Leggendo “Quasi una vita”, vecchio romanzo di Corrado Alvaro, mi ha colpito una frase, bellissima e quanto mai veritiera: E le donne, come sempre quando l’ umanità è in pericolo, erano pronte.
L' autore descrive l' aria che si respirava a Roma nel giugno 1940, subito dopo la dichiarazione di guerra, in attesa degli eventi.
Come le serate fossero dolci e luminose...
Come, di notte, anche i più comuni edifici levassero certe linee nel cielo grandi e sicure...
Come al chiaro di luna la scalinata di Trinità dei Monti sembrasse fatta d' argento...
E, appunto, come le donne fossero pronte.
Al pari delle parigine, londinesi, berlinesi, moscovite, aggiungo io.
Pronte e disponibili a far l' amore, questo intende Alvaro. Ma sopratutto, presagendo l' immane carneficina, vogliose di figliare. Assicurando cosi la sopravvivenza del genere umano.
Alvaro aveva visto giusto, inconsciamente è proprio quella la molla che spinge le donne a darsi maggiormente in tempo di guerra. Quando gli uomini, presi da quella follia che è la guerra, si scannano tra loro, ci pensano le donne ad assicurare il futuro dell' umanità.
Di questo non le saremo mai abbastanza riconoscenti.
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