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    Predefinito L'aggressione USA al Venezuela

    L'aggressione USA al Venezuela:
    la ripresa delle tattiche di propaganda nera e di guerra sporca

    Nelle ultime settimane sono aumentati gli sforzi di Washington per screditare il governo venezuelano. Le tattiche e le strategie usate negli anni precedenti nel tentativo di rovesciare l'amministrazione Chávez con un colpo di stato, uno sciopero illegale dell'industria petrolifera che paralizzò l'economia venezuelana ed un referendum di revoca costituzionale sul mandato di Chávez fusi con illegali contributi elettorali del governo USA all'opposizione venezuelana, sono tutte miseramente fallite. Dopo un breve periodo di rivalutazione, l'amministrazione Bush recentemente ha lanciato una nuova strategia intesa ad isolare ed infine a far crollare il governo venezuelano. La nuova aggressione al Venezuela è diretta, aperta, pubblica ed ostile. L'amministrazione Bush, attraverso il Segretario di Stato Condoleezza Rice ed i suoi portavoce, il Segretario alla Difesa Donald Rumsfeld ed i suoi portavoce ed il Direttore della Central Intelligence Agency (CIA), Porter Goss, ha fatto capire che quest'anno il Venezuela è un bersaglio di Washington.
    Questa volta la strategia è chiara: far diventare il Presidente Chávez un paria internazionale sui mezzi d'informazione mondiali e giustificare un intervento per salvare la democrazia. I meccanismi utilizzati per attuare questa strategia sono persino più trasparenti. Dai primi di gennaio del 2005, le principali pubblicazioni e stazioni televisive USA, compresi Washington Post, Wall Street Journal, Los Angeles Times, Miami Herald, Fox News Network e CSNBC, per nominarne alcuni, hanno pubblicato o trasmesso più di 60 articoli e programmi che rigurgitavano le accuse del Dipartimento di Stato che il Presidente Chávez rappresenta una "forza negativa nella regione",[1] è una "minaccia per la democrazia", un "semi-dittatore" o che il governo del Venezuela fornisce rifugio e collabora con gruppi "terroristi" come la FARC colombiana e l'ELN. Tali accuse al giorno d'oggi sono pericolose, poiché l'amministrazione Bush è onnipotente di agire preventivamente per "diffondere libertà" ed implementare "cambio di regime" dove e quando gli paia opportuno.
    La nuova strategia usata con il Venezuela rappresenta un importante cambiamento di politica per l'amministrazione Bush. Mentre le azioni precedenti erano più sottili, clandestine e di basso profilo, il piano corretto è conflittuale. Washington ora cerca di intervenire apertamente in Venezuela per rimuovere Chávez dal potere, ma tenta di giustificare tali azioni marchiando Chávez come un dittatore ed una grande minaccia alla sicurezza nazionale degli USA. Diversi recenti articoli sui media USA hanno provato tali obiettivi.
    L'edizione dell'11 aprile 2005 della National Review, una rivista ultraconservatrice che rappresenta vedute di destra simili a quelle del governo della destra ultraconservatrice di Washington, presenta un'immagine di copertina del Presidente Chávez, in tuta mimetica con il berretto rosso ed un viso dieci anni più giovane, a fianco del Presidente cubano Fidel Castro, con il sottotitolo: "L'asse del male... Versione emisfero occidentale". L'articolo in evidenza, del rabbiosamente anticastrista cubanamericano Otto Reich, ex Consigliere Speciale di George W. Bush per gli Affari dell'America Latina ed ex Assistente Segretario di Stato per gli Affari dell'Emisfero Occidentale, assieme ad un elenco di altre posizioni di vertice nelle amministrazioni Reagan, Bush I e II, presenta un tentativo di terrorizzare i lettori nel fargli credere che il Venezuela è diventato la minaccia principale alla sicurezza nazionale USA nella regione. Reich afferma anche che la "più urgente sfida degli USA è neutralizzare o sconfiggere l'asse Cuba-Venezuela".[2]
    I termini "neutralizzare" e "sconfiggere" non sono cordiali. Essi implicano ostilità, violenza e predominio. Questi non sono termini usati nella sfera della diplomazia, sono espressioni usate nel contesto di un conflitto armato. Tali dichiarazioni di Reich, che ora lavora nel settore privato come consulente del governo USA, a molti possono sembrare risibili, ma nel contesto di un'amministrazione che condivide le opinioni estremiste di Reich sull'America Latina ed alla luce del recente incremento dell'aggressione pubblica verso il governo venezuelano da parte di funzionari di alto livello di Bush, possono non essere remote. Il recente articolo di Reich cade in linea perfettamente con il violento assalto di commenti che colpiscono Chávez e "notizie" pubblicate da gennaio sui giornali USA.
    Nelle ultime due settimane la versione in lingua spagnola del Miami Herald, El Nuevo Herald, ha pubblicato una serie in tre parti sulla crescente minaccia di organizzazioni ed individui che sostengono il governo venezuelano all'interno degli Stati Uniti.[3] Gli articoli, scritti dal giornalista di destra cubanamericano Casto Ocando, che ha scritto dozzine di articoli fervidamente anti Chávez per lo stesso giornale, pretende di smascherare una rete di sostenitori di Chávez in università e gruppi progressisti che, a discrezione del giornalista, dovrebbero essere considerati "agenti stranieri" o quasi "terroristi" dal governo e dal pubblico USA. Uno degli articoli contiene persino una mappa di dove si trovano tali gruppi pro Chávez negli USA, con in alto una grande immagine del Presidente Chávez in tuta mimetica, come se l'autore stesse rivelando qualche rete terrorista clandestina operante segretamente all'interno degli Stati Uniti.
    I gruppi e le istituzioni menzionati dall'Herald che fanno parte della "minacciosa" rete pro Chávez negli USA comprendono l'Università di Harvard, l'Università di New York, il Massachusetts Institute of Technology (MIT), Global Exchange, Global Women’s Strike, la Chiesa di San Romero de las Americas a New York ed il suo Pastore, Luis Barrios, il gruppo missionario cattolico Maryknoll, l'autrice di questo articolo (si, io) e diversi Circoli Bolivariani, piccole organizzazioni di comunità che sostengono Chávez, modellate in base alle organizzazioni locali venezuelane che portano lo stesso nome. Pare un gruppo spaventoso!
    Sono certa che il pensiero che i missionari di Maryknoll, di prestigiosi professori universitari, di pastori di Harlem e di ambientalisti di Global Exchange che lodano tutti un governo straniero che investe la sua ricchezza petrolifera per migliorare la sanità, l'istruzione, l'alloggio ed alzare i salari abbia portato paura nei cuori e nelle menti degli americani comuni.

    di Eva Golinger
    Giampaolo Cufino

  2. #2
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    Sono certa che il pensiero che i missionari di Maryknoll, di prestigiosi professori universitari, di pastori di Harlem e di ambientalisti di Global Exchange che lodano tutti un governo straniero che investe la sua ricchezza petrolifera per migliorare la sanità, l'istruzione, l'alloggio ed alzare i salari abbia portato paura nei cuori e nelle menti degli americani comuni.
    Si, senza ironia.
    La famosa artista idolo delle folle :" si figuri che uno ha addirittura scritto che avrei dovuto investire i MIEI soldi comprando un bar! Io!!!! La barista!!!!"

 

 

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