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Discussione: Il comunismo oggi

  1. #1
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    Predefinito Il comunismo oggi

    Con questo messaggio inauguro il primo tema della Casa del Popolo.

    Invito quindi tutti i compagni e le compagne a discutere su quale significato assume il nostro essere comunisti nel terzo millennio alla luce di tutti i cambiamenti che caratterizzano l'epoca che stiamo vivendo.

    Sono inoltre invitati alla discussione tutti coloro che, pur non riconoscendosi nelle nostre idee, vogliono confrontarsi con noi in maniera serena, democratica e tollerante.

    Ricordo che al termine della discussione (che durerà due settimane) tenteremo di elaborare un "documento finale" che riassumi tutto ciò che viene fuori dal dibattito in questione.

    Chiunque voglia sapere di più riguardo al funzionamento e agli obiettivi della Casa del Popolo può consultare il messaggio iniziale presente nella schermata principale del Forum.

    Sempre avanti, compagni!
    A pugno kiuso!

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  2. #2
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    Predefinito

    Come qualcuno aveva già obiettato nella discussione per stabilire l’argomento, il tema in questione è molto generale e può essere inteso in molti sensi.
    Per affrontare l’argomento mi imbatterò in un discorso prevalentemente teorico.
    Cominciando da Mao, che diceva:
    "Il comunismo è ad un tempo il sistema ideologico completo del proletariato e un nuovo sistema sociale. Diverso da ogni altra ideologia e da ogni altro sistema sociale, il comunismo è il più perfetto, il più progredito, il più rivoluzionario e il più razionale sistema di tutta la storia dell'uomo."
    Per quanto riguarda il sistema ideologico, ci sono diverse correnti di pensiero che si definiscono comuniste e a partire dai fondatori del socialismo scientifico Marx, Engels si richiamano alle teorie elaborate da uno o più tra vari Lenin, Trozki, Stalin, Gramsci, Mao Tse Tung, Tito, Togliatti, Berlinguer.
    Come già molti sapranno il mio comunismo è il marxismo-leninismo della III Internazionale ulteriormente sviluppato ed elaborato dal grande compagno Mao Tse-tung nella lotta contro il revisionismo krusceviano e che ebbe il culmine nella Grande Rivoluzione Culturale Proletaria.
    Per quanto riguarda, invece, il sistema sociale, il comunismo è la società senza classi, in cui vige il principio "da ciascuno secondo le sue capacità, a ciascuno secondo i suoi bisogni" in cui ormai l’apparato statale sarà stato eliminato. Infatti per Marx ed Engels lo stato era l’involucro del dominio di classe e una volta che le classi saranno state eliminate, questo non avrà più ragione di esistere e si estinguerà. Ma per ora tutto ciò è considerata un’utopia…
    La fase di transizione tra la società capitalista e quella comunista è detta socialismo, in cui vige il principio "da ciascuno secondo le sue capacità, a ciascuno secondo il suo lavoro", ed ha inizio nel momento in cui, guidati dal partito comunista, i proletari e le masse popolari tutte conquisteranno il potere politico, rovesceranno la "dittatura della borghesia" e instaureranno la "dittatura del proletariato".
    Compagni non spaventiamoci di fronte alla parola "dittatura", che nel linguaggio marxista non ha il significato che gli si attribuisce in genere (l’opposto della democrazia): è infatti, per così dire, un termine tecnico, per Marx ed Engels finchè esisteranno classi sociali esisterà una classe che domina un’altra, quindi una dittatura; ma col termine "dittatura del proletariato" si indica la supremazia della maggioranza su una minoranza mentre con quello “dittatura della borghesia” la supremazia di una minoranza sulla larga maggioranza rappresentata dai lavoratori salariati. Quindi, finchè esisteranno ancora classi sociali, nell’attesa di eliminarle del tutto, tra le varie possibile “dittature”, quella ad opera della maggioranza (proletari e più in generale lavoratori salariati) è naturalmente la più democratica.
    Cito Lenin in merito:
    "Democrazia è una parola che da sola non ha senso; la storia conosce la democrazia borghese che è la dittatura della borghesia sul proletariato, e la democrazia proletaria che è la dittatura del proletariato sulla borghesia. Ed essendo quest'ultima la maggioranza della popolazione risulta essere la più democratica... "
    Per concludere la chiara e significativa frase conclusiva del Manifesto del Partito Comunista di Marx ed Engels:
    "I comunisti disdegnano di nascondere le loro opinioni e le loro intenzioni. Dichiarano apertamente che i loro fini possono esser raggiunti soltanto col rovesciamento violento di tutto l'ordinamento sociale finora esistente. Le classi dominanti tremino al pensiero d'una rivoluzione comunista. I proletari non hanno da perdervi che le loro catene. Hanno un mondo da guadagnare."
    PROLETARI DI TUTTI I PAESI, UNITEVI!
    SOTZIALISMU! INDIPENDENTZIA!

  3. #3
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    Il comunismo è una corrente di pensiero scientifica, filosofica e politica che studia le situazioni storico-politiche passate e presenti per giungere in futuro a una società comunista ideale difficilmente realizzabile, ma certamente non impossibile, dato che essa costituisce meglio quello che desidera ogni essere umano veramente giusto.


    ---Lanfranco

  4. #4
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    Thumbs up

    Essere comunisti invece, secondo me, significa anche guardare il più in alto possibile, restando saldamente con i piedi in un terreno paludoso ben conosciuto e analizzato, in modo da spiccare un vero e proprio salto e atterrare su una nuova e migliore strada selciata, alla manutenzione della quale provvederemo diligentemente, così da non finire nuovamente fuori strada e ricadere in un altro fossato fangoso.



    (Penso che il compagno Guardia Arrubia mi confermi che il poeta-compagno Mao Tse-Tung avrebbe sicuramente scritto qualcosa di migliore)

  5. #5
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    Predefinito COMUNISMO OGGI

    Il comunismo oggi e' solo un ideale di maggior giustizia sociale che tiene conto del fallimento pratico delle dottrine comuniste
    la' dove si e' cercato di applicarle.

  6. #6
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    Predefinito Re: COMUNISMO OGGI

    [
    se l'europa non cambia sistema conviene andarsene...altrimenti ci ridurrà come e peggio della grecia.

  7. #7
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    Predefinito Re: COMUNISMO OGGI

    In Origine Postato da Ferruccio
    Il comunismo oggi e' solo un ideale di maggior giustizia sociale che tiene conto del fallimento pratico delle dottrine comuniste
    la' dove si e' cercato di applicarle.
    ?????
    errata corrige: sostiruire dopo "tiene conto":
    dei motivi per i quali i primi esperimenti di comunismo applicato abbiano dovuto subire interruzioni.
    ...... uno di questi è la convinzione di molti uomini di valere quanto creso e di avere le stesse capacità

    gli stessi nemici del comunismo si attivano per inculcare questa convinzione nella mente degli uomini.. in proposito si parla del sogno americano e di pubblicazioni del tipo "aprite le porte della speranza"... tutti metodi, questi, che in realtà sostituiscono la vecchia frusta dello schiavista raggiungendo gli stessi obiettivi..... ovvero una diuturna fatica per modesti risultati per tutti...... salvo che per le solite caste dominanti
    mettere a tacere queste ultime, smascherandone i trucchi, le finzioni e i tradimenti , è quindi uno dei compiti principali di ogni buon vero comunista

    Tenendo soprattutto a mente che se nella vita delle società esistono dei vincenti significa che esistono purtroppo anche molti buggerati e perdenti.
    se l'europa non cambia sistema conviene andarsene...altrimenti ci ridurrà come e peggio della grecia.

  8. #8
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    Predefinito Re: Re: COMUNISMO OGGI

    In Origine Postato da cciappas
    ?????
    errata corrige: sostiruire dopo "tiene conto":
    dei motivi per i quali i primi esperimenti di comunismo applicato abbiano dovuto subire interruzioni.
    ...... uno di questi è la convinzione di molti uomini di valere quanto creso e di avere le stesse capacità
    :D :D
    gli stessi nemici del comunismo si attivano per inculcare questa convinzione nella mente degli uomini.. in proposito si parla del sogno americano e di pubblicazioni del tipo "aprite le porte della speranza"... tutti metodi, questi, che in realtà sostituiscono la vecchia frusta dello schiavista raggiungendo gli stessi obiettivi..... ovvero una diuturna fatica per modesti risultati per tutti...... salvo che per le solite caste dominanti :D
    mettere a tacere queste ultime, smascherandone i trucchi, le finzioni e i tradimenti , è quindi uno dei compiti principali di ogni buon vero comunista
    ;)
    Tenendo soprattutto a mente che se nella vita delle società esistono dei vincenti significa che esistono purtroppo anche molti buggerati e perdenti. :rolleyes:
    Per te e' così ed io non contesto certamente.Ho sintetizzato come hai chiesto il mio concetto di " comunismo oggi ".Ho parlato di sintesi.

  9. #9
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    Predefinito Contributo alla discussione

    Dai primi contributi alla discussioni emerge subito l'analisi del comunismo sotto il duplice aspetto dell'ideologia e della società comunista.

    Secondo me è stata una cosa positiva rimarcare quasto dualismo, perchè confondere due cose pò portare ad una cattiva analisi e conseguentemente a essime conclusioni.

    Il comunismo (nel suo aspetto teorico) è l'ideologia della classe lavoratrice che si pone l'obiettivo di abbattere il capitalismo e con esso qualsiasi società basata sullo sfruttamenteo di una classe sull'altra.

    Tale ragionamento porta quindi a ragionare di una nuova società caratterizzata dalla scomparsa della proprietà privata e dalla collettivizzazione dell'economia. Tale società che chiamamo "comunista" deve essere preceduta da un periodo transitorio, definito "socialismo".
    Tale periodo transitorio è caratterizzato dalla dittatura del proletario, che si pone il compito di espropriare i mezzi di produzione (ma non solo) alla borghesia, per porli finalmente al servizio della collettività, seppure tramite il controllo dello Stato (almeno nel primo periodo).

    Fino ad oggi il comunismo non è mai stato realizzato e del resto non c'è da stupirsi, considerando che il capitalismo è un sistema relativamente recente considerando la durata degli altri sistemi antecedenti (basat pensare al sistema schiavistico) e che ha dimostrato una grande flessibilità nel sapersi rinnovare ogni volta.

    Tuttavia nel secolo scorso ci sono state varie esperienze di stati socialisti che hanno portato, nonostante le loro tantissime contraddizioni, ad una crescita del movimento comunista. Purtroppo con la fine del secolo tali esperienze sono entrate in crisi e la gran parte di loro si sono dissolte nel nulla o quasi.

    Questa crisi ha fatto parlare (e lo fà ancora) di crisi del comunismo e vittoria finale del capitalismo.

    Ma tutti coloro che fanno questa analisi dovrebbero ricordarsi di antecedenti storici che un buon borghese non dovrebbe dimenticarsi. Mi reiferisco in particolare alla rivoluzione francese, ovvero la prima rivoluzione politica che ha stabilito il primato della borghesia sulla vecchia classe feudale.

    Tale rivoluzione, scoppiata negli ultimi anni del Settecento, portò alla fine della monarchia assoluta e feudalistica francese e alla nascita della repubblica "democratica" francese. In seguito a varie problematiche (interne ed esterne) i rivoluzionari della prima ora sono stati scalzati da Napoleone, che richiamandosi comunque agli ideali rivoluzionari (seppur molto attenuati) decise di esportare la rivoluzione oltre i confini interni e riuscì in questo modo ad esercitare un dominio sull'Europa.

    Tale avanzata fu in seguito fermata e la Francia, inesorabilmente sconfitta, passò di nuovo al sistema monarchic. Per un pò di anni (la Restaurazione) i rivoluzionari di tutta Europa ebbero vita dura e si pensò ad una sconfitta dei valori che avevano animato l'esperienza francese.

    Eppure qella rivoluzione e le sue parole d'ordine gettarono un seme che rimase nella coscienza di tutti gli europei, che portò in seguito alla vittoria definitiva della borghesia e la scomparsa del feudalesimo.

    A ben vedere, quindi, l'esperienza francese non è tanto dissimile da quella di rivoluzioni proletarie ed in particolar modo quella russa, con lo scoppio di una rivoluzione che dà speranza a tutti gli oppressi, la salita di una casta burocratizzata, l'espansione oltre i propri confini, la sconfitta ad opera di altre potenze e un periodo di relativa restaurazione in tutto il mondo.

    Per questo non credo che la dissoluzione dell'Impero sovietico comporti la fine degli ideali comunisti, ma solo una crisi momentanea dei movimenti comunisti.

    Compito di noi comunisti del Terzo millennio è quello di contestualizzare al nostro periodo le ragioni dell'ideologia marxista, che pone le sue radici nelle contraddizioni del sistema capitalistico. Contraddizioni tuttora esistenti, visto che il capitalismo riesce ad assumere forme sempre diverse (da quello mercantile a quello post-industriale passando per il sistema fordista), ma la sostanza è sempre la stessa: lo sfruttamento del lavoro del proletariato da parte della classe capitalista che, tramite il possesso dei mezzi di produzione, riesce ad avere il controllo su tutti gli aspetti della società e ad imporre i suoi valori individualisti.

    Questo dibattito, nel suo piccolo, si pone proprio lo scopo di capire come possiamo concepire l'ideologia comunsita in seguito alla sconfitta dell'esperienze del socialismo reale del secolo passato e all'emergere di un nuovo capitalismo ancora più aggressivo sotto l'ombrello della globalizzazione neoliberista.

    Perciò compagni, andiamo avanti con il dibattito e ricordiamoci che abbiamo un mondo da cambiare!

    Sempre avanti, compagni!
    A pugno kiuso!

  10. #10
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    Predefinito

    In Origine Postato da Lanfranco
    Essere comunisti invece, secondo me, significa anche guardare il più in alto possibile, restando saldamente con i piedi in un terreno paludoso ben conosciuto e analizzato, in modo da spiccare un vero e proprio salto e atterrare su una nuova e migliore strada selciata, alla manutenzione della quale provvederemo diligentemente, così da non finire nuovamente fuori strada e ricadere in un altro fossato fangoso.



    (Penso che il compagno Guardia Arrubia mi confermi che il poeta-compagno Mao Tse-Tung avrebbe sicuramente scritto qualcosa di migliore)
    Complimenti, bella spiegazione! Mi hai stupito

    Cmq più che Mao, mi sembra una di quelle bellissime metafore del compagno Gramsci. Almeno mi dà quest'impressione.

    Sempre avanti, compagni!
    A pugno kiuso!

 

 
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