Giustizia, Staderini: il processo breve è una farsa, per una vera riforma serve una grande Amnistia legale
Contro l'amnistia di fatto e di classe. Depenalizzazioni per impedire nuovi casi Bianzino e Cucchi.

Roma, 24 novembre 2009

• Dichiarazione di Mario Staderini, Segretario di Radicali italiani

La rissa sui processi che vede impegnate le fazioni berlusconiane e antiberlusconiane del Regime italiano è destinata ad incattivirsi ancora di più nei prossimi giorni e settimane, con un solo risultato certo: impedire ogni vera riforma della giustizia che non sia destinata a salvare Berlusconi dai suoi processi e l’assetto corporativo dell’ordine giudiziario.
Mentre Parlamentari e dirigenti radicali sono con Rita Bernardini giunti al sesto giorno di sciopero della fame per chiedere che il Parlamento affronti i problemi esplosivi dell'ultimo anello della malagiustizia italiana, quello di un sistema carceri totalmente fuorilegge, Radicali Italiani ribadisce l'urgenza assoluta di porre fine alla condizione di delinquenza abituale dello Stato italiano che, con 10 milioni di processi pendenti, lascia milioni di cittadini senza tutela e determina lo sfascio economico e sociale dell’Italia.
Il cosiddetto "processo breve" non è una riforma bensì una rimozione della giustizia.
Aumenterebbe i 200 mila procedimenti penali che ogni anno vanno in prescrizione, legalizzando ed aggravando l'impunità realizzata attraverso l’ amnistia strisciante e di classe. Di tutto questo nessuno, nemmeno Di Pietro, sembra dolersi.

L'alternativa alla farsa del processo breve non è però il nulla assoluto opposto dal Partito Democratico e dal partito dei giudici. Riformare la giustizia è davvero la priorità del Paese. Per realizzarla occorre avere il coraggio, contro l'amnistia di fatto che già oggi cancella indiscriminatamente ogni reato, di spiegare agli italiani la necessità di una grande amnistia legale, cioè una scelta politica di selezione dei reati da amnistiare che liberi gli stessi magistrati dall’abnorme arretrato che altrimenti vanificherebbe qualsiasi riforma. Affiancando ad essa anche una vasta azione di depenalizzazione dei reati senza vittima, a partire dai reati connessi al consumo di sostanze stupefacenti, che ingolfano inutilmente tribunali e carceri e provocano tragedie evitabili come quelle di Aldo Bianzino e Stefano Cucchi
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