Risultati da 1 a 5 di 5
  1. #1
    email non funzionante
    Data Registrazione
    13 May 2009
    Messaggi
    30,192
     Likes dati
    0
     Like avuti
    11
    Mentioned
    2 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito 17/4/1975-17/4/2005. I Khmer rossi si impadroniscono di Phnom Penh

    La tranquilla coscienza
    del dittatore Pol Pot

    Nell'incontro con il giornalista americano Nate Thayer ha riconosciuto "qualche errore". Ma ha anche giustificato
    i massacri dei Khmer Rossi: "Non avevamo altra scelta"

    di ANTONIO SCUTERI

    Quanto pesano sulla coscienza di un uomo due milioni di morti? Niente, se la coscienza è quella di Pol Pot. Almeno a dar retta a quanto lui stesso dichiara nella prima intervista rilasciata da 18 anni a questa parte. L'ex dittatore non è pentito, non avverte alcun rimorso per il genocidio ordinato durante il regime comunista dei Khmer Rossi da lui guidato tra il '75 e il '79.
    "Io ero venuto per portare a compimento la lotta, non per uccidere la gente. Anche adesso, può vederlo. Sono forse una persona selvaggia? La mia coscienza è pulita", ha detto Pol Pot al giornalista statunitense Nate Thayer, corrispondente della "Far Eastern Economic Review" di Hong Kong, che lo ha incontrato as Anlong Veng, ultima roccaforte dei Khmer nel nord del paese asiatico.
    L'ex leader maoista, 69 anni, è "molto malato, forse prossimo alla morte", scrive Thayer, che già in luglio assieme al cameraman David McKaige era stato il primo straniero a vedere Pol Pot dopo la sua fuga nel '79 a seguito dell'invasione vietnamita della Cambogia.
    Inseguendo il disegno di trasformare il Paese in un paradiso agrario comunista "il nostro movimento ha commesso errori", ha riconosciuto Pol Pol, ma ha subito aggiunto: "Non avevamo altra scelta. Naturalmente dovevamo difenderci. I vietnamiti volevano assassinarmi perché sapevano che senza di me avrebbero potuto facilmente fagocitare la Cambogia".
    L'ex comandante dei Khmer Rossi contesta le cifre dei massacri consumati nei campi di sterminio durante il suo governo. "Dire che milioni di persone morirono è troppo. Gran parte dei cambogiani di cui si attribuisce la morte a me sono stati in realtà uccisi dai vietnamiti", ha dichiarato Pol Pot. Il generale Ta Mok, sopranominato "il macellaio" per la ferocia dimostrata nella repressione durante il regime e pochi mesi fa ribellatosi contro Pol Pot, pure intervistato da Thayer ha concordato con il vecchio capo e ha sostenuto che le vittime non furono due milioni ma "centinaia di migliaia".
    Nell'intervista, Pol Pot parla anche dell'ultima feroce strage da lui ordinata, quella del suo parente ed ex ministro della Difesa dei Khmer rossi, Son Sen, accusato di tradimento e trucidato il 10 giugno scorso con i suoi 14 familiari, compresi i bambini. Ed è qui che l'anziano ex leader cambogiano ha mostrato l'unico segno di rimorso: "Non avevo dato l'ordine di uccidere quella gente, i bambini, i giovani. Per Son Sen e la sua famiglia, sì, sono addolorato. E' stato un errore mettere in atto quel piano", ha detto al microfono di Thayer.
    Pol Pot era rimasto alla guida dei Khmer rossi, che nel folto della giungla hanno continuato la guerriglia contro il governo, ma dopo l'eccidio di Son Sen e la sua famiglia è stato deposto da Ta Mok, arrestato, processato e condannato all'ergastolo. Vive in una capanna, con la moglie e una figlia di 12 anni. I Khmer rossi avevano avviato un trattativa con le autorità per consegnare Pol Pot in cambio di un'amnistia generale, ma l'accordo che pareva quasi fatto è finito nel nulla a causa del colpo di Stato con cui il 5 luglio il primo ministro ex comunista Hun Sen ha rovesciato l'altro premier, il monarchico Norodom Ranariddh, figlio di re Sihanouk. Dopo il golpe, i guerriglieri Khmer rossi si sono schierati a fianco delle milizie fedeli a Ranariddh, raggruppatesi nel nord del Paese sotto la pressione militare delle più numerose e armate truppe di Hun Sen.

    (22 ottobre 1997)


    --------------------------------------------------------------------------------

    Pol Pot, gli anni del terrore

    Pol Pot Pseudonimo di Saloth Sar (provincia di Kompong Thom 1925 - confine con la Thailandia 1998), uomo politico cambogiano. Fondatore del Partito comunista cambogiano, nel 1963 organizzò le formazioni guerrigliere dei Khmer Rossi, per opporsi in seguito al governo filoamericano instaurato da Lon Nol (1970). Deposto Lon Nol nel 1975 e divenuto primo ministro, avviò un progetto di "rieducazione" della popolazione cambogiana, che prevedeva la sua deportazione in massa nelle campagne e il lavoro forzato nei campi. Nei tre anni successivi, il suo regime dittatoriale provocò la morte di quasi quattro milioni di persone, sfinite da un lavoro massacrante, dalle malattie e dalla fame, o uccise durante le repressioni .

    Deposto nel gennaio 1979 dai vietnamiti che avevano invaso la Cambogia, Pol Pot riuscì a mantenere il controllo di alcune regioni del paese e a condurre sanguinose azioni di guerriglia contro il regime. Lasciato ufficialmente il comando dei Khmer Rossi nel 1985, continuò a vivere in clandestinità facendo perdere le sue tracce. Nel 1996 alcune fonti annunciarono la sua morte, ma il dittatore fece la sua ricomparsa nel 1997, quando venne usato dai guerriglieri khmer come merce di scambio con il nuovo regime, da essi ora appoggiato. Ricercato per essere sottoposto al giudizio di un tribunale internazionale per crimini contro l'umanità, nell'aprile del 1998 fonti cambogiane diedero notizia della sua morte, avvenuta in una località della giungla ai confini con la Thailandia, dove Pol Pot era tenuto prigioniero dai suoi ex seguaci.

    Khmer Rossi Movimento rivoluzionario fondato in Cambogia nel 1963 da Pol Pot, inizialmente in opposizione al governo del principe regnante Norodom Sihanouk. I contendenti si allearono nel 1970, quando un colpo di stato portò al potere il governo filostatunitense di Lon Nol. Deposto Lon Nol nel 1975, Pol Pot venne nominato primo ministro (1976), dando vita a un regime di terrore inteso a rifondare l'intera società cambogiana su base comunista e contadina: le popolazioni delle città furono deportate nelle campagne, furono abolite la moneta e la proprietà, vietata la libera circolazione delle persone, soppressa l'educazione scolastica, se non quella impartita nei "campi di rieducazione" dove circa quattro milioni di persone (il 25% della popolazione) persero la vita.

    Il crescere dei contrasti con il vicino Vietnam riunito sfociò nell'invasione della Cambogia nel 1977 da parte delle forze vietnamite, con i khmer rossi costretti a rifugiarsi nella regione di confine con la Thailandia. Il ritiro degli occupanti dieci anni dopo non riportò la pace, poiché Pol Pot, rifiutando di riconoscere i governi di ricostruzione nazionale allora formatisi, continuò con i suoi uomini a praticare una guerriglia finalizzata alla piena riconquista del potere.

    Nemmeno gli sforzi delle forze di pace statunitensi inviate in Cambogia per tentare un inserimento dei khmer nel sistema politico cambogiano in occasione delle elezioni del 1993 ebbero successo, e i guerriglieri continuarono a combattere il governo legittimo, mantenendo sotto il proprio controllo il 10% del territorio nazionale, sebbene a partire dal 1994 fossero avviate trattative per una pacificazione che culminarono con l'amnistia concessa dal re nel settembre del 1996. Vari gruppi khmer già nel corso del 1997 accettarono di uscire dalla clandestinità per prendere parte attiva alla realtà politica del paese, rinnegando l'autorità di Pol Pot.
    "Sarà qualcun'altro a ballare, ma sono io che ho scritto la musica. Io avrò influenzato la storia del XXI secolo più di qualunque altro europeo".

    Der Wehrwolf

  2. #2
    email non funzionante
    Data Registrazione
    13 May 2009
    Messaggi
    30,192
     Likes dati
    0
     Like avuti
    11
    Mentioned
    2 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Nell’aprile del 1975 la guerra civile in Cambogia finì portando al potere Pol Pot con i suoi Khmer rossi; iniziava così per la Cambogia, un’ epoca di terrore.
    I crimini perpetrati da Pol Pot restano ancora oggi una delle pagine più buie e brutali della storia. Iniziò in Cambogia l’ "Anno zero", come gli stessi Khmer rossi lo battezzarono. Il primo passo di Pol Pot fu di vuotare la capitale Phnom-Penh, imponendo ai 2 milioni d’abitanti di andare a lavorare nelle campagne presso campi di lavoro che schiavizzarono i nuovi abitanti. Migliaia e migliaia di professionisti furono massacrate, per Pol Pot ogni intellettuale era un nemico, furono distrutti tutti i simboli della civiltà occidentale: automobili, attrezzature mediche, macchinari, qualsiasi elettrodomestico, vennero bruciati tutti i libri, demolite case, abolite le scuole, chi veniva trovato in possesso di matite o sorpreso a scrivere, veniva immediatamente ucciso.
    Fu dichiarata fuorilegge la proprietà privata, abolita la moneta. Non esistevano più servizi postali, negozi, attività sportive. Tutti, furono costretti a vestirsi con una casacca nera a maniche lunghe, abbottonata fino al collo, manifestazioni d’affetto, abbracci, liti, lamentele di qualsiasi tipo o piangere venne vietato.
    La Cambogia divenne un immenso campo di lavori forzati; le famiglie furono separate e inviate nei campi di lavoro dove la fame, le condizioni igieniche e la brutalità dei Khmer rossi erano problemi quotidiani. La percentuale dei suicidi aumentò, solo nel primo anno, dell’84%.
    Chi tentava la fuga se scoperto, veniva immediatamente ucciso, bastava un nonnulla per morire. I portatori di handicap fisici, non potendo lavorare, erano solo dei "parassiti" e, come tali, giustiziati immediatamente. A migliaia furono messi a morte perché sorpresi a contendere ai maiali la crusca per sfamarsi, il riuscire a mangiare dei topi rappresentava, spesso, l’unica alternativa. Si diffuse anche il cannibalismo, fenomeno fu tutto altro che raro tanto che negli ospedali divenne consuetudine cibarsi di coloro cha passavano a miglior vita.
    Le brutalità, le torture e le punizioni inflitte dai Khmer rossi a coloro che si rendevano colpevoli di reati, erano di una crudeltà inimmaginabile, dai bambini picchiati a morte con calci e pugni perché rubavano cibo, alle spille con il numero d’identificazione che erano attaccate direttamente sulla pelle dei condannati. A tanti, appesi a testa in giù, era infilata la testa in giare piene di olio bollente, ma uno dei sistemi più in voga nella repressione dei "nemici della Rivoluzione" fu sicuramente la morte per asfissia causata da sacchetti di plastica infilati in testa. Chi era arrestato era sempre colpevole e, se "fortunato", era giustiziato immediatamente, altrimenti era condannato a morire a poco a poco, di torture, di sevizie, di fame.
    Diventerà tristemente famoso un complesso-prigione denominato S-21 (Toul Sleng), una costruzione dove tutti quelli che erano considerati nemici del governo erano fotografati, torturati ed infine uccisi. Furono uccise oltre 20.000 persone, di cui circa 2.000 erano bambini. Sono state migliaia le fotografie recuperate, dopo la caduta di Pol Pot, di persone (vecchi e bambini), di cui si è persa qualsiasi traccia.
    La paura d' essere vittima di complotti "controrivoluzionari" spinse Pol Pot a diffidare di tutto e di tutti al punto da far internare e morire nei campi di lavoro anche i suoi 2 fratelli.
    L' inimicizia con il Vietnam si trasformò in conflitto, a causa dei continui massacri perpetrati dai Khmer ai danni dei profughi cambogiani che sconfinavano in Vietnam nella ricerca di una estrema speranza di salvezza. Nel dicembre 1978 l’esercito vietnamita, forte di 100.000 soldati, attraversò il confine, abbattendo il regime sanguinario di Pol Pot ed instaurando un governo fantoccio filo vietnamita. Pol Pot riuscì tuttavia a fuggire e, con i suoi fedelissimi Khmer, si rifugiò nell' intricata giungla Thailandese con il consenso del governo di Bangkok e da lì continuò nella sua attività antigovernativa tramite i guerriglieri Khmer fino al 1995, anno in cui venne arrestato, venne tenuto prigioniero dai suoi ex-seguaci in un campo guerrigliero nella giungla cambogiana fino al 15 Aprile 1998, anno in cui avvenne la sua morte a causa di un probabile attacco di cuore.
    Rimane tuttavia un mistero la morte di Pol Pot che per qualcuno potrebbe essere ancora vivo, oppure sarebbe potuto essere stato assassinato dai suoi Khmer, perché ormai vecchio e malandato costituiva un peso ai continui spostamenti dei guerriglieri braccati dalle truppe governativa. Di sicuro si sa che alla sua morte i Khmer si affrettarono a convocare alcuni funzionari governativi Thailandesi per mostrarne il cadavere, che fu poi cremato, quasi a voler a mostrare a tutti i costi che il capitolo del terrore era stato chiuso per sempre, o forse nella speranza che su di loro si allentasse la morsa internazionale intenzionata a processare Pol Pot ed i suoi seguaci per crimini contro l’umanità. L’attività dei Khmer rossi cessò definitivamente solo nel 1999.
    "Sarà qualcun'altro a ballare, ma sono io che ho scritto la musica. Io avrò influenzato la storia del XXI secolo più di qualunque altro europeo".

    Der Wehrwolf

  3. #3
    email non funzionante
    Data Registrazione
    13 May 2009
    Messaggi
    30,192
     Likes dati
    0
     Like avuti
    11
    Mentioned
    2 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito



    Dettagli del libro
    Titolo: Pol Pot. Anatomia di uno sterminio
    Autore: Short Philip
    Traduttore: Peru E.
    Editore: Rizzoli
    Data di Pubblicazione: 2005
    Collana: Storica
    ISBN: 8817006599
    Pagine: 663
    Reparto: Politica
    "Sarà qualcun'altro a ballare, ma sono io che ho scritto la musica. Io avrò influenzato la storia del XXI secolo più di qualunque altro europeo".

    Der Wehrwolf

  4. #4
    email non funzionante
    Data Registrazione
    13 May 2009
    Messaggi
    30,192
     Likes dati
    0
     Like avuti
    11
    Mentioned
    2 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Phnom Penh (Cambogia), un uomo prega davanti ai teschi di vittime dei Khmer rossi, nel 30mo anniversario della presa del potere di Pol Pot

    "Sarà qualcun'altro a ballare, ma sono io che ho scritto la musica. Io avrò influenzato la storia del XXI secolo più di qualunque altro europeo".

    Der Wehrwolf

  5. #5
    email non funzionante
    Data Registrazione
    13 May 2009
    Messaggi
    30,192
     Likes dati
    0
     Like avuti
    11
    Mentioned
    2 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    "Sarà qualcun'altro a ballare, ma sono io che ho scritto la musica. Io avrò influenzato la storia del XXI secolo più di qualunque altro europeo".

    Der Wehrwolf

 

 

Discussioni Simili

  1. Una storia poco conosciuta: i Khmer Rossi
    Di C@scista nel forum Storia
    Risposte: 136
    Ultimo Messaggio: 21-09-17, 18:31
  2. Su Pol Pot,sui Khmer Rossi,sulla Kampuchea
    Di ABDUL KARIM nel forum Destra Radicale
    Risposte: 238
    Ultimo Messaggio: 20-11-08, 19:06
  3. Morto Ta Mok, ex leader dei Khmer Rossi
    Di Der Wehrwolf nel forum Etnonazionalismo
    Risposte: 1
    Ultimo Messaggio: 21-07-06, 10:37
  4. Si preparano i processi per i Khmer Rossi
    Di tigermen nel forum Politica Estera
    Risposte: 7
    Ultimo Messaggio: 13-12-05, 19:01
  5. Ricordare Le Vittime Dei Khmer Rossi
    Di SemparQuel nel forum Politica Nazionale
    Risposte: 0
    Ultimo Messaggio: 21-05-04, 11:36

Permessi di Scrittura

  • Tu non puoi inviare nuove discussioni
  • Tu non puoi inviare risposte
  • Tu non puoi inviare allegati
  • Tu non puoi modificare i tuoi messaggi
  •  
[Rilevato AdBlock]

Per accedere ai contenuti di questo Forum con AdBlock attivato
devi registrarti gratuitamente ed eseguire il login al Forum.

Per registrarti, disattiva temporaneamente l'AdBlock e dopo aver
fatto il login potrai riattivarlo senza problemi.

Se non ti interessa registrarti, puoi sempre accedere ai contenuti disattivando AdBlock per questo sito