Ruini è un prepotente. Wojtyla ha cambiato la storia, in peggio.
da www.dilloadalice.it
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Alice intervista a Don Andrea Gallo: “Non è possibile negare la liberazione degli ultimi attraverso la lotta. Wojtyla ha riaffermato il potere assoluto e personale. Hanno creato sottomissione culturale e spirituale. Marx ha cambiato la storia".
Alice intervista Don Andrea Gallo, il prete rosso, il prete di strada, il prete no global. Fondatore della Comunità di San Benedetto al porto di Genova che accoglie tossicodipendenti e persone in difficoltà: ex prostitute, ex ladri, uomini e donne in transito da un sesso all'altro. Figura carismatica, la sua celebrità ha raggiunto una dimensione nazionale durante il G8 genovese. Don Gallo ha tenuto un accorato discorso durante lo storico concerto di Manu Chao, ha testimoniato contro il blitz di Bolzaneto ed è diventato una vera icona del mondo pacifista che lo vuole sempre in prima linea durante le marce della pace.
Don Gallo, però, è soprattutto un uomo di chiesa, profondamente convinto di indossare l'abito talare, e profondamente convinto di poterlo fare in piena libertà di pensiero e di azione. Un prete “angelicamente anarchico” com'è il titolo del libro che ha scritto lo stesso Don Gallo.
Don Gallo, lei è colui che si definisce chiaramente “un prete scomodo”. Come sono suoi rapporti con le gerarchie ecclesiastiche?
Già l'11 ottobre 1962 quando Papa Giovanni apriva il Concilio Vaticano II mi chiamavano “comunista” e “rivoluzionario”. Oggi assistiamo ad una prepotenza gerarchica. Ad esempio, il cardinale Camillo Ruini è un prepotente ed un arrogante. E cosa mi deve fare? Se uno lo è, lo è. E' una prepotenza mondana e troppo poco fraterna. Il centralismo romano occidentale è molto poco cattolico.
In che senso?
“Cattolico” significa universale; finché la Chiesa sarà così come è oggi mi domando come si possa andare ad evangelizzare. Il 74% dei cattolici non è occidentale, eppure questa Chiesa non è per nulla a favore all'ecumenismo, ma del verticismo.
Si considera un ribelle?
Io sono un po' anarchico; ad esempio, le gerarchie ecclesiastiche vanno alla marcia della pace di Assisi e io, per dispetto, non ci vado... così come non sono mai andato a Lourdes. Le faccio un esempio di come vanno le cose: siamo in un team di ricerca di un prodotto per una grande azienda. Ebbene, ad un certo momento un paio di ricercatori hanno un'idea nuova. Ah sì, e allora li sbattono fuori!! Ecco come pensa la Chiesa oggi! Per questo il pluralismo filosofico è così scarso. Questo ortodossismo è preoccupato più di frenare che di promuovere, è poco sensibile alla comunione plurale. In molti cattolici hanno creato un concetto di paura ecclesiastica, di sottomissione e di conformismo spirituale.
E di Giovanni Paolo II cosa pensa?
Giovanni Paolo II ha cambiato la storia, ma in peggio. Il concilio ed il primo post-concilio hanno riscattato il concetto di popolo di Dio, la Chiesa come comunione e non come gerarchica. La Chiesa deve essere vicina ai poveri, aiutarli a prendere coscienza di se stessi perché la comunità ecclesiale non è contrapposta agli emarginati, ma fa corpo con essi.
E' molto critico, ma allora perché continua a fare il prete?
Quando mi chiedono come io faccia a rimanere in questa struttura, rispondo sempre che è la mia casa... anche se ci vuole più coraggio a rimanere che ad andarsene. La Chiesa da mezzo per realizzare il regno di Dio è diventata fine della propria azione. E' troppo centralistica e piegata su se stessa e sul proprio apparato di potere. La bontà di Giovanni XXIII ci stimolava a non preoccuparci dei profeti di sventura e ad accarezzare i bambini quando andiamo a casa. Ecco, bisognerebbe riscoprire questa dolcezza e confortare chi è emarginato, abbandonato o è solo: amare l'handicappato, il malato cronico, l'anziano, il tossico dipendente, la prostituta, il carcerato, l'ex prete, l'esule, l'immigrato, il perseguitato. Amare chi non è amato da nessuno, dare voce a chi non ha voce.
Cosa pensa di Giovanni Paolo II?
Un milione di persone ha seguito il suo funerale, ma sono venticinque anni che il potere ha ucciso mons. Romero. E come mai di questo nessuno parla? Questo Papa ha frenato la collegialità ed ha riaffermato il potere assoluto e personale del successore di Pietro sullo stesso consiglio episcopale. Giovanni Paolo II continuava a dire di non avere paura, ma purtroppo le gerarchie hanno paura e chi ha paura non crede.
Non crede di essere troppo “polemico”?
Ormai non compare più rispetto ai poveri e agli emarginati la distinzione tra un progetto di liberazione e un'opera assistenziale. Vi è tanta solidarietà assistenziale, ma non quella liberatrice. Gli oppressi devono diventare i soggetti della loro liberazione e non è possibile negare questa conquista attraverso la lotta. Gli ultimi documenti della Chiesa sono così preoccupati da questa teoria che affermano che solo Dio può liberare l'uomo. Nessuno libera se stesso, perché occorre farlo insieme. Abramo, Mosè, Gesù, Marx, Freud, Einstein hanno cambiato la storia.
In tanti la definiscono “comunista”. E' così?
Il card. Tettamanzi, un vero papabile, una volta mi disse: “Preghi”. Io risposi: “Certo che prego, ma i primi 12 articoli della repubblica italiana”, ovvero la distinzione tra Chiesa e Stato, la lotta partigiana, la repubblica democratica e laica. L'antifascismo non è un optional perché non è un'ideologia ma è l'essenza laica della democrazia.
Cosa pensa del Conclave??
Spero che siano rimasti fuori Comunione e Liberazione, l'Opus Dei, i Legionari di Cristo e di Maria. A volte mi dicono che sono semplicistico, ma il messaggio di Gesù è semplice: “Non sono venuto per essere servito, ma per servire”.
Alex Castelli




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