07.04.2005
«Dopo la batosta, i topi scappano»
ROMA Vicepresidente della Camera, Alfredo Biondi, i giornali parlano di transumanze dal centro destra a dove capita.
È vero. Ma nomi non ne ho letti.
Il clima c'è.
L'Italia ha sempre qualcosa che assomiglia al 25 luglio. Andando al liceo, la mattina del 26, entrai in un vespasiano per un bisogno e non ci riuscii: era pieno di distintivi del Pnf. C'è l'istinto fortissimo di scendere dal carro del perdente.
Certo, il carro sbanda di brutto.
Un certo sconcerto c’è. Ma la democrazia prevede che uno vince e uno perde. L'Italia rossa che ormai comincia da Torino e arriva in Calabria, a parte il Lombardo-Veneto, ha interesse ad avere un governo non che si frapponga ma che abbia un diverso cromatismo.
Presidente, perché questa tendenza a fare valanga verso chi vince?
È una forma di catastrofismo. Da sinistra non ci sono mai stati, penso, voti che sono venuti a noi. Però l'assenza dal voto, l'astensione, c'è stata anche lì.
Che si spostino la gente e i partiti è legittimo. Ma i dirigenti, i parlamentari...
Io sono un liberale e conosco i momenti drammatici della solitudine (con Malagodi prendemmo il 7% e poi arrivammo allo 0 e qualcosa, ma la gente non lasciava il partito)… Ora, col maggioritario che pure difendo, scatta un dispiacere di comunanza se le cose vanno male.
Ci saranno partenze?
Credo che qualcosa accadrà come non è difficile immaginare. Ma non ne ho sentore. Il riposizionamento deriverà anche da questa specie di verifica dopo la grossa batosta elettorale. I più deboli riflettono. In diritto canonico si chiama commodus discessus: andarsene via comodamente. Invece di combattere.
Su Fini lei è stato sferzante: ha detto che era in carrozza con la regina grazie a Berlusconi e ora vuol affondarlo.
Andreotti avrebbe detto che in politica non esiste la riconoscenza. Ma almeno dovrebbe esistere il riconoscimento. Se Fini ha fatto il suo percorso - che io rispetto - dovrebbe tener conto che è stato Berlusconi a dargli la possibilità di salire sulla carrozza reale.
Fino al punto da impiccarsi all'albero più bello di Arcore?
No, no. Bisogna essere leali, non succubi. An, Udc, Lega possono avere posizioni diverse da Fi. Io, diversamente da Fi, sostengo i diritti civili e voterò a favore del referendum. Ma bisogna avere un'opinione e pagarne le conseguenze. Invece, non dire nulla e addossare tutto agli altri, così che la vittoria ha mille padri e la sconfitta solo disconoscimento di paternità, lo trovo inelegante.
Cosa pensa di quelli che se ne vanno?
Che sono un po' saltafossi. Confondono l'opportunità con l'opportunismo.
Ma dipende anche da chi uno si mette in casa?
Sono amante del diritto romano. Ci sono due tipi di colpa: culpa in eligendo e culpa in vigilando. Colpa nello scegliere ce n'è più di una. Non dico che un partito deve fare la scuola di Frattocchie (la scuola politica del Pci, ndr) ma la selezione del gruppo dirigente è indispensabile. Chi è salito quando la carrozza andava in salita ora può avere dubbi.
Con chi ce l'ha?
In generale. Ma qualcuno che se n'è andato c'è già stato. Io dico sempre quello che penso mentre ci sono quelli che stanno zitti: non dicono mai un cavolo e poi si lamentano.
Il primo a prendersi uno diverso è stato Berlusconi che ha arraffato Tremonti eletto dai suoi avversari. Saltafosso?
Non solo Tremonti. Ma forse nella formazione di una classe politica tra i sopravvissuti della I repubblica e quelli arrivati serviva qualcuno che avesse esperienza… Un ravvedimento sulla via di Damasco… o di Arcore.
Ma la colpa della batosta è di Berlusconi o è anche lei del partito che la sconfitta non ha padre?
Delle responsabilità ci sono le dirette e le oggettive.
C'è quindi anche quella di Berlusconi. Ma dare la colpa a lui, è una comodità da calcio: eliminano l'allenatore invece di cambiare la squadra.
E sarebbe questo il progetto di Casini, Fini e Follini?
Hanno l'intento di rimuovere da se qualunque responsabilità dicendo che in fondo il leader è lui e lui ha la colpa. Oggettivamente è così. Ma soggettivamente non s'è occupato di elezioni. Il Partito…
…Di cui si occupavano Bondi e Cicchetto…
…Hanno fatto del loro meglio. Fi è una realtà di opinioni senza strutture. La periferia è lontana dal centro. Certo, li ha scelti Berlusconi ed è vero che non si può trattenere la cascata del Niagara con la mano. Ma avrebbero potuto capire per tempo, costruire barriere.
Certo, i politici si spostano.
La tempra dei politici si vede quando le cose non vanno bene. E quelli che scappano dalla nave perché affonda li farei somigliare più ai topi che alle aquile.
Poche aquile e molti topi.
Le faccio un esempio: quando quelli del manifesto uscirono dal Pci fecero un gesto nobile: lasciavano il sicuro per l'incerto. Ma quelli che lasciano l'incerto per il sicuro...
da www.unita.it




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