Alitalia, tagli del 20% per reagire a caro-petrolio e voli low cost
ROMA - L’imprevisto aumento del prezzo del petrolio (fino al 30%) superiore alle previsioni, ma anche ricavi unitari inferiori alle aspettative sul breve-medio raggio, hanno spinto ieri il cda Alitalia a rimodulare il piano 2005-2008. Per confermare l’obiettivo del pareggio entro il 2006, l’azienda, che ha già aggiornato la tassa sul carburante a febbraio scorso, ha deciso di puntare su «una riduzione più aggressiva dei costi», che nell’arco di piano dovranno calare del 20%, e, in futuro, su «un forte incremento della capacità offerta». In particolare, a partire dal 2006 il costo del lavoro è previsto in riduzione di 170 milioni rispetto al consuntivo 2004. Quanto all’aumento delle rotte, Alitalia ha le mani legate fino al 2006 a causa della clausola, allegata al prestito ponte, che le impedisce l’espansione fino a quel termine. Anche per questo l’amministratore delegato Giancarlo Cimoli ha cercato di aumentare la capacità offerta sfruttando al massimo le concessioni ottenute dai sindacati. Questi ultimi però continuano a lamentare un’applicazione degli accordi in peggio rispetto a quanto concordato. Ma se la cura Cimoli ha cominciato a funzionare (nel primo trimestre 2005 si sono bruciati 130 milioni di meno) è proprio grazie all’efficientamento negli acquisti e alla riduzione del costo del lavoro. Stenta a decollare invece il rilancio della compagnia sul piano del ricollocamento del prodotto. Del resto se Alitalia ha potuto avvantaggiarsi della crisi di Volare, in questo momento deve vedersela con l’ingresso di Ryanair sul domestico. Le tariffe praticate dal vettore italiano faticano a imporsi e il recupero delle quote di mercato non è alle viste.
Intanto procede l’operazione Az Service: Fintecna aspetta solo il via libera di Bruxelles, atteso per il 25 maggio, per acquisire il 51% della società dei servizi. Su questo tema in azienda si respira un maggiore ottimismo ma bisognerà vedere se da Bruxelles arriveranno proposte di modifica all’operazione che potrebbero contrariare i sindacati. Questi intanto continuano a dialogare con l’azienda. Obiettivo: scongiurare lo sciopero degli assistenti di volo fissato per martedì prossimo. Al momento anche il Sult sembra più disponibile al confronto.
Antonella Baccaro
Corriere della Sera




Rispondi Citando