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  1. #1
    Senatore e Magno Pilastro
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    Predefinito Berlusconi, hai una grande chance...

    ...quella di far tesoro della lezione che ti, vi è stata data o sei finito. E con te noi, perché tra un anno andrà al potere la sinistra, spinta su posizioni estreme dall'euforia del successo elettorale.
    Il "Prodinotti" incombe!!!
    Non so se i reggitori di FI e della CDL si degnino qualche volta di leggere questi 3D, spesso generosi di utili indicazioni. Farebbero bene a farlo.
    Presumendo che lo facciano, parlerò a voi come se parlassi a loro.
    Perché si è perso? Domanda importante, brutale che vuole risposte brutali quanto sincere. Le alchimie giustificatorie non servono a riconquistare la fiducia perduta.
    Parlo di "perdere" perché non è stata la sinistra a vincere, ma la destra a perdere. Molti elettori di destra hanno votato a sinistra, caricando di significato politico una elezione solo a parole amministrativa. Uno schiaffone, un ceffone di protesta, di protesta però incattivita che rischia di mutarsi, in occasione delle prosssime politiche, in sfiducia irreversibile.
    I motivi dunque, motivi pratici che si traducono in cose non fatte o fatte male, in riforme eluse, in ingiustizie compiute. Sono tante, ne so alcune, altri analisti migliori di me avranno il compito di individuarle tutte. Ora parlerò di quello che so io.
    I GIOVANI.
    L'incertezza del futuro, il rancore per ingiustizie subite sono perfidi consiglieri.
    Non parlo di giovani operai, che il lavoro lo trovano. Mi riferisco ai giovani intellettuali che hanno fatto l'università e sono costretti a 30 anni a vivere a carico dei genitori pensionati. Quanti sono? Tanti.
    Pensiamo alla scuola. Quanti sono gli insegnanti precari, assunti ogni anno con contratti di supplenza a tempo determinato, per non pagare loro i mesi estivi e non riconoscere loro né status né anzianità? Due, trecentomila? E pensare che moltissimi di loro hanno vinto 5 anni fa un CONCORSO ORDINARIO (sapete cos'è un concorso ordinario?) che è rimasto di fatto inevaso!
    Uno di questi insegnanti precari, se vuole acquistare a rate un'utilitaria per recarsi a scuola, deve chiedere la firma alla mamma pensionata. Loro sono considerati insolvibili!! Non possono sposarsi, non possono pensare ad una famiglia propria.
    L'on. Valditara aveva qualche mese fa pensato ad una soluzione valida anche da un punto di vista elettorale: passarli a ruolo senza riconoscimento dell'anzianità maturata per salvare il bilancio. Era almeno qualcosa. Ma il governo, così sollecito a varare decreti salva-calcio, non ne ha fatto nulla.
    Anzi continua a fare qualcosa: sfornare nuovi abilitati ed anzi discettare di nuove abilitazioni senza curarsi di esaurire, prima, le graduatorie esistenti. E il malcontento cresce. Ma sapete quanti elettori si trascinano dietro duecentomila insegnanti precari? Incazzati loro, si incazzano le relative famiglie (d'origine, perché quelle acquisite rimangono un lusso inarrivabile). Una media di quattro parenti a testa vi sembra alta? Genitori fratelli nonni zii?
    Facciamo un milioncino di voti.
    Ministro Moratti, quando la smetterai di fare l'apprendista stregona? Quando la smetterai di ascoltare i cattivi consiglieri?
    Guardate un mio fotomontaggio, fatto in tempi non sospetti:


    LITIGIOSITA' nell'ambito della maggioranza di governo.
    Fa cattiva impressione. Peggio, delude e irrita. I membri della CDL ne hanno fatto abuso durante tutto lo scorso anno per motivi che sono spesso risultati incomprensibili alla base elettorale. Motivi che riconducono a vantaggi, a visibilità di kabila. Ognuno per il proprio orticello, nessuno per la collettività. Faide interne, poltrone carpite in perfetto stile Cencelli. Fini contro Tremonti con un occhio alla poltrona degli Esteri:

    Follini contro tutti con un occhio ad una futura, improbabile Diccì:


    Ma Tremonti-Banquo è stato, elettoralmente, un boccone troppo indigesto per Fini-Macbeth, e la ventilata decollazione di Giovanni-Silvio si è risolta in un non ventilato suicidio collettivo...
    Basta così. Ho offerto due esempi. Provate a sottoporne altri!
    L'inattuata riforma degli ORDINI PROFESSIONALI, per esempio. Conventicole, corporazioni medievali che sembrano fatte per salvaguardare privilegi e investiture divenuti pressoché ereditari...

    Nella speranza che qualcuno ci legga. Qualcuno nella stanza dei bottoni.

  2. #2
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    dal quotidiano LIBERO di oggi, 6 aprile 2005....

    " CAVALIERE, CAMBIA COSÌ CAVALIERE, CAMBIA COSÌ

    di vittorio feltri

    La Casa delle libertà è in lutto. Berlusconi fa sapere: non sono io il morto. Bene, ma se non si vogliono perdere anche le prossime elezioni politiche... Intanto a sorpresa il premier va a "Ballarò" e si fa processare in diretta tv. E sul sito di Forza Italia la rabbia della base: migliaia di messaggi contro il partito.
    La Casa delle Libertà è parata a lutto (in confronto il Vaticano è in festa). Ma ancora non si sa chi sia il morto. Berlusconi fa sapere di essere vivo e non manifesta alcuna intenzione di ricoprire il ruolo della salma. Fini è in posizione eretta. Follini, con la testa che ha, rimane volentieri sotto formalina. Bossi fa gli scongiuri e abbozza un mezzo sorriso: «Sono l'unico ad aver guadagnato voti pur stando a letto in attesa di completa guar igione». Ecco il punto. Nel centrodestra, meno si agitano e meglio è. Prendetevi una camomilla, cari amici polisti, e rilassatevi se proprio non vi riesce di dormire. Altro che Forza Italia, qui serve la forza dei nervi distesi. Smettetela di litigare quali comari. È da un anno almeno che vi beccate. Non si fa, specialmente in pubblico. Ritiratevi dal ballatoio e andate a begare in cantina, lontano dalle telecamere e dai giornalisti. Circa dieci mesi fa vi siete scannati in modo vergognoso per liquidare Tremonti, e lo avete fatto sotto gli occhi di tutti. Non paghi, avete dato luogo (in piazza) alla verifica. Verifica: basta la parola a far venire l'orchite agli italiani. Follini faceva il matto, urlava e strepitava e si ignorava perché. Fini, zitto in un angolo, assistesse all'indecente spettacolo. La Lega osservava con disgusto. E Silvio si dannava allo scopo di placare gli animi. Intanto giornali e tivù riportavano per filo e per segno le varie fasi della lite. La gente non capiva un tubo. O meglio, capiva che eravate - siete - simili a una banda di ragazzini capricciosi intenti a spartirvi biglie di potere col bilancino. E spalancava incredula le palpebre. Ma che fanno questi qui, invece di governare si rubano i giocattoli? Trascorre l'estate e il ricordo della pantomima - la verifica - è fisso ancora nella mente del popolo polista, il quale non ce la fa a perdonare anche perché in primavera la Cdl era stata ignobilmente sconfitta alle Europee. La riflessione era una soltanto: razza di fessi, pigliano un sacco di botte dalla sinistra e, anziché reagire, si sputano in faccia tra loro. Giunge l'autunno. Il fresco spegnerà i bollori nella coalizione? I leader si impegneranno nel lavoro? Berlusconi pare fornire il buon esempio. Infatti ogni due per tre dice: diminuisco le tasse, giuro, le diminuisco. Il centrodestra si riunisce per stabilire quanto diminuirle e, inaspettatamente, salta su Fini: col cavolo che riduciamo l'Irpef, non c'è una lira. Esterrefatta la base: che ci prendano per i fondelli? Il dubbio si trasforma in certezza quando il premier, sentito il ministro delle Finanze, allarga le braccia e annuncia sconsolato in una conferenza stampa: siamo in bolletta rinviamo l'abbassamento delle aliquote al 2005. Noi di Libero non la mandammo giù e scrivemmo alcuni articoli in cui spiegavamo con brutalità la nostra opinione sul voltafaccia del governo: Cavaliere se non mantieni la parola data rimedi una figuraccia e andrai in buca. Il Cavaliere si offende. Siccome però non è scemo compulsa i sondaggi e si rende conto che abbiamo ragione. Fa macchina indietro. Convoca gli esperti economici e ordina: recuperate i denari per tagliare le tasse altrimenti vi taglio qualcosa io. Le tasse furono ridotte. Ma la gaffe ormai era stata fatta e il rimedio non l'ha cancellata completamente. Il 2004 comunque si conclude con un discreto bilancio per la maggioranza. Apparentemente. Incombono le regionali. Noi seguitiamo a scrivere: attenzione ragazzi che le perdete. A un dato momento pubblichiamo un sondaggio allarmante: il Polo è in crisi, il centrosinistra avanza. Il governo ci copre di contumelie. Libero - dice - è il solito uccello del malaugurio; cita sondaggi inesistenti. Berlusconi e i suoi aiutanti non si limitano a sfrucugliare noi; sfotticchiano Prodi. Finché sarà lui il comandante dell'Ulivo siamo in una botte di ferro. Battuta idiota. Porta scalogna sottovalutare l'avversario. Fra l'altro Mortadella non ha rivali tra i suoi; quelli che pretendono di sostituirlo sono repliche sbiadite. Si piomba in campagna elettorale e scoppia la bomba Mussolini. Alessandra, snobbata dagli ex camerati e dal Polo nel suo complesso, si irrita e proclama: corro per conto mio. Ribatte il centrodestra: e chi se ne frega. L'elettorato non comprende. Si chiede per quale motivo i litiganti non stringano un accordo, avverte il pericolo insito nelle divisioni dello schieramento e sollecita invano una soluzione pacifica del conflitto. La Mussolini non viene rimorchiata. Lo scandalo delle firme false è un'aggravante; rovina la reputazione della destra, non soltanto della componente mussoliniana. Non bastasse, Gianfranco Rotondi fonda la democrazia cristiana (riedizione in sedicesimo della vecchia) tra l'indifferenza dei folliniani dell'Udc. La Cdl perde così un altro pezzo. E che dire dei radicali? Fuori, dentro; dentro, fuori. La strada che conduce alle regionali si cosparge di rotelline smarrite dal centrodestra, il quale si presenta all'appuntamento con gli elettori nella forma peggiore: quella di un caravanserraglio di cui diffidare, di un'armata brancaleone senza armi adeguate né spirito combattivo.Voilà, qui sta il fallimento. A provocarlo hanno concorso numerosi fattori, la cui somma giustifica le dimensioni della catastrofe. C'è dell'altro. Il partito maggiormente ridimensionato è Forza Italia. Una cura dimagrante lo ha ridotto a presenza anoressica in due terzi del Paese. Perché? Sia detto con rispetto, quello di Berlusconi non è mai diventato un partito politico a ogni effetto. Nacque quale comitato elettorale nel 1993-1994 e tale è ancora. Non ha strutture, non ha patrimonio ideale, non ha capacità organizzative, non ha dirigenti locali né centrali, non sa esprimere candidature credibili. Funziona bene come clac del capo. Forza Italia sa mobilitarsi in occasione delle politiche quando l'emotività è al massimo grado e si tratta di scegliere con chi stare, contro o con i comunisti, ma nella routine sul territorio è un lumacone. Gli azzurri non hanno mai fatto un congresso serio. Nei loro club non esiste democrazia, emergono i raccomandati. Se ce n'è uno in gamba lo accantonano. Veneziani è stato un eccellente sindaco di Bergamo e un anno fa fu steso dal fuoco amico, che ha favorito l'ascesa di un rosso a palazzo Frizzoni. Un caso paradigmatico. Berlusconi ha due limiti. Primo. Vuol fare tutto lui e non sempre ci riesce. Secondo. Quando una cosa non la fa lui viene male. Delle regionali egli non s'è occupato. Solo un paio di interventi nella bagarre finale, insufficiente. Non se ne sono occupati neanche i suoi colonnelli, afflitti da sindrome del padreterno, convinti che il voto amministrativo fosse una fastidiosa formalità. Formalità un corno. I lettori mi sono testimoni. Ho scritto cento volte che la Cdl sarebbe stata battuta in questa competizione elettorale, quindi non sono stupito. Ma le proporzioni della sconfitta hanno annichilito me quanto il centrodestra. Forse è un bene. A volte un colpo in testa è utile a darti la sveglia. Prima regola per vincere è non illudersi di essere invincibili.
    "

    Saluti liberali

  3. #3
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    Predefinito Politica e Mezzogiorno d'Italia

    dal quotidiano LIBERO di oggi...

    " Silvio è uscito di strada sulla Salerno- Reggio
    di FRANCESCO FORTE

    Si ha l'impressione che i leader grandi e minori della Casa della Libertà abbiano studiato un manuale su come perdere le elezioni con facilità. Mi riferisco in particolare al Mezzogiorno, ove la batosta ha riguardato due regioni, la Puglia, persa per un soffio, e la Calabria, persa proprio perché la si voleva perd e re . Della Calabria ho particolare esper ienza, perché mi sto occupando del lancio della nuova Facoltà di Economia dell'Università di Reggio. L'opera principale che dovrebbe interessare chi si occupa delle elezioni regionali in quell'area geografica è l'autostrada Salerno- Reggio Calabria, che è disastrata, continuamente interrotta da lavori in corso, che in questi anni si sono particolarmente infittiti. E danno la sensazione dell'assurdo, perché i lunghi tratti di corsie chiuse al traffico in quanto ufficialmente occupate dai lavori in corso sono quasi sempre vuote, non ci si vede nessun lavoratore e solo qualche macchina edile immobile, quasi come se fosse un relitto. Non si è visto nessun ministro che raccogliesse le domande locali, spiegasse a che punto sono i lavori, quando termineranno. Sarebbe stato desiderabile che questo accadesse qualche mese fa, per non dare l'impressione che ci si ricorda dell'elettorato all'ultimo minuto, ma anche nelle settimane pre elettorali ciò sarebbe stata utile. Tuttavia non è avvenuto. La Calabria fa parte delle Regioni dell'obbiettivo 1, quelle prioritarie per le politiche di sviluppo europeo, ma dopo l'ingresso dei dieci nuovi Paesi non si sa che cosa accadrà al riguardo. Chi è al governo e si occupa di questi temi, in Italia e in contatto con la Comunità europea, avrebbe potuto recarsi sul posto per spiegare che cosa accadrà. Ciò tanto più che spesso si sente affermare che gli incentivi alle imprese saranno trasformati in esoneri fiscali. La fiscalità di vantaggio per il Mezzogiorno è un tema che dovrebbe fare parte della politica fiscale della Cdl. Ciò sarebbe servito sia in Calabria che in Puglia, regioni in bilico, e anche nelle altre regioni del Sud, dove comunque bisognava ridurre i margini di svantaggio, non accrescerli. C'è poi la devoluzione dell'istruzione d'obbligo alle regioni, secondo la riforma costituzionale. Le regioni del Sud avranno meno risorse di ora per fare fronte a questi compiti o si tratterà di uno spostamento dei fondi attuali dallo Stato alle regioni? Infine l'Università. In regioni come la Calabria è una risorsa fondamentale perché, come mostra il caso del dottor Calipari, di Reggio Calabria, che ha fatto carriera, chi studia e si prepara bene ha un futuro eguale agli altri italiani ed europei. Ha avuto inizio quest'anno, con notevoli sacrifici locali, una nuova Facoltà di Economia a Reggio, dove c'è da poco una Facoltà di Legge con ottocento iscritti all'anno. Altrettanti ce ne potrebbero essere, all'anno, per Economia, perché più di mille per corso varcano lo stretto per studiare a Messina o Catania, senza contare quelli che si spostano su Napoli, Roma e Milano. E per giungere a Reggio gli studenti periferici impiegano qualche ora di lenti treni e corriere locali. Ma non si sa chi ha consigliato a Berlusconi, che è andato a Reggio a inaugurare un'aula magna intestata a Calipari, destinata anche ai nuovi corsi di economia, di non parlare della nuova Facoltà, come tutti si aspettavano. Essa attende proprio ora il visto ministeriale e interessa alle famiglie di tre o quattro mila giovani. Invece, quando tutto sembrava andare per il meglio, gli hanno suggerito di parlare del fatto che ci saranno i mezzi per una piccola Università locale per stranieri e per una Università privata fantasma di Villa San Giovanni, di cui esiste solo il nome. Niente di quella di cui il premier stava inaugurando la nuova aula, assieme alle relative autorità accademiche! La visita e la cerimonia, che dovevano essere un successo, sono servite così magnificamente all'opposizione. Come insegna il manuale per perdere in modo certo e facile le elezioni.
    "

    Saluti liberali

  4. #4
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    Dal quotidiano LIBERO di oggi............le opinioni del segretario del Partito Radicale..............

    " « E adesso torniamo al Berlusconi del ' 94 »

    MILANO - [ m. c.]
    Capezzone, che giudizio dà del voto alle Regionali? « Usando un termine inglese, direi che vedo la leadership di Berlusconi in " distress ?. E quando le cose stanno così, generalmente si va in cerca di soccorso » . Ad esempio, dei radicali? « Noi abbiamo dedicato due mesi a tentare di convincere tanto la Cdl quanto l'Unione ad accettare la richiesta di ospitalità portata avanti da Marco Pannella. Avevamo offerto una iniezione liberale ai due poli, e mi pare che dopo il voto la situazione resti del tutto invariata » . Visti i risultati, non vi conviene insistere di più con la sinistra? « Ho un approccio dinamico alla politica, non statico. Le cose cambiano e comunque la nostra non è la logica di chi fa le sommatorie, non andiamo in cerca di nessuno. Dal nostro punto di vista il problema è politico e del tutto simmetrico tra Casa delle Libertà e Unione » . Pe rc h é ? « Gli elettori vogliono due cose: una modernizzazione del Paese che superi il potere corporativo, e una marcia sui temi dei diritti civili. In queste due strade entrambi i Poli sono frenati: da un lato Berlusconi viene vincolato, sia certe sue scelte, sia dagli alleati che l'hanno trascinato su quella che abbiamo chiamato la linea Fanfani- Almirante. E in più vedo Tremonti che si scaglia contro il " mondialismo mercantilista ?... cose francamente difficili da ascoltare, sembra la caricatura di Bertinotti » . E a sinistra? « Ho apprezzato Fassino sia per l'azione politica sui referendum in tema di bioetica sia per la sua svolta sull'Iraq. Ma anche lui è stato frenato da P ro d i » . Avete ricevuto avances da Berlusconi dopo la sconfitta delle regionali? « No. Stiamo aspettando che tutto il centrodestra esca dalla sala di rianimazione in cui mi sembra sia entrato dopo essersi reso conto dei risultati. Come del resto aspettiamo che l'Unione finisca al più presto questa specie di festa da baccanale » . Cosa farete in vista del 2006? « Noi siamo in cerca di una coalizione, destra o sinistra da questo punto di vista non importa, che faccia una scelta liberale sui temi fondamentali. C'è un polo che punta con decisione verso una riforma maggioritaria che la stragrande maggioranza dei cittadini ha dimostrato di ritenere giusta? C'è un polo che punta con decisione alle riforme economiche, a una riforma sulla giustizia seria, che segua i referendum proposti dai radicali sulla separazione delle carriere tra magistratura inquirente e giudicante? Berlusconi ai tempi ci disse che se ne sarebbe occupato lui. Non mi pare proprio che la riforma approvata vada in questo senso » . Cosa direbbe davanti a un'offerta di Berlusconi? « Il problema è di Prodi e di Berlusconi, non nostro. La scommessa liberale può essere vinta, dipende da loro. C'è una volontà politica forte di far prevalere Blair, per così dire, su Mastella? O, dall'altra parte, si vuole puntare con serietà sullo spirito liberale del ' 94 anziché su Giovanardi? Chi farà queste scelte ci troverà sulla sua strada. Le nostre proposte sono note. Proprio in questi giorni Pannella sta rilanciando con forza la richiesta di un atto di amnistia. A qualcuno interessa? » .
    "


    Saluti liberali

  5. #5
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    In origine postato da lovecraft
    Berlusconi dovrebbe avere, non dico l'intelligenza ma il buongusto, di farsi da parte.
    Il suo tempo in politica è finito perchè il bluff è stato ormai smascherato

    ..Berlusconi dovrà rimettersi all'unico giudizio che conta, quello del corpo elettorale convocato per le elezioni generali politiche.
    Ciò potrà avvenire in ottobre di quest'anno o, al massimo, a maggio dell'anno prossimo. Fino a quel momento è il capo del governo. E non è detto...
    Ne riparliamo a tempo e luogo, giusto?

    P.S.: i morti, come sempre, si conteranno alla fine della battaglia.

  6. #6
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    dal quotidiano LIBERO di oggi, venerdì 08 aprile 2005....

    " Berlusconi licenzia Forza Italia

    di ELISA CALESSI


    ROMA - Il partito azzurro, grande sconfitto dal voto regionale, ricomincia da zero. Annullate tutte le cariche sul territorio. Silvio Berlusconi ha deciso di « avocare a sé » le deleghe affidate ai coordinatori regionali. In modo da fare, si legge in un comunicato di via dell'Umiltà, « una valutazione complessiva sullo stato del partito » . Sandro Bondi , coordinatore nazionale, avrà il compito di « individuare soluzioni alternative da proporre » . Per dirla in breve, tutti licenziati. È l'annuncio di un vero e proprio commissariamento quello che esce dalla consulta nazionale di Forza Italia. Alla riunione, che si è tenuta a Palazzo Grazioli ed è durata circa due ore, hanno preso parte, oltre al Cavaliere, i capigruppo di Camera e Senato, Elio Vito e Renato Schifani, Sandro Bondi e Fabrizio Cicchitto, i ministri Pisanu, La Loggia, Scajola, e poi Tremonti, Biondi e Vizzini. Il verdetto delle urne, è vero, ha punito più di tutti Forza Italia. Anche se la responsabilità della sconfitta della Cdl, è stata la premessa del premier, non può ricadere tutta e solo sul partito azzurro. Serve, però, una revisione generale. A cominciare dalle periferie, dove la presenza di Fi va « ripensata e riorganizzata » . È la solita questione: occorre « più radicamento » . E stavolta Berlusconi vuole occuparsene personalmente: « Le deleghe le ho date io e sarò io a decidere quali mantenere e quali no » . Il tutto avverà dopo una sorta istruttoria affidata a Bondi. Il coordinatore di Fi dovrà esaminare caso per caso, vedere cosa ( e chi) non ha funzionato. A sera, già giravano i nomi di alcuni probabili coordinatori nel mirino: Carollo ( Veneto), Taddei ( Basilicata), Martusciello ( Campania), Mazzarocchi ( Puglia) e Romani ( Lombardia). Il premier ha poi promesso un « impegno personale » per il Sud, fino a ipotizzare, « se serve » , una visita in una città del Sud ogni settimana. Quanto al terremoto che sta scuotendo la coalizione, la linea del partito del premier è chiara. La spiega Biondi all'uscita: « Siamo contro elezioni anticipate. Gli alleati restano alleati » . Ben venga se il Cavaliere torna a occuparsi del partito, è stato il commento di uno dei " commissariati ?, Guido Crosetto: « Mi auguro » , ha aggiunto il coordinatore del Piemonte, « che questo sia uno dei primi segnali di un'inversione di tendenza che ci riporti alla forza e alla originaria » . Per Isabella Bertolini, coordinatore dell'Emilia Romagna, è « un buon segnale » se porterà Berlusconi a « a prendere in pugno la situazione » . Dichiarazioni ufficiali a parte, il malcontento, tra gli azzurri, ha raggiunto il livello di guardia. Soprattutto nel Mezzogiorno, dove il tracollo è stato più bruciante. Una delle accuse rivolte a chi ha guidato il partito, Cavaliere compreso, è di aver dato troppo spazio ai " siciliani ?. Di aver snobbato il resto del Sud. « È mai possibile » , si chiede un dirigente azzurro, « che in consulta ci siano ben cinque siciliani? E che gli unici ministri del Sud vengano da quella regione? Il Mezzogiorno non è la Sicilia. Finché non lo si capisce, i risultati saranno questi » . Un campanello di allarme era stata la fuga, specie al Sud, di consiglieri comunali e regionali verso altri partiti. L'esodo è iniziato mesi fa. E ora che le nuove giunte si insediano, il timore è ci sia il boom. Ieri, intanto, è circolata la voce che Raffaele Fitto, governatore sconfitto della Puglia, stia pensando di uscire da Forza Italia. La sua lista ha incassato il 9,13% contro il 17,29% degli azzurri. Oltretutto il presidente uscente, prima di confluire nel 2000 in Fi, aveva fondato un suo partito regionale, i Cristiani democratici per le Libertà. A via dell'Umiltà smentiscono: « Fitto è e resta di Forza Italia » . A Bari sono più prudenti. « Non è tipo da prendere le decisioni su due piedi. Ma, certo, sta ragionando sulle ragioni di questa sconfitta » . L'altra accusa che arriva dai quadri azzurri è tutta rivolta a Berlusconi: doveva accorgersi prima che il partito era allo sbando. « Dal 2001 in poi tutte le elezioni hanno confermato questa situazione » , dice un altro proconsole azzurro. Berlusconi aveva provato a ridistribuire gli incarichi dei coordinatori. Ma, di fronte al " no grazie ? degli interessati, aveva lasciato perdere. Moltiplicazione di incarichi al vertice, con l'arrivo di Tremonti e il ritorno di Scajola, moratoria per gli altri. « Non è così che si risolvono i problemi » , si lamenta il dirigente.
    "


    Saluti liberali

  7. #7
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    In origine postato da Cirno
    Berlusconi, hai una grande chance...
    ...quella di far tesoro della lezione che ti, vi è stata data o sei finito. E con te noi, perché tra un anno andrà al potere la sinistra, spinta su posizioni estreme dall'euforia del successo elettorale.
    Il "Prodinotti" incombe!!!
    Hai kapito male, Prodi dirige la nuova Democrazia Cristiana, anzi, magari fra un pò ci vai pure tu, magari per mandar via Bertinotti...
    Addio Tomàs
    siamo fatti della stessa materia di cui sono fatti i 5 stelle

  8. #8
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    In origine postato da agaragar
    Hai kapito male, Prodi dirige la nuova Democrazia Cristiana, anzi, magari fra un pò ci vai pure tu, magari per mandar via Bertinotti...
    Aridaglie...la DC non prevedeva Presidenti di Regione iscritti a Rifondazione Comunista che cercavano il voto facendosi scudo delle proprie tendenze sessuali...se questa e' la nuova DC,non date mai le spalle a nessuno,mi raccomando,nella vecchia al massimo ti fregavano una poltrona,in questa nuova rischi di perdere qualcos'altro...

  9. #9
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    In origine postato da Mantide
    Aridaglie...la DC non prevedeva Presidenti di Regione iscritti a Rifondazione Comunista che cercavano il voto facendosi scudo delle proprie tendenze sessuali...se questa e' la nuova DC,non date mai le spalle a nessuno,mi raccomando,nella vecchia al massimo ti fregavano una poltrona,in questa nuova rischi di perdere qualcos'altro...
    Arindringhete, naturalmente bisogna aggiungere "mutadis mutandis",
    intanto la DC governò già insieme ai partigiani terroristi ke erano molto peggio di Vendola,

    e poi Vendola lo madano via, guarda che il csx senza RC ha preso il 47%.....

    è un nuovo 1948, solo che al posto di Togliatti c'è Berlusconi.

    Siete stati i soliti fessi, hai kapito?
    Addio Tomàs
    siamo fatti della stessa materia di cui sono fatti i 5 stelle

  10. #10
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    Predefinito

    La dc governò con gli stalinisti italici di Togliatti quando anche gli USA e il Regno Unito furono costretti ad allearsi con l'URSS di Stalin contro Hitler il genocida e i suoi servetti (italiani e no).

    Shalom

 

 
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