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    Exclamation In Italia troppe morti da "mal di carcere"


    COMUNICATO STAMPA
    In Italia troppe morti da "mal di carcere": negli Usa le hanno ridotte del 70%, ecco come

    Undicesimo detenuto morto nel mese di novembre, 159 dall'inizio dell'anno


    L'altra sera Alessio Scarano, 24 anni, viene ritrovato agonizzante nella sua cella del carcere di Cuneo. La famiglia solleva pesanti dubbi sull'accaduto: "Ci hanno detto che è morto per cause naturali ma lui stava bene, non aveva alcun problema fisico". "Voglio sapere come è morto mio nipote. Se è stato picchiato, se è stato ucciso da qualcuno". A parlare è Graziella Marchese, 71 anni, nonna di Alessio.
    Di carcere si muore con frequenza allarmante e spesso a morire sono persone giovani e giovanissime: delle 11 persone decedute in questo mese di novembre soltanto 3 avevano più di 50 anni, le altre 8 sono state stroncate da quello che possiamo chiamare il "mal di carcere", che si traduce in suicidi, in overdosi, ma a volte anche in morti per motivi apparentemente inspiegabili.
    159 detenuti uccisi da questo "male" dal'inizio dell'anno; 1.542 dal 2000 ad oggi: un terzo aveva meno di 30 anni e un altro terzo tra i 30 e i 45 anni. Il 60% di loro era in attesa di giudizio, quindi, "tecnicamente", in 10 anni più di 1.000 persone "innocenti" sono morte in carcere. In molti casi questa "non colpevolezza" era reale, non soltanto formale, dato che il 40% delle persone incarcerate viene poi assolta a processo.
    Il tasso di decessi tra i giovani detenuti è elevatissimo: se lo rapportassimo all'intera popolazione italiana assisteremmo ogni anno alla morte di 120mila persone con meno di 40 anni (ed in carcere non si muore per incidenti stradali, o sul lavoro, o perché si praticano sport "pericolosi", o altro...).
    Limitandoci a considerare le morti in carcere per "cause violente", cioè tutti quei casi ufficialmente riconosciuti come suicidi o come omicidi, abbiamo tracciato un paragone tra la popolazione detenuta in Italia e quella degli Stati Uniti.
    Ne emerge un quadro insospettabile: ogni anno nelle carceri italiane muore per "cause violente" 1 detenuto ogni 1.000, mentre nelle carceri degli Usa ne muore 1 ogni 4.000 detenuti circa.
    Negli anni '80 la frequenza delle morti violente nelle carceri americane era superiore a quella italiana, ma dopo una serie di interventi, tra i quali la costituzione di uno staff composto da 500 operatori (in prevalenza psicologi) che si è fatto carico della formazione permanente del personale penitenziario (a cominicare dagli agenti) sulla prevenzione del suicidio e degli atti violenti, il tasso di suicidi e omicidi si è ridotto di quasi il 70%. Dalla metà degli anni '90 ad oggi questo livello è rimasto pressoché costante, malgrado l'aumento considerevole della popolazione detenuta.
    In Italia il tasso di mortalità dei detenuti per "cause violente" negli ultimi 30 anni si è mantenuto su valori costanti, con "picchi" di suicidi in corrispondenza delle situazioni di massimo affollamento degli istituti di pena. Sul fronte della prevenzione va ricordata l'introduzione del "Servizio Nuovi Giunti" (1987) e la Circolare Dap "Regole di accoglienza per i detenuti provenienti dalla libertà" (2007).
    Provvedimenti che non sebrano avere avuto una particolare incidenza, anche perché il personale penitenziario che dovrebbe garantirne la messa in pratica (psicologi, educatori, etc.) è scarsissimo, basti pensare che mediamente un detenuto ha ha disposizione 10 minuti di assistenza psicologica in un anno, mentre un educatore potrà dedicargli circa 1 ora ogni mese (almeno teoricamente, perché nella realtà la maggior parte del tempo viene dedicato all'espletamento di pratiche burocratiche).
    Il ministro La Russa ha recentemente dichiarato che i detenuti "si suiciderebbero anche in carceri a 5 stelle": l'esempio degli Stati Uniti (dove sicuramente le prigioni non sono a "5 stelle") ci prova invece che un livello adeguato di preparazione del personale - a cominciare dagli agenti - e di "attenzione professionale" ai problemi manifestati dai detenuti, può servire a ridurre in maniera consistente il numero delle morti per "mal di carcere".

    Francesco Morelli, curatore del Dossier "Morire di carcere"

    Detenuti morti nel mese di novembre 2009 nelle carceri italiane

    Cognome Nome Età Data morte Causa Istituto Scarano Alessio 24 anni 24-nov-09 Da accertare Cuneo Iamonte Antonino 64 anni 22-nov-09 Malattia Palermo Pagliarelli El Baghdadi Yassine 17 anni 17-nov-09 Suicidio Ipm Firenze Lorusso Giovanni 41 anni 17-nov-09 Suicidio Palmi (RC) Costa Pietro 59 anni 16-nov-09 Malattia Siena Deiola Giacomo 46 anni 14-nov-09 Da accertare Isili (CA) Vidali Bruno 46 anni 14-nov-09 Suicidio Tolmezzo (UD) Gallo Massimo 43 anni 12-nov-09 Suicidio Vercelli Saladino Giuseppe 32 anni 06-nov-09 Da accertare Parma Tunisino Detenuto 22 anni 04-nov-09 Da accertare Piacenza Pelle Antonio 77 anni 04-nov-09 Malattia Reggio Calabria
    Morti violente in carcere: confronto tra Italia e Stati Uniti

    Italia
    (Fonte: Ministero della Giustizia - Dipartimento della Amministrazione Penitenziaria)
    Anni
    Numero detenuti
    Suicidi
    Omicidi
    Totale morti violente
    2000
    53.322
    56
    0
    56
    2001
    55.193
    69
    0
    69
    2002
    55.670
    52
    0
    52
    2003
    55.432
    57
    0
    57
    2004
    55.750
    52
    3
    55
    2005
    57.796
    50
    2
    52
    2006
    49.264
    57
    1
    58
    2007
    44.233
    45
    1
    46
    2008
    51.167
    45
    0
    45

    Media morti violente su 10.000 detenuti: 10,24 (1 morte ogni 1.000 detenuti circa)
    Stati Uniti
    (Fonte: U.S. Department of Justice - Bureau of Justice Statistic - ultimi dati disponibili)
    Anni
    Numero detenuti
    Suicidi
    Omicidi
    Totale morti violente
    State Prisons
    Jails
    Totale
    State Prisons
    Jails
    Totale
    2000
    1.937.482
    151
    289
    440
    43
    17
    60
    500
    2001
    1.961.247
    169
    317
    486
    38
    21
    59
    542
    2002
    2.033.022
    168
    315
    483
    48
    17
    65
    548
    2003
    2.081.580
    200
    269
    469
    50
    14
    64
    533
    2004
    2.135.335
    200
    300
    500
    51
    23
    74
    574
    2005
    2.195.873
    215
    286
    501
    56
    21
    77
    578
    2006
    2.258.983
    220
    277
    497
    65
    34
    99
    596

    Media morti violente su 10.000 detenuti: 2,55 (1 morte ogni 4.000 detenuti circa)

    Il risultato è che nelle carceri italiane le morti violente accadono con una frequenza 4 volte maggiore, rispetto a quanto accade nelle carceri degli Stati Uniti. In allegato si possono consultare i documenti utilizzati come fonte dei dati statistici per questa elaborazione.


    Francesco Morelli
    Centro Studi di Ristretti Orizzonti - Granello di Senape
    Sede: Via Citolo da Perugia n° 35 - 35138 Padova
    Tel. e fax: 049.8712059 - mail:
    redazione@ristretti.it
    web: www.ristretti.it - @commerce: http://shop.ristretti.it

  2. #2
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    Predefinito Rif: In Italia troppe morti da "mal di carcere"

    Citazione Originariamente Scritto da _Riccardo_ Visualizza Messaggio

    COMUNICATO STAMPA
    In Italia troppe morti da "mal di carcere": negli Usa le hanno ridotte del 70%, ecco come

    Undicesimo detenuto morto nel mese di novembre, 159 dall'inizio dell'anno


    L'altra sera Alessio Scarano, 24 anni, viene ritrovato agonizzante nella sua cella del carcere di Cuneo. La famiglia solleva pesanti dubbi sull'accaduto: "Ci hanno detto che è morto per cause naturali ma lui stava bene, non aveva alcun problema fisico". "Voglio sapere come è morto mio nipote. Se è stato picchiato, se è stato ucciso da qualcuno". A parlare è Graziella Marchese, 71 anni, nonna di Alessio.
    Di carcere si muore con frequenza allarmante e spesso a morire sono persone giovani e giovanissime: delle 11 persone decedute in questo mese di novembre soltanto 3 avevano più di 50 anni, le altre 8 sono state stroncate da quello che possiamo chiamare il "mal di carcere", che si traduce in suicidi, in overdosi, ma a volte anche in morti per motivi apparentemente inspiegabili.
    159 detenuti uccisi da questo "male" dal'inizio dell'anno; 1.542 dal 2000 ad oggi: un terzo aveva meno di 30 anni e un altro terzo tra i 30 e i 45 anni. Il 60% di loro era in attesa di giudizio, quindi, "tecnicamente", in 10 anni più di 1.000 persone "innocenti" sono morte in carcere. In molti casi questa "non colpevolezza" era reale, non soltanto formale, dato che il 40% delle persone incarcerate viene poi assolta a processo.
    Il tasso di decessi tra i giovani detenuti è elevatissimo: se lo rapportassimo all'intera popolazione italiana assisteremmo ogni anno alla morte di 120mila persone con meno di 40 anni (ed in carcere non si muore per incidenti stradali, o sul lavoro, o perché si praticano sport "pericolosi", o altro...).
    Limitandoci a considerare le morti in carcere per "cause violente", cioè tutti quei casi ufficialmente riconosciuti come suicidi o come omicidi, abbiamo tracciato un paragone tra la popolazione detenuta in Italia e quella degli Stati Uniti.
    Ne emerge un quadro insospettabile: ogni anno nelle carceri italiane muore per "cause violente" 1 detenuto ogni 1.000, mentre nelle carceri degli Usa ne muore 1 ogni 4.000 detenuti circa.
    Negli anni '80 la frequenza delle morti violente nelle carceri americane era superiore a quella italiana, ma dopo una serie di interventi, tra i quali la costituzione di uno staff composto da 500 operatori (in prevalenza psicologi) che si è fatto carico della formazione permanente del personale penitenziario (a cominicare dagli agenti) sulla prevenzione del suicidio e degli atti violenti, il tasso di suicidi e omicidi si è ridotto di quasi il 70%. Dalla metà degli anni '90 ad oggi questo livello è rimasto pressoché costante, malgrado l'aumento considerevole della popolazione detenuta.
    In Italia il tasso di mortalità dei detenuti per "cause violente" negli ultimi 30 anni si è mantenuto su valori costanti, con "picchi" di suicidi in corrispondenza delle situazioni di massimo affollamento degli istituti di pena. Sul fronte della prevenzione va ricordata l'introduzione del "Servizio Nuovi Giunti" (1987) e la Circolare Dap "Regole di accoglienza per i detenuti provenienti dalla libertà" (2007).
    Provvedimenti che non sebrano avere avuto una particolare incidenza, anche perché il personale penitenziario che dovrebbe garantirne la messa in pratica (psicologi, educatori, etc.) è scarsissimo, basti pensare che mediamente un detenuto ha ha disposizione 10 minuti di assistenza psicologica in un anno, mentre un educatore potrà dedicargli circa 1 ora ogni mese (almeno teoricamente, perché nella realtà la maggior parte del tempo viene dedicato all'espletamento di pratiche burocratiche).
    Il ministro La Russa ha recentemente dichiarato che i detenuti "si suiciderebbero anche in carceri a 5 stelle": l'esempio degli Stati Uniti (dove sicuramente le prigioni non sono a "5 stelle") ci prova invece che un livello adeguato di preparazione del personale - a cominciare dagli agenti - e di "attenzione professionale" ai problemi manifestati dai detenuti, può servire a ridurre in maniera consistente il numero delle morti per "mal di carcere".

    Francesco Morelli, curatore del Dossier "Morire di carcere"

    Detenuti morti nel mese di novembre 2009 nelle carceri italiane

    Cognome Nome Età Data morte Causa Istituto Scarano Alessio 24 anni 24-nov-09 Da accertare Cuneo Iamonte Antonino 64 anni 22-nov-09 Malattia Palermo Pagliarelli El Baghdadi Yassine 17 anni 17-nov-09 Suicidio Ipm Firenze Lorusso Giovanni 41 anni 17-nov-09 Suicidio Palmi (RC) Costa Pietro 59 anni 16-nov-09 Malattia Siena Deiola Giacomo 46 anni 14-nov-09 Da accertare Isili (CA) Vidali Bruno 46 anni 14-nov-09 Suicidio Tolmezzo (UD) Gallo Massimo 43 anni 12-nov-09 Suicidio Vercelli Saladino Giuseppe 32 anni 06-nov-09 Da accertare Parma Tunisino Detenuto 22 anni 04-nov-09 Da accertare Piacenza Pelle Antonio 77 anni 04-nov-09 Malattia Reggio Calabria
    Morti violente in carcere: confronto tra Italia e Stati Uniti

    Italia
    (Fonte: Ministero della Giustizia - Dipartimento della Amministrazione Penitenziaria)
    Anni
    Numero detenuti
    Suicidi
    Omicidi
    Totale morti violente
    2000
    53.322
    56
    0
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    2001
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    2005
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    50
    2
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    2007
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    51.167
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    Media morti violente su 10.000 detenuti: 10,24 (1 morte ogni 1.000 detenuti circa)
    Stati Uniti
    (Fonte: U.S. Department of Justice - Bureau of Justice Statistic - ultimi dati disponibili)
    Anni
    Numero detenuti
    Suicidi
    Omicidi
    Totale morti violente
    State Prisons
    Jails
    Totale
    State Prisons
    Jails
    Totale
    2000
    1.937.482
    151
    289
    440
    43
    17
    60
    500
    2001
    1.961.247
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    2002
    2.033.022
    168
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    200
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    2004
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    2005
    2.195.873
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    2006
    2.258.983
    220
    277
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    65
    34
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    Media morti violente su 10.000 detenuti: 2,55 (1 morte ogni 4.000 detenuti circa)

    Il risultato è che nelle carceri italiane le morti violente accadono con una frequenza 4 volte maggiore, rispetto a quanto accade nelle carceri degli Stati Uniti. In allegato si possono consultare i documenti utilizzati come fonte dei dati statistici per questa elaborazione.


    Francesco Morelli
    Centro Studi di Ristretti Orizzonti - Granello di Senape
    Sede: Via Citolo da Perugia n° 35 - 35138 Padova
    Tel. e fax: 049.8712059 - mail:
    redazione@ristretti.it
    web: www.ristretti.it - @commerce: http://shop.ristretti.it


    Molto interessante quest'articolo.

    Non c'è dubbio che lo stato di violenza (suicidi, omicidi, maltrattamenti) che si produce nelle carceri è un problema enorme su cui è doveroso fare una riflessione che tocchi diversi aspetti del senso della pena e della reintegrazione sociale.

 

 

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