...quella di far tesoro della lezione che ti, vi è stata data o sei finito. E con te noi, perché tra un anno andrà al potere la sinistra, spinta su posizioni estreme dall'euforia del successo elettorale.
Il "Prodinotti" incombe!!!
Non so se i reggitori di FI e della CDL si degnino qualche volta di leggere questi 3D, spesso generosi di utili indicazioni. Farebbero bene a farlo.
Presumendo che lo facciano, parlerò a voi come se parlassi a loro.
Perché si è perso? Domanda importante, brutale che vuole risposte brutali quanto sincere. Le alchimie giustificatorie non servono a riconquistare la fiducia perduta.
Parlo di "perdere" perché non è stata la sinistra a vincere, ma la destra a perdere. Molti elettori di destra hanno votato a sinistra, caricando di significato politico una elezione solo a parole amministrativa. Uno schiaffone, un ceffone di protesta, di protesta però incattivita che rischia di mutarsi, in occasione delle prosssime politiche, in sfiducia irreversibile.
I motivi dunque, motivi pratici che si traducono in cose non fatte o fatte male, in riforme eluse, in ingiustizie compiute. Sono tante, ne so alcune, altri analisti migliori di me avranno il compito di individuarle tutte. Ora parlerò di quello che so io.
I GIOVANI.
L'incertezza del futuro, il rancore per ingiustizie subite sono perfidi consiglieri.
Non parlo di giovani operai, che il lavoro lo trovano. Mi riferisco ai giovani intellettuali che hanno fatto l'università e sono costretti a 30 anni a vivere a carico dei genitori pensionati. Quanti sono? Tanti.
Pensiamo alla scuola. Quanti sono gli insegnanti precari, assunti ogni anno con contratti di supplenza a tempo determinato, per non pagare loro i mesi estivi e non riconoscere loro né status né anzianità? Due, trecentomila? E pensare che moltissimi di loro hanno vinto 5 anni fa un CONCORSO ORDINARIO (sapete cos'è un concorso ordinario?) che è rimasto di fatto inevaso!
Uno di questi insegnanti precari, se vuole acquistare a rate un'utilitaria per recarsi a scuola, deve chiedere la firma alla mamma pensionata. Loro sono considerati insolvibili!! Non possono sposarsi, non possono pensare ad una famiglia propria.
L'on. Valditara aveva qualche mese fa pensato ad una soluzione valida anche da un punto di vista elettorale: passarli a ruolo senza riconoscimento dell'anzianità maturata per salvare il bilancio. Era almeno qualcosa. Ma il governo, così sollecito a varare decreti salva-calcio, non ne ha fatto nulla.
Anzi continua a fare qualcosa: sfornare nuovi abilitati ed anzi discettare di nuove abilitazioni senza curarsi di esaurire, prima, le graduatorie esistenti. E il malcontento cresce. Ma sapete quanti elettori si trascinano dietro duecentomila insegnanti precari? Incazzati loro, si incazzano le relative famiglie (d'origine, perché quelle acquisite rimangono un lusso inarrivabile). Una media di quattro parenti a testa vi sembra alta? Genitori fratelli nonni zii?
Facciamo un milioncino di voti.
Ministro Moratti, quando la smetterai di fare l'apprendista stregona? Quando la smetterai di ascoltare i cattivi consiglieri?
Guardate un mio fotomontaggio, fatto in tempi non sospetti:
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LITIGIOSITA' nell'ambito della maggioranza di governo.
Fa cattiva impressione. Peggio, delude e irrita. I membri della CDL ne hanno fatto abuso durante tutto lo scorso anno per motivi che sono spesso risultati incomprensibili alla base elettorale. Motivi che riconducono a vantaggi, a visibilità di kabila. Ognuno per il proprio orticello, nessuno per la collettività. Faide interne, poltrone carpite in perfetto stile Cencelli. Fini contro Tremonti con un occhio alla poltrona degli Esteri:
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Follini contro tutti con un occhio ad una futura, improbabile Diccì:
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Ma Tremonti-Banquo è stato, elettoralmente, un boccone troppo indigesto per Fini-Macbeth, e la ventilata decollazione di Giovanni-Silvio si è risolta in un non ventilato suicidio collettivo...
Basta così. Ho offerto due esempi. Provate a sottoporne altri!
L'inattuata riforma degli ORDINI PROFESSIONALI, per esempio. Conventicole, corporazioni medievali che sembrano fatte per salvaguardare privilegi e investiture divenuti pressoché ereditari...
Nella speranza che qualcuno ci legga. Qualcuno nella stanza dei bottoni.




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, coordinatore nazionale, avrà il compito di « individuare soluzioni alternative da proporre » . Per dirla in breve, tutti licenziati. È l'annuncio di un vero e proprio commissariamento quello che esce dalla consulta nazionale di Forza Italia. Alla riunione, che si è tenuta a Palazzo Grazioli ed è durata circa due ore, hanno preso parte, oltre al Cavaliere, i capigruppo di Camera e Senato, Elio Vito e Renato Schifani, Sandro Bondi e Fabrizio Cicchitto, i ministri Pisanu, La Loggia, Scajola, e poi Tremonti, Biondi e Vizzini. Il verdetto delle urne, è vero, ha punito più di tutti Forza Italia. Anche se la responsabilità della sconfitta della Cdl, è stata la premessa del premier, non può ricadere tutta e solo sul partito azzurro. Serve, però, una revisione generale. A cominciare dalle periferie, dove la presenza di Fi va « ripensata e riorganizzata » . È la solita questione: occorre « più radicamento » . E stavolta Berlusconi vuole occuparsene personalmente: « Le deleghe le ho date io e sarò io a decidere quali mantenere e quali no » . Il tutto avverà dopo una sorta istruttoria affidata a Bondi. Il coordinatore di Fi dovrà esaminare caso per caso, vedere cosa ( e chi) non ha funzionato. A sera, già giravano i nomi di alcuni probabili coordinatori nel mirino: Carollo ( Veneto), Taddei ( Basilicata), Martusciello ( Campania), Mazzarocchi ( Puglia) e Romani ( Lombardia). Il premier ha poi promesso un « impegno personale » per il Sud, fino a ipotizzare, « se serve » , una visita in una città del Sud ogni settimana. Quanto al terremoto che sta scuotendo la coalizione, la linea del partito del premier è chiara. La spiega Biondi all'uscita: « Siamo contro elezioni anticipate. Gli alleati restano alleati » . Ben venga se il Cavaliere torna a occuparsi del partito, è stato il commento di uno dei " commissariati ?, Guido Crosetto: « Mi auguro » , ha aggiunto il coordinatore del Piemonte, « che questo sia uno dei primi segnali di un'inversione di tendenza che ci riporti alla forza e alla originaria » . Per Isabella Bertolini, coordinatore dell'Emilia Romagna, è « un buon segnale » se porterà Berlusconi a « a prendere in pugno la situazione » . Dichiarazioni ufficiali a parte, il malcontento, tra gli azzurri, ha raggiunto il livello di guardia. Soprattutto nel Mezzogiorno, dove il tracollo è stato più bruciante. Una delle accuse rivolte a chi ha guidato il partito, Cavaliere compreso, è di aver dato troppo spazio ai " siciliani ?. Di aver snobbato il resto del Sud. « È mai possibile » , si chiede un dirigente azzurro, « che in consulta ci siano ben cinque siciliani? E che gli unici ministri del Sud vengano da quella regione? Il Mezzogiorno non è la Sicilia. Finché non lo si capisce, i risultati saranno questi » . Un campanello di allarme era stata la fuga, specie al Sud, di consiglieri comunali e regionali verso altri partiti. L'esodo è iniziato mesi fa. E ora che le nuove giunte si insediano, il timore è ci sia il boom. Ieri, intanto, è circolata la voce che Raffaele Fitto, governatore sconfitto della Puglia, stia pensando di uscire da Forza Italia. La sua lista ha incassato il 9,13% contro il 17,29% degli azzurri. Oltretutto il presidente uscente, prima di confluire nel 2000 in Fi, aveva fondato un suo partito regionale, i Cristiani democratici per le Libertà. A via dell'Umiltà smentiscono: « Fitto è e resta di Forza Italia » . A Bari sono più prudenti. « Non è tipo da prendere le decisioni su due piedi. Ma, certo, sta ragionando sulle ragioni di questa sconfitta » . L'altra accusa che arriva dai quadri azzurri è tutta rivolta a Berlusconi: doveva accorgersi prima che il partito era allo sbando. « Dal 2001 in poi tutte le elezioni hanno confermato questa situazione » , dice un altro proconsole azzurro. Berlusconi aveva provato a ridistribuire gli incarichi dei coordinatori. Ma, di fronte al " no grazie ? degli interessati, aveva lasciato perdere. Moltiplicazione di incarichi al vertice, con l'arrivo di Tremonti e il ritorno di Scajola, moratoria per gli altri. « Non è così che si risolvono i problemi » , si lamenta il dirigente. "
