Scriveva il "Migliore":
«...L'attività della socialdemocrazia aumenta, ma ciò non fa che rendere più chiaro che lo scopo che essa si propone è di salvare il capitalismo dalla minaccia della rivoluzione.
Il documento di Parigi è stato scritto per fissare nel modo più chiaro quei princìpi che debbono dare ai borghesi italiani la sicurezza che essi hanno nei socialdemocratici e nei democratici dei servi migliori dei fascisti stessi.
Le formule fondamentali di questo documento - le formule che riguardano i rapporti tra le classi, lo svolgimento della lotta di classe e le rivendicazioni operaie - sono formule fasciste, riprese dalla Carta del lavoro. E persino scomparsa, dalla parola finale della Concentrazione (Repubblica democratica) quella appendice (...dei lavoratori) che sino a ieri ci stava solamente per giustificare le interpretazioni estremiste che amavano darne, per ingannare i loro seguaci operai, gli scrittori massimalisti. Si comprende quindi quale valore politico può avere l'attività che i concentrazionisti cercano di svolgere in Italia e si comprende anche perchè questa attività non sia troppo ostacolata dai fascisti stessi.
I più attivi in Italia, gli uomini di Giustizia e Libertà, sono, tra i socialdemocratici, i più lontani dalle classi lavoratrici, i più decisamente avversi a ogni agitazione classista. E, tra i propugnatori dell'azione in Italia, il dirigente riformista più in vista è Pietro Nenni, che è, di tutti, il più vicino ai gruppi dirigenti del fascismo. In questo modo, sotto la spinta della situazione, la socialdemocrazia italiana sta percorrendo rapidamente le tappe della sua fascistizzazione...»
[ Palmiro Togliatti : "A che punto siamo"; da "Lo Stato Operaio", anno IV, n. 8, agosto 1930. Pubblicato in "Opere"; ibidem, pagg. 289-290.]
Saluti liberali




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