Ventisei anni fa il giudice Calogero spiccava numerosissimi mandati di cattura contro l’area dell’Autonomia Operaia. Questo avveniva a meno di un anno dall’uccisione di Aldo Moro e all’avvio dell’era del Consociativismo (leggi tangentopoli). Nel calderone degli arrestati e dei latitanti, oggetto in molti casi di accuse ideologiche ed associative aggravate per “terrorismo”, vi erano sicuramente molti elementi turbolenti e alcuni cattivi maestri (senza dubbio Toni Negri). Ma quel teorema era funzionale a tutto meno che alla ricostruzione della verità e al ristabilimento della giustizia. Identificando infatti, nei più ribelli e nei più insofferenti, tutta l’eversione di sinistra, si ridava verginità ai principali registi e colpevoli della strategia della tensione sul versante sinistro: il PCI che mai pagò pegno e LC che, se non altro, qualche pegno lo sta pagando nella figura di Adriano Sofri.
Infine, sempre mediante quel teorema, si assolveva a priori il principale colpevole della strategia della tensione: lo Stato, gestito dalla classe democristiana e dai servizi segreti “deviati” istruiti da logge gladiatorie di stretta obbedienza americana. E si ignorava l’ativa partecipazione in quel caos sanguinario di servizi segreti occidentali ed orientali, in particolare della Cia e del Mossad.
Un capolavoro di liquidazione della verità.
Gabriele Adinolfi
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Come al solito Adinolfi si conferma un GRANDE




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