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    Post Considerazioni sul prossimo Conclave alla luce della "Tesi di Cassiciacum"

    di Don Francesco Ricossa



    Cari Amici,
    in questi giorni mi sono stati posti svariati quesiti a proposito del
    prossimo Conclave (18 aprile 2005) alla luce della tesi teologica di
    Padre
    Guérard des Lauriers, detta "Tesi di Cassiciacum". Ricordo che,
    rispondendo
    appunto alla domanda: "La Sede Apostolica è vacante?", il teologo
    domenicano
    dimostrava che, al più tardi dal 7 dicembre 1965, la Sede Apostolica
    era
    formalmente ma non materialmente vacante. In altre parole,che Paolo VI,
    Giovanni Paolo I e Giovanni Paolo II hanno posseduto l'aspetto
    materiale del
    Papato (l'elezione canonica) ma non quello formale (l'assistenza divina
    e la
    divina autorità su tutta la Chiesa). Dopo la morte di Giovanni Paolo
    II, la
    Sede è formalmente e materialmente vacante, almeno fino al prossimo
    Conclave.

    Cosa accade durante un Conclave

    Gli elettori del Papa, che è il Vescovo di Roma, sono per antica
    tradizione
    ecclesiastica i membri del Clero Romano, ovverosia, da lunghi secoli, i
    Cardinali. Nell'elezione del Papa concorrono tre elementi: due umani, e
    uno
    divino. Il primo elemento umano è l'elezione di un soggetto (maschio,
    battezzato, cattolico) al Papato. L'eletto è così "papa" materialiter,
    in
    quanto solo lui è il designato alla Sede ed è Papa in potenza prossima.
    Il
    secondo elemento è l'accettazione dell'eletto al Papato: si tratta di
    un
    atto umano dell'eletto. Il terzo, divino, è la collazione dell'Autorità
    all'eletto che ha validamente accettato l'elezione da parte di Dio.
    Costui
    diventa allora vero Papa, Papa formaliter, con la giurisdizione
    universale,la divina assistenza ("sarò con voi..."), il carisma
    dell'infallibilità. Solo in questo caso si parla di Papa in senso
    stretto,
    simpliciter.
    Naturalmente, la Provvidenza, che veglia anche su un passerotto,
    veglierà
    ancor più sul Conclave. Ma è un pio errore quello di credere che Dio
    toglierebbe ordinariamente nel Conclave la volontà degli elettori e
    dell'eletto, di modo tale che sia eletto sempre colui che Dio
    personalmente
    ha prescelto.

    Gli ostacoli che possono impedire l'eletto di ricevere da Dio
    l'Autorità

    Questi ostacoli possono consistere nel fatto che l'eletto può, in
    realtà,
    non essere eleggibile (elezione nulla); oppure nel fatto che l'eletto
    non
    accetta veramente l'elezione.
    Quanto al primo caso: se venisse eletta una donna, o un non battezzato,
    o un
    eretico formale, l'elezione sarebbe invalida (la lista non è
    esaustiva).
    Quanto al secondo caso: l'eletto può non accettare esplicitamente (in
    questo
    caso l'elezione non ha più valore, e si eleggerà un altro) oppure può
    accettare esteriormente, ma non realmente, in quanto pone un ostacolo
    (obex). Un'analogia si trova del consenso matrimoniale, che può rendere
    formalmente, ma non materialmente, invalido il matrimonio. Un non
    Vescovo
    che fosse eletto Papa sarebbe, per Pio XII, già Papa al momento
    dell'accettazione, prima ancora di essere consacrato (contrariamente a
    quanto stabilito da Giovanni Paolo II). Ma se non avesse, in realtà,
    l'intenzione di essere consacrato, porrebbe un ostacolo all ricezione
    dell'Autorità divina (il Papa è il VESCOVO di Roma). Più in generale,
    quindi, se un eletto non ha l'intenzione oggettiva (nei fatti) di
    realizzare
    il bene e il fine della Chiesa, pone un ostacolo alla ricezione
    dell'Autorità da parte di Dio. Un eletto che volesse continuare il
    Vaticano
    II, privando la Chiesa della retta dottrina e di veri sacramenti, non
    può
    evidentemente procurare il bene/fine della Chiesa, non può essere
    formalmente Papa. E' quello che è accaduto negli ultimi Conclavi.

    Il Conclave del 2005 darà effettivamente alla Chiesa un nuovo eletto al
    Pontificato

    I Cardinali che si riuniranno in Conclave il 18 aprile possono, di
    fatto,
    agire in nome della Chiesa ed eleggere un nuovo Pontefice. Contro
    questa
    affermazione si obietta che se Paolo VI e Giovanni Paolo II non erano
    Pontefici, neppure loro sono Cardinali. Si obietta altresì che Paolo VI
    e
    Giovanni Paolo II hanno cambiato le regole del Conclave.
    A queste obiezioni hanno ampiamente risposto don B. Lucien, dando i
    fondamenti dell'argomentazione con la distinzione tra Missio e Sessio
    (La
    situation actuelle de l'Autorité dans l'Eglise, cap X: permanenza
    materiale
    della gerarchia); don D. Sanborn (de Papatu materiali, pp. 61-63,
    87-89) con
    la distinzione tra potere di legiferare (proprio all'autorità) e quello
    di
    designare (che può sussistere anche senza l'autorità); infine, lo
    stesso
    Mons. Sanborn, rispondendo all'obiezione riguardante le nuove
    disposizioni
    sul Conclave, risposta che si può leggere su Sodalitium, n. 56, pp.
    49-50,
    terza obiezione). Non posso dire meno e meglio di lui.
    A chi non fosse convinto da questi argomenti, si può rispondere in
    subordine
    che, in ogni caso, Cristo può supplire a ogni vizio di forma in caso di
    necessità, purché ci sia un titolo colorato (cf Zapelena S.J. a
    proposito
    del Conclave che chiuse il Grande Scisma di Occidente, cfr Il Papato
    materiale, nota 7 delle pp. 61-63), o infine come fa don H. Belmont nel
    suo
    numero speciale del bollettino "Notre-Dame de la sainte Espérance",
    citando
    Sant'Alfonso Verità della Fede, 3 p., c. 8), fondandosi
    sull'accettazione di
    tutta la Chiesa che può sanare un'elezione invalida ("Niente ancora
    importa
    che ne' secoli passati alcun pontefice sia stato illegittimamente
    eletto, o
    fraudolentemente siasi intruso nel pontificato ; basta che poi sia
    stato
    accettato da tutta la chiesa come papa, attesoché per tale accettazione
    già
    si è renduto legittimo e vero pontefice. Ma se per qualche tempo non
    fosse
    stato veramente accettato universalmente dalla chiesa, in tal caso per
    quel
    tempo sarebbe vacata la sede pontificia, come vaca nella morte de'
    pontefici. Così neppure importa che in caso di scisma siasi stato molto
    tempo nel dubbio chi fosse il vero pontefice ; perché allora uno
    sarebbe
    stato il vero, benché non abbastanza conosciuto ; e se niuno degli
    antipapi
    fosse stato vero, allora il pontificato sarebbe finalmente vacato").
    Riassumendo: il "papa" materialiter può assicurare la permanenza
    materiale
    della gerarchia e degli elettori, anche mutando le regole della
    designazione, poiché ciò non appartiene al potere di giurisdizione. Se
    anche
    ciò non fosse (dato, non concesso), Cristo, capo della Chiesa, può dare
    potere di eleggere a questo Conclave in quanto indispensabile per la
    Chiesa
    stessa; infine, se pur così non fosse e l'elezione fosse invalida, essa
    potrebbe essere sanata in radice dall'accettazione di tutta la Chiesa.

    Le varie possibili ipotesi, a seconda della persona dell'eletto

    Supponiamo adesso per un istante che, per vero e proprio miracolo
    morale, il
    Conclave eleggesse un cattolico che non aderisce agli errori del
    Vaticano II
    e che non riconosceva come Pontefice Giovanni Paolo II. E'
    evidentemente
    che, in questo caso, tale eletto, dopo l'accettazione dell'elezione,
    sarebbe
    vero e legittimo Papa. Deo gratias.
    Supponiamo invece adesso che l'eletto sarà - come sembra inevitabile -
    un
    cardinale o prelato finora in comunione con Giovanni Paolo II e che ha
    ufficialmente aderito al Vaticano II. In questo caso, egli è partecipe
    dello
    "scisma capitale" (che non è lo scisma formale che separa dalla
    Chiesa), che
    è un ostacolo a ricevere l'Autorità.
    Nel caso, più che probabile, volesse proseguire su questa linea, egli
    non
    sarà vero Papa, ma solo "papa materialiter", esattamente come Giovanni
    Paolo
    II. Potrebbe - in seguito - abiurare gli errori conciliari:
    diventerebbe
    allora formalmente Papa. Potrebbe invece essere dichiarato deposto come
    eretico formale da dei cardinali o Vescovi residenziali (che avrebbero
    fatto
    anch'essi preventiva "abiura" degli errori suddetti); in questo caso
    non
    sarebbe più "papa materialiter" e i suddetti Cardinali o Vescovi
    potrebbero
    indire un vero concilio generale imperfetto per leggere un nuovo e
    legittimo
    Pontefice.
    Nel caso in cui, invece, miracolosamente, come nel caso di Paolo di
    Tarso, o
    in altro modo, volesse veramente, nel momento dell'accettazione, volere
    il
    bene e il fine della Chiesa, sarebbe Papa formalmente. Questo volere il
    bene
    e il fine della Chiesa include però necessariamente la testimonianza
    pubblica della Fede e la condanna altresì pubblica dell'errore
    ("abiura")
    per rompere con il precedente stato di "scisma capitale". Prima di tali
    dichiarazioni, tali eletti sono e resteranno ancora per noi e in facie
    Ecclesiae solo "papi materialiter".

    Cosa auspicare?

    Quello che Dio vorrà,nella sua Divina Provvidenza, che può anche
    permettere
    un male per un maggior bene.
    L'elezione di un cattolico contrario al Vaticano II sarebbe un
    miracolo, e
    verosimilmente questo Papa dovrebbe affrontare uno scisma ed il
    martirio.
    L'elezione di un cardinale che - come San Paolo sulla via di damasco -
    abiurasse il Vaticano II sarebbe pure un miracolo, con le probabili
    conseguenze di cui sopra.
    Ordinariamente, verrà eletto un cardinale che si proporrà di continuare
    l'applicazione del Vaticano II e il magistero di Paolo VI e Giovanni
    Paolo
    II.
    Questo eletto, che sarebbe solo "papa materialiter" e non vero Papa,
    potrebbe però, poco a poco, correggere molti errori e riaffermare certe
    verità. sarà importante, in questo caso, aiutare questo processo, senza
    però
    riconoscere in alcun modo una autorità che sarebbe tale ancora solo in
    apparenza. In questo caso, la Provvidenza vorrebbe sanare la situazione
    poco
    alla volta. Il rischio è che invece questo processo potrebbe anche
    essere un
    inganno per mantenere in vita l'eresia, tanto più pericolo quanto meno
    evidente. E' di capitale importanza, in questa situazione, di
    proclamare
    ancora e sempre TUTTA la Fede cattolica, e di non riconoscere come
    legittima
    Autorità chi non facesse altrettanto. In caso di elezione di un
    cardinale
    che concedesse, ad esempio, la piena libertà di celebrare la Messa
    detta di
    san Pio V, mantenendo in essere gli errori "conciliari", sarà
    indispensabile
    persistere nella pubblica testimonianza di TUTTA la Verità insegnata
    dalla
    Chiesa.
    L'eletto potrebbe invece aprire le porte a ulteriori innovazioni e
    sempre
    più palesi eresie. In questo caso saremmo addolorati per l'aggravarsi
    dello
    scandalo e della rovina per le anime. Tuttavia, la Provvidenza potrebbe
    cavare da questo male un bene, in quanto molti potrebbero aprire gli
    occhi,
    ad esempio riconoscendo che tale eletto non può essere Papa, e
    permettendo
    forse la pubblica manifestazione di Fede anche da parte di persone, o
    vescovi materialiter, che ancora aderiscono al Vaticano II.
    Quello che più dobbiamo temere, a mio modesto avviso, è l'elezione di
    un
    nuovo Giovanni Paolo II, che riuscisse cioè a dividere e ingannare
    persino i
    veri cattolici, con apparenti concessioni e un reale invece aggravarsi
    della
    situazione. È purtroppo un rischio più che reale, giacché sovente sono
    eletti candidati di compromesso tra gli opposti indirizzi.
    Di una cosa siamo però certi: la Chiesa appartiene al Signore, le porte
    dell'inferno non prevarranno contro di essa, ed Egli la salverà, nel
    modo a
    Lui noto, mediante l'intercessione di Maria, come e quando lo vorrà.
    Chi
    persevererà fino alla fine, costui sarà salvo!

    Riassunto della nostra posizione

    A quanto comunicato precedentemente, l'Istituto "Mater Boni Consilii"
    precisa che, poiché tutti cardinali attualmente viventi fanno parte
    dell'obbedienza di Giovanni Paolo II e aderiscono agli errori del
    Vaticano
    II; poiché pertanto questi cardinali si trovano in stato di "scisma
    capitale"; poiché è necessario, per ricevere l'Autorità papale da Dio,
    che
    l'eletto del Conclave voglia oggettivamente il bene e la realizzazione
    del
    fine di quella Chiesa che deve governare; poiché al bene e al fine
    della
    Chiesa appartiene necessariamente il fatto che vengano pubblicamente
    condannati gli errori che si oppongono all'integrità della Fede
    cattolica;
    nell'ipotesi che l'eletto del conclave sia uno dei suddetti cardinali,
    è necessario che tale eletto testimoni pubblicamente l'integrità della
    Fede,
    condanni altresì tutti gli errori contrari a questa Fede, rompa
    pertanto con
    questo stato di "scisma capitale" nel quale si trovava.
    Prima di un tale atto, egli dovrà essere ancora considerato come "papa"
    materialiter, ma non formaliter.


    "Sarà qualcun'altro a ballare, ma sono io che ho scritto la musica. Io avrò influenzato la storia del XXI secolo più di qualunque altro europeo".

    Der Wehrwolf

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  2. #2
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    Grazie, Der.

  3. #3
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    Question

    Mi potete postare il link ove sono elencate le eresie commesse da GPII?

    Vi ringrazio.

 

 

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