Stele di Axum torna in Etiopia
Il monumento fu portato a Roma nel 1937
Dopo un esilio durato 70 anni la stele di Axum fa ritorno in Etiopia. Alle 190 è partito dall'aeroporto militare di Pratica di Mare (Roma) l'aereo che deve riportare nel paese d'origine la prima parte del monumento. In questo primo viaggio vengono portate 60 delle 150 tonnellate dell'intera stele. Seguiranno altri voli che trasporteranno le restanti parti del monumento in Somalia.
L'operazione è curata dalla società Lattanzi, specializzata nel restauro e nel trasferimento di opere artistiche, che da un anno lavora proprio per questo speciale trasloco. Prima con lo smontaggio della stele poi con il trasferimento in un capannone a Ponte Galeria e in questi giorni a Pratica di Mare, da dove la prima parte del monumento è decollata con un Antonov A124/100. All'operazione ha preso parte la Sky Link Aviation, una società canadese, che ha anche una sede in Italia, specializzata in trasporti aerei in zone di crisi per conto di organizzazioni umanitarie e governi. L'arrivo ad Axum è previsto all'alba, verso le 4, dove ad attendere la stele per le operazioni di scarico ci sarà Simone Lattanzi, il figlio del fondatore della società, Vincenzo.
L'Antonov che porta l'obelisco è un aereo speciale tra quelli fabbricati dalla società ucraina, in grado di atterrare sulla pista di Axum lunga appena 2.400 metri. Nel velivolo ci sono apparecchiature speciali della società Lattanzi, capaci di tenere sotto controllo lo stato dell'obelisco. Nel caso di una perturbazione durante il volo che potesse mettere in pericolo lo stato della stele, i responsabili della Lattanzi potrebbero anche disporre al comandante di cambiare la rotta dell'aereo. E' staso deciso di atterrare all'alba, ad una temperatura bassa e non al caldo, per evitare, con quel carico, eventuali problemi ai motori. Il secondo viaggio è in programma a metà settimana, l'ultimo il 25 aprile, per riportare questo bottino di guerra che nel 1937 Benito Mussolini fece portare a Roma per collocarlo in piazza di Porta Capena davanti all'allora Ministero dell'Africa Orientale Italiana, oggi sede della Fao.
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Siano maledetti a vita i vigliakki ke hanno voluto questa umiliante restituzione.




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