CAMERA: BERLUSCONI IL PIU' RICCO con un reddito di 12.762.234 euro, secondo Fini con un imponibile di 176.497, terzo e' il vice presidente della Camera Clemente Mastella con 174.252 euro. segue il presidente della Commissione Finanze, Giorgio la Malfa, con 165.131 euro, e il Verde Alfonso Pecoraro Scanio conquista la quinta posizione con un reddito imponibile di 158.169 euro, sesto posto per il segretario di Rifondazione Comunista Fausto Bertinotti con 155.045 euro. Piero Fassino lo segue a ruota con 147.959 euro.
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Invece, secondo una ricerca dell'Ires Cgil, dal 2002 al 2004, il potere di acquisto dei nostri salari calcolato su uno stipendio medio di 22 mila euro si è ridotto di 1.380 euro: 864 euro a causa del mancato recupero dell'inflazione e 516 euro per la mancata restituzione del fiscal drag. In Italia ci sono 10 milioni di lavoratori dipendenti che guadagnano meno di 1.350 euro netti al mese e fra questi ben il 65%, cioè 6,5 milioni, sopravvivono con meno di 1.000 euro al mese scivolando sempre più sotto la soglia di povertà. Ma ci sono anche gli ex "co.co.co" resi ancor più precari e meno tutelati dalla legge 30 che li ha convertiti in "lavoratori a progetto". Infine ci sono circa 4 milioni di persone non conteggiate nelle cifre ufficiali, perché lavorano in nero o in modo irregolare e che guadagnano tra i 600 e i 700 euro al mese.
Bankitalia dice che abbiamo perso il 5% del nostro potere di acquisto da quando Governo/Padroni /Confederali hanno abolito la scala mobile: ciò significa una perdita di 1.500.000 di vecchie lire per chi guadagna 30 milioni annui. Poi si deve aggiungere l’aumento vertiginoso di acqua, luce, gas, telefono, trasporti, assicurazione auto e benzina, e l’enorme aumento dei prezzi e delle tariffe dopo l’introduzione dell'euro, e la mancanza di un vero blocco di tutti i prezzi e di tutte le tariffe dei servizi pubblici da parte del governo Berlusconi.
In Italia, risulta che "nell'ultimo decennio meno del 20% della ricchezza prodotta è andata al lavoro, contro oltre l'80% finito in profitti". In altre parole con gli aumenti di produttività, che avrebbero dovuto trasformarsi in investimenti, sviluppo e creare nuovi posti di lavoro (sic!), i padroni sono diventati più ricchi e i lavoratori ancora più poveri. Mentre negli ultimi dieci anni i redditi da profitti e rendite sono cresciuti del 10% sul totale, milioni di lavoratori e di pensionati hanno visto dissolvere il potere d'acquisto dei loro salari e pensioni falcidiati dall'inflazione e dalle stangate governative.
L'Italia delle meraviglie del neoduce Berlusconi è inoltre al quarto posto in Europa per povertà infantile con la scandalosa percentuale del 23,3% e il Mezzogiorno con il suo esercito di 1.365.000 bambini sotto la soglia di povertà è largamente al primo posto rispetto a qualsiasi altra macroarea regionale d'Europa.
A completare il quadro del generalizzato e sostanziale impoverimento delle masse popolari italiane vanno aggiunti i 10 milioni di pensionati che vivono con una media di 750 euro al mese, cifra che però si abbassa di brutto per tanti di loro. Per loro la perdita del potere d'acquisto negli ultimi dieci anni è stata del 3% .
Un altro dato che conferma la situazione di difficoltà economica in cui versano le famiglie è quello sull'indebitamento: secondo Bankitalia i debiti familiari nel 2003 sono cresciuti di circa 2 miliardi rispetto all'anno precedente. Le statistiche rilevano che non solo si consuma meno, ma che per consumare ci si indebita. Per contro è diminuita la propensione al risparmio. Secondo dati di Bankitalia, se tra il 1995 e il 2001 la quota investita dalle famiglie era stata del 7% del Prodotto interno lordo, nel 2003 è crollata al 4,7%.
Da quando il neoduce Berlusconi è al governo i ricchi sono sempre più ricchi e i poveri sono sempre più poveri e soprattutto sempre più numerosi. Questi sono i risultati della politica di lacrime e sangue del neoduce Berlusconi.
I sindacati dei lavoratori e dei pensionati devono passare dalle parole ai fatti e promuovere senza perdere altro tempo la più ampia mobilitazione dei lavoratori!
UNIAMOCI PER BUTTARE GIU’ IL GOVERNO DEL NEODUCE BERLUSCONI CON LE SPALLATE DELLA PIAZZA, AL PIU’ PRESTO PRIMA CHE FACCIA NUOVI IRREPARABILI DANNI!
PER L’ITALIA UINITA, ROSSA E SOCIALISTA.
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