Per il segretario del Carroccio, con Panto e Comencini ci sono affinità, «ma da qui a sposarci ce ne corre»
Treviso
Hanno vinto Giorgio Panto e il suo Progetto Nordest ma hanno vinto anche Gian Paolo Gobbo e la sua Lega Nord. Nel calo generale della Casa delle libertà, infatti, il Carroccio è riuscito a tenere e qualche volta ad aumentare i consensi. Un doppio successo, visto che molti osservatori lo vedevano nel Veneto come il partito più penalizzato dalla discesa in campo di Panto e delle sue televisioni: «Non posso proprio dire di essere scontento» commenta Gobbo, laconico e soddisfatto.
Il segretario nazionale veneto della Lega (oltre che sottosegretario alle Riforme e sindaco di Treviso) raccoglie anche l'invito che Forza Italia e Alleanza nazionale, per bocca di Maurizio Sacconi e Gustavo Selva, hanno fatto a Panto, ossia quello di entrare nella Casa delle libertà in vista delle Politiche del prossimo anno. Ma Gobbo lo fa a modo suo: «In queste elezioni ha vinto un polo autonomista e federalista, è la cosa non va davvero male. Va sicuramente in una direzione diversa da quella voluta dal partito di Selva, che vuole l'accentramento e lo statalismo, una linea che a Treviso e nel Veneto non è stata certo premiata, tanto per usare un eufemismo. Certe decisioni sul futuro, comunque, vanno prese a livello di segreteria federale, ma si può lavorare, in un anno possono nascere molte cose...».
Per esempio?
«Noi crediamo che lo Stato Moloch vada combattuto insieme a chi vuole fare questa battaglia, crediamo all'aggregazione di chi vuole andare in quella direzione ed è un fatto positivo se cresce una forza politica del Nord sempre più influente».
Progetto Nordest è una parte di questa forza politica?
«Certo, se si riconosce nei nostri principi; e la stessa cosa vale per la Liga Fronte Veneto, che si è presentata nello schieramento di Carraro. Pne e Liga sono entrambe per il federalismo fiscale del Veneto e credo che, come noi, puntino a un autogoverno del Veneto nel più breve tempo possibile. Questi sono punti sui quali possiamo ritrovarci, però da qui a sposarci ce ne corre».
Panto vi ha sempre accusato di essere succubi della Lombardia.
«L'idealismo veneto fa parte anche dei miei principi, però dobbiamo fare i conti con la realtà: più alleati abbiamo più si va avanti. Come dire? L'unione fa la forza».
Prima delle elezioni si parlava di tre assessorati su 12 alla Lega, dopo le elezioni avete aumentato le richieste?
«Non è una questione di numero di assessori, è questione di creare una squadra compatta per la realizzazione di un programma comune. Se raggiungeremo quel risultato possiamo avere tre, quattro, cinque assessori regionali, il numero non è importante. E quest'anno - aggiunge Gobbo con un pizzico di orgoglio - abbiamo anche ottenuto un altro grande risultato: per la prima volta, fra consiglieri eletti nel proporzionale e consiglieri eletti nel listino, nel nostro gruppo saranno rappresentate tutte le province del Veneto».
A proposito di province, Fabio Gava ha detto che, se Luca Zaia diventerà vicepresidente della Regione, dovrà lasciare la presidenza della Provincia di Treviso e quella Giunta monocolore leghista dovrà essere aperta ai partiti della Casa delle libertà.
«Sono cose di cui possiamo discutere, ma nelle sedi opportune, non sui giornali. Se ne parla e se ne parlerà».
Qual è stato il segreto di questo successo?
«Ci sono alcuni che fanno politica per interessi di potere e altri, come noi, che credono che il fine ultimo della politica sia il bene dei cittadini elettori».
Carlo F. Dalla Pasqua
Prove tecniche di trasmissione in arrivo.




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