I libri di storia ufficiale hanno quasi del tutto dimenticato la figura di Cesare Mori il "prefetto di ferro".Negli anni 20 Mussolini appena insediatosi al potere decise di rompere bruscamente l'antica consuetudine al compromesso col potere mafioso dell'italia pre e post giolittiana.Per il difficilissimo incarico fu scelto l'ex prefetto giolittiano Cesare Mori che era stato prepensionato dallo stesso Mussolini per aver osato applicare la legge contro gli squadristi bolognesi prima della marcia su Roma.(Secondo quanto scrive Montanelli Mussolini disse: "spero che sarà spietato cotro i mafiosi come lo fu cotro i miei").Mori arrivò in Sicilia con carta bianca e non esitò a ricorrere misure estreme.Sciolse il partito fascista siciliano colluso con gli uomini d'onore strinse in stato d'assedio intere città tagliando loro luce e acqua (famoso l'assedio di Gangi)fino al rastrellamento totale dei latitanti, arrestò i "padrini" sulla base del sospetto e nei casi in cui non riuscì a inchiodare nei processi con le prove i Don li condannò comunque al confino nei luoghi più sperduti.
Molti capi dei capi (come Vito Genovese)fuggirono in America e dopo lo sbarco americano in Sicilia ritornarono per reinsediarsi come Sindaci della nuova italia libera (spesso anzi riuscirono a far passare le loro passate traversie giudiziarie come sopraffazioni del fascismo).




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