CITTÀ DEL VATICANO - È stato reso noto il testo delle ultime volontà lasciate da Giovanni Paolo II.
«Totus Tuus ego sum. Nel Nome della Santissima Trinità. Amen. Vegliate, perché non sapete in quale giorno il Signore nostro verrà». Sono queste le prime parole (tratte dal vangelo di Matteo) riportate nel testamento di Karol Wojtyla che si chiude con «A tutti voglio dire uno sola cosa: "Dio vi ricompensi", "In manus Tuas, Domine, commendo spiritum meum"», e la data dell'ultima revisione: 17 marzo 2000.
La salma del Papa esposta in San Pietro (Fotogramma)
AVEVA PENSATO ALLE DIMISSIONI - «A misura che l'Anno Giubilare 2000 va avanti», scriveva il Papa, «di giorno in giorno si chiude dietro di noi il secolo ventesimo e si apre il secolo ventunesimo. Secondo i disegni della Provvidenza mi è stato dato di vivere nel difficile secolo che se ne sta andando nel passato, e ora nell'anno in cui l'età della mia vita giunge agli anni ottanta («octogesima adveniens»), bisogna domandarsi se non sia il tempo di ripetere con il biblico Simeone "Nunc dimittis"».
«SALVATO DALLA DIVINA PROVVIDENZA» - Come aveva avuto modo di dire più volte, il Papa si è sentito «miracolato» per non essere morto nell'attentato del 13 maggio 1981 da parte di Ali Agça: «La Divina Provvidenza mi ha salvato in modo miracoloso dalla morte», afferma il Santo Padre nel testamento. «Colui che è unico Signore della vita e della morte, Lui stesso mi ha prolungato questa vita, in un certo modo me l'ha donata di nuovo. Da questo momento essa ancora di più appartiene a Lui».
«EVITATO CONFLITTO NUCLEARE» - «L'ultimo decennio del secolo passato è stato libero dalle precedenti tensioni; ciò non significa che non abbia portato con sè nuovi problemi e difficoltà», scriveva il pontefice. «In modo particolare sia lode alla Provvidenza Divina per questo, che il periodo della cosiddetta "guerra fredda" è finito senza il violento conflitto nucleare, di cui pesava sul mondo il pericolo nel periodo precedente».
Nel 1982 - secondo quanto scritto nelle sue ultime volontà - il Papa considerò la possibilità che i suoi funerali si svolgessero in Polonia. Ma nel 1985 lasciò ogni decisione sulle esequie al collegio cardinalizio, che se avesse voluto avrebbe potuto consultarsi con i «connazionali» polacchi.
«GRAZIE A SPIRITO SANTO PER CONCILIO VATICANO II» - «Stando sulla soglia del terzo millennio, desidero ancora una volta esprimere gratitudine allo Spirito Santo per il grande dono del Concilio Vaticano II, al quale insieme con l'intera Chiesa - e soprattutto con l'intero episcopato - mi sento debitore. Sono convinto che ancora a lungo sarà dato alle nuove generazioni di attingere alle ricchezze che questo Concilio del XX secolo ci ha elargito. Come vescovo che ha partecipato all'evento conciliare dal primo all'ultimo giorno, desidero affidare questo grande patrimonio a tutti coloro che sono e saranno in futuro chiamati a realizzarlo».
«Non lascio dietro di me alcuna proprietà di cui sia necessario disporre. Quanto alle cose di uso quotidiano che mi servivano, chiedo di distribuirle come apparirà opportuno. Gli appunti personali siano bruciati», richiede il Papa. «Chiedo che su questo vigili don Stanislao (Dziwisz, ndr), che ringrazio per la collaborazione e l'aiuto così prolungato negli anni e così comprensivo».
07 aprile 2005




