I fermati facevano parte di un commando dei Drughi che ha picchiato e accoltellato un militante dei Fighters
TORINO - Tre ultras della Juventus sono stati arrestati dalla Digos di Torino con l' accusa di tentato omicidio. Ieri mattina avevano picchiato e accoltellato un altro tifoso bianconero ma di un gruppo rivale.
Gli arrestati sono Luca Dardo, di 42 anni, originario di Marsala (Trapani), Massimo Lia, 36 anni, e Antonio Corleto, di 36 anni, tutti residenti a Torino e con una lunga lista di precedenti penali che vanno dal furto alla rapina, alla detenzione abusiva di armi, allo spaccio di stupefacenti e alle lesioni.
La vittima è R. V., 24 anni, nato a San Severo (Foggia), ufficialmente a Torino, ma senza fissa dimora. Il giovane si trova ancora ricoverato in ospedale e oggi sarà sottoposto a intervento chirurgico. Ha riportato ferite ai glutei, all' addome e tumefazioni in varie parti del corpo.
L'aggressione è solo l'ultimo episodio della faida che contrappone da qualche mese i Drughi, a cui fanno riferimento i tre arrestati, e i Fighters, di cui è esponente il 24enne accoltellato. I due gruppi assistono alle partite casalinghe della Juventus nella curva sud dello stadio Delle Alpi, quella che riunisce i tifosi più caldi che vengono costantemente tenuti d' occhio dalla polizia. Anche durante l' ultimo Juventus-Inter di due giorni fa vi sono stati screzi tra Fighters e Drughi per il predominio nella gestione delle tifoserie ultras. I Drughi avrebbero preso il sopravvento sui Fighters, occupando il centro della curva. Mercoledì sera R. V. ha avuto una discussione con i rivali, «osando» sfidare a parole uno dei capi dei Drughi. È così scattata la rappresaglia.
«In cinque sono venuti a cercarmi ieri mattina - ha raccontato alla Digos il militante dei Fighters - quando ero nei pressi dell' ospedale Molinette». Zona dove, a quanto risulta agli inquirenti, il giovane sarebbe solito fare il parcheggiatore abusivo. Il gruppetto di ultras con un pretesto l' ha attirato in un portone, dove è stato poi minacciato con un coltello. R. V. è stato poi colpito a calci e pugni al volto ed è stato raggiunto da alcune coltellate a un gluteo, ai fianchi e all'addome, prima di riuscire a liberarsi e a fuggire all'interno del vicino ospedale. I cinque invece sono fuggiti.
Alla polizia il ferito ha fornito descrizioni e soprannomi degli aggressori, tutti tifosi che aveva visto più volte alle partite delle Juventus. Con questi elementi gli investigatori sono risaliti all' identità di tre elementi del commando che ha effettuato la spedizione punitiva. Gli agenti li hanno catturati all'alba. Lia aveva con sè un coltello e una pistola scacciacani, Curleto un altro coltello. Nelle abitazioni è stato trovato molto materiale con i simboli degli ultras.
da : www.corriere.it




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