Venerdì, 8 Aprile 2005
Per il segretario del Carroccio, con Panto e Comencini ci sono affinità, «ma da qui a sposarci ce ne corre»
Gobbo chiama Fronte Veneto e Pne: «Possiamo ritrovarci»
Treviso
Hanno vinto Giorgio Panto e il suo Progetto Nordest ma hanno vinto anche Gian Paolo Gobbo e la sua Lega Nord. Nel calo generale della Casa delle libertà, infatti, il Carroccio è riuscito a tenere e qualche volta ad aumentare i consensi. Un doppio successo, visto che molti osservatori lo vedevano nel Veneto come il partito più penalizzato dalla discesa in campo di Panto e delle sue televisioni: «Non posso proprio dire di essere scontento» commenta Gobbo, laconico e soddisfatto.
Il segretario nazionale veneto della Lega (oltre che sottosegretario alle Riforme e sindaco di Treviso) raccoglie anche l'invito che Forza Italia e Alleanza nazionale, per bocca di Maurizio Sacconi e Gustavo Selva, hanno fatto a Panto, ossia quello di entrare nella Casa delle libertà in vista delle Politiche del prossimo anno. Ma Gobbo lo fa a modo suo: «In queste elezioni ha vinto un polo autonomista e federalista, è la cosa non va davvero male. Va sicuramente in una direzione diversa da quella voluta dal partito di Selva, che vuole l'accentramento e lo statalismo, una linea che a Treviso e nel Veneto non è stata certo premiata, tanto per usare un eufemismo. Certe decisioni sul futuro, comunque, vanno prese a livello di segreteria federale, ma si può lavorare, in un anno possono nascere molte cose...».
Per esempio?
«Noi crediamo che lo Stato Moloch vada combattuto insieme a chi vuole fare questa battaglia, crediamo all'aggregazione di chi vuole andare in quella direzione ed è un fatto positivo se cresce una forza politica del Nord sempre più influente».
Progetto Nordest è una parte di questa forza politica?
«Certo, se si riconosce nei nostri principi; e la stessa cosa vale per la Liga Fronte Veneto, che si è presentata nello schieramento di Carraro. Pne e Liga sono entrambe per il federalismo fiscale del Veneto e credo che, come noi, puntino a un autogoverno del Veneto nel più breve tempo possibile. Questi sono punti sui quali possiamo ritrovarci, però da qui a sposarci ce ne corre».
Panto vi ha sempre accusato di essere succubi della Lombardia.
«L'idealismo veneto fa parte anche dei miei principi, però dobbiamo fare i conti con la realtà: più alleati abbiamo più si va avanti. Come dire? L'unione fa la forza».




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