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  1. #1
    SENATORE di POL
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    Predefinito Recuperare gli astensionisti ed evitare di crearne altri

    dal quotidiano LIBERO di oggi

    " Negli astenuti la chiave del recupero per il 2006

    di TOMMASO MONTESANO


    ROMA - « È prematuro dare per scontato l'esito delle Politiche del 2006. Il centrosinistra commette un errore se pensa che la situazione attuale sia cristallizzata » . Per Nando Pagnoncelli, presidente di Ipsos, la partita elettorale del prossimo anno è più che mai aperta. È vero che la Casa delle Libertà, rispetto al 2000, ha perso per strada poco meno di due milioni di voti ( la maggior parte dei quali è passata all'Unione), ma Silvio Berlusconi ha ancora un asso nella manica: mobilitare quell'elettorato che alle Politiche del 2001 lo ha portato a Palazzo Chigi e che da allora, deluso dall'azione del governo, lo ha abbandonato. Ma c'è un'altra ipotesi, almeno stando alle analisi di Forza Italia. E cioè che il saldo di voti a favore del centrosinistra sia stato determinato dalla partecipazione alla tornata regionale da elettori dell'Unione ex astenuti, mentre quelli in area Cdl, al contrario, sarebbero rimasti a casa. In questo caso, il travaso non ci sarebbe stato. I dati dell'affluenza alle urne parlano chiaro: dall' 81,5% del 2001 si è passati al 71,4% del 2005. Un calo di oltre dieci punti percentuali. Una fetta di elettori che ora si astiene, ma che quattro anni fa scelse il centrodestra. E che tra un anno potrebbe rispondere ancora alla chiamata del Cavaliere. Spiega Pagnoncelli: « Alle Politiche votano tradizionalmente più persone, il bacino elettorale si allarga. Saranno elezioni che avranno tutta un'altra risonanza » . Nel 2006, aggiunge il presidente di Ipsos, « conteranno i candidati nei singoli collegi e in cento di questi la situazione è incerta. La differenza tra i poli è inferiore ai quattro punti percentuali » . Se Berlusconi riesce a recuperare gli astenuti, insomma, la rimonta è possibile: « Si tratta di capire se quella fetta di elettorato è ancora mobilitabile o se si è disaffezionata. A seconda dei casi, recuperare diventa un'opportunità o molto difficile » . Il primo ad esserne convinto è proprio il premier: « Dobbiamo darci da fare perché i cittadini che ci hanno votato nel 2001, e che poi non sono rimasti soddisfatti, tornino a darci il loro consenso. C'è un amplissimo spazio aperto al recupero » . Di certo la Casa delle Libertà deve fare i conti con il primo travaso di voti a favore del centrosinistra dal 1994 ad oggi. Rispetto alle Regionali 2000, il centrodestra ha perso 1.946.113 voti. E il numero dei voti validi, osserva Piergiorgio Corbetta, direttore ricerche dell'istituto Carlo Cattaneo di Bologna, « è diminuito troppo poco rispetto alle precedenti Regionali, appena di 225mila unità, per assorbire tutti i consensi che mancano al centrodestra » . Conclusione: « Se la Cdl ha perso due milioni di voti, vuol dire che sono andati da qualche altra parte » . All'Unione, per esempio.
    « Queste Regionali sono state un terremoto » , conferma Corbetta, « fino ad oggi eravamo convinti di trovarci di fronte due schieramenti impermeabili. Costretti, per vincere, a raschiare il fondo del barile del proprio elettorato. Il fatto nuovo di queste elezioni è che una parte consistente dell'elettorato si è s p o s t at a » . Per Pagnoncelli si tratta soprattutto di elettori di Forza Italia: « Alle Europee del 2004, i più delusi hanno votato per An e Udc. O si sono astenuti. I flussi tra le due coalizioni sono stati di piccola entità » . Adesso il quadro è cambiato: « Si è infranto un tabù. Tra gli elettori di centrodestra c'è stata la tendenza a votare per lo schieramento avversario » . Berlusconi, aggiunge il presidente di Ipsos, dovrebbe porsi una domanda: « Sono voti persi o recuperabili? » . Di sicuro c'è che le categorie sociali che hanno voltato le spalle alla Cdl sono quelle « più esposte alla perdita del potere d'acquisto: donne, casalinghe, pensionati, cittadini poco scolarizzati » .
    "

    Le elezioni in un sistema bipolare ("imperfetto") si vincono più che mai mobilitando il proprio elettorato di riferimento (evitando di aumentare gli ...astensionisti.... e recuperando i disaffezionati e i delusi che......vannno al mare.....) .e AL CENTRO (ossia nell'area "di frontiera"), laddove è maggiormente probabile che ci siano travasi tra uno schieramento e l'altro e dove staziona la grande parte degli incerti che decidono....all'ultimo minuto se votare e per quale schieramento esprimere la propria preferenza. Inoltre occorre compatezza nello schieramento. Il resto è un di più.
    Questo sul piano generale, sul piano politico, le elezioni le maggioranze di governo le vincono:
    a) realizzando il programma per il quale sono state votate;
    b) governando bene, comunque visibilmente meglio dei predecessori;
    c) dimostrando agli elettori che i punti a e b sono concreti, tangibili e non affermazioni autoreferenziali e propagandistiche
    d) presentando candidati credibili.......


    Saluti liberali

  2. #2
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    Predefinito Re: Recuperare gli astensionisti ed evitare di crearne altri

    In origine postato da Pieffebi
    dal quotidiano LIBERO di oggi

    " Negli astenuti la chiave del recupero per il 2006

    di TOMMASO MONTESANO


    ROMA - « È prematuro dare per scontato l'esito delle Politiche del 2006. Il centrosinistra commette un errore se pensa che la situazione attuale sia cristallizzata » . Per Nando Pagnoncelli, presidente di Ipsos, la partita elettorale del prossimo anno è più che mai aperta. È vero che la Casa delle Libertà, rispetto al 2000, ha perso per strada poco meno di due milioni di voti ( la maggior parte dei quali è passata all'Unione), ma Silvio Berlusconi ha ancora un asso nella manica: mobilitare quell'elettorato che alle Politiche del 2001 lo ha portato a Palazzo Chigi e che da allora, deluso dall'azione del governo, lo ha abbandonato. Ma c'è un'altra ipotesi, almeno stando alle analisi di Forza Italia. E cioè che il saldo di voti a favore del centrosinistra sia stato determinato dalla partecipazione alla tornata regionale da elettori dell'Unione ex astenuti, mentre quelli in area Cdl, al contrario, sarebbero rimasti a casa. In questo caso, il travaso non ci sarebbe stato. I dati dell'affluenza alle urne parlano chiaro: dall' 81,5% del 2001 si è passati al 71,4% del 2005. Un calo di oltre dieci punti percentuali. Una fetta di elettori che ora si astiene, ma che quattro anni fa scelse il centrodestra. E che tra un anno potrebbe rispondere ancora alla chiamata del Cavaliere. Spiega Pagnoncelli: « Alle Politiche votano tradizionalmente più persone, il bacino elettorale si allarga. Saranno elezioni che avranno tutta un'altra risonanza » . Nel 2006, aggiunge il presidente di Ipsos, « conteranno i candidati nei singoli collegi e in cento di questi la situazione è incerta. La differenza tra i poli è inferiore ai quattro punti percentuali » . Se Berlusconi riesce a recuperare gli astenuti, insomma, la rimonta è possibile: « Si tratta di capire se quella fetta di elettorato è ancora mobilitabile o se si è disaffezionata. A seconda dei casi, recuperare diventa un'opportunità o molto difficile » . Il primo ad esserne convinto è proprio il premier: « Dobbiamo darci da fare perché i cittadini che ci hanno votato nel 2001, e che poi non sono rimasti soddisfatti, tornino a darci il loro consenso. C'è un amplissimo spazio aperto al recupero » . Di certo la Casa delle Libertà deve fare i conti con il primo travaso di voti a favore del centrosinistra dal 1994 ad oggi. Rispetto alle Regionali 2000, il centrodestra ha perso 1.946.113 voti. E il numero dei voti validi, osserva Piergiorgio Corbetta, direttore ricerche dell'istituto Carlo Cattaneo di Bologna, « è diminuito troppo poco rispetto alle precedenti Regionali, appena di 225mila unità, per assorbire tutti i consensi che mancano al centrodestra » . Conclusione: « Se la Cdl ha perso due milioni di voti, vuol dire che sono andati da qualche altra parte » . All'Unione, per esempio.
    « Queste Regionali sono state un terremoto » , conferma Corbetta, « fino ad oggi eravamo convinti di trovarci di fronte due schieramenti impermeabili. Costretti, per vincere, a raschiare il fondo del barile del proprio elettorato. Il fatto nuovo di queste elezioni è che una parte consistente dell'elettorato si è s p o s t at a » . Per Pagnoncelli si tratta soprattutto di elettori di Forza Italia: « Alle Europee del 2004, i più delusi hanno votato per An e Udc. O si sono astenuti. I flussi tra le due coalizioni sono stati di piccola entità » . Adesso il quadro è cambiato: « Si è infranto un tabù. Tra gli elettori di centrodestra c'è stata la tendenza a votare per lo schieramento avversario » . Berlusconi, aggiunge il presidente di Ipsos, dovrebbe porsi una domanda: « Sono voti persi o recuperabili? » . Di sicuro c'è che le categorie sociali che hanno voltato le spalle alla Cdl sono quelle « più esposte alla perdita del potere d'acquisto: donne, casalinghe, pensionati, cittadini poco scolarizzati » .
    "

    Le elezioni in un sistema bipolare ("imperfetto") si vincono più che mai mobilitando il proprio elettorato di riferimento (evitando di aumentare gli ...astensionisti.... e recuperando i disaffezionati e i delusi che......vannno al mare.....) .e AL CENTRO (ossia nell'area "di frontiera"), laddove è maggiormente probabile che ci siano travasi tra uno schieramento e l'altro e dove staziona la grande parte degli incerti che decidono....all'ultimo minuto se votare e per quale schieramento esprimere la propria preferenza. Inoltre occorre compatezza nello schieramento. Il resto è un di più.
    Questo sul piano generale, sul piano politico, le elezioni le maggioranze di governo le vincono:
    a) realizzando il programma per il quale sono state votate;
    b) governando bene, comunque visibilmente meglio dei predecessori;
    c) dimostrando agli elettori che i punti a e b sono concreti, tangibili e non affermazioni autoreferenziali e propagandistiche
    d) presentando candidati credibili.......


    Saluti liberali
    Berlusconi non può soddisfare nessuno dei punti elencati.
    Rassegnati, gentile amico, con il liberalismo non ha nulla a che fare

  3. #3
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    E' possibile che tu abbia ragione, simpatico interlocutore, tuttavia con il liberalismo hanno molto, molto, molto meno a che fare .......Prodi, Rosaria Bindi, Di Pietro, Cossutta, Pecoraro Scanio, Bertinotti e .......Pietro Folena.

    Shalom

  4. #4
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    No, non ci sono speranze, nessuna, il clima fino al 2001 era diverso, la CDL era competitiva a livello locale e regionale, oggi ci sono solo disastri e la mobilitazione dell'elettorato anche se non raggiunge quella delle politiche è buona con oltre il 70%, le scuse dell'astensione non regge. Il territorio italiano in questi ultimi tre anni è stato consegnato pressochè interamente alla sinistra, dal nord al sud, mi sembra che ormai non ci siano più discussioni, Berlusconi deve mollare e cedere il testimone.

  5. #5
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    In origine postato da Pieffebi
    E' possibile che tu abbia ragione, simpatico interlocutore, tuttavia con il liberalismo hanno molto, molto, molto meno a che fare .......Prodi, Rosaria Bindi, Di Pietro, Cossutta, Pecoraro Scanio, Bertinotti e .......Pietro Folena.

    Shalom
    Ma scusa Prodi e la Bindi sono di sx, mica devono essere liberisti....

  6. #6
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    non confondere il liberismo, pratica molto in voga tra chi è "bravo e stronzo" (cito Longanesi), con il liberalismo. Il liberalismo è ben altra cosa... Uno dei più grandi pensatori italiani di sempre, Piero Gobetti, ne ha scritto pagine stupende che ti invito a leggere.
    Oggi purtroppo il liberalismo è morto e sepolto. I liberali in molte nazioni sono dei liberisti ad orologeria, tipo "liberismo dove mi fa comodo e monopolismo dove mi fa comodo", e pensano che questo sia liberalismo. Ingannano PFB, ma tu non ci devi cascare!
    Prodi è infinitamente più liberale del Nano che ha ideali a metà tra Marx e Gengis Kan (che Lui pensa sia il portiere del Bayern Monaco) anche se, purtroppo per lui, non lo sa.

    Ma anche Prodi è un liberale sbiadito, Gobetti discuteva e combatteva con Gramsci contro il demone fascista, Prodi combatte con Bertinotti contro Calderoli e Gasparri...

    Il problema è che viviamo in un epoca di "sfigati"...

  7. #7
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    Ciau pieffe!

    E ke mi dici del bunker segreto coi laboratori di ingegneria molecolare per creare l'elettore genetico della CdL ???

    Addio Tomàs
    siamo fatti della stessa materia di cui sono fatti i 5 stelle

 

 

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