appendendolo a una croce, ma Dio lo ha risuscitato il terzo giorno e volle che apparisse, non a tutto il popolo, ma a testimoni prescelti da Dio, a noi, che abbiamo mangiato e bevuto con lui dopo la sua risurrezione dai morti. E ci ha ordinato di annunziare al popolo e di attestare che egli è il giudice dei vivi e dei morti costituito da Dio. Tutti i profeti gli rendono questa testimonianza: chiunque crede in lui ottiene la remissione dei peccati per mezzo del suo nome».

    Parola di Dio
    R/. Rendiamo grazie a Dio.

    Salmo responsoriale

    Il salmista: Salmo 22 (23)

    1. Il Signore è il mio pastore:* non manco di nulla;
    R/. su pascoli erbosi mi fa riposare,

    2. ad acque tranquille mi conduce. R/.
    3. Mi rinfranca, mi guida per il giusto cammino,* per amore del suo nome. R/.
    4. Se dovessi camminare in una valle oscura, † non temerei alcun male,* perché tu sei con me. R/.
    5. Il tuo bastone e il tuo vincastro* mi danno sicurezza. R/.
    6. Davanti a me tu prepari una mensa* sotto gli occhi dei miei nemici; R/.
    7. cospargi di olio il mio capo.* Il mio calice trabocca. R/.
    8. Felicità e grazia mi saranno compagne* tutti i giorni della mia vita, R/.
    9. e abiterò nella casa del Signore* per lunghissimi anni. R/.

    Seconda lettura

    Cristo trasformerà il nostro corpo
    e lo con formerà al suo corpo glorioso

    Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Filippesi. 3, 20—4, 1

    Fratelli, la nostra patria è nei cieli e di là aspettiamo come salvatore il Signore Gesù Cristo, il quale trasfigurerà il nostro misero corpo per conformarlo al suo corpo glorioso, in virtù del potere che ha di sottomettere a sé tutte le cose.

    Perciò, fratelli miei carissimi e tanto desiderati, mia gioia e mia corona, rimanete saldi nel Signore così come avete imparato, carissimi!

    Parola di Dio
    R/. Rendiamo grazie a Dio.

    Canto al Vangelo

    La schola: Alleluia, alleluia, alleluia.

    L’assemblea ripete: Alleluia, alleluia, alleluia.

    La schola: Gv 6, 40

    Questa è la volontà del Padre mio, che chiunque vede il Figlio e crede in lui abbia la vita eterna.

    L’assemblea: Alleluia, alleluia, alleluia.



    Vangelo

    Tu seguimi

    V/. Il Signore sia con voi.
    R/. E con il tuo spirito.

    Dal Vangelo secondo Giovanni. 21,15-19
    R/. Gloria a te, o Signore.

    In quel tempo, quando si fu manifestato ai discepoli ed essi ebbero mangiato, Gesù disse a Simon Pietro: «Simone di Giovanni, mi ami tu più di costoro? ». Gli rispose: «Certo, Signore, tu lo sai che ti amo». Gli disse: « Pasci i miei agnelli ».

    Gli disse di nuovo: «Simone di Giovanni, mi ami?». Gli rispose: «Certo, Signore, tu lo sai che ti amo». Gli disse: « Pasci le mie pecorelle».

    Gli disse per la terza volta: « Simone di Giovanni, mi ami?». Pietro rimase addolorato che per la terza volta gli dicesse: Mi ami?, e gli disse: « Signore, tu sai tutto; tu sai che ti amo». Gli rispose Gesù: « Pasci le mie pecorelle. In verità, in verità ti dico: quando eri più giovane ti cingevi la veste da solo, e andavi dove volevi; ma quando sarai vecchio tenderai le tue mani, e un altro ti cingerà la veste e ti porterà dove tu non vuoi».

    Questo gli disse per indicare con quale morte egli avrebbe glorificato Dio. E detto questo aggiunse: «Seguimi».

    Parola del Signore
    R/. Lode a te, o Cristo.

    Omelia

    Il Celebrante tiene l’omelia.

    Credo

    La schola e l’assemblea cantano il Credo, affermando la propria fede.

    Il cantore: Credo, credo. Amen.
    R/. Credo, credo. Amen.

    La schola:

    Io credo in Dio, Padre onnipotente, creatore del cielo e della terra.
    R/. Credo, credo. Amen.

    La schola:

    E in Gesù Cristo, suo unico Figlio, nostro Signore, il quale fu concepito di Spirito Santo, nacque da Maria Vergine, patì sotto Ponzio Pilato, fu crocifisso, morì e fu sepolto; discese agli inferi.
    R/. Credo, credo. Amen.

    La schola:

    Il terzo giorno risuscitò da morte; salì al cielo, siede alla destra di Dio Padre onnipotente; di là verrà a giudicare i vivi e i morti.
    R/. Credo, credo. Amen.

    La schola:

    Credo nello Spirito Santo, la santa Chiesa cattolica, la comunione dei santi, la remissione dei peccati, la risurrezione della carne, la vita eterna.
    R/. Credo, credo. Amen.

    Preghiera universale

    Il Celebrante:

    Fratelli, preghiamo Dio, nostro Padre, che oggi ci ha riuniti per celebrare il mistero pasquale del suo Figlio Unigenito nelle esequie del Pastore della Chiesa universale, perché lo accolga nella sua pace ed elargisca ogni bene alla Chiesa e al mondo.

    Il Diacono:

    Diciamo insieme:
    Noi ti preghiamo, ascoltaci.

    R/. Noi ti preghiamo, ascoltaci.

    Francese

    1. Per il defunto Papa Giovanni Paolo: perché il supremo Pastore, che sempre vive per intercedere per noi, lo accolga benigno nel suo regno di luce e di pace, preghiamo il Signore.

    R/. Noi ti preghiamo, ascoltaci.

    Swahili

    2. Per la Chiesa santa di Dio; perché, fedele al suo mandato, sia fermento di rinnovamento in Cristo della famiglia umana, preghiamo il Signore.

    R/. Noi ti preghiamo, ascoltaci.

    Filippino

    3. Per i popoli di tutte le nazioni: perché, nel rispetto della giustizia, formino una sola famiglia nella pace e siano uniti da sentimenti fraterni, preghiamo il Signore.

    R/. Noi ti preghiamo, ascoltaci.

    Polacco

    4. Per le anime dei Romani Pontefici defunti e di tutti coloro che nella Chiesa annunciarono il Vangelo ed esercitarono il ministero sacerdotale: perché siano fatti partecipi della liturgia del cielo, preghiamo il Signore.

    R/. Noi ti preghiamo, ascoltaci.

    Tedesco

    5. Per tutti i fedeli defunti: perché siano ammessi a partecipare al regno dei cieli, preghiamo il Signore.

    R/. Noi ti preghiamo, ascoltaci.

    Portoghese

    6. Per noi qui riuniti: perché, dopo aver celebrato i santi misteri, possiamo un giorno essere chiamati da Cristo nel suo regno glorioso, preghiamo il Signore.

    R/. Noi ti preghiamo, ascoltaci.

    Il Celebrante:

    O Dio, nostra salvezza, ascolta noi che ti supplichiamo insieme con tutti i Santi, e accogli nell’assemblea dei tuoi eletti, l’anima del tuo servo e nostro Papa Giovanni Paolo, che ha confidato nella preghiera della Chiesa. Per Cristo nostro Signore.
    R/. Amen.



    LITURGIA EUCARISTICA

    Mentre vengono portate all'Altare le offerte per il sacrificio, si esegue il

    Canto di offertorio

    La schola:

    R/. Tu illuminas lucernam meam, Domine, Deus meus illuminas tenebras meas.

    SALMO 17

    La schola:

    1. Ti amo, Signore, mia forza,* Signore, mia roccia, mia fortezza, mio liberatore; R/.
    2. già mi avvolgevano i lacci degli inferi,* già mi stringevano agguati mortali. R/.
    3. Nel mio affanno invocai il Signore,* nell’angoscia gridai al mio Dio: R/.
    4. dal suo tempio ascoltò la mia voce,* al suo orecchio pervenne il mio grido. R/.

    Orazione sulle offerte

    Il Celebrante:

    Padre d’infinita clemenza, questa liturgia che il tuo servo e nostro Pastore Giovanni Paolo mentre era con noi, celebrava per la salvezza del suo popolo, sia ora per lui sorgente di perdono e di pace.

    Per Cristo nostro Signore.
    R/. Amen.

    PREGHIERA EUCARISTICA I

    Il Celebrante invita l’assemblea a innalzare il cuore verso il Signore nell’orazione e nell’azione di grazie, e l'associa a sé nella solenne preghiera, che a nome di tutti, rivolge al Padre per mezzo di Gesù Cristo nello Spirito Santo.

    Prefazio

    La speranza della risurrezione in Cristo

    Il Celebrante:

    Il Signore sia con voi.
    R/. E con il tuo spirito.

    In alto i nostri cuori.
    R/. Sono rivolti al Signore.

    Rendiamo grazie al Signore nostro Dio.
    R/. È cosa buona e giusta.

    È veramente cosa buona e giusta, nostro dovere e fonte di salvezza, rendere grazie sempre e in ogni luogo a te, Signore, Padre santo, Dio onnipotente ed eterno.

    In Cristo tuo Figlio, nostro salvatore, rifulge a noi la speranza della beata risurrezione, e se ci rattrista la certezza di dover morire, ci consola la promessa dell’immortalità futura. Ai tuoi fedeli, o Signore, la vita non è tolta, ma trasformata; e mentre si distrugge la dimora di questo esilio terreno, viene preparata un’abitazione eterna nel cielo.

    Per questo mistero di salvezza uniti agli angeli e ai santi, cantiamo senza fine l’inno della tua lode:

    Sanctus

    La schola: L'assemblea:

    Sanctus, Sanctus, Sanctus, Dominus Deus Sabaoth. Pleni sunt cæli et terra gloria tua. Hosanna in excelsis. Benedictus qui venit in nomine Domini. Hosanna in excelsis.

    Preghiera per la Chiesa universale e i suoi pastori ...

    Il Celebrante:

    Padre clementissimo, noi ti supplichiamo e ti chiediamo per Gesù Cristo, tuo Figlio e nostro Signore, di accettare questi doni, di benedire queste offerte, questo santo e immacolato sacrificio. Noi te l’offriamo anzitutto per la tua Chiesa santa e cattolica, perché tu le dia pace e la protegga, la raccolga nell’unità e la governi su tutta la terra con tutti quelli che custodiscono la fede cattolica, trasmessa dagli Apostoli.

    ... e per l'assemblea.

    Un Concelebrante:

    Ricordati, Signore, del tuo servo fedele e nostro Papa, Giovanni Paolo II. Ricordati di tutti i presenti, dei quali conosci la fede e la devozione: per loro ti offriamo e anch’essi ti offrono questo sacrificio di lode, e innalzano la preghiera a te, Dio eterno, vivo e vero, per ottenere a sé e ai loro cari redenzione, sicurezza di vita e salute.

    Memoria dei Santi.

    Un altro Concelebrante:

    In comunione con tutta la Chiesa, ricordiamo e veneriamo anzitutto la gloriosa e sempre vergine Maria, Madre del nostro Dio e Signore Gesù Cristo, san Giuseppe, suo sposo, i santi apostoli e martiri: Pietro e Paolo, Andrea, Giacomo, Giovanni, Tommaso, Giacomo, Filippo, Bartolomeo, Matteo, Simone e Taddeo, Lino, Cleto, Clemente, Sisto, Cornelio e Cipriano, Lorenzo, Crisogono, Giovanni e Paolo, Cosma e Damiano e tutti i santi: per i loro meriti e le loro preghiere donaci sempre aiuto e protezione.

    Il Celebrante:

    Accetta con benevolenza, o Signore, l’offerta che ti presentiamo noi tuoi ministri e tutta la tua famiglia: disponi nella tua pace i nostri giorni, salvaci dalla dannazione eterna, e accoglici nel gregge degli eletti.

    Invocazione a Dio perché consacri questi doni.

    I Concelebranti:

    Santifica, o Dio, questa offerta con la potenza della tua benedizione, e degnati di accettarla a nostro favore, in sacrificio spirituale e perfetto, perché diventi per noi il Corpo e il Sangue del tuo amatissimo Figlio, il Signore nostro Gesù Cristo.

    Racconto dell’istituzione.

    La vigilia della sua passione, egli prese il pane nelle sue mani sante e venerabili, e alzando gli occhi al cielo a te, Dio Padre suo onnipotente, rese grazie con la preghiera di benedizione, spezzò il pane, lo diede ai suoi discepoli, e disse:

    Prendete, e mangiatene tutti: questo è il mio Corpo offerto in sacrificio per voi.

    Il Celebrante presenta al popolo l’ostia consacrata e genuflette in adorazione.

    Dopo la cena, allo stesso modo, prese questo glorioso calice nelle sue mani sante e venerabili, ti rese grazie con la preghiera di benedizione, lo diede ai suoi discepoli, e disse:

    Prendete, e bevetene tutti: questo è il calice del mio Sangue per la nuova ed eterna alleanza, versato per voi e per tutti in remissione dei peccati.
    Fate questo in memoria di me.

    Il Celebrante presenta al popolo il calice e genuflette in adorazione.

    Il Celebrante:

    Mistero della fede.

    L’assemblea:

    Tu ci hai redenti con la tua croce e la tua risurrezione: salvaci, o Salvatore del mondo.

    Memoriale e offerta.

    I Concelebranti:

    In questo sacrificio, o Padre, noi tuoi ministri e il tuo popolo santo celebriamo il memoriale della beata passione, della risurrezione dai morti e della gloriosa ascensione al cielo del Cristo tuo Figlio e nostro Signore; e offriamo alla tua maestà divina, tra i doni che ci hai dato, la vittima pura, santa e immacolata, pane santo della vita eterna e calice dell’eterna salvezza.

    Invocazione a Dio perché accetti questo sacrificio ...

    Volgi sulla nostra offerta il tuo sguardo sereno e benigno, come hai voluto accettare i doni di Abele, il giusto, il sacrificio di Abramo, nostro padre nella fede, e l’oblazione pura e santa di Melchisedech, tuo sommo sacerdote.

    ... e ci doni la sua grazia.

    Ti supplichiamo, Dio onnipotente: fa’ che questa offerta, per le mani del tuo Angelo santo, sia portata sull’altare del cielo davanti alla tua maestà divina, perché su tutti noi che partecipiamo di questo altare, comunicando al santo mistero del Corpo e Sangue del tuo Figlio, scenda la pienezza di ogni grazia e benedizione del cielo.

    Preghiera di intercessione per i defunti ...

    Un Concelebrante:

    Ricordati, o Signore, del Romano Pontefice il nostro Papa Giovanni Paolo, che oggi hai chiamato a te da questa vita e dei tuoi fedeli che ci hanno preceduto con il segno della fede e dormono il sonno della pace.

    Dona loro, Signore, e a tutti quelli che riposano in Cristo, la beatitudine, la luce e la pace.

    ... e per la nostra felicità eterna.

    Un altro Concelebrante:

    Anche a noi, tuoi ministri, peccatori, ma fiduciosi nella tua infinita misericordia, concedi, o Signore, di aver parte nella comunità dei tuoi santi apostoli e martiri: Giovanni, Stefano, Mattia, Barnaba, Ignazio, Alessandro, Marcellino e Pietro, Felicita, Perpetua, Agata, Lucia, Agnese, Cecilia, Anastasia e tutti i santi: ammettici a godere della loro sorte beata non per i nostri meriti, ma per la ricchezza del tuo perdono.

    Il Celebrante:

    Per Cristo nostro Signore tu, o Dio, crei e santifichi sempre, fai vivere, benedici e doni al mondo ogni bene.

    I Concelebranti:

    Per Cristo, con Cristo ed in Cristo, a Te Dio Padre onnipotente, in unità con lo Spirito Santo, ogni onore e gloria per tutti i secoli dei secoli.

    L'assemblea:

    Amen. Amen. Amen.



    RITI DI COMUNIONE

    Preghiera del Signore

    Il Celebrante:

    Obbedienti alla parola del Signore e formati al suo divino insegnamento, osiamo dire:

    L'assemblea:

    Padre nostro, che sei nei cieli, sia santificato il tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua volontà, come in cielo così in terra. Dacci oggi il nostro pane quotidiano, e rimetti a noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri debitori, e non ci indurre in tentazione, ma liberaci dal male.

    Il Celebrante:

    Liberaci, o Signore, da tutti i mali, concedi la pace ai nostri giorni, e con l’aiuto della tua misericordia vivremo sempre liberi dal peccato e sicuri da ogni turbamento, nell’attesa che si compia la beata speranza e venga il nostro salvatore Gesù Cristo.

    L'assemblea:

    Tuo è il regno, tua la potenza e la gloria nei secoli.

    Rito della pace

    Il Celebrante:

    Signore Gesù Cristo, che hai detto ai tuoi apostoli: «Vi lascio la pace, vi do la mia pace», non guardare ai nostri peccati, ma alla fede della tua Chiesa e donale unità e pace secondo la tua volontà.
    Tu che vivi e regni nei secoli dei secoli.
    R/. Amen.

    Il Celebrante:

    La pace del Signore sia sempre con voi.
    R/. E con il tuo spirito.

    Il Diacono:

    Nello Spirito di Cristo risorto datevi un segno di pace.

    I presenti si scambiano un gesto di pace, come segno di comunione fraterna.

    Mentre il Celebrante spezza il pane eucaristico, si canta:

    Agnus Dei

    La schola: L’assemblea:

    Agnus Dei, qui tollis peccata mundi: miserere nobis. Agnus Dei, qui tollis peccata mundi: miserere nobis. Agnus Dei, qui tollis peccata mundi: dona nobis pacem.

    Il Celebrante:

    Beati gli invitati alla Cena del Signore. Ecco l’Agnello di Dio, che toglie i peccati del mondo.

    L’assemblea:

    O Signore, non sono degno di partecipare alla tua mensa: ma di' soltanto una parola e io sarò salvato.

    I Concelebranti si comunicano al Corpo e al Sangue di Cristo.

    Anche i fedeli ricevono la comunione.

    Canto di comunione

    Splenda a lui la luce perpetua, insieme ai tuoi santi, in eterno, Signore, perché tu sei buono.

    SALMO 129 (130)

    1. Dal profondo a te grido, o Signore;* Signore, ascolta la mia voce. R/.
    2. Siano i tuoi orecchi attenti* alla voce della mia preghiera. R/.
    3. Se consideri le colpe, Signore,* Signore, chi potrà sussistere? R/.
    4. Ma presso di te è il perdono* perciò avremo il tuo timore. R/.
    5. Io spero nel Signore,* l’anima mia spera nella sua parola. R/.
    6. L’anima mia attende il Signore* più che le sentinelle l’aurora. R/.
    7. Più che le sentinelle l’aurora,* Israele attenda il Signore. R/.
    8. Perché presso il Signore è la misericordia;* e grande presso di lui la redenzione. R/.
    9. Egli redimerà Israele* da tutte le sue colpe. R/.

    Orazione dopo la comunione

    Il Celebrante:

    Preghiamo.

    O Dio, che a questa mensa eucaristica ci hai fatto gustare le primizie del convito eterno, concedi al tuo servo e nostro Papa Giovanni Paolo di entrare con i tuoi santi nel pieno possesso della verità nella quale, con coraggio apostolico, confermò i suoi fratelli. Per Cristo nostro Signore.
    R/. Amen.

    ULTIMA RACCOMANDAZIONE E COMMIATO

    Monizione

    Detta l’orazione dopo la Comunione, il Cardinale Decano del Collegio Cardinalizio compie il rito dell’ultima raccomandazione e del commiato. Stando presso il feretro con gli altri concelebranti, invita i presenti alla preghiera con queste parole:

    Fratelli e sorelle carissimi, affidiamo alla soavissima misericordia di Dio l’anima del nostro Papa Giovanni Paolo, Vescovo della Chiesa cattolica, che confermò i fratelli nella fede della risurrezione.

    Preghiamo Dio Padre per Gesù Cristo nello Spirito Santo per il Pontefice defunto, perché, riscattato dalla morte, sia accolto nella sua pace e il suo corpo risusciti nell’ultimo giorno.

    La beata Vergine Maria, Regina degli Apostoli e Salvezza del popolo romano, interceda presso Dio perché mostri il volto del Figlio suo benedetto al nostro Papa e consoli la Chiesa con la luce della risurrezione.

    Tutti pregano per qualche tempo in silenzio.

    SUPPLICA DELLA CHIESA DI ROMA

    Il Cardinale Vicario per la Diocesi di Roma si reca presso il feretro.

    I cantori cantano le Litanie dei Santi e tutti rispondono alle invocazioni.

    Invocazione dei Santi

    Sancta Maria, Mater Dei, ora pro eo
    Sancta Maria, Mater Ecclesiæ, ora pro eo
    Sancta Maria, Salus populi Romani, ora pro eo
    Sancti Michael, Gabriel et Raphael, orate pro eo
    Omnes sancti Angeli, orate pro eo
    Sancte Ioseph, ora pro eo
    Sancte Ioannes Baptista, ora pro eo
    Omnes Sancti Patriarchæ et Prophetæ, orate pro eo
    Sancti Petre et Paule, orate pro eo
    Sancte Andrea, ora pro eo
    Sancti Ioannes et Iacobe, orate pro eo
    Sancte Thoma, ora pro eo
    Sancte Matthæe, ora pro eo
    Sancte Matthia, ora pro eo
    Sancte Luca, ora pro eo
    Sancte Marce, ora pro eo
    Omnes Sancti Apostoli et Evangelistæ, orate pro eo
    Sancte Barnaba, ora pro eo
    Sancta Maria Magdalena, ora pro eo
    Omnes Sancti Discipuli Domini, orate pro eo
    Sancte Clemens, ora pro eo
    Sancte Calliste, ora pro eo
    Sancte Fabiane, ora pro eo
    Sancte Corneli, ora pro eo
    Sancte Xyste, ora pro eo
    Sancte Ioannes, ora pro eo
    Sancte Martine, ora pro eo
    Sancte Damase, ora pro eo
    Sancte Leo Magne, ora pro eo
    Sancte Gregori Magne, ora pro eo
    Sancte Leo (None), ora pro eo
    Sancte Pie (Decime), ora pro eo
    Omnes Sancti Pontifices Romani, orate pro eo
    Sancte Stephane, ora pro eo
    Sancte Laurenti, ora pro eo
    Sancti Protomartyres Romani, orate pro eo
    Sancte Ignati Antiochene, ora pro eo
    Sancte Hippolyte, ora pro eo
    Sancti Iustine et Apolloni, orate pro eo
    Sancte Tharsici, ora pro eo
    Sancte Sebastiane, ora pro eo
    Sancte Maximiliane (Kolbe), ora pro eo
    Sanctæ Perpetua et Felicitas, orate pro eo
    Sancta Agnes, ora pro eo
    Sancta Cæcilia, ora pro eo
    Sancta Eugenia, ora pro eo
    Sancta Maria (Goretti), ora pro eo
    Omnes Sancti Martyres, orate pro eo
    Sancte Ambrosi, ora pro eo
    Sancte Hieronyme, ora pro eo
    Sancte Augustine, ora pro eo
    Sancte Athanasi, ora pro eo
    Sancti Basili et Gregori Nazianzene, orate pro eo
    Sancte Ioannes Chrysostome, ora pro eo
    Sancti Cyrille et Methodi, orate pro eo
    Sancte Carole (Borromeo), ora pro eo
    Sancti Benedicte et Bernarde, orate pro eo
    Sancti Francisce et Dominice, orate pro eo
    Sancte Ignati (de Loyola), ora pro eo
    Sancte Francisce (Xavier), ora pro eo
    Sancte Ioannes Maria (Vianney), ora pro eo
    Sancte Philippe (Neri), ora pro eo
    Sancte Gaspar (Del Bufalo), ora pro eo
    Sancte Vincenti (Pallotti), ora pro eo
    Sancta Sabina, ora pro eo
    Sancta Marcella, ora pro eo
    Sancta Paula, ora pro eo
    Sancta Francisca (Romana), ora pro eo
    Sancta Catharina (Senensis), ora pro eo
    Sancta Teresia a Iesu, ora pro eo
    Sancta Maria Faustina (Kowalska), ora pro eo
    Omnes Sancti et Sanctæ Dei, orate pro eo

    Terminato il canto delle Litanie, il Cardinale Vicario per la diocesi di Roma conclude la supplica della Chiesa di Roma con l’orazione seguente:

    O Dio, che dài la giusta ricompensa agli operai del Vangelo, accogli il tuo servo e nostro Papa Giovanni Paolo, perché contempli in eterno il mistero di pace e di amore che egli, come successore di Pietro e pastore della Chiesa, dispensò fedelmente alla tua famiglia. Per Cristo nostro Signore.
    R/. Amen.

    Quindi il Cardinale Vicario ritorna al suo posto.

    SUPPLICA DELLE CHIESE ORIENTALI
    (dall’Ufficio dei Defunti della Liturgia Bizantina)

    Terminata la supplica della Chiesa di Roma, i Patriarchi, gli Arcivescovi Maggiori e i Metropoliti delle Chiese Metropolitane « sui iuris » orientali cattoliche, si recano davanti al feretro, rivolti verso l’altare.

    Il coro:

    Dona il riposo all’anima del tuo Servo, Padre e Vescovo nostro Giovanni Paolo Papa di Roma, o Dio salvatore, insieme con le anime dei giusti, conducila alla vita beata presso di te, amico degli uomini.

    Conduci nel luogo del tuo riposo, Signore, dove riposano i tuoi Santi, anche l’anima del tuo Servo, Padre e Vescovo nostro Giovanni Paolo Papa di Roma, perché tu solo sei immortale.

    Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.

    Tu sei il nostro Dio, che sei disceso negli inferi ed hai liberato i prigionieri dalle pene; dona il riposo anche all’anima del tuo Servo, Giovanni Paolo Papa di Roma o Salvatore.

    Ora e sempre e nei secoli dei secoli.
    Amen.

    Beata Vergine Maria sola pura e immacolata, che senza seme hai concepito Dio, intercedi per la salvezza dell’anima del tuo Servo.

    Il Diacono:

    Abbi pietà di noi, o Dio, secondo la tua grande misericordia; ti preghiamo, ascoltaci ed abbi pietà.

    Il coro:

    Signore, abbi pietà. (tre volte)

    Il Diacono:

    Preghiamo ancora per il riposo dell’anima di questo Servo di Dio il Padre e Vescovo nostro Giovanni Paolo Papa di Roma e perché gli sia perdonato ogni peccato, volontario o involontario.

    Il coro:

    Signore, abbi pietà. (tre volte)

    Il Diacono:

    Perché il Signore Iddio collochi la sua anima là, dove riposano i giusti. Chiediamo a Cristo, re immortale e nostro Dio, la divina misericordia, il regno dei cieli, e il perdono delle sue colpe.

    Il coro:

    Ascoltaci, Signore.

    Il Diacono:

    Preghiamo il Signore.

    Il coro:

    Signore, pietà.

    Il Patriarca incensando la salma del Pontefice, mentre un sacerdote dice ad alta voce questa orazione:

    Dio delle anime e di ogni carne, che hai schiacciato la morte, hai vinto il diavolo e hai donato la vita al mondo, concedi il riposo all’anima di questo tuo Servo defunto Giovanni Paolo Papa di Roma in un luogo di luce e di gioia, in un luogo verdeggiante, in un luogo di beatitudine dove non sono più sofferenza, dolore e pianto.

    Perdona ogni colpa da lui commessa in parole, opere, pensieri, tu che sei un Dio buono e amico degli uomini; perché non vi è uomo che viva e non pecchi; tu solo infatti sei senza peccato; la tua giustizia è giustizia per sempre, e la tua parola è verità.

    Perché tu sei la risurrezione, la vita e il riposo del tuo Servo Giovanni Paolo Papa di Roma che si è addormentato, o Cristo, Dio nostro; e ti rendiamo gloria con il tuo Padre senza principio e il tuo Spirito Santo, buono e datore di vita, ora e sempre e nei secoli dei secoli.

    Il coro:

    Amen.

    Eterna la tua memoria, fratello nostro, degno di beatitudine, indimenticabile. Amen. (tre volte)

    Poi tutti i Ministri orientali tornano al loro posto.

    CONCLUSIONE

    Terminata la supplica delle Chiese Orientali, tutti pregano per qualche tempo in silenzio.

    Poi il Cardinale Decano asperge con l’acqua benedetta la salma del Romano Pontefice defunto e la incensa, mentre la schola canta il responsorio:

    Io credo: Il Signore è risorto e vive, e un giorno anch’io risorgerò con lui. Che io possa contemplarti, mio Dio e Salvatore mio.

    L’assemblea:

    I miei occhi si apriranno alla sua luce, e su di lui si poserà il mio sguardo.
    V/.Che io possa contemplarti, mio Dio e Salvatore mio.
    Conservo salda questa speranza in cuore:
    R/. Che io possa contemplarti, mio Dio e Salvatore mio.

    Poi il Cardinale Decano dice la seguente orazione:

    Padre clementissimo, affidiamo alla tua misericordia il nostro Papa Giovanni Paolo che tu hai costituito successore di Pietro e pastore della Chiesa, annunciatore intrepido della tua parola e fedele dispensatore dei divini misteri.

    Ammettilo, ti preghiamo, nel santuario del cielo, a godere dell’eterna gloria con tutti i tuoi eletti. Ti rendiamo grazie, Signore per tutti i benefici che nella tua bontà gli hai concesso per il bene del tuo popolo.

    Alla Chiesa, privata del suo Pastore, dona il conforto della fede e la forza della speranza.

    A te, Padre, sorgente della vita, nello Spirito vivificante, per Cristo, vincitore della morte, ogni onore e gloria nei secoli dei secoli.
    R/. Amen.

    Tutti, restando in piedi al loro posto, cantano insieme:

    In Paradiso ti accompagnino gli angeli,
    al tuo arrivo ti accolgano i martiri,
    e ti conducano nella santa Gerusalemme.

    Ti accolga il coro degli angeli,
    e con Lazzaro povero in terra
    tu possa godere il riposo eterno nel cielo.

    NEL LUOGO DELLA SEPOLTURA

    Processione

    Mentre il feretro del Romano Pontefice viene portato al luogo della tumulazione, tutti cantano il cantico evangelico Magnificat.

    CANTICO DELLA BEATA VERGINE MARIA

    Lc 1, 46-55 1.

    1. L’anima mia magnifica il Signore.
    2. E il mio spirito esulta in Dio, mio salvatore.
    3. Perché ha guardato l’umiltà della sua serva.* D’ora in poi tutte le generazioni mi chiameranno beata.
    4. Grandi cose ha fatto in me l’Onnipotente * e Santo è il suo nome.
    5. Di generazione in generazione la sua misericordia* si stende su quelli che lo temono.
    6. Ha spiegato la potenza del suo braccio,* ha disperso i superbi nei pensieri del loro cuore.
    7. Ha rovesciato i potenti dai troni,* ha innalzato gli umili.
    8. Ha ricolmato di beni gli affamati,* ha rimandato i ricchi a mani vuote.
    9. Ha soccorso Israele, suo servo, * ricordandosi della sua misericordia.
    10. Come aveva promesso ai nostri padri, * ad Abramo e alla sua discendenza, per sempre.
    11. Gloria al Padre e al Figlio * e allo Spirito Santo.
    12. Come era nel principio, e ora e sempre * nei secoli dei secoli. Amen.

    Accompagnano il feretro il Cardinale Camerlengo, i Cardinali Capi d’Ordine, il Cardinale Arciprete della Basilica Vaticana, il Cardinale già Segretario di Stato, il Cardinale Vicario di Roma, il Sostituto della Segreteria di Stato, il Prefetto della Casa Pontificia, il Vice Camerlengo, una rappresentanza dei Canonici Vaticani, i familiari del Sommo Pontefice defunto.

    Presiede la celebrazione il Cardinale Camerlengo, che indossa il piviale rosso.

    Le spoglie del Sommo Pontefice vengono portate dalla Basilica Vaticana nelle Grotte Vaticane attraverso la porta detta di Santa Marta.

    Mentre la salma è portata al sepolcro, la schola canta il Salmo 113 A e altri salmi, secondo l’opportunità con le loro antifone.

    ANTIFONA 1

    Cristo ti accolga in paradiso.

    SALMO 113 A

    Quando Israele uscì dall’Egitto, la casa di Giacobbe da un popolo barbaro,
    Giuda divenne il suo santuario,* Israele il suo dominio.

    Il mare vide e si ritrasse, il Giordano si volse indietro,
    i monti saltellarono come arieti, le colline come agnelli di un gregge.

    Che hai tu, mare, per fuggire,* e tu, Giordano, perché torni indietro?
    Perché voi monti saltellate come arieti* e voi colline come agnelli di un gregge?

    Trema, o terra, davanti al Signore,* davanti al Dio di Giacobbe,
    che muta la rupe in un lago,* la roccia in sorgenti d’acqua.

    Gloria al Padre.
    Ant. Cristo ti accolga in paradiso.

    ANTIFONA 2

    Apritemi le porte della giustizia: entrerò e renderò grazie al Signore.

    SALMO 117 (118)

    I

    Celebrate il Signore, perché è buono;* eterna è la sua misericordia.

    Dica Israele che egli è buono:* eterna è la sua misericordia.

    Lo dica la casa di Aronne:* eterna è la sua misericordia.

    Lo dica chi teme Dio:* eterna è la sua misericordia.

    Nell’angoscia ho gridato al Signore,* mi ha risposto, il Signore, e mi ha tratto in salvo.

    Il Signore è con me, non ho timore;* che cosa può farmi l’uomo?

    Il Signore è con me, è mio aiuto,* sfiderò i miei nemici.

    È meglio rifugiarsi nel Signore* che confidare nell’uomo.

    È meglio rifugiarsi nel Signore* che confidare nei potenti.

    II

    Tutti i popoli mi hanno circondato,* ma nel nome del Signore li ho sconfitti.

    Mi hanno circondato, mi hanno accerchiato,* ma nel nome del Signore li ho sconfitti.

    Mi hanno circondato come api, † come fuoco che divampa tra le spine,* ma nel nome del Signore li ho sconfitti.

    Mi avevano spinto con forza per farmi cadere,* ma il Signore è stato mio aiuto.

    Mia forza e mio canto è il Signore,* egli è stato la mia salvezza.

    Grida di giubilo e di vittoria,* nelle tende dei giusti:

    la destra del Signore ha fatto meraviglie, † la destra del Signore si è innalzata,* la destra del Signore ha fatto meraviglie.

    Non morirò, resterò in vita* e annunzierò le opere del Signore.

    Il Signore mi ha provato duramente,* ma non mi ha consegnato alla morte.

    III

    Apritemi le porte della giustizia:* voglio entrarvi e rendere grazie al Signore.

    È questa la porta del Signore,* per essa entrano i giusti.

    Ti rendo grazie, perché mi hai esaudito,* perché sei stato la mia salvezza.

    La pietra scartata dai costruttori* è divenuta testata d’angolo;

    ecco l’opera del Signore:* una meraviglia ai nostri occhi.

    Questo è il giorno fatto dal Signore:* rallegriamoci ed esultiamo in esso.

    Dona, Signore, la tua salvezza,* dona, Signore, la vittoria!

    Benedetto colui che viene nel nome del Signore.* Vi benediciamo dalla casa del Signore;

    Dio, il Signore è nostra luce. † Ordinate il corteo con rami frondosi* fino ai lati dell’altare.

    Sei tu il mioDio e ti rendo grazie,* sei il mio Dio e ti esalto.

    Celebrate il Signore, perché è buono:* eterna è la sua misericordia.

    Gloria al Padre.

    Ant. Apritemi le porte della giustizia: entrerò e renderò grazie al Signore.

    ANTIFONA 3

    Nello splendido corteo dei santi andrò alla casa di Dio.

    SALMO 41 (42), 2-6

    Come la cerva anela ai corsi d’acqua,* così l’anima mia anela a te, o Dio.

    L’anima mia ha sete di Dio, del Dio vivente:* quando verrò e vedrò il volto di Dio?

    Le lacrime sono mio pane giorno e notte,* mentre mi dicono sempre: «Dov’è il tuo Dio?».

    Questo io ricordo, e il mio cuore si strugge: † attraverso la folla avanzavo tra i primi* fino alla casa di Dio,

    in mezzo ai canti di gioia* di una moltitudine in festa.

    Perché ti rattristi, anima mia,* perché su di me gemi?

    Spera in Dio: ancora potrò lodarlo,* lui, salvezza del mio volto e mio Dio.

    Gloria al Padre.

    Ant. Nello splendido corteo dei santi andrò alla casa di Dio.

    Tumulazione della salma
    del Sommo Pontefice Giovanni Paolo II


    Il Celebrante:

    Fratelli carissimi, supplichiamo umilmente Dio, Padre di misericordia, per il nostro Papa Giovanni Paolo che è morto nel Signore.

    Il Diacono:

    1. Perché Iddio si degni di liberare dal potere delle tenebre l’anima del nostro Papa Giovanni Paolo.
    R/. Domine miserere.

    2. Perché nella sua bontà perdoni i suoi peccati.
    R/. Domine miserere.

    3. Perché accetti le sue buone opere.
    R/. Domine miserere.

    4. Perché si degni di accoglierlo nella dimora della pace e della luce.
    R/. Domine miserere.

    5. Perché si degni di concedergli la beatitudine e la compagnia dei santi e dei suoi eletti.
    R/. Domine miserere.

    Tutti:

    Padre nostro, che sei nei cieli, sia santificato il tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua volontà, come in cielo così in terra. Dacci oggi il nostro pane quotidiano, e rimetti a noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri debitori, e non ci indurre in tentazione, ma liberaci dal male.

    Il Celebrante:

    Dio onnipotente, che con la morte in croce del tuo Figlio hai vinto la nostra morte, con il suo riposo nel sepolcro hai santificato le tombe dei fedeli e con la sua gloriosa risurrezione ci hai ridato la vita immortale, accogli le nostre preghiere per il nostro Papa Giovanni Paolo che, morto e sepolto in Cristo, attende la beata speranza e la manifestazione gloriosa del Salvatore. Concedi, o Signore dei vivi e dei morti, a colui che ti ha servito fedelmente sulla terra di lodarti senza fine nella beatitudine del cielo.

    Per Cristo nostro Signore.
    R/. Amen.

    Il Celebrante:

    L’eterno riposo donagli, Signore.
    R/. E splenda a lui la luce perpetua.

    Riposi in pace.
    R/. Amen.

    La cassa di legno di cipresso contenente le spoglie del Romano Pontefice, viene legata con nastri rossi, sui quali vengono impressi i sigilli della Camera Apostolica, della Prefettura della Casa Pontificia, dell’Ufficio delle Celebrazioni Liturgiche del Sommo Pontefice e del Capitolo Vaticano.

    Quindi è collocata nella cassa di legno zincata, che immediatamente viene saldata; su di essa vengono impressi i sigilli degli Uffici suddetti.

    Sul coperchio vi sono la croce e lo stemma del Pontefice defunto.

    Mentre la bara viene deposta nel sepolcro, si canta l’antifona:

    Salve, Regina, madre di misericordia,
    vita, dolcezza e speranza nostra, salve.
    A te ricorriamo, esuli figli di Eva;
    a te sospiriamo, gementi e piangenti
    in questa valle di lacrime.
    Orsù dunque, avvocata nostra,
    rivolgi a noi gli occhi tuoi misericordiosi.
    E mostraci, dopo questo esilio, Gesù,
    il frutto benedetto del tuo seno.
    O clemente, o pia, o dolce vergine Maria.

    Il notaio del Capitolo della Basilica Vaticana redige l’atto autentico della tumulazione e lo legge di fronte ai presenti.

    FONTE

  4. #4
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    MESSA ESEQUIALE

    PER IL DEFUNTO ROMANO PONTEFICE

    GIOVANNI PAOLO II

    OMELIA DELL'EM.MO CARD. JOSEPH RATZINGER


    Piazza San Pietro
    Venerdì, 8 aprile 2005

    "Seguimi" dice il Signore risorto a Pietro, come sua ultima parola a questo discepolo, scelto per pascere le sue pecore. "Seguimi" – questa parola lapidaria di Cristo può essere considerata la chiave per comprendere il messaggio che viene dalla vita del nostro compianto ed amato Papa Giovanni Paolo II, le cui spoglie deponiamo oggi nella terra come seme di immortalità – il cuore pieno di tristezza, ma anche di gioiosa speranza e di profonda gratitudine.

    Questi sono i sentimenti del nostro animo, Fratelli e Sorelle in Cristo, presenti in Piazza S. Pietro, nelle strade adiacenti e in diversi altri luoghi della città di Roma, popolata in questi giorni da un’immensa folla silenziosa ed orante. Tutti saluto cordialmente. A nome anche del Collegio dei Cardinali desidero rivolgere il mio deferente pensiero ai Capi di Stato, di Governo e alle delegazioni dei vari Paesi. Saluto le Autorità e i Rappresentanti delle Chiese e Comunità cristiane, come pure delle diverse religioni. Saluto poi gli Arcivescovi, i Vescovi, i sacerdoti, i religiosi, le religiose e i fedeli tutti giunti da ogni Continente; in modo speciale i giovani, che Giovanni Paolo II amava definire futuro e speranza della Chiesa. Il mio saluto raggiunge, inoltre, quanti in ogni parte del mondo sono a noi uniti attraverso la radio e la televisione in questa corale partecipazione al solenne rito di commiato dall’amato Pontefice.

    Seguimi – da giovane studente Karol Wojtyła era entusiasta della letteratura, del teatro, della poesia. Lavorando in una fabbrica chimica, circondato e minacciato dal terrore nazista, ha sentito la voce del Signore: Seguimi! In questo contesto molto particolare cominciò a leggere libri di filosofia e di teologia, entrò poi nel seminario clandestino creato dal Cardinale Sapieha e dopo la guerra poté completare i suoi studi nella facoltà teologica dell’Università Jaghellonica di Cracovia. Tante volte nelle sue lettere ai sacerdoti e nei suoi libri autobiografici ci ha parlato del suo sacerdozio, al quale fu ordinato il 1° novembre 1946. In questi testi interpreta il suo sacerdozio in particolare a partire da tre parole del Signore. Innanzitutto questa: "Non voi avete scelto me, ma io ho scelto voi e vi ho costituiti perché andiate e portiate frutto e il vostro frutto rimanga" (Gv 15, 16). La seconda parola è: "Il buon pastore offre la vita per le pecore" (Gv 10, 11). E finalmente: "Come il Padre ha amato me, così anch’io ho amato voi. Rimanete nel mio amore" (Gv 15, 9). In queste tre parole vediamo tutta l’anima del nostro Santo Padre. E’ realmente andato ovunque ed instancabilmente per portare frutto, un frutto che rimane. "Alzatevi, andiamo!", è il titolo del suo penultimo libro. "Alzatevi, andiamo!" – con queste parole ci ha risvegliato da una fede stanca, dal sonno dei discepoli di ieri e di oggi. "Alzatevi, andiamo!" dice anche oggi a noi. Il Santo Padre è stato poi sacerdote fino in fondo, perché ha offerto la sua vita a Dio per le sue pecore e per l’intera famiglia umana, in una donazione quotidiana al servizio della Chiesa e soprattutto nelle difficili prove degli ultimi mesi. Così è diventato una sola cosa con Cristo, il buon pastore che ama le sue pecore. E infine "rimanete nel mio amore": Il Papa che ha cercato l’incontro con tutti, che ha avuto una capacità di perdono e di apertura del cuore per tutti, ci dice, anche oggi, con queste parole del Signore: Dimorando nell’amore di Cristo impariamo, alla scuola di Cristo, l’arte del vero amore.

    Seguimi! Nel luglio 1958 comincia per il giovane sacerdote Karol Wojty³a una nuova tappa nel cammino con il Signore e dietro il Signore. Karol si era recato come di solito con un gruppo di giovani appassionati di canoa ai laghi Masuri per una vacanza da vivere insieme. Ma portava con sé una lettera che lo invitava a presentarsi al Primate di Polonia, Cardinale Wyszyński e poteva indovinare lo scopo dell’incontro: la sua nomina a Vescovo ausiliare di Cracovia. Lasciare l’insegnamento accademico, lasciare questa stimolante comunione con i giovani, lasciare il grande agone intellettuale per conoscere ed interpretare il mistero della creatura uomo, per rendere presente nel mondo di oggi l’interpretazione cristiana del nostro essere – tutto ciò doveva apparirgli come un perdere se stesso, perdere proprio quanto era divenuto l’identità umana di questo giovane sacerdote. Seguimi – Karol Wojtyła accettò, sentendo nella chiamata della Chiesa la voce di Cristo. E si è poi reso conto di come è vera la parola del Signore: "Chi cercherà di salvare la propria vita la perderà, chi invece l’avrà perduta la salverà" (Lc 17, 33). Il nostro Papa – lo sappiamo tutti – non ha mai voluto salvare la propria vita, tenerla per sé; ha voluto dare se stesso senza riserve, fino all’ultimo momento, per Cristo e così anche per noi. Proprio in tal modo ha potuto sperimentare come tutto quanto aveva consegnato nelle mani del Signore è ritornato in modo nuovo: l’amore alla parola, alla poesia, alle lettere fu una parte essenziale della sua missione pastorale e ha dato nuova freschezza, nuova attualità, nuova attrazione all’annuncio del Vangelo, proprio anche quando esso è segno di contraddizione.

    Seguimi! Nell’ottobre 1978 il Cardinale Wojtyła ode di nuovo la voce del Signore. Si rinnova il dialogo con Pietro riportato nel Vangelo di questa celebrazione: "Simone di Giovanni, mi ami? Pasci le mie pecorelle!" Alla domanda del Signore: Karol mi ami?, l’Arcivescovo di Cracovia rispose dal profondo del suo cuore: "Signore, tu sai tutto: Tu sai che ti amo". L’amore di Cristo fu la forza dominante nel nostro amato Santo Padre; chi lo ha visto pregare, chi lo ha sentito predicare, lo sa. E così, grazie a questo profondo radicamento in Cristo ha potuto portare un peso, che va oltre le forze puramente umane: Essere pastore del gregge di Cristo, della sua Chiesa universale. Non è qui il momento di parlare dei singoli contenuti di questo Pontificato così ricco. Vorrei solo leggere due passi della liturgia di oggi, nei quali appaiono elementi centrali del suo annuncio. Nella prima lettura dice San Pietro - e dice il Papa con San Pietro - a noi: "In verità sto rendendomi conto che Dio non fa preferenza di persone, ma chi lo teme e pratica la giustizia, a qualunque popolo appartenga, è a lui accetto. Questa è la parola che egli ha inviato ai figli d’Israele, recando la buona novella della pace, per mezzo di Gesù Cristo, che è Signore di tutti" (Atti 10, 34-36). E, nella seconda lettura, San Paolo - e con San Paolo il nostro Papa defunto – ci esorta ad alta voce: "Fratelli miei carissimi e tanto desiderati, mia gioia e mia corona, rimanete saldi nel Signore così come avete imparato, carissimi" (Fil 4, 1).

    Seguimi! Insieme al mandato di pascere il suo gregge, Cristo annunciò a Pietro il suo martirio. Con questa parola conclusiva e riassuntiva del dialogo sull’amore e sul mandato di pastore universale, il Signore richiama un altro dialogo, tenuto nel contesto dell’ultima cena. Qui Gesù aveva detto: "Dove vado io voi non potete venire". Disse Pietro: "Signore, dove vai?". Gli rispose Gesù: "Dove io vado per ora tu non puoi seguirmi; mi seguirai più tardi" (Gv 13, 33.36). Gesù dalla cena va alla croce, va alla risurrezione – entra nel mistero pasquale; Pietro ancora non lo può seguire. Adesso – dopo la risurrezione – è venuto questo momento, questo "più tardi". Pascendo il gregge di Cristo, Pietro entra nel mistero pasquale, va verso la croce e la risurrezione. Il Signore lo dice con queste parole, "… quando eri più giovane... andavi dove volevi, ma quando sarai vecchio tenderai le tue mani, e un altro ti cingerà la veste e ti porterà dove tu non vuoi" (Gv 21, 18). Nel primo periodo del suo pontificato il Santo Padre, ancora giovane e pieno di forze, sotto la guida di Cristo andava fino ai confini del mondo. Ma poi sempre più è entrato nella comunione delle sofferenze di Cristo, sempre più ha compreso la verità delle parole: "Un altro ti cingerà…". E proprio in questa comunione col Signore sofferente ha instancabilmente e con rinnovata intensità annunciato il Vangelo, il mistero dell’amore che va fino alla fine (cf Gv 13, 1).

    Egli ha interpretato per noi il mistero pasquale come mistero della divina misericordia. Scrive nel suo ultimo libro: Il limite imposto al male "è in definitiva la divina misericordia" ("Memoria e identità", pag. 70). E riflettendo sull’attentato dice: "Cristo, soffrendo per tutti noi, ha conferito un nuovo senso alla sofferenza; l’ha introdotta in una nuova dimensione, in un nuovo ordine: quello dell’amore…E’ la sofferenza che brucia e consuma il male con la fiamma dell’amore e trae anche dal peccato una multiforme fioritura di bene" (pag. 199). Animato da questa visione, il Papa ha sofferto ed amato in comunione con Cristo e perciò il messaggio della sua sofferenza e del suo silenzio è stato così eloquente e fecondo.

    Divina Misericordia: Il Santo Padre ha trovato il riflesso più puro della misericordia di Dio nella Madre di Dio. Lui, che aveva perso in tenera età la mamma, tanto più ha amato la Madre divina. Ha sentito le parole del Signore crocifisso come dette proprio a lui personalmente: "Ecco tua madre!". Ed ha fatto come il discepolo prediletto: l’ha accolta nell’intimo del suo essere (eis ta idia: Gv 19, 27) – Totus tuus. E dalla madre ha imparato a conformarsi a Cristo.

    Per tutti noi rimane indimenticabile come in questa ultima domenica di Pasqua della sua vita, il Santo Padre, segnato dalla sofferenza, si è affacciato ancora una volta alla finestra del Palazzo Apostolico ed un’ultima volta ha dato la benedizione "Urbi et orbi". Possiamo essere sicuri che il nostro amato Papa sta adesso alla finestra della casa del Padre, ci vede e ci benedice. Sì, ci benedica, Santo Padre. Noi affidiamo la tua cara anima alla Madre di Dio, tua Madre, che ti ha guidato ogni giorno e ti guiderà adesso alla gloria eterna del Suo Figlio, Gesù Cristo nostro Signore. Amen.

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    Predefinito MORTE, DEPOSIZIONE E TUMULAZIONE DI GIOVANNI PAOLO II DI SANTA MEMORIA

    Rogito per il pio transito di Sua Santità Giovanni Paolo II

    Nella luce di Cristo risorto dai morti, il 2 aprile dell’anno del Signore 2005, alle 21,37 della sera, mentre volgeva al termine il sabato, ed eravamo già entrati nel giorno del Signore, Ottava di Pasqua e Domenica della Divina Misericordia, l’amato Pastore della Chiesa, Giovanni Paolo II, è passato da questo mondo al Padre. Tutta la Chiesa in preghiera ha accompagnato il suo transito, specialmente i giovani.

    Giovanni Paolo II è stato il 264° Papa. La sua memoria rimane nel cuore della Chiesa e dell’intera umanità.

    Karol Wojtyła, eletto Papa il 16 ottobre 1978, nacque a Wadowice, città a 50 km da Cracovia, il 18 maggio 1920 e fu battezzato due giorni più tardi nella Chiesa parrocchiale dal sacerdote Francesco Zak.

    A 9 anni ricevette la Prima Comunione e a 18 anni il sacramento della Cresima. Interrotti gli studi, perché le forze di occupazione naziste avevano chiusa l’Università, lavorò in una cava e, in seguito, nella fabbrica chimica Solvay.

    A partire dal 1942, sentendosi chiamato al sacerdozio, frequentò i corsi di formazione del seminario clandestino di Cracovia. Il primo novembre 1946 ricevette l’ordinazione sacerdotale dalle mani del Cardinale Adam Sapieha. Poi fu mandato a Roma, dove conseguì la licenza e il dottorato in teologia, con la tesi dal titolo Doctrina de fide apud Sanctum Ioannem a Cruce.

    Ritornò poi in Polonia, dove ebbe alcune mansioni pastorali ed insegnò le sacre discipline. Il 4 luglio 1958, il Papa Pio XII lo nominò Vescovo Ausiliare di Cracovia. E da Paolo VI nel 1964 fu destinato alla stessa sede come Arcivescovo. Come tale intervenne al Concilio Vaticano II. Paolo VI lo creò Cardinale il 26 giugno 1967.

    Nel Conclave fu eletto Papa dai Cardinali il 16 ottobre 1978 e prese il nome di Giovanni Paolo II. Il 22 ottobre, Giorno del Signore, iniziava solennemente il suo ministero Petrino.

    Il pontificato di Giovanni Paolo II è stato uno dei più lunghi della storia della Chiesa. In tale periodo, sotto vari aspetti, si sono visti molti mutamenti. Si annovera la caduta di taluni regimi, alla quale egli stesso contribuì. Allo scopo di annunciare il Vangelo compì molti viaggi in varie nazioni.

    Giovanni Paolo II ha esercitato il ministero Petrino con instancabile spirito missionario, dedicando tutte le sue energie sospinto dalla sollicitudo omnium ecclesiarum e dalla carità aperta all’umanità intera. Più di ogni Predecessore ha incontrato il Popolo di Dio e i Responsabili delle Nazioni, nelle Celebrazioni, nelle Udienze generali e speciali e nelle Visite pastorali.

    Il suo amore per i giovani lo ha spinto ad iniziare le Giornate Mondiali della Gioventù, convocando milioni di giovani in varie parti del mondo.

    Ha promosso con successo il dialogo con gli ebrei e con i rappresentanti delle altre religioni, convocandoli talvolta in incontri di preghiera per la pace, specialmente in Assisi.

    Ha notevolmente allargato il Collegio dei Cardinali, creandone 231 (più uno in pectore). Ha convocato ben 15 Assemblee del Sinodo dei Vescovi, 7 generali ordinarie e 8 speciali. Ha eretto numerose Diocesi e Circoscrizioni, in particolare nell’est europeo.

    Ha riformato i Codici di Diritto Canonico Occidentale ed Orientale, ha creato nuove Istituzioni e riordinato la Curia Romana.

    Come "sacerdos magnus" ha esercitato il ministero liturgico nella Diocesi di Roma e in tutto l’orbe, in piena fedeltà al Concilio Vaticano II. Ha promosso in modo esemplare la vita e la spiritualità liturgica e la preghiera contemplativa, specialmente l’adorazione eucaristica e la preghiera del santo Rosario (cfr Lett. ap. Rosarium Virginis Mariae).

    Sotto la sua guida la Chiesa si è avvicinata al terzo millennio e ha celebrato il Grande Giubileo del 2000, secondo le linee indicate con la Lettera apostolica Tertio millennio adveniente. Essa poi si è affacciata al nuovo evo, ricevendone indicazioni nella Lettera apostolica Novo millennio ineunte, nella quale si mostrava ai fedeli il cammino del tempo futuro.

    Con l’Anno della Redenzione, l’Anno Mariano e l’Anno dell’Eucaristia, ha promosso il rinnovamento spirituale della Chiesa. Ha dato un impulso straordinario alle canonizzazioni e beatificazioni, per mostrare innumerevoli esempi della santità di oggi, che fossero di incitamento agli uomini del nostro tempo. Ha proclamato Dottore della Chiesa santa Teresa di Gesù Bambino.

    Il magistero dottrinale di Giovanni Paolo II è molto ricco. Custode del deposito della fede, egli si è adoperato con sapienza e coraggio a promuovere la dottrina cattolica, teologica, morale e spirituale, e a contrastare durante tutto il suo Pontificato tendenze contrarie alla genuina tradizione della Chiesa.

    Tra i documenti principali si annoverano 14 Encicliche, 15 Esortazioni apostoliche, 11 Costituzioni apostoliche, 45 Lettere apostoliche, oltre alle Catechesi proposte nelle Udienze generali ed alle allocuzioni pronunciate in ogni parte del mondo. Con il suo insegnamento Giovanni Paolo II ha confermato e illuminato il Popolo di Dio sulla dottrina teologica (soprattutto nelle prime tre grandi Encicliche - Redemptor hominis, Dives in misericordia, Dominum et vivificantem), antropologica e sociale (Encicliche Laborem exercens, Sollicitudo rei socialis, Centesimus annus), morale (Encicliche Veritatis splendor, Evangelium vitae), ecumenica (Enciclica Ut unum sint), missiologica (Enciclica Redemptoris missio), mariologica (Enciclica Redemptoris Mater).

    Egli ha promulgato il Catechismo della Chiesa Cattolica, alla luce della Tradizione, autorevolmente interpretata dal Concilio Vaticano II. Ha pubblicato anche alcuni volumi come privato Dottore.

    Il suo magistero è culminato nell’Enciclica Ecclesia de Eucharistia e nella Lettera apostolica Mane nobiscum Domine, durante l’Anno dell’Eucaristia.

    Giovanni Paolo II ha lasciato a tutti una testimonianza mirabile di pietà, di vita santa e di paternità universale.

    …………...

    (I testimoni delle celebrazioni e della tumulazione…)

    ……………

    CORPUS IOANNIS PAULI II P.M.
    VIXIT ANNOS LXXXIV, MENSES X DIES XV
    ECCLESIAE UNIVERSAE PRAEFUIT
    ANNOS XXVI MENSES V DIES XVII

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    Rogito per il pio transito di Sua Santità Giovanni Paolo II

    OBITUS, DEPOSITIO ET TUMULATIO
    IOANNIS PAULI II SANCTAE MEMORIAE


    In lumine Christi a mortuis Resurgentis, die II mensis Aprilis anno Domini MMV, hora vicesima prima, triginta septem momentis elapsis, vesperi, cum dies sabbati ad finem vergeret atque ingressi essemus diem Domini, Octavam scilicet Paschalem necnon Dominicam Divinae Misericordiae, Ecclesiae dilectus Pastor, Ioannes Paulus II de hoc mundo ad Patrem demigravit. Eius transitum tota orans Ecclesia est comitata, Iuvenes potissimum.

    Ioannes Paulus II ducentesimus sexagesimus quartus fuit Pontifex. Eius memoria in totius Ecclesiae omniumque hominum cordibus manet.

    Carolus Wojtyła, qui die XVI Octobris anno MCMLXXVIII Summus Pontifex electus est, Wadowice, in urbe scilicet quae quinquaginta kiliometra abest a Cracovia, die XVIII mensis Maii anno MCMXX natus est atque duobus post diebus in paroeciali Templo a presbytero Francisco Zak baptizatus est.

    Novem annos natus Primam Communionem recepit atque duodevicesimum agens annum confirmatus est.

    Quibus incumbebat, studiis intermissis, quia nationalis socialismi obsidentes potestates studiorum universitatem clauserant, in lapidicinis ab anno MCMXL ad annum MCMXLIV, et postea in fabrica chemica Solvay opus fecit.

    Ab anno MCMXLII, cum se ad sacerdotium vocari sentiret, seminarium clandestinum adiit Cracoviense. Die I mensis Novembris anno MCMXLVI per Cardinalis Adami Sapieha manuum impositionem sacerdotalem ordinationem Cracoviae recepit. Romam posthac missus est, ubi primum licentiam, exinde doctoratum in sacra theologia est consecutus, thesim scribens, cuius titulus Doctrina de fide apud Sanctum Ioannem a Cruce.

    Poloniam postea repetiit, ubi quaedam sustinuit officia pastoralia et quasdam disciplinas sacras docuit. Die IV mensis Iulii anno MCMLVIII a Pio XII Episcopus Auxiliaris Cracoviensis constitutus est atque eidem Sedi a Paulo VI Archiepiscopus anno MCMLXIV est destinatus. Ut Archiepiscopus Cracoviensis Concilio Oecumenico Vaticano II interfuit. Paulus VI die XXVI mensis Iunii anno MCMLXVII in Patrum Cardinalium Collegium eum rettulit.

    In Conclavi die XVI mensis Octobris anno MCMLXXVIII Summus Pontifex a Patribus Cardinalibus electus est atque ipse sibi nomen imposuit Ioannem Paulum II. Subsequenti die XXII, Dominico die, sollemniter suum Petrinum ministerium incohavit.

    Pontificatus Ioannis Pauli II unus ex longissimis in Ecclesiae historia exstitit. Hoc temporis spatio multa sunt commutata variis in provinciis. In his communistarum quarundam nationum regiminum dissolutiones annumerantur, ad quam rem multum contulit ipse Summus Pontifex. Evangelii nuntiandi causa innumera quoque itinera varias in nationes suscepit.

    Ministerium Petrinum strenuo suo missionali animo gessit, omnes impendens suas vires, cum sollicitudo omnium Ecclesiarum itemque in cunctos homines caritas eum tenerent. Magis quam antea unquam Dei Populum ac Nationum Potestates, in Celebrationibus, in generalibus peculiaribusque Audientiis atque pastoralibus Visitationibus ipse convenit.

    In iuvenes dilectio eum compulit ut Dies Mundiales Iuventutis ediceret, innumeris undique gentium convocatis iuvenibus.

    Dialogum cum Hebraeis multisque ceterarum religionum sectatoribus promovit atque earum asseclas nonnumquam convocavit causa pro pace precandi, Asisii potissimum.

    Cardinalium Collegium valde auxit, cum eligerentur ab eo ducenti triginta et unus cardinales (et unus in pectore). Quindecim Congressiones Synodorum Episcoporum, scilicet septem generales ordinarias et octo speciales convocavit. Complures Dioeceses ecclesiasticasque Circumscriptiones, praesertim in Europa orientali, constituit. Codicem Iuris Canonici et Codicem Canonum Ecclesiarum Orientalium reformavit Romanamque Curiam denuo composuit.

    Sicut "sacerdos magnus" in Romana Dioecesi totoque terrarum orbe sacrae liturgiae ministerium exercuit, erga Concilium Vaticanum II plena servata fidelitate. Peculiarem in modum vitam spiritalitatemque liturgicam necnon comtemplativam orationem, eucharisticam potissimum adorationem sanctique Rosarii precationem promovit (cfr Ep. ap. Rosarium Virginis Mariae).

    Summi Pontificis ductu Ecclesia tertio millennio se appropinquavit ac Magnum Iubilaeum anni bismillesimi celebravit, secundum normas ab ipso latas Litterarum apostolicarum Tertio millennio adveniente. Exinde novum aevum eadem est ingressa consilia propositaque recipiens in Litteris apostolicis Novo millennio ineunte significata, quibus futuri temporis iter fidelibus ille demonstrabat.

    Per Redemptionis Annum, Marialem Annum et Eucharistiae Annum effecit ut Ecclesia spiritaliter renovaretur. Multum dedit operae beatificationibus et canonizationibus, ut innumera sanctitatis exempla hodiernae aetatis ostenderet, quae incitamento essent qui nunc sunt hominibus. Teresiam a Iesu Infante Ecclesiae Doctorem declaravit.

    Doctrinae magisterium luculenter Ioannes Paulus II exercuit. Fidei depositi custos, prudenter animoseque ad catholicam doctrinam, theologicam, moralem spiritalemque provehendam operam navavit et ad arcenda quae verae Ecclesiae traditioni sunt adversa toto Pontificatus tempore sollicite incubuit.

    Inter praecipua documenta quattuordecim Litterae encyclicae, quindecim Adhortationes apostolicae, undecim Constitutiones apostolicae, quadraginta quinque Litterae apostolicae, praeter catecheses in generalibus Audientiis ac adlocutiones ubique terrarum habitas, annumerantur. Suam per docendi operam Ioannes Paulus II Dei Populum confirmavit eique theologicam doctrinam (tribus potissimum praecipuis Litteris encyclicis, scilicet Redemptor hominis, Dives in misericordia, Dominum et vivificantem), anthropologicam socialemque (Litteris encyclicis Laborem exercens, Sollicitudo rei socialis, Centesimus annus), moralem (Litteris encyclicis Veritatis splendor, Evangelium vitae), oecumenicam ( Litteris encyclicis Ut unum sint), missiologicam (Litteris encyclicis Redemptoris missio), mariologicam (Litteris encyclicis Redemptoris Mater) tradidit.

    Catechismus Ecclesiae Catholicae, sub Revelationis lumine, quam Concilium Vaticanum II insigniter collustravit, ab eo est promulgatus. Quaedam etiam volumina uti privatus Doctor edidit.

    Eius magisterium in Litteris encyclicis Ecclesia de Eucharistia et Litteris apostolicis Mane nobiscum Domine, Eucharistiae Anno, attigit fastigium.

    Mirabiles pietatis, sanctitatis vitae universalisque paternitatis cunctis hominibus testificationes reliquit Ioannes Paulus II.

    …….

    Celebrationum tumulationisque testes

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