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Corriere della Sera: giovedì, 14 aprile, 2005 -- ELEZIONI AMMINISTRATIVE

Strappo di Vattimo: voto Forza Italia

Il filosofo si schiera al ballottaggio: sinistra clientelare e
arrogante, la destra è la novità

IL CASO / Ex eurodeputato della Quercia, ha perso la sfida per
diventare sindaco di San Giovanni in Fiore

SAN GIOVANNI IN FIORE ( Cosenza) Contro la Chiesa, contro la sinistra
e contro i poteri forti. E a favore di Forza Italia. Le ultime
dichiarazioni di Gianni Vattimo, il filosofo che da Torino si è
inerpicato tra i monti della Sila per candidarsi a sindaco di San
Giovanni in Fiore, alimenta la polemica per il ballottaggio di
domenica prossima. L' ex europarlamentare ds ha infatti annunciato che
voterà Antonio Barile, di Forza Italia, e non Antonio Nicoletti,
candidato dell' Unione. Una scelta che fa discutere, dopo che il
centrosinistra non era riuscito a conquistare la maggioranza al primo
turno, fermandosi al 49.5 per cento. E dopo che lo stesso filosofo
aveva spiegato che il suo movimento « La voce di Fiore » avrebbe
lasciato libertà di scelta ai suoi elettori in vista del
ballottaggio. Vattimo invita a non scandalizzarsi per la dichiarazione
di voto a favore di Forza Italia: « È una decisione ponderata, che il
gruppo ha candidamente accettato, dopo le provocazione nate dall'
articolo apparso il giorno prima delle elezioni, sull' Unità » ,
spiega. In un articolo dell' inviato Aldo Varano, il quotidiano
diessino raccontava il caso San Giovanni in Fiore, ridimensionando le
accuse della Chiesa locale a Vattimo e citando la dichiarazione di un
candidato della sua lista, che ipotizzava un possibile appoggio al
ballottaggio al candidato di Forza Italia. « Una vergogna nazionale
quell' articolo, fatto apposta per farci perdere consensi » spiega
Vattimo, che aveva già protestato con il quotidiano diret to da Furio
Colombo. Ora, dopo che il voto ha attribuito l' 11 per cento alla
lista Vattimo, arriva la decisione di schierarsi con la destra al
ballottaggio. Il filosofo non coglie nessuna contraddizione e anzi
rivendica la decisione: « Quel virgolettato era falso, adiremo le vie
legali. Era una provocazione fatta ad arte per farci perdere le
elezioni. Mai mi schiererò con questa sinistra clientelare e
arrogante. Piuttosto la destra. D' altronde come potremmo immaginare
quaggiù una sinistra diversa quando anche D' Alema, se fosse stato
qui, avrebbe utilizzato gli stessi metodi pur di contrastare la nostra
ascesa? » . Nessun dialogo, dunque, con la sinistra. « Non mi
confronto con il vecchio e il passato e con chi non ha proposte nuove
» spiega. Molto meglio invece il candidato del centrodestra. « Per me
Barile rappresenta la novità. Anche se fa discorsi populisti, è uno
concreto, con le idee chiare. L' unico difetto che gli ho trovato è
stato quello di seguire quei " banditi" di Forza Italia e Bossi, gente
che non posso sopportare. Lui però, in un certo senso, mi ha
tranquillizzato dicendomi: " Ma cosa vuoi che me ne importi di loro, a
me interessano i problemi locali" » . Vattimo prima diessino, poi
girotondino, poi con i comunisti italiani di recente si è dichiarato «
un anarchico » . « M a al ballottaggio dice le appartenenze
ideologiche non c' entrano poi molto. Non è forse vero che a Venezia
Cacciari chiede i voti a Forza Italia e ad An? Qui a San Giovanni è la
stessa cosa » .

Carlo Macrì




Corriere della Sera, giovedì, 14 aprile, 2005 -- ELEZIONI AMMINISTRATIVE

Salvato lascia i Ds e accusa: ai seggi pressioni della camorra

In corsa per ridiventare primo cittadino, è stata sconfitta dal rivale
Vozza, sostenuto dall' Unione

CASTELLAMMARE

DAL NOSTRO INVIATO CASTELLAMMARE DI STABIA ( Napoli) L' aveva
denunciato subito dopo il voto, Ersilia Salvato: « Davanti ai seggi di
Castellammare, è tornata la camorra » . Ma in quegli stessi seggi,
poche ore prima, la maggioranza degli stabiesi aveva eletto sindaco
Salvatore Vozza, candidato del centrosinistra, bocciando lei ( in gara
con una lista civica cui è andato il 30 per cento dei consensi) che
per 22 mesi aveva diretto l' amministrazione cittadina a dispetto di
quasi tutta la maggioranza. E in primo luogo del suo partito, i Ds,
che con l' apporto di due consiglieri comunali aveva reso inevitabile
la caduta della giunta rosa voluta dall' ex vice presidente del
Senato. Per giorni, Salvato ha atteso che i dirigenti nazionali della
Quercia si facessero vivi, anche solo per ascoltare ciò che aveva da
dire. Non è accaduto. E così ieri l' ex senatrice, componente della
Direzione nazionale dei Democratici di sinistra, ha annunciato le sue
dimissioni dal partito con una lunga lettera indirizzata al segretario
nazionale Piero Fassino. La missiva suona come un atto di accusa che
lascia pochi margini a ogni tentativo di ricucire lo strappo. « Il
voto ai seggi ha fotografato la sostanza di pratiche spregiudicate, di
accordi sottobanco, di tra sversalismi finalizzati a vincere comunque
e a ogni costo scrive Salvato . Di più, il 3 e 4 aprile si è
materializzata sotto i seggi una presenza malavitosa che da anni non
si vedeva. Sta in quella presenza così inquietante della camorra da
destare allarme in tanti cittadini, la ragione principale della mia
scelta. Presenza della camorra mai così forte, mai così spavalda, mai
così agguerrita » . L' ex vice presidente del Senato sottolinea come
anche la polizia, sui giornali locali, abbia confermato questa
circostanza seppur « con un' aggiunta sibillina e desolante al tempo
stesso » . E cioè che « i pregiudicati c' erano, ma i servizi d'
osservazione non hanno consentito di verificare che questi personaggi
stessero al momento esercitando pressioni » . Il neo sindaco Salvatore
Vozza ( a sua volta ex deputato dei Ds) ha sempre respinto con forza
le accuse di Ersilia Salvato invitandola, qualora fosse stata in
possesso di notizie di reato, a denunciare tutto alla magistratura. «
La presenza sotto i seggi testimonia la scelta della camorra di
entrare direttamente in campo replica l' ex senatrice . Mi auguro di
sbagliare ma anche su questo, cosa ancora più sconcertante, sembra
esserci la consegna del silenzio » .


D' Errico Enzo