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  1. #1
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    Predefinito M. Fini - Malato è il calcio non i tifosi

    MALATO È IL CALCIO NON I TIFOSI
    di MASSIMO FINI

    È perfettamente inutile che il Viminale e la Federcalcio adottino la "tolleranza zero", decidano la sospensione della gara, la sconfitta a tavolino per la squadra di casa e la squalifica del campo al primo petardo lanciato sul terreno di gioco, che il questore abbia la facoltà di non autorizzare la partita se in città, prima del match, sono avvenuti tafferugli, che gli ingressi siano aperti in anticipo per permettere perquisizioni sempre più accurate, anche con personale femminile, che schiere di poliziotti siano impegnati durante la settimana per la bonifica degli stadi e dei loro dintorni, che si minaccino leggi e pene severissime per i trasgressori, più severe di quelle che puniscono (o meglio non puniscono) gli autori di reati finanziari gravissimi, che si vogliano addirittura proibire gli striscioni non "politically correct" e che, insomma, si cerchi di scoraggiare in tutti i modi i tifosi violenti.
    È perfettamente inutile perché malati non sono i tifosi, malato è il calcio. Violenti non sono i tifosi, violento è diventato il calcio, per essere più precisi, la malattia e la violenza dei primi sono la conseguenza della malattia e della violenza del secondo.


    Il calcio era una straordinaria festa nazionalpopolare, un rito collettivo che si celebrava la domenica come la messa, carico di significati simbolici, mitici, sentimentali, identitari. Ed era anche una pacifica metafora della guerra che, con le urla, gli insulti all'arbitro nella funzione farmaceutica di "capro espiatorio" (in greco il "capro espiatorio" era chiamato "pharmakos") gli striscioni anche truculenti, serviva a scaricare l'aggressività naturale che è in ciascuno di noi, a canalizzarla in modo intelligente, a controllarla.

    Nel corso del tempo tutti questi motivi rituali, mitici, simbolici, identitari sono stati spazzati via dallo show-business. Quell'antica festa è stata ridotta a una pura partita di denaro, a un affare colossale, con in gioco interessi economici enormi, televisivi e pubblicitari. Le partite sono state spalmate sull'intera settimana, e quando non c'è il campionato, il martedì e il mercoledì c'è l'odiosa Champion's League al posto della vecchia, cara Coppa dei Campioni cui partecipavano ad eliminazione diretta solo le squadre che avevano vinto lo scudetto e quindi con un numero di incontri molto minore, il giovedì c'è l'Uefa. Di calcio si parla, invece che il lunedì mattina negli uffici, nelle fabbriche, al bar, tutta la settimana in talk-show demenziali con protagonisti altrettanto demenziali. I giocatori non sono più solo giocatori, dei in campo e gente qualunque fuori, ma testimonial, sponsor, divi del jet set internazionale di cui i giornali raccontano amori, fidanzate, figli, famiglia (ma perché mai, perdio, devono sapere tutto delle scopate di Totti? Totti lo voglio, e lo devo, vedere solo in campo a fare le cose straordinarie che sa fare e stop).

    Come si poteva pensare che proprio i tifosi, e in particolare il lumpenproletariat più emarginato che si nutre solo di pallone, sfuggissero a questa enfiagione mostruosa del calcio, a questo autentico cancro che dirama ormai la sue metastasi in tutte le direzioni? Anche i tifosi vogliono sentirsi protagonisti di questo Barnum e ritagliarsi la loro fetta di importanza. La loro violenza fisica è un riflesso della violenza economica che è ormai la vera cifra del calcio. Le partite, oggi, non sono più partite ma sopraffazione economica di chi ha più denaro e può comprarsi ogni anno i giocatori migliori, i più forti tecnicamente, i più attrezzati fisicamente, strappandoli alle altre squadre d'Italia, d'Europa, del mondo, su chi ne ha meno. Inoltre nel tifoso che getta oggetti sul campo, danneggiando la propria squadra, la "squadra del cuore", c'è, seppure inconscio, il sottile e masochistico piacere di partecipare anch'egli alla definitiva demolizione di un meraviglioso giocattolo che gli è stato distrutto sotto gli occhi. Il tifoso violento è come il bambino che, per rabbia, calpesta il giocattolo che qualcun altro gli ha rotto. E non è il peggiore in questa storia. L'estate di due anni fa gli ultras di 78 squadre di A, B e C manifestarono, molto civilmente e senza dar luogo ad alcun incidente, sotto la sede della Federcalcio a Milano al grido di: «Ridateci il calcio di una volta». Con i numeri dall'1 all'11 come una volta, con le partite giocate solo il pomeriggio della domenica come una volta, con giocatori che non passino da una squadra all'altra ogni campionato o addirittura durante il campionato, con meno peruviani, coreani, nigeriani in campo e più "enfants de pays" e così via. Ma non sono stati ascoltati. Sono stati anzi irrisi come individui fuori dal loro tempo. Bene, allora i tempi sono questi. Teneteveli.

    Massimo Fini

    17/4

  2. #2
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    come non essere daccordo?

  3. #3
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    Grande Fini, come sempre !
    "... e ciascuno morendo scagli l'asta per l'ultima volta,
    ché degno d'onore e magnifico è per un uomo combattere
    per la sua terra e i figli e la sposa legittima
    contro i nemici "
    Tirteo


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  4. #4
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    Sono anch'io per divere ragioni conttrario alla 'tolleranza zero' di isanu, che è solo l'ennesimo slogan privo di senso per tenere buono il popolino.

    Ciò non toglie tuttavia che non ci sia alcun nesso logico in quanto dice Fini (che per è spesso piuttosto banale). In primis perché se carraro e galliani e blatter sono dei x<^1##@/! ciò non giustifica in alcun modo chi tira in campo un fumogeno addosso a un giocatore, il quale in quel momento sta facendo il suo mestiere.

    Secondariamente perché anche ai bei tempi, quando il calcio era puro, genuino etc.etc. (e secondo me non lo è mai stato: già dagli anni '50 i giocatori venivano avvelenati con il doping), la gente faceva ugualmente casino e si menava.

    In terzo luogo perché, come nella vita, anche qui vale un agionamento semplice semplice: se il calco non ti piace perché fa Skyfo - e potre anche cooncordare - puoi tranquillamente smettere di andare allo stadio.

  5. #5
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    proprio perchè
    calcio era una straordinaria festa nazionalpopolare, un rito collettivo che si celebrava la domenica come la messa, carico di significati simbolici, mitici, sentimentali, identitari...
    non è semplicissimo, decidere di punto in bianco, che non debba rappresentare più niente. E te lo dice chi si ne è tirato completamente fuori , ma riconosco che non è così facile come può sembrare,

  6. #6
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    In origine postato da Wandervogel
    proprio perchè
    calcio era una straordinaria festa nazionalpopolare, un rito collettivo che si celebrava la domenica come la messa, carico di significati simbolici, mitici, sentimentali, identitari...
    non è semplicissimo, decidere di punto in bianco, che non debba rappresentare più niente. E te lo dice chi si ne è tirato completamente fuori , ma riconosco che non è così facile come può sembrare,
    Non e' facile , e te lo dice uno che x 2 anni non ci potra' andare .
    Mi manca , eccome se mi manca ,la curva ha rappresentato tantissimo x me ,adesso mi capita di svegliarmi alla domenica e di sentirmi spaesato senza dover correre allo stadio a presidiare la curva o in stazione x partire x una trasferta.
    Comunque condivido pienamente l'analisi di Finil calcio adesso fa skifo e non certo x colpa degli ultras .La violenza negli stadi c'e' sempre stata (anche peggio negli anni 70/80)ma non era enfatizzata dai media come adesso .la poltica nelle curve anche :mi raccontavano i piu' vecchi di Bologna Verona anni 70 con un bandierone con la falce e martello nella nostra curvax provvocare i veronesi notoriamente camerati.
    Allora era tutto + ruspante ,era un altro calcio non c'erano i calciatori con le veline nelle riviste patinate o nelle pubblicita' della tim , c'erano i vecchi fumogeni arancioni da segnalazione marina che duravano un quarto d'ora e intossicavano mezza curva e nessuno si scandalizzava..altri tempi !
    Forse questi 2 anni di "riflessione"mi serviranno x tagliare con un mondo che non esiste piu'.

  7. #7
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    In origine postato da CATENACCI
    Non e' facile , e te lo dice uno che x 2 anni non ci potra' andare .
    Mi manca , eccome se mi manca ,la curva ha rappresentato tantissimo x me ,adesso mi capita di svegliarmi alla domenica e di sentirmi spaesato senza dover correre allo stadio a presidiare la curva o in stazione x partire x una trasferta.
    Comunque condivido pienamente l'analisi di Finil calcio adesso fa skifo e non certo x colpa degli ultras .La violenza negli stadi c'e' sempre stata (anche peggio negli anni 70/80)ma non era enfatizzata dai media come adesso .la poltica nelle curve anche :mi raccontavano i piu' vecchi di Bologna Verona anni 70 con un bandierone con la falce e martello nella nostra curvax provvocare i veronesi notoriamente camerati.
    Allora era tutto + ruspante ,era un altro calcio non c'erano i calciatori con le veline nelle riviste patinate o nelle pubblicita' della tim , c'erano i vecchi fumogeni arancioni da segnalazione marina che duravano un quarto d'ora e intossicavano mezza curva e nessuno si scandalizzava..altri tempi !
    Forse questi 2 anni di "riflessione"mi serviranno x tagliare con un mondo che non esiste piu'.
    ricordo bene quei fumogeni,il mio vecchio schott ne sente la mancanza.

    Onore ai diffidati
    Ultras Liberi

  8. #8
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    In origine postato da VoX NOiR
    ricordo bene quei fumogeni,il mio vecchio schott ne sente la mancanza.

    Onore ai diffidati
    Ultras Liberi

  9. #9
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    In origine postato da CATENACCI
    Non e' facile , e te lo dice uno che x 2 anni non ci potra' andare .
    Mi manca , eccome se mi manca ,la curva ha rappresentato tantissimo x me ,adesso mi capita di svegliarmi alla domenica e di sentirmi spaesato senza dover correre allo stadio a presidiare la curva o in stazione x partire x una trasferta.
    Comunque condivido pienamente l'analisi di Finil calcio adesso fa skifo e non certo x colpa degli ultras .La violenza negli stadi c'e' sempre stata (anche peggio negli anni 70/80)ma non era enfatizzata dai media come adesso .la poltica nelle curve anche :mi raccontavano i piu' vecchi di Bologna Verona anni 70 con un bandierone con la falce e martello nella nostra curvax provvocare i veronesi notoriamente camerati.
    Allora era tutto + ruspante ,era un altro calcio non c'erano i calciatori con le veline nelle riviste patinate o nelle pubblicita' della tim , c'erano i vecchi fumogeni arancioni da segnalazione marina che duravano un quarto d'ora e intossicavano mezza curva e nessuno si scandalizzava..altri tempi !
    Forse questi 2 anni di "riflessione"mi serviranno x tagliare con un mondo che non esiste piu'.
    IL MIO CONSIGLIO è NON TAGLIARE CON QUEL MONDO. IL TIFO HA BISOGNO DI GENTE COME TE. SE NO LA DIAMO VINTA A LORO, A QUELLI CHE UN GIORNO SI E L'ALTRO PURE CRIMINALIZZANO GLI ULTRAS

 

 

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