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Risultati da 1 a 9 di 9
  1. #1
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    Predefinito Guardatevi L'etichetta: Made In.....

    Apriamo gli occhi, rendiamoci conto che siamo ad un passo dal baratro. Le ns. aziende chiudono ergo i lavoratori a casa.
    Tutto ciò che indossiamo è made in qualche altra parte, i giocattoli dei ns. figli; made da qualche altra parte, cina vietnam, indonesia, etc.
    Questi prodotti sono costruiti ed assemblati utilizzando manodopera minorile sottopagata e schiavizzata.
    E non è che poi i prodotti si pagano meno; no...... prendono uno spazio televisivo, radiofonico, sui giornali, e vi propinano 20 volte al giorno il loro marchio perchè fa trendy. Trendy è schivizzare i bambini, lo capite o no? Tendenza è permettere a qualche signore dal linguaggio forbito e dagli atteggiamenti caritatevoli di fare i miliardi sfruttando bambini di 5/6 anni.
    Bambini sacrificati nell'altare del logo.
    O DAZI o la FINE.
    sb

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  2. #2
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    Ciò che dici è vero, ma è vero anche che i bambini di oggi sono incollati al televisore ed il televisore determina i gusti nelle loro testoline avide di imparare ma ancora vuote.
    Il fatto è che se ai tuoi bambini non fai vedere la TV, finiscono per sentirsi delle pecore nere in mezzo ai loro compagni che invece la vedono.
    Insomma, come è facile intuire, non si tratta di un problema individuale ma di un fenomeno negativo di massa.
    Applicando solo dei dazi, credimi, non si risolve un bel nulla.

  3. #3
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    La Lupa romana è una cagna bastarda che muore allattando 2 figli di puttana
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    In origine postato da Orso Brrrrr
    Ciò che dici è vero, ma è vero anche che i bambini di oggi sono incollati al televisore ed il televisore determina i gusti nelle loro testoline avide di imparare ma ancora vuote.
    Il fatto è che se ai tuoi bambini non fai vedere la TV, finiscono per sentirsi delle pecore nere in mezzo ai loro compagni che invece la vedono.
    Insomma, come è facile intuire, non si tratta di un problema individuale ma di un fenomeno negativo di massa.
    Applicando solo dei dazi, credimi, non si risolve un bel nulla.
    D'accordissimo con Orso, se non è la Cina è il Bangladesh, se non è il Bangladesh sono le Filippine, se non sono le Filippine sarà Taiwan e così via. Credo che già informarsi e informare da chi e in che condizioni viene prodotto un oggetto sia molto più importante, qualche mese fa avevo letto da qualche parte una tabella ove comparivano tutte le maggiori multinazionali di giocattoli dove avevano gli stabilimenti e come venivano "protetti" i lavoratori.
    Tu che odi dio e la vita cristiana
    Senti la sua presenza come un doloroso cancro
    Vengano profanate e profanate aspramente
    Le praterie del cielo bagnate di sangue

    Odiatore di dio
    E della peste della luce

    Guarda negli occhi paralizzati di dio
    E sputa al suo cospetto
    Colpisci a morte il suo miserevole agnello
    Con la clava

    Dio, con ciò che ti appartiene ed i tuoi seguaci
    Hai mandato il mio regno di Norvegia in rovine
    I tempi antichi, le solide usanze e tradizioni
    Hai distrutto con la tua orrida parola
    Ora vai via dalla nostra terra!

  4. #4
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    La Lupa romana è una cagna bastarda che muore allattando 2 figli di puttana
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    Ecco l'articolo intero:

    Giocattoli incredibili

    Nel Guangdong si producono tre quarti dei giocattoli di tutto il mondo. Salario: tra 40 e 70 euro al mese. Per fabbricare giocattoli Disney le operaie cinesi nei mesi di punta arrivano a fare 214 ore al mese di straordinari, oltre alle ore di base. È così che la Banda Bassotti di Burbank, California, si aggiudica la maglia nera mondiale nello sfruttamento del lavoro femminile cinese.
    [Articolo scritto da Beppe Grillo]

    Chi sono davvero Gli incredibili di questi giorni? Ciampi, il presidente buono che ripudia la guerra ma anche l'embargo delle armi italiane alla dittatura cinese? O Fini, il primo fascista che si batte per vendere armi al più grande stato comunista?

    Forse però i più incredibili di tutti sono proprio i manager della Disney. Per forza che Disneyland in Francia va male. Cosa volete che combinino quei fannulloni dei dipendenti in 35 ore alla settimana? Nella "vecchia Europa", un'oretta qua, una là, si batte la fiacca. In Cina invece sì che si lavora. Presto 35 ore al giorno, altro che alla settimana!

    Per fortuna di Paperone, a risollevare le finanze della Disney ci pensano le laboriose Paperine del Guangdong, la regione della Cina dove si producono tre quarti dei giocattoli del pianeta. Per fabbricare giocattoli Disney le operaie cinesi nei mesi di punta arrivano a fare 214 ore al mese di straordinari, oltre alle ore di base. È così che la Banda Bassotti di Burbank, California, si aggiudica la maglia nera mondiale nello sfruttamento del lavoro femminile cinese.

    È stata la televisione svizzera a render noto questo primato nella sua più importante trasmissione sui consumi, Á bon entendeur, sul primo canale in francese, alle 20.10 del 30 novembre. Allora che fare? Smettere di comprare Disney per comprare, che so, Mattel? Disney è all'ultimo posto di una lista di sei colossi dei giocattoli, in cui anche il meno peggio non brilla.

    La ricerca è stata organizzata da 25 organizzazioni di consumatori riunite nella Icrt (International consumer research & testing) e svolta intervistando in otto mesi centinaia di operaie di sei fabbriche concessionarie. Risultato: "In nessuna delle aziende analizzate i salari permettono di vivere decentemente tutto l'anno; le protezioni contro il calore, il rumore, le sostanze tossiche e gli incidenti sono sistematicamente trascurate; nessuna delle marche esaminate può quindi vantarsi di garantire condizioni di lavoro soddisfacenti nelle fabbriche che producono per essa".

    Racconta la tv svizzera "cominciando dal meno peggio":

    1) Lego, Danimarca, numero quattro mondiale del giocattolo. Solo il 10 per cento dei suoi prodotti sono fatti in Cina. Tra le aziende esaminate è l'unica che concede un congedo di maternità. Inoltre garantisce un giorno e mezzo di riposo settimanale e la libertà di dare le dimissioni senza pagare penali. In periodi di alta produzione le ore straordinarie raggiungono le 55 al mese. Trasparenza: sembra fare sforzi per rispettare le regole e accetta che la verifica del suo codice di condotta sia fatta da fonti indipendenti.

    2) Mattel, California, numero uno mondiale. Prodotto principale: bambola Barbie. 120mila persone lavorano per lei in Cina. Propone i contratti di lavoro più stabili del settore, uno-due anni, contro i tre mesi medi dei concorrenti. Il giorno di riposo settimanale è rispettato. Le operaie che si dimettono perdono 20 giorni di salario. Orari: 10-12 ore in alta stagione, con straordinari che arrivano a 112 ore al mese. Accetta una verifica indipendente del codice di condotta, ma ordina alle operaie di rispondere con prudenza alle inchieste esterne.

    3) Bandai, Giappone, numero tre mondiale. Prodotti principali: Tamagochi e Power Rangers. A pari merito con Mattel. Metà della produzione è in Cina (45mila persone). In alta stagione il giorno di riposo da settimanale diventa mensile e gli straordinari arrivano a 123 ore al mese. Il salario si paga con un mese di ritardo. Trasparenza: le operaie non conoscono il codice di condotta, l'azienda detta le risposte da dare ai controllori esterni.

    4) Mga Entertainment, California. Prodotto principale: bambola Bratz. Tutte le Bratz sono fatte in Cina. Il giorno di riposo settimanale è rispettato. I contratti sono corti e gli orari demenziali: in alta stagione le giornate sono di 10-13 ore, più 149 ore straordinarie mensili obbligatorie. È la meno trasparente delle sei aziende: non ha un codice di condotta.

    5) Hasbro, Stati Uniti, numero due mondiale. Prodotto: Action Man. Il dipendente che si dimette perde l'ultimo mese di stipendio e la cauzione che ha dovuto depositare all'assunzione (5 euro, al cambio); 157 ore di straordinari mensili in alta stagione. L'azienda detta ai dipendenti le risposte da dare ai controllori indipendenti.

    6) Disney, Stati Uniti, California. Prodotto: personaggi in pelouches. Durata del contratto: un anno. Chi si dimette perde un mese di stipendio. In alta stagione il giorno di riposo settimanale non è rispettato e gli straordinari arrivano al record di 214 ore mensili. In caso di controlli indipendenti l'azienda detta le risposte ai dipendenti e ha due bollettini-paga, uno per la fabbrica, uno per i controlli.

    Il Guangdong, dove si trovano le sei fabbriche esaminate, è la provincia industriale intorno a Shenzhen. Oltre ai giocattoli si producono qui due terzi delle scarpe e la metà dei telefonini, degli orologi e delle macchine fotografiche del mondo. Da giugno a ottobre in quattromila fabbriche si producono tre quarti dei giocattoli di tutto l'anno. Stipendio, al cambio ufficiale: 40-70 euro al mese.

    da http://www.criticamente.it/ - Articolo scritto da Beppe Grillo, Fonte: Internazionale 570, 16 dicembre 2004
    Tu che odi dio e la vita cristiana
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    Guarda negli occhi paralizzati di dio
    E sputa al suo cospetto
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    Con la clava

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    Hai mandato il mio regno di Norvegia in rovine
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  5. #5
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    In origine postato da Orso Brrrrr
    Ciò che dici è vero, ma è vero anche che i bambini di oggi sono incollati al televisore ed il televisore determina i gusti nelle loro testoline avide di imparare ma ancora vuote.
    Il fatto è che se ai tuoi bambini non fai vedere la TV, finiscono per sentirsi delle pecore nere in mezzo ai loro compagni che invece la vedono.
    Insomma, come è facile intuire, non si tratta di un problema individuale ma di un fenomeno negativo di massa.
    Applicando solo dei dazi, credimi, non si risolve un bel nulla.
    D'accordo, non solo dazi ma anche un nuovo modo di concepire il mondo. Il mio ragionamento si basava comunque sul malcostume di acquistare beni non in base alla loro qualità intrinseca ma spinti da motivazioni diverse (su tutti il logo), senza pensare che molto spesso questi prodotti derivano dallo sfruttamento di bambini.
    Il mio comunque non vuol essere un dogma ma un semplice pensiero. Comunque sia il fenomeno dilagante dei prodotti "made da qualche altra parte" sta rompendo le ossa anche all'economia veneta. La soluzione vera? Il federalismo Fiscale, i ns. schei a casa nostra.
    Sperem ben.
    Te sa£udo.

  6. #6
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    In origine postato da Orso Brrrrr
    Ciò che dici è vero, ma è vero anche che i bambini di oggi sono incollati al televisore ed il televisore determina i gusti nelle loro testoline avide di imparare ma ancora vuote.
    Il fatto è che se ai tuoi bambini non fai vedere la TV, finiscono per sentirsi delle pecore nere in mezzo ai loro compagni che invece la vedono.
    Insomma, come è facile intuire, non si tratta di un problema individuale ma di un fenomeno negativo di massa.
    Applicando solo dei dazi, credimi, non si risolve un bel nulla.
    Dazi, frontiere, piena sovranità all'interno di esse.
    Niente ONU, NATO, UE e tutte gli altri organismi internazionali che pretendono di imporre politica, cultura, economia turbocapitalista a tutto il mondo.
    Viva la Svizzera.

  7. #7
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    In origine postato da Shaytan
    D'accordissimo con Orso, se non è la Cina è il Bangladesh, se non è il Bangladesh sono le Filippine, se non sono le Filippine sarà Taiwan e così via. Credo che già informarsi e informare da chi e in che condizioni viene prodotto un oggetto sia molto più importante, qualche mese fa avevo letto da qualche parte una tabella ove comparivano tutte le maggiori multinazionali di giocattoli dove avevano gli stabilimenti e come venivano "protetti" i lavoratori.
    Tutto chiaro, purtroppo!

  8. #8
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    In origine postato da Maxadhego
    Dazi, frontiere, piena sovranità all'interno di esse.
    Niente ONU, NATO, UE e tutte gli altri organismi internazionali che pretendono di imporre politica, cultura, economia turbocapitalista a tutto il mondo.
    Viva la Svizzera.
    Non basterà mai, purtroppo. La pubblicità è l'anima del commercio.
    Oggi, tutta la pubblicità (quasi) è in mano della TV e i bambini la bevono tutta fin dalla più tenera età.

    Non credo che la Svizzera sia chiusa come in un guscio, anzi mi pare aperta a tutto il mondo più di noi, solo che loro comandano veramente in casa propria.
    Eppoi hanno un secolare grandissimo prestigio di affidabilità.
    Per tradizione fanno la guardia al papa e detengono i forzieri delle più grandi fortune del mondo.

  9. #9
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    In origine postato da Orso Brrrrr

    Non credo che la Svizzera sia chiusa come in un guscio, anzi mi pare aperta a tutto il mondo più di noi, solo che loro comandano veramente in casa propria.


    Postato da Orso
    ............solo che loro comandano VERAMENTE in casa propria.

    La differenza è tutta qui; e non è da poco!

 

 

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