Appello: Nessuno è straniero in Europa
Per una nuovo patto di cittadinanza
Appello
Nessuno è straniero in Europa
Per una nuovo patto di cittadinanza
L'Europa "fortezza" si sta costruendo senza i migranti, con lo Sfruttamento del loro lavoro e contro di loro. Il progetto di Costituzione dell'UE, come i precedenti Trattati, stabilisce infatti che è "cittadino dell'Unione chiunque abbia la cittadinanza di uno Stato membro". L'esclusione di più di 15 milioni di persone che hanno la cittadinanza di Stati terzi, è per noi inaccettabile, oggi come in passato. Essa è una ingiustizia, che spinge verso un'Europa razzista, che nega il principio di una cittadinanza inclusiva e cosmopolita.
L'Europa dei governi, dei poteri forti, degli interessi del capitale vuole sancire in maniera inequivocabile, attraverso un principio costitutivo come quello contenuto nella bozza di costituzione, l'esistenza di una "umanità inferiore" accanto agli "europei originali".
La scelta di una discriminazione costituzionalmente riconosciuta segue ad una serie di fallimenti nelle politiche sull’immigrazione del Consiglio Europeo che ha trovato in tutti gli ambiti accordi al ribasso e soluzioni che delegano ai singoli paesi le scelte sostanziali, rinunciando ad una politica europea in questo settore. L’unica scelta che ha visto un accordo generale riguarda le politiche di controllo ed espulsione che, dopo l’11 settembre, anche in nome della lotta al terrorismo, hanno cancellato ogni parvenza di democraticità. Il modello Guantanamo rischia di insediarsi in Europa e di diventare l’asse di riferimento delle politiche sull’immigrazione. L’Agenzia sulle frontiere, gli accordi di polizia, il sistema di informazione Schengen, il sistema di registrazione delle impronte digitali (Eurodac) e tutte le direttive e gli accordi degli ultimi due anni, insieme all’ipotesi di apertura di centri di detenzione europei fuori dall’Europa, configurano l’innalzamento di una barriera insuperabile tra europei e migranti, una barriera che è anche macigno che rischia di seppellire le nostre democrazie.
Il movimento per i diritti dei migranti in tutta Europa si batte per affermare la centralità dei migranti nella costruzione di un'Europa dal basso, l'irriducibilità dei loro diritti, che riguardano la qualità della cittadinanza di tutti e tutte. Siamo convinti che non ci può essere nessuna democrazia senza i migranti e che il loro protagonismo e la loro partecipazione alla battaglia per un Europa migliore sia parte integrante della costruzione dell'altra Europa.
I governi europei hanno risposto alla domanda di partecipazione e democrazia, che viene dai migranti, con le politiche di reclusione, esclusione e repressione.
Per contrastarle bisogna partire dall'affermazione di una parità formale e sostanziale tra tutte le persone che vivono in Europa.
Le prossime elezioni europee rappresentano una appuntamento centrale per un cambiamento della strategia politica e culturale dell’Europa.
Chiediamo ai partiti, ai movimenti, ai singoli parlamentari un impegno per modificare in maniera sostanziale la politica europea in materia di immigrazione, diritto d’asilo e lotta al razzismo.
In particolare pensiamo che i punti qualificanti per una scelta chiara e moderna su questo tema debbano riguardare
· la separazione tra cittadinanza e nazionalità,
· la chiusura di ogni luogo di reclusione e esclusione per migranti,
· la realizzazione di una politica di tutela dei richiedenti asilo con l’introduzione di garanzie sostanziali, di procedure che abbiano al centro la tutela e non la persecuzione e percorsi d’integrazione sociale reali e diffusi,
· l’introduzione di meccanismi di regolarizzazione permanente
· l’ingresso per ricerca di lavoro
· la cancellazione di ogni “percorso giudiziale speciale”
· il riconoscimento del diritto di voto
· la messa in atto di strumenti concreti di persecuzione di ogni forma di discriminazione
· il rispetto dei diritti umani, della Costituzione e delle convenzioni internazionali alle frontiere e nei luoghi di transito dei migranti
Su questi pochi punti qualificanti ci mobiliteremo nei prossimi mesi e chiediamo alle forze politiche di esprimere la volontà attraverso l’adesione a questo appello.
Filippo Miraglia
Responsabile Immigrazione Arci
Piero Soldini
Responsabile Immigrazione Cgil
Prime adesioni:
Tana De Zulueta, Dipartimento Immigrazione PRC,




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