12.04.2005

I Ds scelgono la «guida unitaria». Le minoranze entrano nell'ufficio di presidenza
di red

Un ufficio di presidenza per garantire la guida unitaria del partito. Tutti hanno detto sì alla proposta del segretario Piero Fassino. Per i Ds è il primo passo verso una gestione condivisa da tutte le mozioni congressuali, il superamento della netta distinzione tra maggioranza e minoranza che ha caratterizzato questi anni. Non succedeva dal 2001, ovvero dal congresso di Pesaro.

Fassino parla di un organismo che «tra una riunione e l'altra della direzione funzioni da guida politica e consenta di dare visibilità alla gestione unitaria». E non nasconde le ragioni della “svolta”: «Già il Congresso – ricorda - approvò all'unanimità la piattaforma politico-programmatica. Il Congresso, però, non aveva sciolto i nodi di dissenso politico nati sulla preoccupazione che la scelta federativa potesse annacquare la nostra identità e dare spazio alla sinistra radicale. Il voto ha smentito tutto questo. Nei rapporti di forza Uniti nell'Ulivo cresce, la sinistra radicale no». Questa la condizione di partenza per andare verso una guida unitaria.

Il passo successivo sarebbe l’inclusione di esponenti delle minoranza nella segreteria. «Non c'è nessuna difficoltà – osserva Fassino - lavoro per questo obiettivo». Il ruolo di “guida politica”, tuttavia, sarebbe già garantito dal nuovo ufficio di presidenza.

«Abbiamo di fronte un anno che richiede la collaborazione – ammonisce il presidente della Quercia Massimo D’Alema - Direi che siamo di fronte a uno di quei momenti in cui scattano delle forme di autoregolamentazione, perfino di autocontrollo nel dibattito politico».

«Mi è capitato di dire per altre proposte di no – risponde Fabio Mussi - Penso che questa invece debba essere accolta positivamente, come segno di una comune assunzione di responsabilità in un passaggio politico molto difficile e molto impegnativo». Sì anche da Fulvia Bandoli e da Cesare Salvi: «La nostra componente aveva già chiesto al Congresso la gestione unitaria del partito – osserva il senatore diessino - Noi, quindi, alla proposta di Fassino ci stiamo, fermo restando che va mantenuta l'autonomia della sinistra Ds».

L’ufficio di presidenza sarà presieduto da Giorgio Benvenuto e composto da: Gavino Angius, Fulvia Bandoli, Antonio Bassolino, Pierluigi Bersani, Vannino Chiti, Giovanna Melandri, Maurizio Migliavacca, Enrico Morando, Fabio Mussi, Pasqualina Napoletano, Barbara Pollastrini, Cesare Salvi, Marina Sereni, Livia Turco, Walter Veltroni, Luciano Violante, Nicola Zingaretti e inoltre Massimo D'Alema e Piero Fassino.