«Napoli è il Comune che ha avuto più soldi»
Se fosse ‘‘virtuoso’’ il Comune di Napoli potrebbe risparmia*re 293 milioni. Cioè, se fosse in grado di limare con costrutto le spese che compie per far funzionare se stesso. «L’autoamministrazione», la chiama Ci*vicum che domani presenterà «I conti dei grandi Comuni italiani a confron*to » (rediconti 2008) in collaborazione con il Politecnico di Milano; fra questi Napoli, appunto. Un mancato rispar*mio ben più ampio di quello che avreb*be potuto operare Milano (170 milio*ni) che, immaginate, nel 2008 ha addi*rittura aumentato (25%, mentre Napoli le ha diminuite del 37%) le spese per autoalimentarsi.
Eppure lo stesso Comune di Napoli è quello che ha potuto godere dei mag*giori trasferimenti statali procapite (con buona pace di chi si è sempre strappato le vesti, gridando al taglio delle risorse), ma anche quello che spende di meno per investimenti, cul*tura, istruzione, spesa sociale. Soprat*tutto, quello che fa meno multe: 66 a persona, almeno a vedere il confronto con Milano (117), Bologna (93), la pur civilissima Firenze (140).
I trasferimenti statali
Palazzo San Giacomo è l’amministra*zione che nel 2008 ha avuto i più alti trasferimenti: 1.263 euro procapite (838 per spese correnti, 425 per spese in conto capitale). Davanti a Napoli, ma non fanno testo perché in generale le regioni a statuto speciale godono di risorse mediamente elevate, Trento (1.881 euro per abitante), Bolzano (1.332); agli ultimi posti troviamo inve*ce Pescara (379 euro) e Reggio Emilia (408).
Gli altri indicatori
Dunque, di moneta in cassa ce n’è. Eppure, l’amministrazione Iervolino nel 2008 ha ridotto gli investimenti. «Nel 2007 — scrive Civicum — la som*ma investita per abitante anmontava a 790 euro; l’anno dopo è scesa a 592 eu*ro ». Per quanto riguarda le spese, i cor*doni della borsa si sono serrati per tre ambiti: istruzione, cultura e sociale. Pa*lazzo San Giacomo l’anno scorso ha erogato risorse per la formazione scola*stica 78 euro a persona; erano 96 nel 2007. Quasi l’unica città, fra le 21 esa*minate, che ha arretrato. Pensate che il Comune di Palermo ha aumentato le ri*sorse (123 euro procapite nel 2008, con*tro i 106 del 2007) e anche Venezia (109 l’anno scorso, 107 nel 2007). Altro tasto dolente la Cultura. A teatri, even*ti, spettacoli, cinema e quant’altro «l’amministrazione partenopea ha de*dicato 14 euro a persona l’anno scorso; erano 20 nel 2007. E’ la terz’ultima fra le 21 città confrontate. Peggio hanno fatto solo Catanzaro (14 euro nel 2008, contro i 15 dell’anno prima) e Bari (9 euro l’anno scorso, rispetto agli 8 del precedente). Negli ultimi tre anni — contabilizzano i ricercatori di Civicum — Napoli in cultura ha investito media*mente 2 euro a persona; dietro c’è solo Palermo che ne ha investiti zero. In ci*ma, virtuosissima, è Torino: 48 euro in*vestiti ». Infine, la spesa sociale. Anche qui buio: nel 2008 sono stati spesi 136 euro, riducendo di 17 euro le somme messe a disposizione l’anno preceden*te. Un confronto umilante si si guarda La Spezia che di euro ne ha spesi 197, o Reggio emilia che ne ha erogati 176. «L’obiettivo è quello — afferma Gio*vanni azzone, prorettore del Politecni*co e direttore della ricerca — estrarre dai bilanci alcuni fotogrammi su un Pa*ese ancora a macchia di leopardo in cui esistono differenze significative tra le risorse e i servizi a disposizione dei cit*tadini del Nord e del Sud»
Civicum: «Napoli è il Comune che ha avuto più soldi» | Napoli onLine




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