LIBERTA’ DI SCELTA
QUALITA’ DEGLI UOMINI
RICAMBIO GENERAZIONALE
La politica italiana degli ultimi undici anni produce una condizione di indubbia confusione per gli elettori italiani. La continua alternanza dei governi di centrodestra e di centrosinistra evidenzia un dato politico-elettorale ben individuato nel progressivo sentimento di sfiducia nei confronti delle istituzioni che produce frequenti conseguenze quali l’astensionismo e l’alienazione dagli ambienti politici. Fattore rilevante di tale situazione è la mancanza di varie alternative offerte agli elettori, che si sentono obbligati ad esprimersi soltanto tra due possibilità anche se non si sentono rappresentati da nessuno dei due schieramenti. Fattore questo che si mette in evidenza nelle elezioni intermedie come le regionali del 2000 e del 2005: nelle prime vince il centrodestra mentre governa il centrosinistra, nelle ultime è l’esatto contrario. Questo modo antitetico di cambiare continuamente opinione è il frutto di una restrizione della democrazia in senso soggettivo che gli elettori continuamente avvertono nelle varie tornate elettorali. L’Italia è un Paese che presenta varie ideologie e varie culture, quindi una restrizione che propone soltanto due possibilità di scelta non è conforme al senso di democrazia insito nell’elettore italiano.
Il rimedio essenziale per fronteggiare tale situazione è indubbiamente il sistema elettorale proporzionale, sistema che fornisce agli elettori la possibilità di condividere o meno i programmi dei vari partiti, potendosi così esprimere a seconda delle proprie idee e/o della pura condivisione del programma. Il proporzionale è un sistema che tutela le minoranze, da voce alle formazioni di settore e favorisce la concreta programmazione politica dei partiti piuttosto che gli attacchi reciproci. Per quanto riguarda il sistema delle alleanze, il proporzionale porterebbe ad eventuali unioni ideologiche e programmatiche piuttosto che di convenienza personale ed elettorale. Il punto debole del sistema proporzionale sta nel favorire la frammentazione del quadro politico in una moltitudine di partiti e quindi nell'imporre la formazione di coalizioni spesso instabili, tendenti a esprimere solo governi deboli e di breve durata. Il rimedio a tale problematica consisterebbe in un regolamento concreto che obblighi i partiti di una coalizione a ricorrere ai Tribunali Amministrativi in materia di sfiducia per l’accertamento delle cause.
L’Unione di centrosinistra influenzata da Rifondazione Comunista e la Casa delle libertà condizionata dalla Lega Nord propongono oggi un cocktail di ideologie e programmi che, come risulta dai dati concreti delle elezioni e dai continui ribaltoni, non può durare a lungo senza problemi interni. I governi di centrosinistra, nell’arco di una legislatura, hanno subito continui cambiamenti e rimpasti causati dalla sinistra estrema e dal continuo disaccordo sull’espressione di un leader; la Casa delle libertà risente delle varie pressioni programmatiche ed ideologiche della Lega Nord prima e della formazione di Alessandra Mussolini dopo, il tutto completato da un eccesso di personalismo degli esponenti di Forza Italia. Con assoluta evidenza, poi, è naturale che le formazioni cattoliche di centrosinistra non possono convivere serenamente con i comunisti e i sostenitori dell’unità nazionale di centrodestra non possono coesistere a lungo termine con la Lega Nord (che cura gli interessi di una sola parte dell’Italia) senza perdere progressivamente consensi.
Il periodo successivo all’abolizione del sistema proporzionale ha prodotto la scomparsa di molti partiti, come la storica Democrazia Cristiana, e il progressivo instaurarsi di un sistema oligarchico che non corrisponde affatto al senso democratico italiano tutelato costituzionalmente. Il sistema maggioritario così inteso, quindi, è un fattore innaturale per il popolo italiano: la Repubblica Italiana è stata edificata su un sistema proporzionale sin dall’inizio esigenza ben precisa avvertita dai padri della costituzione.
Altro fattore rilevante dell’odierno momento politico italiano, che si evidenzia prevalentemente nelle realtà locali, consiste nelle modalità di scelta dell’elettorato passivo che, quasi sempre, non presenta requisiti idonei alle cariche che dovrebbe ricoprire: in un’epoca in cui si avverte sempre di più l’esigenza di programmazione di qualità, nelle realtà locali si propongono le candidature di uomini che potrebbero conseguire consensi in base alla mole di favoritismo che hanno prodotto e/o alla capacità numerica della famiglia di appartenenza, non curando le capacità personali. Questo fattore porta alla perdita del vero senso delle istituzioni e ad un ascendente affollamento nelle candidature. I partiti devono essere dei centri propulsori di cultura e di programmazione di qualità in cui devono compensarsi le varie volontà e necessità di tutte le componenti, ma devono essere rappresentati da uomini che dispongono delle idonee capacità e della dovuta preparazione per affrontare e portare a termine i mandati che vengono loro conferiti dagli elettori.
Sempre in seno ai partiti, considerati come scuole di formazione politica, sociale ed amministrativa, si deve avvertire la necessità di promuovere il ricambio generazionale, strettamente collegato, però, al requisito della qualità personale. L’innalzamento del grado culturale delle nuove generazioni rispetto alle precedenti, è un fattore da privilegiare all’interno dei partiti e/o movimenti politici che deve essere supportato, naturalmente, dall’esperienza teorico-pratica fornita dai predecessori. Puntare sui giovani significa fornire alla società quella freschezza intellettuale ed organizzativa che, unita ad una adeguata preparazione, crea i presupposti per la conduzione di un’attività politica di qualità che segue i continui apporti pratici della tecnologia e dello sviluppo economico-sociale.
La politica italiana ha dunque bisogno di una fondamentale libertà di identificazione ideologica e programmatica degli elettori (sistema proporzionale) e di tecnici in grado di edificare progetti e programmi di qualità (elettorato passivo) con l’ausilio di una freschezza intellettuale idonea a coesistere con l’evoluzione dei tempi (ricambio generazionale). Il tutto può avvenire soltanto se si considera come elemento fondamentale l’attività interna ed esterna dei partiti e se si edificano i programmi sulle concrete necessità della gente.
Antonino Calì




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