24 aprile 2005: 90° anniversario del genocidio armeno
«ŠSotto l¹affresco una scritta in armeno: ³24 Aprile², data d¹inizio dei massacri. Tale data avrebbe dovuto divenire la giornata mondiale del genocidio, se la proposta non fosse stata ostacolata dalla lobby ebraica americana su istigazione degli ebrei di Turchia. L¹iniziativa della comunità ebrea di Istanbul fu a suo tempo criticata da Simon PeresŠ» (Pietro Kuciukian, ³Viaggio tra i cristiani d¹Oriente. Comunità armene in Siria e in Iran², Ed. Guerini e Associati, Milano 1996, pag. 94).
Il 24 aprile 2005 ricorrerà il 90° anniversario del genocidio armeno. Il Centro studi Federici ricorda gli Armeni cristiani, circa 1.500.000, vittime del genocidio e invita le associazioni amiche a ricordare l¹anniversario con comunicati stampa, conferenze e convegni nel corso del 2005. Indirizzi utili:
- per la documentazione generale si può consultare il sito della Comunità Armena di Roma: http://www.comunitaarmena.it
- per la documentazione fotografica si può consultare il sito di Marcello Piccamiglio: http://freeweb.dnet.it/liberi/index.html
- se la pagina del sito presentasse dei problemi, la stessa documentazione è disponibile sul sito dei Giovani Padani: http://www.giovanipadani.leganord.or...li.asp?ID=2658
- per l¹organizzazione di conferenze si può scrivere al dottor Pietro Kuciukjan, autore di numerosi libri sulla questione armena: pietro.kuciukyan@tin.it
Documento n. 1 - UNA BREVE SCHEDA SUL GENOCIDIO (dal sito: www.gariwo.net)
METZ YEGHÉRN, IL GENOCIDIO DEGLI ARMENI
Quando e dove: nel quadro del primo conflitto mondiale (1914-1918) si compie, nell¹area dell¹ex impero ottomano, in Turchia, il genocidio del popolo armeno (1915 _ 1923), il primo del XX secolo. Con esso il governo dei Giovani Turchi, che ha preso il potere nel 1908, attua l¹eliminazione dell¹etnia armena, presente nell¹area anatolica fin dal 7° secolo a.C.
Entità dello sterminio: nella memoria del popolo armeno, ma anche nella stima degli storici, perirono i due terzi degli armeni dell'Impero Ottomano, all¹incirca 1.500.000 di persone. Molti furono i bambini islamizzati e le donne inviate negli harem. La deportazione e lo sterminio del 1915 sono stati preceduti dai pogrom del 1894-96 voluti dal Sultano Abdul Hamid II e da quelli del 1909 attuati dal governo dei Giovani Turchi.
Autori del progetto e della messa in atto: le responsabilità dell¹ideazione e dell¹attuazione del progetto genocidario vanno individuate all¹interno del partito dei Giovani Turchi, Ittihad ve Terraki (Unione e Progresso). L¹ala più intransigente del Comitato Centrale del Partito ha pianificato il genocidio, realizzato attraverso una struttura paramilitare, l¹Organizzazione Speciale (O.S.), diretta da due medici, Nazim e Chakir. L¹O.S. dipendeva dal Ministero della Guerra e attuò il genocidio con la supervisione del Ministero dell¹Interno e la collaborazione del Ministero della Giustizia. I politici responsabili dell¹esecuzione del genocidio furono: Talaat, Enver, Djemal. Mustafa Kemal, detto Ataturk, ha completato e avallato l¹opera dei Giovani Turchi, sia con nuovi massacri, sia con la negazione delle responsabilità dei crimini commessi.
Pianificazione: il genocidio degli armeni può essere considerato il prototipo dei genocidi del XX secolo. La pianificazione avviene tra il dicembre del 1914 e il febbraio del 1915 con l¹aiuto di consiglieri tedeschi, alleati della Turchia all¹interno del primo conflitto mondiale. L¹obiettivo era di risolvere alla radice la questione degli armeni, popolazione cristiana che guardava all¹occidente.
Moventi ideologici: il movente fondamentale è da ricercarsi all¹interno dell¹ideologia panturchista, che ispira l¹azione di governo dei Giovani Turchi, determinati a riformare lo Stato su una base nazionalista, e quindi sull¹omogeneità etnica e religiosa. La popolazione armena, di religione cristiana, che aveva assorbito gli ideali dello stato di diritto di stampo occidentale, con le sue richieste di autonomia avrebbe potuto costituire un ostacolo ed opporsi al progetto governativo.
La motivazione principale del genocidio, dunque, perpetrato dal governo turco, fu di tipo politico. L¹obiettivo degli ottomani era la cancellazione della comunità armena come soggetto storico, culturale e soprattutto politico. Non secondaria fu la rapina dei beni e delle terre degli armeni.
Il governo e la maggior parte degli storici turchi ancora oggi rifiutano di ammettere che nel 1915 è stato commesso un genocidio ai danni del popolo armeno.
Modalità di esecuzione: il 24 aprile del 1915 tutti i notabili armeni di Costantinopoli vennero arrestati, deportati e massacrati. A partire dal gennaio del 1915 i turchi intrapresero un¹opera di sistematica deportazione della popolazione armena verso il deserto di Der-Es-Zor. Il decreto provvisorio di deportazione è del maggio 1915, seguito dal decreto di confisca dei beni, decreti mai ratificati dal parlamento. Dapprima i maschi adulti furono chiamati a prestare servizio militare e poi passati per le armi; poi ci fu la fase dei massacri e delle violenze indiscriminate sulla popolazione civile; infine i superstiti furono costretti ad una terribile marcia verso il deserto, nel corso della quale gli armeni furono depredati di tutti i loro averi e moltissimi persero la vita. Quelli che giunsero al deserto non ebbero alcuna possibilità di sopravvivere, molti furono gettati in caverne e bruciati vivi, altri annegati nel fiume Eufrate e nel Mar Nero.
Documento n. 2 _ NEGAZIONISMO ISRAELIANO
(Š) Yair Auron, uno dei più eminenti studiosi dei genocidi, ancora una volta si leva in difesa degli armeni e chiede al governo israeliano di riconoscere ufficialmente l¹avvenuto genocidio degli armeni da parte del governo dei giovani Turchi. In un suo recente articolo, ³Stiamo aiutando il negazionismo², pubblicato il 9 giugno 1998, su Haaretz, quotidiano in lingua ebraica che si stampa in Israele, così scrive:
La recente decisione dell¹assemblea nazionale di Francia di riconoscere il genocidio armeno è passata sotto silenzio in Israele. Avendo adottato la formula ³la Francia riconosce ufficialmente il genocidio armeno del 1915², l¹assemblea l¹ha votata all¹unanimità. Nessuno dei parlamentari ha votato contro o tanto meno si è astenuto. (Š) La Francia subirà dei danni economici-finanziari derivati dall¹approvazione della risoluzione sul genocidio armeno, (la Turchia ha già minacciato di reagire rapidamente). La Turchia ha anche dichiarato che ³la risoluzione adottata incoraggerà il terrorismo di tipo razziale²£.
Quali connessioni ci sono, continua Auron, tra questi fatti e Israele? Il mese scorso ho partecipato a una conferenza internazionale alla Sorbonne sul genocidio armeno. Alla fine della conferenza il presidente del comitato organizzatore ha dichiarato che ora gli armeni si batteranno per il riconoscimento del genocidio in tre stati: la Francia (la risoluzione in favore del riconoscimento del genocidio armeno non è stata ancora approvata dal Senato francese, ndr), Israele e Turchia. E¹ difficile spiegare quanto importante sia per gli armeni di tutto il mondo la questione di come lo stato di Israele considera il genocidio armeno. La possibilità che la Turchia riconosca il genocidio da essa perpetrato (e ciò è una condizione sine qua non per la formazione di uno stato genuinamente democratico in Turchia) dipende dalla possibilità che altri stati si uniscano alla Francia. E¹ chiaro che, in questa circostanza, l¹atteggiamento di Israele assuma un importante significato. Ma Israele è divenuto, in modo diretto o indiretto, complice della politica negazionista della Turchia. Tutti i governi israeliani che si sono succeduti si comportano alla stessa maniera. Alcuni mesi fa la nomina dell¹ambasciatore israeliano in Turchia è stata ritirata perché la Turchia aveva protestato poiché nel 1981 l¹ambasciatore aveva parlato del genocidio armeno. Il governo israeliano ha allora invitato al suo posto un nuovo ambasciatore e ciò è accaduto senza nessuna contestazione in Israele, mentre in qualsiasi altra nazione ne avrebbero discusso a lungo.
Ci sono somiglianze e differenze fra il genocidio armeno e la Shoah ebraica, ma il genocidio è un crimine, l¹uccisione di un popolo a causa della sua appartenenza a un gruppo nazionale, etnico, razziale o religioso. La negazione del genocidio armeno ha lo stesso significato della negazione dell¹Olocausto. L¹ambasciatore che è stato rimosso rappresentava uno stato che si riconosce come rappresentante delle vittime della Shoah. C¹è una responsabilità morale, educativa, politica e attuale di primo ordine per riconoscere il genocidio armeno. (Š)
Il riconoscimento del genocidio armeno ha per Israele un particolare significato specialmente perché Israele è dannazione di sopravvissuti a un genocidio. C¹è la possibilità che Israele segua l¹esempio della Francia? E¹ troppo sperare che un membro della Knesset si alzi per proporre una risoluzione affinché Israele riconosca ufficialmente il genocidio armeno? (Š)
(Pietro Kuciukian, "Dispersi. Viaggio tra le comunità armene nel mondo", Ed. Guerini e Associati, Milano 1998, pag. 169).
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