Arrivato il primo segmento della stele rimasta a Roma per 68 anni
L'obelisco è tornato ad Axum
Dal nostro inviato
AXUM (ETIOPIA) – Il gigantesco Antonov con a bordo la parte centrale dell'obelisco che l'Italia sta restituendo all’Etiopia, è atterrato ad Axum alle 6.20 in punto ora locale, accolto dalle autorità civili e degli alti dignitari della Chiesa Ortodossa, che indossavano i paramenti sacri delle grandi occasioni. Un sospiro di sollievo l'ha tirato l'ambasciatore italiano ad Addis Abeba, Guido La Tella che appariva assai soddisfatto.
I problemi per il trasporto sono stati essenzialmente due. L'Antonov 124 può trasportare fino a 120 tonnellate, ma se parte e atterra al livello del mare. Il secondo ostacolo da superare è stato quello giudiziario. La società proprietaria dell'enorme quadrimotore, l'Antonov Design Bureau (ADB), rischia il sequestro dei suoi aerei ogni volta che toccano terra in Europa e in America, per un contenzioso con una società canadese-cipriota, la Tmr Energy, che deve ricevere dal governo ucraino (proprietario della ADB) 48 milioni di dollari.
La Tmr era di proprietà del faccendiere e miliardario americano Marc Rich, implicato in traffici di vario genere (valuta, armi, petrolio, speculazioni e affari poco chiari), diventato famoso perché inspiegabilmente graziato dal presidente americano Bill Clinton, pochi giorni prima che scadesse il suo mandato.
Il segmento dell'obelisco arrivato oggi ad Axum pesa 60 tonnellate mentre il monumento tutto intero arriverà a 160 tonnellate. E' stato scolpito 1700 anni fa e nel 1937 fu portato dall'Italia fascista a Roma, con un viaggio via nave organizzato dalla Gondrand. Fu inaugurato a Porta Capena, davanti al ministero delle Colonie, ora palazzo della Fao, il 28 ottobre 1937, per commemorare il quindicesimo anniversario della marcia su Roma.
Terminate le operazioni di scarico alle 11 ore locale, l'aereo, che sarebbe dovuto ripartire per l'Italia a raccogliere un secondo segmento delle stele, è rimasto fermo sulla pista, bloccato dal gran caldo. Le alte temperature impediscono il decollo del grande velivolo. La partenza slitta a mercoledì.
Massimo A. Alberizzi
malberizzi@corriere.it
19 aprile 2005




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