L'Upea vince la Legadue con due giornate di anticipo e riporta la Sicilia nella massima serie. Perdichizzi il condottiero, Oliver l'anima, Howell e McIntyre le stelle

I simboli inneggianti alla Serie A campeggiano da settimane, a Capo d’Orlando: mercoledì sera, prima della gara contro Ferrara, la festa era iniziata abbondantemente prima della palla a due, in barba a tutte le regole della scaramanzia. E l’Upea, per l’ennesima volta, non ha deluso il pubblico del PalaFantozzi: dopo cinque minuti era 14-0, tanto è bastato per mettere a tacere le (poche) velleità della Carife e dare inizio a una lunga serata di cori, colori e dediche. Capo d’Orlando approda quindi nella massima serie dopo aver vinto la 18ª partita consecutiva, scavando un solco incolmabile sulle avversarie (ultimo k.o. il 5 dicembre scorso a Scafati), e spedendo la favorita Virtus Bologna ai playoff, che l’anno scorso le furono fatali.
“È fantastico questo ritorno in Serie A – dice il coach Giovanni Perdichizzi, il coach che ha condotto il basket messinese ai più alti livelli tra Barcellona Pozzo di Gotto, Messina e ora Capo d’Orlando –, vincere questo campionato è stato per anni un obiettivo solo accarezzato, adesso è realtà. E questa Upea non sarà la Pallacanestro Messina-bis: non sarà una meteora”. Dopo i suoi infelici tentativi con le altre due formazioni della provincia, Perdichizzi ha rivoluto con sè due dei suoi ex giallorossi, capitan Brian Oliver e Cristiano Grappasonni (arrivato a febbraio da Scafati). “Brian - continua il coach - ha avuto un ruolo chiave anche nella gestione fuori dal campo di Rolando Howell, che è stato l’autentico dominatore del campionato sotto i tabelloni: speriamo di trattenerlo, ma lo aspetta una grande carriera europea”. E 15.9 punti, 66.2% da 2, 10.6 rimbalzi, 3.8 recuperi e 26.6 di valutazione sono medie da campione assoluto, quelle sciorinate dal centro proveniente da South Carolina.
L’Orlandina ha impressionato per tutta la stagione per il talento del suo quintetto: Terrell Mc Intyre, esperto di varie leghe europee e proveniente da Ferrara, ha illuminato il PalaFantozzi con triple dal palleggio, penetrazioni funamboliche e assist in tutte le salse. Ryan Hoover, alla seconda promozione dopo quella con Teramo nel 2002-03 (contro Messina, Perdichizzi e Oliver) ha sfoggiato doti balistiche impressionanti (45.4% da 3 nella stagione su 205 tiri) con la ciliegina di un 12/18 dalla distanza messo a segno contro Caserta. Detto di Oliver e Howell, chi si è saputo guadagnare fiducia inaspettatata è Brian Montonati: per lui, dopo il trionfo con Jesi, è la seconda promozione consecutiva. Ha saputo prendersi ciò che i compagni gli hanno lasciato lavorando sempre con serietà, dimostrando, quando è servito, di poter essere un fattore.
Decisiva, probabilmente, è stata la panchina, per molti anello debole di questa formazione: ma Pilotti con la difesa, Caprari con le triple, Bonsignori coi muscoli, Ferrienti prima e Grappasonni poi utilissimi nella rotazione dei lunghi, il contributo di Fabi e Marisi, importanti nelle tre gare giocate (e vinte) senza Mc Intyre e bravi a capire il loro ruolo, soprattutto in allenamento. E poi c’è soprattutto lui, il presidente Sindoni: lui che portò Fantozzi e Pastori (ora diesse) a giocare la B-2, lui che ha fortemente voluto Perdichizzi dopo il ripescaggio in Legadue, lui capace di dare a tutti la forza di credere in un miracolo dopo la salvezza ottenuta lo scorso anno in B-1 all’ultima giornata dei playout.

da : www.gazzetta.it