17 APRILE - VINCE IL CENTRODESTRA, MAGGIORANZA ALLE CORDE, D'ALEMA SULL'ORLO DELLE DIMISSIONI. Il risultato delle urne non lascia spazio a dubbi: 8 regioni vanno al Polo, 7 al Centrosinistra, ma aldila' del dato numerico e' il "peso" delle regioni che fa la differenza. Il Polo vince in : Lombardia, Piemonte, Veneto, Liguria, Lazio, Abruzzo, Puglia e Calabria; il centrosinistra in : Emilia, Toscana, Marche, Umbria, Campania, Molise, Basilicata. Tutto il Nord e' nelle mani di Polo e Lega, e se cio' era stato comunque paventato, a colpire e' l'entita' del successo del Centrodestra che , Liguria esclusa, avrebbe vinto anche senza il Carroccio. In Lombardia per Formigoni c'e' stato un autentico plebiscito, 62,4% contro il 31,5 di Martinazzoli mentre nel Piemonte Ghigo si riconferma Presidente con il 51,8% lasciando il 39,5% a Livia Turco e solo il 5% alla Bonino. La Turco accusa "l'appello ai Radicali fatto da D'Alema mi ha danneggiato, era chiaro che sarebbe finita cosi'". In Veneto non e' servita la candidatura di Cacciari che col 38,2% e' stato distanziato di oltre 16 punti da Galan arrivato al 54,9% (ai Radicali resta solo il 2,2%). Cacciari "sapevo che avrei perso, ma speravo di farlo meglio, di certo se la sinistra negli ultimi 3 mesi avesse taciuto di piu' forse le cose sarebbero state diverse". Il Polo poi riesce a piegare la sinistra anche in una sua ex roccaforte: la Liguria dove Biasotti col 50,8% supera il Presidente uscente Mori fermo al 46%. Dunque al Polo e' riuscito l'en-plein al Nord, la sinistra dovra' seriamente riflettere su una totale perdita di radicamento nelle regioni piu' produttive del paese. Per una analisi dei flussi elettorali e' decisamente presto, ma visto il magro risultato dei radicali pare evidente che gran parte degli elettori della Lista Bonino ha finito per scegliere il Polo. Nel Centro Italia resistono le regioni tradizionalmente rosse, in Emilia per il Polo non c'e' il Guazzaloca bis; Errani con un netto 56,5% batte infatti Cane' fermo al 40,3%; agevole anche la vittoria di Maria Rita Lorenzetti in Umbria col 56,4%, con Ronconi del Polo al 39,2; meno netta la riconferma del centrosinistra nelle Marche dove D'Ambrosio ottiene il 49,9% e Bertucci del Polo il 44%. La sinistra tira poi un sospiro di sollievo in Toscana, dove si era presentata senza Rifondazione; Martini vince col 49,2% piegando Altero Matteoli, giunto al 40%. Ma nel centro Italia le buone notizie per la maggioranza finiscono qui: infatti e' nel Lazio che la sinistra subisce la sconfitta politicamente piu' dura. Storace (AN) ottiene una vittoria che molti, nel Polo stesso, giudicavano impossibile e col 51,3% strappa la regione a Badaloni bloccatosi al 46%. Storace esulta "la sinistra paga la sua arroganza e presupponenza, credevano che il Lazio fosse gia' al sicuro ed hanno trascurato la gente". A non trasformare le elezioni in una Caporetto per il Governo ci ha poi pensato Bassolino che in Campania si e' affermato col 54,2% battendo Rastrelli (44) e lasciando a Pannella, altro candidato, un misero 1,2%. "E pensare che in Campania rischiavamo pure di presentarci divisi , cosi' avremmo perso pure qui" sbotta Bassolino. Nel resto del sud il centrosinistra vince nettamente in Basilicata (Bubbico ha il 63,5% contro il 35 di Pagliuca) e per soli 600 voti in Molise (Di Stasi 49%, Iorio 48,9%). Il Polo vola invece in Puglia (Fitto 54% , Sinisi 43%) e piega la sinistra pure in Calabria (Chiaravallotti 49%, Fava 48%). *** I PRIMI COMMENTI DEI LEADER. IL CENTRODESTRA "SI VADA ALLE URNE, IL GOVERNO E' FINITO" Tutti i maggiori esponenti politici hanno preferito attendere i risultati definitivi per esprimere un parere. Poi Berlusconi nel suo primo commento puo' esultare "il Polo e' ormai maggioranza, ora non c'e' alternativa al ritorno al voto. Sapevo che avremmo vinto, io l'ho sempre detto, l'ho sempre intuito, gli Italiani non si sentono rappresentati dalla sinistra". Euforiche anche le prime parole di Fini, che vede il rilancio di AN soprattutto grazie al successo di Storace, "D'Alema deve andarsene, se resta a Palazzo Chigi offende gli Italiani, gli elettori hanno condannato il Governo, ora si deve votare e non importa se per far cio' bisogna rinunciare ai referendum". Bossi "ci avevano dipinto come eversivi , ma io sapevo che sarebbe finita cosi', ormai la sinistra al Nord ha chiuso". E D'ALEMA SALE AL QUIRINALE A RIMETTERE IL MANDATO. A Botteghe Oscure si e' sperato fino all'ultimo che mutasse il trend delle proiezioni Abacus che vedevano il Polo primeggiare, poi appurato nel primo pomeriggio il risultato definitivo di tutte le Regioni, D'Alema decide di recarsi da Ciampi e di offrire le proprie dimissioni. Scarno il primo commento di D'Alema "era giusto che rimettessi il mandato, ma sono contrario allo scioglimento delle Camere". Al momento sono poche le dichiarazioni che giungono dalla maggioranza: Veltroni "c'e' stato un preoccupante spostamento di voti verso destra, io pero' non auspico le elezioni, ci sono ancora i referendum da votare" poi aggiunge sibillino "e' chiaro che abbiamo pagato lo strappo del 1998", ovvero la sostituzione di Prodi con D'Alema. E la "caccia" a D'Alema pare ufficialmente partita, Boselli "io lo dissi gia' nell'inverno che con D'Alema saremmo stati battuti", Castagnetti "abbiamo perso il voto cattolico, ora basta Premier di sinistra, serve una figura di centro".
18 APRILE - GOVERNO D'ALEMA AL CREPUSCOLO Ciampi non ha momentaneamente accolto le dimissioni di D'Alema scegliendo di rinviarlo alle Camere, tuttavia il Premier ribadisce la sua intenzione di dimettersi. "E' una scelta irrevocabile" fa sapere D'Alema che poi si dice di nuovo "contrario ad elezioni anticipate". *** IL POLO "SI DEVE VOTARE". Berlusconi "Speriamo che la scelta di D'Alema di dare le dimissioni non finisca col solito sceneggiato, ormai la sinistra non ha legittimazione dato che ha subito in un anno prima la sconfitta alle Europee poi alle Regionali, per cui l'unica soluzione e' tornare alle urne". Fini rincara la dose "la sinistra e' minoritaria nel paese, se rimane al potere perde definitivamente la credibilita', ormai non c'e' alcuna alternativa al voto". Il Polo cerca dunque di sfruttare l'onda lunga del risultato delle regionali per assestare il colpo decisivo alla maggioranza, cioe' andare al voto prima dell'estate con D'Alema, ormai indebolito, come Premier. Ma gli scenari sono ad oggi molteplici ed intricati. Lo sbocco piu' probabile pare quello che va verso la sostituzione di D'Alema con una figura di centro(quello che fu Prodi nel 1996) che porti a compimento la legislatura e che potrebbe poi essere pure il candidato Premier del centrosinistra nel 2001. PPI e Mastella spingono per il Governatore della Banca d'Italia Fazio considerata "figura di sicuro prestigio e fondamentale per attirare di nuovo il voto cattolico". Ma la rosa dei nomi dei possibili sostituti di D'Alema comprende anche Mancino, Amato Dini e il banchiere Bazoli. Le intenzioni di Ciampi sono quelle di risolvere nel piu' breve tempo possibile quella che e' ormai a tutti gli effetti una crisi di Governo; il Presidente della Repubblica ha chiesto che il nome del sostituto di D'Alema emerga al piu' presto. *** I RISULTATI DELLE COALIZIONI E DELLE AMMINISTRATIVE. Giungono oggi i dati definitivi sulle percentuali dei singoli partiti e delle citta' in cui si e' votato per il rinnovo dei consigli comunali e provinciali. Il centrodestra (con la Lega) e' al 50,7%, il Centrosinistra (con Rifondazione) al 45,1%. Nel Polo Forza Italia, pur perdendo qualcosa rispetto al 99, si conferma primo partito col 25,2, AN risale al 13% mentre resta stabile il CCD. La Lega recupera qualcosa rispetto alle Europee dello scorso anno e arriva al 5%. Nel Centrosinistra i DS trovano almeno un motivo per sorridere avendo recuperato oltre 400mila voti e assestandosi al 21,2% ; anche il PPI riesce a risalire ed arriva al 5,1. Ma per gli altri partiti della maggioranza e' notte fonda: per i Democratici in particolare c'e' una perdita secca di oltre 600mila voti che li vede precipitare al 4,7%. Notevole e' invece l'affermazione di Rifondazione che diventa di fatto, col 5,8, il quarto partito italiano. Debacle invece per i Radicali, scesi al 2,2%. Naturalmente sono risultati da prendere con le molle dato che si riferiscono comunque alle sole 15 regioni in cui si e' votato. Ma per la maggioranza pessime notizie giungono dal voto delle amministrative; a Catania, in quello che era il feudo di Bianco, il Polo vince al primo turno col 56,6%, mentre a Venezia, il candidato del Polo Brunetta porta al ballottaggio col 39% una sinistra presentatasi divisa al primo turno con Costa (37,7%) e Bettin, sostenuto da Verdi e Rifondazione, al 16,3%.
http://www.cronologia.it/storia/a40aprim.htm




Rispondi Citando
